27 marzo 2015

Orgoglio e pregiudizio e zombie - Seth Grahame-Smith

Buon pomeriggio fantamaniaci!
Scusate se non ho scritto per un bel po' ma ho avuto diverse cose a cui pensare, da fare, da vedere, eccetera. Sono un donnino piuttosto impegnato e solo oggi ho trovato il tempo per scrivere due brevi righe sull'ultimo libro letto, mi dispiace. Non preoccupatevi però, ho pronte due novità di libreria da dedicarvi tra qualche giorno. La prima sarà Mezzo mondo, il secondo volume della trilogia Mare infranto di Joe Abercrombie mentre la seconda sarà L'atlante di tenebra, che conclude la trilogia dei Libri dell'inizio di John Stephens. Poi forse ci sarà qualcosina di nuovo ad aprile. Vi segnalo, per esempio, l'uscita (che sarà mia subito) del primo volume di una nuova serie di James Dashner, l'autore di Maze runner, intitolato Virtnet runner. Il giocatore prevista per il 2 aprile dall'editrice Fanucci. Per metà mese dovrebbe uscire l'ultimo capitolo degli Eroi dell'Olimpo di Riordan. Che altro? Ah sì, dimenticavo il terzo volume della Saga dei tre regni di Morgan Rhodes. Per chi, poi, è interessato è prevista la pubblicazione del quarto volume dei Regni di Nashira di Licia Troisi e sembra che la Fanucci ci proporrà anche il primo volume di Chronos files di Rysa Walker intitolato Timebound. Nel vortice del tempo. Man mano che i libri saranno disponibili avrete, come sempre, il mio commento (a parte la Troisi) per cui sarete sempre aggiornati.

Tornando al commento di oggi, vi parlerò brevemente di Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame- Smith per continuare la carrellata di zombie books. Se siete appassionati di letteratura inglese di inizio Ottocento avrete sicuramente letto e apprezzato la scrittrice Jane Austen, notissima al pubblico per i suoi romanzi. In realtà, la Austen è così famosa da essere una delle letture più consigliate nelle scuole per le vacanze. Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, Emma sono solo alcuni tra i suoi libri più famosi; Elizabeth, Marianne ed Elinor alcune delle sue protagoniste. Il successo di Orgoglio e pregiudizio ha fatto sì che Seth Grahame-Smith riscrivesse l'intera opera come se, all'epoca dei fatti, l'Inghilterra fosse alle prese con gli zombie. Elizabeth Bennet e le sue sorelle diventano eroine e paladine, protettrici della contea. La stessa Jane Austen è accreditata come autrice, segno che il romanzo in questione è una vera e propria ristesura dell'originale e ne mantiene fedelmente ogni sua parte.
Esistono diverse edizioni di Orgoglio e pregiudizio e quasi tutte hanno in copertina un'elegante ragazza in stile Ottocento. La copertina di Orgoglio e pregiudizio e zombie segue lo stesso filone di signorina per bene ma aggiunge una nota splatter, rendendo la signorina in questione una zombie sporca di sangue e in via di decomposizione. Decisamente divertente.

Trama. Elizabeth Bennet e le sue quattro sorelle sono le eroine della zona, addestrate nelle arti mortali e combattono contro gli zombie che infestano l'Inghilterra. Nel frattempo, la signora Bennet cerca freneticamente loro un marito. Ad una festa Elizabeth conoscerà Mr Darcy, un altezzoso giovane addestrato anch'esso. Le vicende della famiglia Bennet intersecheranno la piaga degli zombie.

Conosciamo tutti la trama di Orgoglio e pregiudizio. Elizabeth è la protagonista principale del romanzo. Ha una sorella maggiore, Jane, e tre frivole sorelle minori, Mary, Kitty e Lydia. Il signor Bennet è in completa balia dell'altrettanto frivola moglie che non smette nemmeno un secondo di cercare marito alle cinque figlie. Chiaro che cercare di accasare le figlie è un'occupazione molto in voga, tanto più che alla morte del signor Bennet nessuna di loro erediterà la proprietà e quelle non sposate e la madre finiranno in mezzo alla strada. La premura, quindi, è capibile ma la signora Bennet è sguaiata, senza freni, dalla lingua lunga e inopportuna, frivola, sciocca e voltafaccia. Per cui non ci si fa meraviglia se Mr Darcy non vuole avere niente a che fare con Elizabeth e la sua famiglia. L'orgoglio di lui e i pregiudizi di lei non serviranno a nulla e, alla fine, i due giovani si innamoreranno. Con il contorno di tutte le vicende delle famiglie di entrambi.
Bene, prendete la trama tale e quale di Orgoglio e pregiudizio, aggiungete gli zombie e otterrete il romanzo di oggi. Le vicende sono le stesse, i personaggi e gli accadimenti uguali. In più ci sono gli zombie e l'addestramento delle sorelle. Con un pizzico di splatter in certe occasioni che, quando si parla di zombie, non guasta mai.

La protagonista principale è Elizabeth e ogni scena raccontata la vede al centro dell'azione. Non ci sono scene in cui non è presente, è diciamo l'unico pov del romanzo. Lo stile è fresco e leggero ma nel modo in cui Jane Austen scriveva, quindi un po' affettato e a modo. La maggior parte della stesura è incentrata sui dialoghi o sulle lettere scambiate per posta, poche sono le descrizioni. Le nuove parti sui combattimenti contro gli zombie sono divertenti, c'è molta azione in tutto il libro ed è piacevole da leggere perché è descritta bene. Il finale è il solito lieto fine e vissero tutti felici e contenti di Orgoglio e pregiudizio con Elizabeth e Darcy e Jane e Charles Bingley che si sposano.

Tirando le somme, se volete divertirvi a prendere in giro ma con rispetto una lettura cult dell'Ottocento Orgoglio e pregiudizio e zombie fa al caso vostro. Se ritenete che sia uno scempio riscrivere un libro magnifico in chiave ironica e spregiudicata allora non fa proprio per voi. Per quelli che stanno nel mezzo, vi consiglio comunque una lettura veloce. Non è certo una pietra miliare del genere horror zombie ma è piacevole quel tanto che basta a mettervi di buon umore. Ci sarebbe anche un seguito di un diverso autore, Finchè morte non vi unisca, in cui Elizabeth parte alla ricerca di una cura per la zombitudine per salvare Darcy. Vedete voi, io lo leggerò tra un po' di tempo.



Autore: Seth Grahame-Smith e Jane Austen
Dati: 2009, 367 p., brossura
Traduttore: Maranesi I.; Zuppet R.
Editore: Nord (collana Narrativa Nord)

6 marzo 2015

Io sono leggenda - Richard Matheson

Amici mortiferi, buon pomeriggio!
Sono in pieno periodo zombiemaniaco e ho recuperato un bel po' di letture sul tema. Quest'oggi, però, ho in serbo per voi una vera chicca, indispensabile lettura per tutti gli amanti del genere horror post apocalittico e non. A dire il vero, con gli zombie c'entra ben poco perché qui parliamo dei cari, vecchi, classici vampiri. No, scherzavo, non sono esattamente i classici vampiri, sono un po' più tonti forse. Sto parlando di Io sono leggenda di Richard Matheson. I motivi per cui leggerlo sono diversi ma, adesso nell'introduzione, vorrei porre l'accento sul fatto che il film omonimo Io sono leggenda del 2007 con Will Smith nei panni del dottor Robert Neville è solo un liberamente ispirato da e non tratto da. Il film e il libro sono veramente molto diversi: Neville, per esempio, nel libro è un semplice operaio mentre nel film un ricercatore dell'esercito, bianco e biondo il primo, afroamericano il secondo. E potrei citare moltissime altre differenze ma, visto che vi invito alla lettura, vorrei che le scopriste da soli. In ogni caso, film e libro, questa volta, non hanno quasi nulla a che fare l'uno con l'altro. Anche il motivo per cui i protagonisti diventano delle leggende non potrebbe essere più diverso. Leggete il libro e guardate il film, il libro vi farà riflettere sull'essenza dell'essere umano e il film vi dirà che c'è sempre speranza. Altri due film in cui Matheson risulta accreditato ufficialmente per il soggetto sono L'ultimo uomo del pianeta del 1964 e 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra del 1971.
Le edizioni e le copertine di Io sono leggenda sono moltissime. La prima edizione inglese è del 1954 mentre in Italia è stata tradotto nel 1957 con il titolo I vampiri. Successivamente uscì, con lo stesso titolo, per la collana Urania classici e nel 1996 venne cambiato il titolo con Io sono leggenda sempre per Urania. Nel 2007, l'edizione è stata di nuovo rinnovata dalla Fanucci in occasione dell'uscita al cinema del film con la copertina-locandina con Will Smith in primo piano. Trovate quest'ultima in alto a sinistra come copertina del post. Come ho già detto spesso, non amo molto le copertine con i riferimenti ai film tratti da ma per questo ho fatto un'eccezione. Il motivo è semplice: riuscite a trovare questa edizione molto più facilmente rispetto alle altre. Ah, tra l'altro la Fanucci ha editato un'altra edizione della copertina che trovate in alto a destra, semplice m di attrattiva. Qui a sinistra, invece, vi ho messo una consumata copertina dei classici Urania con il vecchio titolo mentre sulla destra trovate l'ennesima edizione della Oscar Mondadori. Vedete voi quale vi piace di più, quello che ha importanza è il contenuto.

Bene, dopo le seicento confusionarie copertine che vi ho postato passiamo alla trama.
1976. Robert Neville vive da solo, in una villetta in periferia. Ogni giorno torna a casa dal lavoro, rassetta, si prepara la cena e ascolta musica classica per distrarsi. Fuori, nel buio della notte, è assediato da vampiri che vorrebbero tanto invitarlo fuori per giocare insieme. Neville è l'unico uomo che conosca ad essere sopravvissuto all'epidemia di vampirismo, è immune. Nella sua solitudine, cerca di andare avanti giorno per giorno studiando queste creature e, chissà, forse preparando una cura.

Ecco la situazione. Qualcosa di nero e notturno era strisciato fuori dal Medio Evo. Qualcosa privo di struttura o di credibilità, qualcosa che era sempre stato relegato, fatti e personaggi, alle pagine della letteratura fantastica. I vampiri appartenevano al passato: fossero le storie idilliache di Summers o quelle melodrammatiche di Stoker o un breve passaggio nella Encyclopaedia Britannica o uno spunto per i romanzi degli scrittori popolari o materiale grezzo per i produttori di film di serie B. Una tenue leggenda passata di secolo in secolo.

Robert Neville non è un supereroe, anzi, tutt'altro. Ha trentasei anni, la moglie Virginia e la figlioletta Kathy sono morte a causa di un'epidemia misteriosa. Vive da solo in un tranquillo sobborgo e il suo vicino e amico Ben Cortman lo chiama spesso per intrattenere piacevoli conversazioni. Ben, però, è un vampiro e vorrebbe solo infilzare i suoi canini nel collo di Robert. Per cercare di dimenticare i suoi problemi, Robert beve. Sempre, fino a ubriacarsi il più delle volte. Alterna momenti di frenesia ad altri di depressione. Parla da solo, ascolta musica classica per tenere fuori i rumori dei vampiri che lo circondano di notte.
Questa è la triste e noiosa vita di un immune, angosciato ogni minuto che passa. Più volte è stato morso e graffiato da quegli esseri ma mai si è ammalato. Visto che non è un dottore ma un semplice operaio, recupera tutti i libri di epidemiologia, medicina e biologia che riesce a trovare. Si improvvisa ricercatore e studia i vampiri. Scopre che un batterio è il responsabile dell'epidemia e che le sue vittime sono fotosensibili, allergiche all'aglio e muoiono se trafitti da qualcosa di appuntito. Questi, però, non sono gli ingegnosi vampiri di Stoker (o anche solo quelli di Twilight), sono abbastanza tonti. Si raggruppano fuori da casa di Robert e il massimo che si inventano è tirare sassi e mattoni sulla casa. Non molto geniale, devo dire. Motivo? Sono umani malati, non creature soprannaturali.
E tra tutto questo, Robert resiste.

Il pensiero fece di nuovo riaffiorare l'insoluto problema del perché continuasse a vivere. D'accordo, c'erano alcune possibilità di ricerca adesso, ma la vita era ancora una croce. Nonostante tutte le cose che aveva o poteva avere (eccetto, naturalmente, un altro essere umano), la vita non prometteva miglioramenti e nemmeno mutamenti. Visto il modo in cui le cose si stavano mettendo, Neville avrebbe vissuto la sua vita con niente di più di quanto già non avesse. E per quanti anni? Trenta, forse quaranta se non avesse bevuto tanto da morirne.
Il pensiero di altri quarant'anni di quella vita lo fece rabbrividire.

Oggi non voglio soffermarmi sulla parte tecnica perché questo libro, o racconto lungo se vogliamo, ha una psicologia del personaggio così vasta che ogni commento sui tecnicismi è superfluo. Io sono leggenda è un cult, da leggere per forza anche se non siete strettamente appassionati del genere. Mi dispiace di averci messo così tanti anni per accorgermi di questa chicca ma voi non commettete il mio stesso errore. Magistrale affresco sulla quotidianità e sulla responsabilità e peso di essere l'ultimo essere umano sulla Terra, non potete perdervelo. Vi lascio con la terza citazione, che è anche il finale del libro.

Il cerchio si chiude. Un nuovo terrore nasce nella morte, una nuova superstizione penetra nell'inespugnabile fortezza dell'eternità.
Io sono diventato una leggenda.


Vi lascio il link di ibs dell'edizione più recente: Io sono leggenda - Richard Matheson 

Autore: Richard Matheson
Dati: 2015, 192 p., brossura
Editore: Fanucci

4 marzo 2015

Epidemia zombie - Z. A. Recht

Ciao fantamaniaci e zombiemaniaci!
Annuncio ufficiale: c'è poco da fare, sono stata contagiata da un'irrefrenabile voglia di leggere libri sugli zombie. Intanto che aspetto alcune succulente uscite fantasy del mese, ho iniziato a farmi un'idea dei vari libri in circolazione sul tema zombie e affini, recuperandone parecchi. Oggi vi propongo l'intera trilogia Epidemia zombie di Z. A. Recht.
Tuttavia, prima di lanciarmi senza paracadute tra le braccia dei non morti ed essere azzannata al collo, vorrei invitarvi alla lettura di Albero e foglia del maestro Tolkien. Per ripulirmi dal sangue e dai brandelli di cervello sulla maglietta, ho voluto dedicare un paio di orette alla lettura della raccolta in questione. L'ho trovata molto interessante per vari motivi per cui vi invito a leggerla. Prima di tutto troviamo un bel saggio su cosa è la fiaba secondo Tolkien, sul suo punto di vista riguardo a Feerie (il luogo in cui vivono gli esseri fatati) e sul perché le fiabe non debbano essere esclusivo appannaggio per bambini. Troverete anche un paio di racconti: il primo su uno strano personaggio di nome Niggle e il secondo sul fabbro di Wootton Minor. Inoltre, potrete leggere qualche riga di un immaginario seguito del poema medievale La battaglia di Maldon e la poesia Mitopoeia. Ne vale davvero la pena.
Bene. Detto ciò, avanti con i non morti e fate attenzione al vostro cervello!
Epidemia zombie non è una trilogia recente. Infatti il primo Epidemia zombie è stato pubblicato nel 2006 e il secondo Tuono e cenere nel 2008. Qui però sorge un grosso problema perché, purtroppo, nel dicembre 2009, Zecht rimane vittima di un incidente stradale, morendo a soli 26 anni. Il terzo libro, Sopravvissuti, è stato completato da Thom Brannan nel giugno 2011 e pubblicato l'anno successivo. In lingua originale la serie prende il nome di The Morningstar strain (dal nome del tipo di virus contratto dagli infetti, il Morningstar appunto), il primo volume Plague of the dead, il secondo Thunder and ashes e il terzo Survivors. In Italia sono stati pubblicati dalla Multiplayer.it a ottobre 2013, a gennaio 2014 e a giugno 2014.
Le copertine dell'edizione italiana sono magnifiche. La prima ha come tema principale un cervello, che con gli zombie calza a pennello. Lo sfondo bianco fa risaltare il titolo e tutti i vasi sanguigni di contorno. La seconda copertina per Tuono e cenere che trovate qui a sinistra ha, invece, come tema principale il fumo che potrebbe essere ricondotto agli incendi scoppiati dal bombardamento delle maggiori città americane per cercare di contenere l'epidemia. Il terzo, Sopravvissuti qui a destra, è un'enorme pozza di sangue e anche questa la trovo molto azzeccata. In effetti nel terzo libro il sangue scorrerà non dico a fiumi, ma quasi. Quelle dell'edizione originale non mi hanno soddisfatto come quelle italiane che trovo perfette e integrate con i contenuti.


Ho pensato molto a come strutturare questo commento e alla fine ho deciso di leggere tutta la trilogia ma di parlare solo del primo. Perciò, ecco qui.

Trama. Il virus Morningstar è a Mombasa. Poi in Africa intera, in Asia, in Europa e in America. Si è diffuso così in fretta che non c'è stato modo di fermare l'epidemia. Tutti i contagiati mostrano segni di febbre che sfocia nella violenza, portandoli ad attaccare i sani per nutrirsene. Le storie di alcuni sopravvissuti si intersecano e danno vita a un racconto corale sulla sopravvivenza, la morte e la vita.

Bene. I personaggi con il punto di vista sono molti e si scambiano così di frequente che è difficile star dietro a tutti. Sono più o meno gli stessi per ogni libro, nel secondo e nel terzo se ne aggiungono alcuni e ne vengono tolti altri ma sostanzialmente sono il controllore di volo keniota Mbutu, la volontaria della Croce Rossa Rebecca, alcuni soldati tra cui Brewster e Stiles, la dottoressa Demilio dell'USAMRIID, il generale Francis Sherman, l'ex agente della NSA Mason, il fotografo Denton e la giornalista Julie e alcuni sopravvissuti come Junko e Trevor. Insomma, sono davvero tantissimi e ne ho tralasciati. Il pregio è che abbiamo una copertura totale degli avvenimenti che vediamo da diversi punti di vista e in diversi momenti. Le descrizioni dei luoghi sono ok così come le scene di azione. La trama è ripartita sui tre volumi e il finale è un po' scontato, niente di eccezionale. Lo stile è leggero, scorrevole e veloce con un'attenzione quasi maniacale per le armi da fuoco che ho trovato veramente eccessiva soprattutto perché, per me, che sia fucile automatico o semiautomatico è la stessa cosa. Ovviamente distinguo i diversi tipi di arma a grandi linee ma un AK47 o un M4, per me, sono sempre fucili d'assalto la cui differenza è irrilevante. I personaggi sono buoni, molto carismatici e ci si affeziona in fretta a quasi tutti. Purtroppo in un'avventura zombie è inevitabile che alcuni personaggi muoiano, non penso di fare spoiler se lo dico perché mi sembra proprio il minimo. E quando muoiono i personaggi di Zecht dispiace sempre parecchio.
Interessantissima, inoltre, la differenza tra furiosi e barcollanti che dà agli zombie una nuova veste. Dunque, se vi morde uno zombie qualsiasi siete contagiati dal Morningstar ma non morite, a meno che ovviamente non veniate sbranati dallo zombie in questione. Diciamo solo che vi morde e che riuscite a scappare, ebbene avete preso il Morningstar ma non morirete per quello. Avrete una terribile febbre, starete da schifo e, alla fine del processo, vorrete mangiare i cervelli di chiunque abbiate intorno, diventando furiosi, tuttavia non sarete morti, nel senso in cui lo intendiamo noi. Questo processo capiterà anche se vi farete il bagno nel loro sangue o se sarete troppo vicini quando starnutiscono (cosa che, per esempio, in The walking dead non succede visto che addirittura si spalmano il sangue zombie addosso per nascondere l'odore di vivo) perché il virus Morningstar è altamente contagioso. Se, invece, morite di una qualsiasi altra causa è molto probabile che il vostro sistema nervoso verrà risvegliato dal virus e diventerete barcollanti, inizierà il processo di rigor mortis, di decomposizione e i pezzi del vostro corpo si staccheranno con il tempo. Questo succede di sicuro se siete già furiosi: vi sparano al cuore, morite e dopo qualche tempo vi risvegliate barcollanti. Sulle altre cause di morte non ci metto la mano sul fuoco ma, nel finale, mi pare proprio che qualsiasi tipo di morte che non sia un colpo in testa vi risveglierà. Bella fregatura.

Forse non sono molto qualificata per parlare di libri sugli zombie in quanto non ho nessuna esperienza (dubito che Warm bodies faccia testo) però la trilogia Epidemia zombie mi è piaciuta molto e penso di potervela consigliare.
Quello che mi chiedo è fino a che punto Zecht aveva scritto prima di morire. Nel senso, non ho trovato grandi differenze e mi è sembrato molto omogeneo tra i due autori per cui mi sono chiesta dove finiva la mano di Recht e partiva quella di Brennan. Forse Recht aveva già scritto la maggior parte del volume o forse non aveva nemmeno iniziato, lasciando tutto il lavoro a Brannan. E chissà se Recht aveva pensato il finale così oppure Brannan ha stravolto il lavoro del primo autore.
Non credo, in ogni caso, che metterò delle stelline per questi primi volumi. Sono armata di moltissimi altri libri dello stesso genere perciò, magari, inizierò a stellinare nei prossimi commenti.
Per adesso va bene così e W i cervelli!

Vi lascio i link di ibs:
- primo volume Epidemia zombie 
- secondo volume Tuono e cenere 
- terzo volume Sopravvissuti