2 febbraio 2015

[The shadow campaigns 02] Il trono ombra - Django Wexler

Buon pomeriggio e buon lunedì lettorissimi! Come sono andate le vostre letture del weekend?
Oggi vi racconto di un libro fresco fresco di libreria, il capitolo numero due della pentalogia The shadow campaigns: Il trono ombra di Django Wexler. Ora che ci penso, nel mio elenco delle recensioni, ho moltissimi titoli con trono, mi pare sia molto gettonato. C'è Il trono di ghiaccio della bravissima Maas, Il trono di fuoco di Riordan, Il trono della luna crescente di Ahmed e Il trono di spade (di questo però non ho la recensione) di Martin. Probabile che ci siano altri titoli ma questi sono quelli che per primi mi vengono in mente. Se ne conoscete altri ditemelo!
Torniamo al trono giusto, Wexler. Avevo già scritto un ottimo commento a I mille nomi ad agosto, con poco più di due mesi di ritardo sulla pubblicazione. Questa volta, però, sono stata attenta alle nuove uscite e lo aspettavo perciò non mi sono fatta scappare il secondo Il trono ombra uscito in libreria a gennaio 2015, edito sempre dalla Fanucci. Il suo gemello in lingua originale è di luglio 2014 ed è già prevista la pubblicazione del terzo volume in inglese The price of valor per luglio 2015. Avremo il terzo tradotto in italiano presumibilmente entro la fine dell'anno o, al più, all'inizio del nuovo anno, sempre sperando che la buona Fanucci continui la pubblicazione. Suvvia Fanucci fai la brava, Wexler è un ottimo autore, dona ai tuoi poveri lettori anche i tre volumi rimanenti. Mi rimetto alla sua clemenza e attendo fiduciosa.
Momento copertina. Identica all'originale e di certo pertinente, è senza dubbio bella e di impatto. Abbiamo un soldato solitario in cima a una roccia che domina il paesaggio circostante. Quel soldato potrebbe essere Winter, ma anche Marcus per quel poco che ne sappiamo. Giovane, sembra essere di bell'aspetto ma il suo atteggiamento suggerisce grosse responsabilità. Ok basta, sembro la direttrice di una galleria di arte moderna che vede due macchie a caso su una tela e imbastisce una sequela di stupidaggini sull'artista e il suo mal di vivere. Non so chi sia il personaggio raffigurato e non so bene perché è stato messo lì ma c'è ed è un soldato dei Coloniali. Dietro di lui, sullo sfondo, intravedo la possibile città di Vordan o meglio l'Isola con il ponte e il Vendre, la prigione del Concordato. Bella sì, ma preferisco la copertina del primo volume perché aveva più movimento.

Attenzione! Questo è un secondo volume pertanto se non avete letto il primo è inutile che continuiate nella lettura del mio commento pena spoiler. Vedete voi...

Trama. Il Re di Vordan giace sul letto di morte e la principessa Raesinia è l'erede al trono. L'Ultimo duca Orlanko è a un passo dal prendere il vero potere di Vordan ma i suoi piani vengono messi a dura prova dall'arrivo da Khandar del generale Janus bet Vhalnich e dalla sua nomina a Ministro della Giustizia. Raesinia, sotto mentite spoglie, ha creato un'organizzazione che mira alla sommossa popolare e al ritorno dei Deputati Generali per evitare che Orlanko assimili il potere su di sé. Ma l'arresto del loro portavoce e la successiva epurazione da parte del Concordato di Orlanko gettano la città nel caos. Winter, Marcus e Janus devono salvare la situazione o Vordan crollerà sotto il peso dell'incertezza e della guerra civile.

Dunque, siamo a Vordan City, poche settimane dopo la conclusione de I mille nomi. Il capitano Marcus d'Ivoire, il luogotenente Winter Ihernglass e il generale Janus bet Vhalnich, dopo la scoperta delle tavolette con i mille nomi, sono tornati di corsa nella capitale a causa dell'imminente morte del re. L'erede al trono, la giovane Raesinia, è in pugno all'Ultimo duca Orlanko. Anni prima, una malattia stava quasi per ucciderla quando i Sacerdoti del Nero la costrinsero al legame, alla naath, con un demone guaritore, che ora porta dentro di sé. Solo Orlanko conosce questo segreto e pensa di poter gestire Raesinia come vuole e diventare, di fatto, il re di Vordan. Tuttavia non ha fatto i conti con la forza d'animo della principessa che, pur di rovesciare lo strapotere di Orlanko, fugge ogni notte da Palazzo e si mescola ai giovani universitari. Dal fondare un'organizzazione segreta alla rivoluzione il passo sarà breve.
Marcus, al momento, trova collocazione come capitano degli Armati, la guardia cittadina, e come braccio destro, sempre un po' all'oscuro, di Janus. Winter, invece, è infiltrata in un'altra organizzazione, i Dorsi di Cuoia, comandati da un personaggio imprevisto. Il suo scopo è raccogliere informazioni da passare a Janus ma ben presto si ritrova coinvolta con le altre ragazze del gruppo e con i portuali del quartiere degli Ormeggi. L'Infernivoro giace nelle profondità della sua anima in attesa di prede.

La narrazione è in terza persona e i punti di vista vengono alternati e dichiarati con il nome del personaggio narrante. I principali sono Marcus e Winter, questa volta accompagnati dalla principessa Raesinia. Abbiamo, poi, nel prologo e ad ogni inizio parte, il punto di vista di Orlanko poi un breve stralcio del suo assistente Andreas e un paio di interventi del prigioniero Ionkovo, compagno di Jen e spia del Concordato. Nell'epilogo, invece, siamo seduti ad una riunione fra i Pontefici del Bianco, del Rosso e del Nero. Le descrizioni degli ambienti sono ben costruite, il lettore riesce a immaginare nei minimi dettagli i luoghi in cui si svolgono le vicende e Vordan City stessa. Ve ne lascio un paio di esempi. Qui siamo nel quartiere degli Ormeggi.

A parte un paio di vie che conducevano alle piazze dei mercati, non esistevano strade ufficiali, solamente un labirinto di vicoli tracciati dalle abitudini degli abitanti. Con il sole alto nel cielo terso, fili stendibiancheria sbucavano da ogni ingresso o finestra, come lesti rampicanti germogliati in ogni sorta di fiore e colore.

Mentre qui, Marcus ha un incubo sull'incendio della sua casa, di cui ci ha dato già notizie nel primo libro, in cui morirono i suoi genitori e la sorellina e su cui sta indagando dopo il dubbio insinuato da Jen.

Le fiamme iniziavano a dilagare all'interno della casa, lingue di fuoco si dimenavano sopra il vecchio tavolo di legno disseccato nella stalla e intorno all'ingresso principale, inerpicandosi sulle pareti,lambendo il soffitto. Il morbido tappeto della sala avvampò all'istante e le tende candide e impalpabili, tanto amate dalla madre di Marcus, furono gonfiate dall'aria ardente appena un attimo prima di essere ghermite dal rogo, ritraendosi come ragnatele.

La trama è sostenuta da un ottimo stile narrativo, fluido e scorrevole e un linguaggio curato ma di facile comprensione e le quasi seicento pagine scivolano senza intoppi. Le scene di azione sono descritte chiaramente. La conclusione non è un vera conclusione, rimangono in sospeso diverse faccende che hanno bisogno di spiegazioni ulteriori.

Tiriamo le somme. Il Wexler delle mega battaglie qui non c'è. C'è il Wexler descrittivo, profondo, riflessivo e che tira fuori il moschetto di tanto in tanto. Molto del primo libro era scontro, forza bruta e sangue che scorreva, nel secondo l'autore ha voluto compiere una panoramica degli intrighi a corte prima di buttarci in mezzo al sangue. Ecco, quindi, che molte scene sono calme e pacifiche in cui i personaggi si interrogano su loro stessi e sul mondo. Marcus alla ricerca della verità sulla morte della sua famiglia, Winter presa da problemi sentimentali e Raesinia, il nuovo personaggio, che spera di rovesciare Orlanko. Le battaglie non sono più tra eserciti ma sono di potere, di influenza. L'assalto al Vendre della folla inferocita che reclama la liberazione dei prigionieri è un ottimo momento di storia, ci ho rivisto molto della rivoluzione francese. Wexler si dimostra all'altezza del primo volume e riversa sul Trono una storia ben organizzata, a tratti misteriosa e con interessanti risvolti. Con alcuni colpi di scena intriganti che tengono viva l'attenzione del lettore. Come vedete, il mio voto è sceso di una piccola punta, diciamo un quattro meno meno. Il motivo è la scarsità di battaglie epiche ma non pensate che il sangue non scorrerà a fiumi anche ne Il trono ombra. Scorrerà, tranquilli.


Vi lascio il link di ibs: Il trono ombra - Django Wexler

Autore: Django Wexler
Dati: 2015, 597 p., brossura
Traduttore: Sereno S.
Editore: Fanucci (collana Collezione immaginario fantasy)

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