13 aprile 2015

[Legend series 03] Champion - Marie Lu

Buon pomeriggio fantamaniacs e buon inizio di settimana!
Avete passato un felice weekend? Credo sia stato un bel weekend di sole in tutta Italia. Qui a Bologna quanto meno lo è stato, l'aria inizia a riscaldarsi e c'è profumo di fiori. E mentre fuori splende il sole noi lettori compulsivi leggiamo. Io sono riuscita a terminare la prima lettura che vi presento adesso e a iniziare e concludere la seconda lettura che troverete tra una manciata di minuti. Siete curiosi vero? Oggi faccio una combo, mi sembrava simpatico e sono particolarmente allegra.
Dunque, è con immenso piacere che vi parlo di un libro che aspettavo da parecchio tempo e che non vedevo l'ora di leggere: Champion di Marie Lu. Se seguite il mio blog da un po' vi sarà capitato di imbattervi nei commenti di Legend (lo trovate a questo link) e di Prodigy (sim sala qui) che ho trovato molto buoni. A ottobre 2013 esce il primo volume a cura della Piemme, a marzo 2014 è stato pubblicato il primo volume e finalmente a marzo 2015 esce in libreria il terzo libro, Champion appunto. Un'altra trilogia si è conclusa e devo dire che è stata veramente una buonissima lettura e mi dispiace che sia finita, ma credo che la Lu abbia dato una degna conclusione alla sua avventura e che Day e June rimarranno nei miei pensieri per parecchio. Magari tra non molto li rivedremo al cinema.
Copertina. Molto bella e sullo stile semplice e stilizzato delle copertine precedenti. Anche in questo caso la Piemme ha utilizzato il tema principale della copertina originale inglese. Abbiamo il titolo bene in evidenza in basso, il nome dell'autrice in alto e il richiamo al fatto che la Lu abbia scritto altri due libri prima di questo. L'unica cosa che differenzia questa copertina da una delle due versioni originali (l'altra è identica) è un foro di proiettile. Vedete sulla rosa in basso a sinistra quelle tracce di sangue che cola? Ecco, in una delle versioni, lì c'è il foro di un proiettile da cui sgorga il sangue. Se nel primo libro il simbolo era quello della Repubblica, nel secondo di una parte di quello delle Colonie in questo, beh, a dire il vero non saprei bene. Ci sono almeno due richiami: la rosa e le fiamme al centro. Le fiamme potrebbero essere quelle che, nelle prime pagine, Day si è disegnato sulle guance per mimetizzarsi tra la folla a San Francisco ma potrebbero anche riferirsi alla guerra o alla fiamma dell'amore tra Day e June. La rosa, invece, mi sembra quella che Eden realizza con la carta per Day: una palla di carta che, aprendosi, rivela una rosa. O magari me lo sto solo sognando...

Attenzione, questo è un terzo volume e siete a rischio spoiler per il primo e il secondo libro.

Trama. Dopo aver sventato l'omicidio del nuovo Elector, June è tornata tra le grazie della Repubblica con il prestigioso ruolo di Princeps. Day, invece, vive a San Francisco e si è finalmente ricongiunto al suo fratellino Eden che, piano piano, si sta riprendendo dal morbo con cui era stato infettato. Nel frattempo, alla vigilia della firma del trattato di pace con le Colonie, la Repubblica viene accusata dalle stesse Colonie di aver liberato al confine la malattia che il precedente Elector aveva fatto sviluppare. Le Colonie intimano alla Repubblica di dare loro la cura o sarà guerra. Day deve scegliere se sacrificare la vita di migliaia di cittadini innocenti o mettere a rischio quella di suo fratello Eden che potrebbe essere decisivo per la cura. La decisione sarà difficile e il suo percorso si incrocerà di nuovo con quello di June.

Dunque, avevamo lasciato June che accetta il ruolo di Princeps e Day che aveva deciso di lasciare Los Angeles per ricominciare e, di conseguenza, lasciare anche June. Il motivo era semplice: Day sta morendo a causa di un'infezione al cervello causata dall'iniezione che avrebbe dovuto ucciderlo dopo la Prova. Perciò, le strade dei due ragazzi si erano divise. Dopo otto mesi, June è diventata una Princeps, ruolo che condivide con altri due Senatori a causa della sua inesperienza politica. Day vive con Eden a San Francisco ed è preda di attacchi di mal di testa sempre più violenti che stanno erodendo il suo tempo. Eden, che nel primo volume era stato infettato dal morbo, è guarito ma la vista potrebbe non tornare più. Entrambi i fratelli fanno del loro meglio per avere una vita normale.
Fino a quando Day è richiamato a Los Angeles per una riunione di emergenza. La Repubblica sta per firmare un trattato di pace con le Colonie ma, pochi giorni prima della firma, le Colonie recapitano un messaggio alla Repubblica intimando di consegnare la cura o sarà guerra. Le fonti dicono che al confine tra le due nazioni si è diffuso lo stesso morbo che il precedente Elector, il padre di Anden, aveva fatto creare come arma batteriologica contro i nemici. Il problema è che la Repubblica non lo ha diffuso e non ha nemmeno una cura. L'unica speranza è trovare il Paziente Zero che altri non è che Eden. Day si trova a un bivio: la Repubblica gli chiede di sacrificare ciò che di più caro ha al mondo e l'ultimo componente della sua famiglia. Senza Eden, tutti gli innocenti cittadini della Repubblica sono in serio pericolo. Senza cura, le Colonie scateneranno la loro potenza sulla Repubblica.

La narrazione è divisa in due punti di vista alla prima persona al presente. Il punto di vista di June è sempre puntuale ed efficiente, troviamo luogo e temperatura dell'ambientazione e molti dettagli anche inutili, ve ne lascio un esempio.

Sono io a saltare all'occhio con il mio abbigliamento nero e oro (perfino i settantasei soldati di guardia sono vestiti di rosso; due per ogni senatore, due per me, due a testa per gli altri due Princeps, quattro per Anden e quattordici alle entrate anteriori e posteriori...

Il punto di vista di Day, invece, è abbastanza classico, trasmette le sue emozioni e i suoi pensieri. Mi è sempre piaciuta questa enorme differenza di stile tra i due perché li rispecchia al cento per cento. June è fissata per i dettagli, deve tenere tutto sotto controllo, è sempre all'erta a causa del suo addestramento militare e la sua propensione alla puntigliosità. Ogni giorno tiene il conto di quanto è passato dalla morte di suo fratello (sono passati esattamente 289 giorni all'inizio del libro) e di quanto tempo manca alle prossime tappe importanti nel corso della storia. Le descrizioni degli ambienti nel punto di vista di June sono precise e maniacali, quelle dal punto di vista di Day sono distratte e senza troppa importanza. Le scene di azione sono chiare e si seguono bene. I dialoghi sono verosimili. I capitoletti brevi che si alternano tra June e Day rendono la narrazione ritmata e veloce, il lettore è invogliato a continuare la lettura perché si interrompono proprio in momenti significativi. Il finale è azzeccato, non smieloso come si potrebbe pensare ma serio e ponderato.

Beh, non ho che da dir bene della trilogia di Marie Lu. Il terzo capitolo non delude le aspettative e mescola sapientemente una trama scoppiettante e senza riposo con l'azione di un thriller. Devo, però, ammettere che c'è un'impennata del romance in Champion che, tuttavia, non mi ha disturbato più di tanto. Day e June si sfiorano, si allontanano, si intersecano l'una con l'altro ma senza avvicinarsi del tutto e completamente. La loro storia è complessa e hanno entrambi i loro demoni. La vita di June, sebbene sembri luccicante e sfarzosa, nasconde il dolore per la perdita della sua famiglia; l'anima di Day è segnata dal tradimento della Repubblica, dal rapimento di suo fratello e dall'uccisione della madre che attribuisce a June, anche senza volerlo. Sono personaggi costruiti con complessità e non sono lasciati al caso, evolvono durante la trilogia, ognuno superando i propri limiti. June e Day soffrono, cadono, si rialzano e sacrificano se stessi. Non vogliono essere degli eroi ma lo diventano.

In conclusione la trilogia Legend, Prodigy e Champion ve la consiglio, è un'ottima lettura. Ovviamente è un distopico per cui il genere non deve farvi del tutto schifo per poterlo apprezzare. Il mio giudizio nei confronti dei distopici è neutro (anche se preferisco l'epic fantasy su tutti) per cui sono molto soddisfatta e mi dispiace molto che la storia di June, Day e della Repubblica si sia conclusa.

...lui è una leggenda, lei è un prodigio...

Vi lascio il link di ibs: Champion - Marie Lu 

Autore: Marie Lu
Dati: 2015, 329 p., rilegato
Traduttore: Salvi G.
Editore: Piemme (collana Freeway)

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