4 marzo 2015

Epidemia zombie - Z. A. Recht

Ciao fantamaniaci e zombiemaniaci!
Annuncio ufficiale: c'è poco da fare, sono stata contagiata da un'irrefrenabile voglia di leggere libri sugli zombie. Intanto che aspetto alcune succulente uscite fantasy del mese, ho iniziato a farmi un'idea dei vari libri in circolazione sul tema zombie e affini, recuperandone parecchi. Oggi vi propongo l'intera trilogia Epidemia zombie di Z. A. Recht.
Tuttavia, prima di lanciarmi senza paracadute tra le braccia dei non morti ed essere azzannata al collo, vorrei invitarvi alla lettura di Albero e foglia del maestro Tolkien. Per ripulirmi dal sangue e dai brandelli di cervello sulla maglietta, ho voluto dedicare un paio di orette alla lettura della raccolta in questione. L'ho trovata molto interessante per vari motivi per cui vi invito a leggerla. Prima di tutto troviamo un bel saggio su cosa è la fiaba secondo Tolkien, sul suo punto di vista riguardo a Feerie (il luogo in cui vivono gli esseri fatati) e sul perché le fiabe non debbano essere esclusivo appannaggio per bambini. Troverete anche un paio di racconti: il primo su uno strano personaggio di nome Niggle e il secondo sul fabbro di Wootton Minor. Inoltre, potrete leggere qualche riga di un immaginario seguito del poema medievale La battaglia di Maldon e la poesia Mitopoeia. Ne vale davvero la pena.
Bene. Detto ciò, avanti con i non morti e fate attenzione al vostro cervello!
Epidemia zombie non è una trilogia recente. Infatti il primo Epidemia zombie è stato pubblicato nel 2006 e il secondo Tuono e cenere nel 2008. Qui però sorge un grosso problema perché, purtroppo, nel dicembre 2009, Zecht rimane vittima di un incidente stradale, morendo a soli 26 anni. Il terzo libro, Sopravvissuti, è stato completato da Thom Brannan nel giugno 2011 e pubblicato l'anno successivo. In lingua originale la serie prende il nome di The Morningstar strain (dal nome del tipo di virus contratto dagli infetti, il Morningstar appunto), il primo volume Plague of the dead, il secondo Thunder and ashes e il terzo Survivors. In Italia sono stati pubblicati dalla Multiplayer.it a ottobre 2013, a gennaio 2014 e a giugno 2014.
Le copertine dell'edizione italiana sono magnifiche. La prima ha come tema principale un cervello, che con gli zombie calza a pennello. Lo sfondo bianco fa risaltare il titolo e tutti i vasi sanguigni di contorno. La seconda copertina per Tuono e cenere che trovate qui a sinistra ha, invece, come tema principale il fumo che potrebbe essere ricondotto agli incendi scoppiati dal bombardamento delle maggiori città americane per cercare di contenere l'epidemia. Il terzo, Sopravvissuti qui a destra, è un'enorme pozza di sangue e anche questa la trovo molto azzeccata. In effetti nel terzo libro il sangue scorrerà non dico a fiumi, ma quasi. Quelle dell'edizione originale non mi hanno soddisfatto come quelle italiane che trovo perfette e integrate con i contenuti.


Ho pensato molto a come strutturare questo commento e alla fine ho deciso di leggere tutta la trilogia ma di parlare solo del primo. Perciò, ecco qui.

Trama. Il virus Morningstar è a Mombasa. Poi in Africa intera, in Asia, in Europa e in America. Si è diffuso così in fretta che non c'è stato modo di fermare l'epidemia. Tutti i contagiati mostrano segni di febbre che sfocia nella violenza, portandoli ad attaccare i sani per nutrirsene. Le storie di alcuni sopravvissuti si intersecano e danno vita a un racconto corale sulla sopravvivenza, la morte e la vita.

Bene. I personaggi con il punto di vista sono molti e si scambiano così di frequente che è difficile star dietro a tutti. Sono più o meno gli stessi per ogni libro, nel secondo e nel terzo se ne aggiungono alcuni e ne vengono tolti altri ma sostanzialmente sono il controllore di volo keniota Mbutu, la volontaria della Croce Rossa Rebecca, alcuni soldati tra cui Brewster e Stiles, la dottoressa Demilio dell'USAMRIID, il generale Francis Sherman, l'ex agente della NSA Mason, il fotografo Denton e la giornalista Julie e alcuni sopravvissuti come Junko e Trevor. Insomma, sono davvero tantissimi e ne ho tralasciati. Il pregio è che abbiamo una copertura totale degli avvenimenti che vediamo da diversi punti di vista e in diversi momenti. Le descrizioni dei luoghi sono ok così come le scene di azione. La trama è ripartita sui tre volumi e il finale è un po' scontato, niente di eccezionale. Lo stile è leggero, scorrevole e veloce con un'attenzione quasi maniacale per le armi da fuoco che ho trovato veramente eccessiva soprattutto perché, per me, che sia fucile automatico o semiautomatico è la stessa cosa. Ovviamente distinguo i diversi tipi di arma a grandi linee ma un AK47 o un M4, per me, sono sempre fucili d'assalto la cui differenza è irrilevante. I personaggi sono buoni, molto carismatici e ci si affeziona in fretta a quasi tutti. Purtroppo in un'avventura zombie è inevitabile che alcuni personaggi muoiano, non penso di fare spoiler se lo dico perché mi sembra proprio il minimo. E quando muoiono i personaggi di Zecht dispiace sempre parecchio.
Interessantissima, inoltre, la differenza tra furiosi e barcollanti che dà agli zombie una nuova veste. Dunque, se vi morde uno zombie qualsiasi siete contagiati dal Morningstar ma non morite, a meno che ovviamente non veniate sbranati dallo zombie in questione. Diciamo solo che vi morde e che riuscite a scappare, ebbene avete preso il Morningstar ma non morirete per quello. Avrete una terribile febbre, starete da schifo e, alla fine del processo, vorrete mangiare i cervelli di chiunque abbiate intorno, diventando furiosi, tuttavia non sarete morti, nel senso in cui lo intendiamo noi. Questo processo capiterà anche se vi farete il bagno nel loro sangue o se sarete troppo vicini quando starnutiscono (cosa che, per esempio, in The walking dead non succede visto che addirittura si spalmano il sangue zombie addosso per nascondere l'odore di vivo) perché il virus Morningstar è altamente contagioso. Se, invece, morite di una qualsiasi altra causa è molto probabile che il vostro sistema nervoso verrà risvegliato dal virus e diventerete barcollanti, inizierà il processo di rigor mortis, di decomposizione e i pezzi del vostro corpo si staccheranno con il tempo. Questo succede di sicuro se siete già furiosi: vi sparano al cuore, morite e dopo qualche tempo vi risvegliate barcollanti. Sulle altre cause di morte non ci metto la mano sul fuoco ma, nel finale, mi pare proprio che qualsiasi tipo di morte che non sia un colpo in testa vi risveglierà. Bella fregatura.

Forse non sono molto qualificata per parlare di libri sugli zombie in quanto non ho nessuna esperienza (dubito che Warm bodies faccia testo) però la trilogia Epidemia zombie mi è piaciuta molto e penso di potervela consigliare.
Quello che mi chiedo è fino a che punto Zecht aveva scritto prima di morire. Nel senso, non ho trovato grandi differenze e mi è sembrato molto omogeneo tra i due autori per cui mi sono chiesta dove finiva la mano di Recht e partiva quella di Brennan. Forse Recht aveva già scritto la maggior parte del volume o forse non aveva nemmeno iniziato, lasciando tutto il lavoro a Brannan. E chissà se Recht aveva pensato il finale così oppure Brannan ha stravolto il lavoro del primo autore.
Non credo, in ogni caso, che metterò delle stelline per questi primi volumi. Sono armata di moltissimi altri libri dello stesso genere perciò, magari, inizierò a stellinare nei prossimi commenti.
Per adesso va bene così e W i cervelli!

Vi lascio i link di ibs:
- primo volume Epidemia zombie 
- secondo volume Tuono e cenere 
- terzo volume Sopravvissuti

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