1 aprile 2015

[Mare Infranto 02] Mezzo mondo - Joe Abercrombie

Buon pomeriggio amici fantasyosi, come procede la settimana?
Vi avevo promesso, nell'ultimo commento, due novità nuove di zecca ed eccovi qui subito la prima: Mezzo mondo di Joe Abercrombie. Questo è il secondo volume della trilogia del Mare Infranto di Abercrombie, l'autore inglese che ha pubblicato la trilogia La prima legge più tre spin off a cura della Gargoyle. Il primo Il mezzo re (di cui trovate il mio commento qui) è stato pubblicato a ottobre 2015 e a metà marzo, quindi dopo veramente una manciata di mesi, è uscito Mezzo mondo. La pubblicazione in lingua originale di Half the world è di febbraio 2015 perciò la Mondadori ha impiegato davvero pochissimo tempo per la traduzione e l'uscita in libreria in Italia. E la cosa, senza dubbio, rende molto felici noi lettori che odiamo aspettare secoli per i seguiti delle serie che ci piacciono o, peggio, l'interruzione totale. Per quanto riguarda il terzo volume, l'originale è previsto per autunno/inverno 2015. E chissà che la M non pubblichi subito anche Half a war? Attendiamo con pazienza.
Ah volevo annunciarvi con piacere che in libreria trovate finalmente Champion di Marie Lu, il terzo della trilogia iniziata con Legend e proseguita con Prodigy. Spero di recensirvelo presto!
La copertina è molto bella e richiama il tema principale della trilogia e di Mezzo mondo in particolare, il mare. Un'onda altissima si leva dall'acqua portando con sé spade, lance, asce e tutte le armi da combattimento. Il Mare Infranto è in fermento, una guerra sta per abbattersi sulle sue sponde e quale immagine migliore di un'onda ricolma di armi? Semplicemente perfetta, di certo migliore della copertina del primo volume che rappresentava un cristallo di ghiaccio e una spada. Questa è bellissima ed è uguale alle edizioni inglesi. La nave in balia dell'onda è la Vento del Sud su cui è imbarcato Yarvi e la sua ciurma e con loro portano notizie di guerra.

Attenzione, come per tutti i volumi successivi al primo, vi sconsiglio di andare oltre se non avete letto Il mezzo re pena un sacco di spoiler sulla trama. Fate voi.

Trama. Thorn vuole diventare una guerriera come il padre ma il giorno della sua prova il maestro d'armi la spinge troppo oltre e un ragazzo, suo avversario, rimane ucciso accidentalmente. La pena per l'omicidio, seppur involontario, è la morte ma Brand, che vuole diventare un guerriero come Thorn, intercede per lei con Padre Yarvi che la risparmia e le fa giurare di eseguire i suoi ordini da adesso in poi. Ordini che prevedono di imbarcarsi con il ministrante e di attraversare mezzo mondo per cercare alleati per la guerra che si sta profilando all'orizzonte contro il Gran Re di Skeken. Tutto ciò cambierà la vita di Thorn e le sue prospettive future.

Sono passati circa tre, quattro anni delle vicende del giovane Yarvi narrate ne Il mezzo re. A differenza del primo volume, in cui il protagonista assoluto era Yarvi qui diventa una figura meno invasiva ma sempre necessaria. Con il tempo è diventato il ministrante di Re Uthil, lo zio ritrovato alla fine del precedente volume, e la madre, la regina Laithlin è in attesa del, si spera, erede al trono. Yarvi riveste, ora, un ruolo di grande prestigio e grande responsabilità, è un uomo astuto e temuto in tutto il Mare Infranto, la cui reputazione riecheggia anche nella lontanissima Prima Città. Molto astuto, al limite del complottista. Ed è anche il suo bello perché il lettore è sempre in allerta e si chiede "Padre Yarvi farà questa cosa con un secondo fine oppure no?" e di solito la risposta è sì.
Durante la lettura di Mezzo mondo non ho potuto fare a meno di notare una somiglianza tra Thorn e Ferro Maljinn della trilogia La prima legge. Sebbene le due ragazze siano molto diverse come approccio all'esistenza ciò che le muove è, per entrambe, la vendetta. Ferro ha vissuto da schiava per la maggior parte della sua vita e l'unico suo obbiettivo è vendicare il suo popolo per i soprusi e le angherie durate fin troppo. Thorn, sebbene cresciuta in una famiglia agiata, ha perso il padre anni prima per mano del terribile Grom-gil-Gorm, re del Vansterland, e ora cerca vendetta per la sua morte. Al di là di questo scopo, le due sono entrambe ottime guerriere e molto poco femminili. A Ferro non importa molto ma Thorn è costretta a confrontarsi tutti i giorni, fin da piccola, con sua madre che la vorrebbe figlia, non guerriera. E il suo vero nome è Hild, Thorn è il soprannome con cui la chiamava suo padre, "spina".
Il personaggio che mi è piaciuto di più è quello di Brand; ha avuto una vita difficile ma, come sua madre gli ha insegnato, cerca sempre di fare il bene. Ed è seguendo questo principio che parla con Padre Yarvi riguardo a quello che è successo durante la prova di Thorn. Anche se all'inizio sembra essere un codardo, durante il viaggio attraverso mezzo mondo si rivelerà un compagno affidabile e leale.

I punti di vista sono quello di Thorn e quello di Brand. Viviamo i loro pensieri, desideri, emozioni e assistiamo al loro percorso interiore che li porterà da essere ragazzi, hanno sedici anni, a donna e uomo. La narrazione è leggera, i capitoli non lunghi la rendono veloce. I dialoghi sono verosimili e le descrizioni interessanti e ben costruite. Ve ne lascio qualche esempio. Il primo si riferisce alle rovine della città elfica di Smolod sulle rive del fiume Divino mentre il secondo al palazzo del principe Varoslaf di Kalyiv.

Le rovine elfiche affollavano entrambe le rive del fiume, con le torri, i palazzi grandiosi e gli edifici squadrati che incombevano incutendo terrore, il vetro infranto che luccicava quando coglieva i bagliori del sole.
Il Divino scorreva in un letto così ampio da sembrare un lago, con zanne crepate di pietra che emergevano dai punti di secca. Attorno, sulle due sponde, una foresta di alberi rampicanti e cespugli di rovi.

All'interno, il palazzo del principe di Kalyiv risultava persino più grande, le nervature tratte dai tronchi di alberi giganteschi ancora piantati nella terra indurita, i fasci di luce colmi di polvere danzante che lo fendevano dalle finestre in alto. C'era un ampio focolare ma le fiamme ardevano basse e lo spazio echeggiante pareva quasi freddo dopo il calore dell'esterno.

Lo stile è semplice ma curato; per il linguaggio e le tematiche lo consiglio, come Il mezzo re, a un pubblico dai quindici anni in su. Il finale esiste ma rimane un grosso spiraglio per il terzo libro, che decreterà le sorti della pericolosa guerra contro il Gran Re. In Mezzo mondo si intravede la magia, seppur debole e limitata a un unico episodio. Nel libro precedente non se ne vedeva nemmeno un accenno, magari se ne parlava, e il fantasy era affidato unicamente all'ambientazione di fantasia. Qui, un piccolo evento ci ricorda che, comunque, la magia elfica esiste e viene talvolta praticata perciò diciamo che potrebbe essere considerato un low fantasy.

Tirando le conclusioni, Mezzo mondo è un degno seguito. Mi è piaciuto e lo consiglio e di conseguenza consiglio anche il primo volume.
Che mi dite? Voi l'avete già letto?


Vi lascio il link di ibs: Mezzo mondo - Joe Abercrombie

Autore: Joe Abercrombie
Dati: 2015,378 p., rilegato
Traduttore: Rialti E.
Editore: Mondadori (collana Omnibus)

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