13 aprile 2015

[Area X 01] Annientamento - Jeff VanderMeer

Amici, di nuovo buon lunedì. Come promesso, ecco il secondo breve commento della combo di oggi. Il libro di prima era un distopico mentre questo è, beh, non lo so. Mi è sembrato un incrocio tra fantascienza e horror, con un pizzico di tematiche new age che scoprirete se vorrete leggerlo.
Il titolo in questione è Annientamento, primo della trilogia Area X di Jeff VanderMeer. Nel 2014, a distanza di tre mesi l'uno dall'altro, la casa editrice Farrar, Straus and Giroux - FSG - di New York ha pubblicato l'intera trilogia di VanderMeer. Nel febbraio 2014 è uscito in libreria Annihilation, a maggio è stato pubblicato Authority mentre Acceptance, l'ultimo libro, è di settembre. Il primo volume è stato pubblicato in ben diciassette paesi, rendendo la trilogia di VanderMeer un fenomeno pressoché mondiale. In Italia la casa editrice che si occupa della trilogia è l'Einaudi che a marzo ha pubblicato Annientamento. Sul sito della casa editrice riportano l'informazione che i prossimi due volumi verranno pubblicati a giugno e settembre, mantenendo e rispettando le date di pubblicazione originali a intervallo di tre mesi l'una dall'altra. Piccolo dettaglio in aggiunta. In originale la trilogia prende il nome di Southern Reach dal nome dell'agenzia governativa che si occupa degli eventi dell'area misteriosa mentre in Italia gli è stato attribuito il titolo di Area X. Ho voluto usare il titolo italiano per due motivi: il primo è che è di più facile identificazione nelle ricerche online, il secondo è che comunque il titolo Area X è pertinente. L'autore ha dichiarato di essersi ispirato alla riserva naturale nazionale di St. Marks in Florida per l'ambientazione dei suoi libri e la Paramount Pictures, si legge sulla pagina wikipedia, ha acquistato i diritti dell'intera serie per creare dei film basati su essa. Ora resta solo da vedere se e quando li produrranno.
Copertina. Piacevolmente confusa e verdeggiante quella italiana dell'Einaudi. Si intravede un profilo di donna - potrebbe essere la protagonista? - nascosto dalla vegetazione. O meglio, la vegetazione sembra aver preso possesso della donna e in questo senso il richiamo all'annientamento è perfetto. L'essere umano viene annullato e la natura prende il sopravvento trasformando l'uomo in qualcosa di perfetto. Essenziale e pulita con titolo, autore e casa editrice in alto nello stile chiaro dell'Einaudi (se ci fate caso le copertine di questa ce non si perdono quasi mai in fronzoli) Molto bella, però, anche quella originale americana che trovate qui a destra. La vegetazione si appropria del titolo e in alto trovate anche il riferimento alla trilogia - Book 1 of the Southern Reach trilogy - che nella copertina italiana è purtroppo assente in prima battuta. Sono abbastanza sicura che nelle alette interne il riferimento ci sia ma con l'ebook non posso verificarlo.

Trama. L'Area X esiste ormai da trent'anni e molte missioni esplorative sono fallite. La dodicesima missione di ricerca è composta da quattro donne di cui non conosciamo i nomi ma solo i ruoli: la psicologa, l'antropologa, la topografa e la biologa. Arrivate sul posto, le quattro capiscono subito che c'è qualcosa di strano e scoprono un tunnel che conduce nelle profondità del terreno, e che non è stato segnato su nessuna mappa, sulle cui pareti sono state composte delle parole inquietanti. Sarà la biologa a mettersi in gioco più di tutte e a esplorare gli infiniti misteri dell'Area X.

No, davvero questa è una delle trame più orribili che abbia mai steso. Ho scritto e cancellato un sacco di volte intere frasi e giuro che è il meglio che mi sia venuto fuori, chiedo perdono. Cerco di spiegarvela un po' meglio.
L'Area X è una zona strana, ricca di vegetazione, ma anche di paludi e canneti e che sfocia nel mare. L'entrata nella zona avviene esclusivamente tramite ipnosi dei ricercatori e la sua uscita sembra avvenire nello stesso modo. Sulla costa si erge un faro che è stato teatro di una sanguinosa battaglia tempo prima, quando l'Area era già stata chiusa. Molti misteri sono stati nascosti dalla Southern Reach ai suoi esploratori, alcuni omessi consapevolmente altri perché ancora insondati. La zona sembra essere in lenta espansione e la vegetazione all'interno è la padrona. Sembra anche che il tempo scorra in modo diverso e che gli animali abbiano uno sguardo fin troppo umano.
La biologa, di cui non conosciamo mai il nome così come per gli altri personaggi, è la protagonista del racconto e si è offerta volontaria per cercare tracce del marito, arruolato nell'undicesima missione. Dopo un anno, il marito è tornato a casa all'improvviso ma era nient'altro che un guscio vuoto: la biologa in lui non ha trovato nulla di ciò che era prima. Sei mesi più tardi era morto, come gli altri pochi componenti della missione riapparsi magicamente a casa.
Insieme alle altre quattro scienziate, la biologa scopre un tunnel che conduce centinaia di metri verso il basso. A lei, a dire il vero, sembra una torre, somigliante moltissimo per certi versi al faro. Sulle pareti di questo tunnel una figura misteriosa ha tracciato delle parole attraverso dei funghi bioluminescenti. Parole inquietanti che predicono eventi altrettanto inquietanti, in una frase infinita che scende fino alla base del tunnel. A questo punto la biologa, più di tutte, vuole vederci chiaro e scoprire i misteri dell'Area X e, forse, trovare se stessa e salvarsi.

Ecco, così va già un po' meglio anche se non riesco ancora bene a descrivervi l'Area X. Il motivo è che non l'ho capita fino in fondo. Assomiglia a una zona di transizione tra la terra solida esterna all'area e il tratto di costa interno. L'ossessione dell'addestramento per il faro, il fatto che non ci siano strumenti più recenti di una vecchia macchina fotografica a pellicola, le parole sulle pareti della torre (sono convinta anche io che sia una torre, ha molto senso)... Non lo so, ragazzi, è tutto veramente inquietante. E vi dirò di più, l'ho dovuto leggere tutto d'un fiato, non sono riuscita a metterlo giù. Ero così curiosa di scoprire anche io i misteri dell'Area X che non potevo lasciarlo andare, volevo saperne di più ad ogni minuto che passava. E ogni minuto che passava, la faccenda diventava sempre più inquietante.
E poi, secondo voi, una frase del genere scritta con i funghi luminosi su una parete di un tunnel non è inquietante?


Dove giace il frutto soffocante che giunse dalla mano del peccatore io partorirò i semi dei morti per dividerli con i vermi che si raccolgono nelle tenebre e circondano il mondo col potere delle loro vite mentre dagli antri oscuri di altri luoghi forme che non potrebbero mai essere si contorcono impazienti per i pochi che non hanno mai visto o non sono mai stati visti...

Velocissimamente un po' di parte tecnica. La narrazione è in prima persona al passato con il punto di vista esclusivo della biologa. I dialoghi sono pochi e le descrizioni degli ambienti e dei fatti costituiscono la maggior parte della storia. Ci sono alcuni flashback con cui la biologa informa il lettore del suo passato e delle motivazioni che l'hanno spinta a offrirsi volontaria con la missione. Spesso si rivolge direttamente al suo ipotetico lettore. Il finale è inquietante, in linea con il racconto.

Concludo dicendo che, al contrario delle mie prime aspettative di sufficienza, Annientamento mi è piaciuto. Non tanto per lo stile che risulta abbastanza monocorde quanto per la vicenda in sè. Ho trovato l'idea molto originale e ben delineata, si capisce che VanderMeer ha uno scopo per il racconto, tutto fa parte di un disegno più ampio.
Non so, io ve lo consiglio.

Vi lascio il link di ibs: Annientamento - Jeff VanderMeer

Autore: Jeff VanderMeer
Dati: 2015, 182 p., rilegato
Traduttore: Mennella C.
Editore: Einaudi (collana Supercoralli)

2 commenti:

  1. Mi attira.... mi ricorda in parte la serie Lost, la leggerò penso! ! Quando??? Mah..... boh!!!

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    1. Ciao Sara, grazie per il commento!
      Lost non l'ho mai guardato ma so che succedevano cose piuttosto strane su quell'isola. Effettivamente un po' lo ha richiamato anche a me. Su ibs ci sono anche parecchi commenti negativi, io invece l'ho trovato inquietante abbastanza da mantenere viva la mia attenzione. De gustibus. Provalo e dimmi come l'hai trovato, sono poche pagine.

      Ali

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