8 aprile 2015

[Libri dell'inizio 03] L'Atlante di tenebra - John Stephens

Ciao fantamaniaci e buon pomeriggio! Avete trascorso bei momenti di lettura a Pasqua?
Oggi vi parlo di un libro che aspettavo da secoli: L'Atlante di tenebra di John Stephens, terzo di trilogia. Il primo volume della trilogia i Libri dell'inizio si intitola L'Atlante di smeraldo ed è uscito in libreria nell'aprile 2011, un evento in contemporanea addirittura in trentaquattro paesi che è stato indicato come caso editoriale dell'anno e conteso dalle case editrici del mondo, della Luna e anche di Marte. L'Atlante di fuoco, il secondo volume, arriva nell'ottobre 2012, dopo di che il silenzio per anni fino a quando pochi mesi fa viene annunciata la pubblicazione del terzo. Stephens non è un autore a tempo pieno ma lavora per la televisione (è produttore e sceneggiatore famoso), quindi ha dovuto condividere la scrittura con il resto. Motivo per cui il terzo volume, L'Atlante di tenebra appunto, è stato pubblicato dalla Longanesi solo a marzo 2015. A dire il vero, non lo aspettavo perché ero impaziente di leggerlo ma perché era troppo tempo che la trilogia era orfana del terzo libro e volevo leggere finalmente la conclusione. Non ero impaziente di leggerlo dato che, come spiegherò dopo, l'originalità e il coinvolgimento non sono esattamente i punti forti dei libri di Stephens. Purtroppo non posso linkarvi i precedenti commenti, mi dispiace molto ma li ho letti nel 2012 e ancora il blog non esisteva.
La copertina è bellissima ma devo essere sincera: non riconosco il luogo che è rappresentato. Non mi dice niente questa villa immersa nella nebbia e il cancello con le iniziali C e F. Anzi, se qualcuno lo riconosce potrebbe dirmelo? In ogni caso è molto bella e attira l'attenzione. Il titolo in alto è bene in evidenza mentre forse il nome dell'autore è sbilanciato. Non vedo riferimenti ai due volumi precedenti ma suppongo ci siano all'interno, nelle alette.

Attenzione, questo è il commento di un terzo libro. Do per scontato che, se lo leggete, abbiate conoscenza dei precedenti volumi. Se non l'avete, non andate oltre pena spoiler.

Trama. L'Atlante di smeraldo e quello di fuoco sono in mano ai fratelli Kate e Michael. Ora manca solo l'Atlante di tenebra, o La resa dei conti, che è destinato ad Emma, la sorella più piccola, e i tre libri dell'inizio saranno ritrovati. Anche il Ferale Magnus cerca il terzo libro e, per averlo, scatenerà una battaglia contro il popolo magico. Ma i tre Custodi sanno che gli Atlanti sono pericolosi e che l'universo, ad ogni loro utilizzo, diventa più fragile. Il destino di tutti è nelle loro mani.

Va beh, niente di nuovo sotto il sole.
Avevo segnato degli appunti tempo fa, quando lessi i primi due volumi, ma non sono con il mio pc e non posso aprire il file. Tuttavia mi ricordo perfettamente che l'originalità non è uno dei punti forti di questa trilogia. I tre ragazzini, Kate di quindici anni, Michael di tredici ed Emma di dodici, mi ricordavano fin troppo i tre fratelli de Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler). Entrambe le storie hanno tre fratelli, la maggiore di entrambe ha dovuto curare i fratelli più piccoli, i genitori sono morti (in realtà qui sono solo scomparsi nel nulla ma diamo per scontato che, almeno all'inizio, siano morti), il fratello di mezzo delle due storie ha dodici anni e ne compie tredici durante la narrazione. Ovviamente non posso non fare riferimento anche a Harry Potter per la schifosa vita da orfani, il super cattivo di turno e il carattere di predestinati con tanto di profezia. E gli elfi e i nani che compaiono sono quelli della migliore tradizione classica fantasy: non si sopportano, gli elfi pensano al loro bell'aspetto, i nani sono eccellenti fabbri, eccetera. Sono abbastanza sicura che ci siano altri richiami ad altri libri (tipo Narnia) ma così, su due piedi, mi vengono in mente solo questi. Ma direi che il punto è piuttosto chiaro: l'originalità va trovata altrove.
A dirla tutta e ad essere onesti, l'idea di base dei tre libri, se dimentichiamo tutto il resto, non è male. Interessante che ogni fratello diventi il Custode di un libro in particolare con caratteristiche specifiche, però manca tutto il resto. Le ambientazioni non sono malvagie, buone le descrizioni dell'isola di Loris in cui risiede parte del mondo magico. Ma questo non basta se non c'è più originalità.
Direte voi, ormai è difficile essere originali e avete ragione, lo dico anche io. Credo, comunque, che sia ancora possibile tirare fuori dal cilindro altre idee per diversificare i lavori. Per dire: perché i fratelli sono per forza uguali a quelli di Lemony Snicket? La storia avrebbe funzionato lo stesso cambiando il sesso, magari usando un fratello maggiore protettivo invece di una sorella e un impavido ma fragile fratellino minore al posto di Emma. Certo, a questo punto il Ferale Magnus de L'Atlante di fuoco avrebbe dovuto essere una fanciulla, al posto di Rafe, visto che il primo fratello doveva innamorarsi di lei. E perché non farlo? Chi lo dice che i supercattivi debbano per forza essere sempre uomini o ragazzi? Per cui ecco, già buttando lì argomenti a caso in due minuti ho dato spunti diversi, ho rinnovato la trilogia. La storia di base avrebbe funzionato lo stesso e non mi sarebbe dispiaciuto un personaggio malvagio completamente ridisegnato. Bastava solo un pizzico di audacia in più e non ne sarebbe uscita la solita storia clichè. Anche perché il finale non è il solito scontato del vissero tutti felici e contenti per sempre ma lascia un po' di amaro, segno che l'autore avrebbe potuto compiere uno sforzo ulteriore e rendere la trilogia quantomeno diversa dal solito.

A questo punto dovrei passare ai commenti sulla parte tecnica. La narrazione è in terza persona al passato e i punti di vista sono diversi. Abbiamo i tre fratelli, Kate, Michael ed Emma, Gabriel, il loro amico e protettore e i genitori dei tre ragazzini, Richard e Clare che condividono il pov. Ovviamente i protagonisti principali sono i fratelli. Le descrizioni e i dialoghi sono costruiti bene. Lo stile è semplice e adatto a tutti, anche al pubblico dei più piccoli ed infatti la versione originale lo suggerisce nella fascia 8-12 anni. Non ho trovato una gran cura nel lessico ma questo potrebbe essere colpa della traduzione. E sempre per quanto riguarda la traduzione, ogni libro ha avuto un traduttore italiano diverso e, a dire il vero, non ricordo lo stile dei due titoli precedenti ma suppongo sia rimasto sostanzialmente lo stesso. Le scene di azione sono chiare e ben descritte, si seguono con facilità. Si distingue, inoltre, una bellissima scena tra Emma e Gabriel, quasi commovente. Il finale, come dicevo prima, non è il solito finale al miele ma fa riflettere.

Concludo dicendo che L'Atlante di tenebra mi è sembrato il migliore dei tre ma che, tuttavia, coinvolge poco come i due precedenti. Non mi sono affezionata ai protagonisti e non mi sono immedesimata nelle loro avventure e sventure. Sono arrivata all'ultima pagina, ho chiuso il libro (cioè, l'ebook) e ho pensato che non mi aveva lasciato molto. Di solito quando finisco di leggere un libro, mi prendo qualche minuto per ripensare alla storia ma con L'Atlante non è successo. Ero solo contenta di aver letto il finale e terminato la trilogia.
Questa è solo una mia opinione ovviamente, sono sicura che moltissimi di voi l'avranno trovato meraviglioso e che non vi abbia dato fastidio il fritto misto di idee prese da altri libri. E ci sta.
Magari vi consiglio la trilogia intera ma da leggere così, tanto per riempire qualche ora con qualcosa di poco impegnativo. Però se non avete tempo da perdere in letture frivole, non credo ne valga la pena (o il prezzo).


Vi lascio il link di ibs: L'atlante di tenebra - John Stephens

Autore: John Stephens
Dati: 2015, 486 p., rilegato
Traduttore: Petersson S.
Editore: Longanesi (collana La Gaja scienza)

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