22 gennaio 2015

[I regni della Luna Crescente 01] Il trono della Luna Crescente - Saladin Ahmed

Buon pomeriggio lettorissimi! Come andiamo? State facendo letture interessanti?
Nell'ultima recensione vi avevo promesso che avrei parlato di un nuovo esordio, perciò ecco qui: Il trono della Luna Crescente di Saladin Ahmed.
Cercando qualche informazione sull'autore online ho trovato il suo sito internet personale. Negli anni passati si è dedicato a poesie e racconti brevi e Il trono è il suo primo romanzo ed è anche il primo di una serie chiamata I regni della Luna Crescente. Non sono riuscita a trovare il numero preciso di cui sarà composta la serie ma Ahmed sta lavorando al secondo volume il cui titolo provvisorio è The thousand and one che uscirà in libreria nei primi mesi del 2016. Sul sito spiega la motivazione di questo lungo periodo tra il primo volume (che in inglese è uscito nel febbraio 2012) e il seguito: la depressione. Ahmed ne parla molto liberamente e senza tabù. Dopo anni in cui aveva evitato diagnosi e trattamenti è uscito allo scoperto ammettendo il suo problema e trovando una terapia adatta a risolverlo. Aveva anche già scritto quasi per intero il libro due ma poi, a causa della sua malattia (vi ricordo che la depressione è a tutti gli effetti una malattia e pure curabile), ha cancellato il file. Ora lo sta riscrivendo e spero che sarà una stesura ancora migliore della prima bozza. Tra l'altro ha organizzato anche una raccolta fondi per sostenere il suo lavoro di scrittore e trovate tutto sul suo sito. Tornando a Il trono, è stato pubblicato a settembre 2014 a cura della Fanucci con una traduzione letterale del titolo in inglese (Throne of the Crescent Moon). Candidato come finalista ai premi Nebula e Hugo, vince il Locus Award per migliore esordio del 2012. Il che non è per niente male, questi sono premi letterari prestigiosi dati sia dalla critica che dal pubblico. Neil Gaiman, per esempio, ha vinto molti di essi e stiamo parlando di un pezzo da novanta. Se un esordiente ottiene il Locus vuole dire, il più delle volte, che il suo lavoro è di qualità ed effettivamente Il trono della Luna Crescente lo è. E George R.R. Martin lo aveva indicato come finalista dei premi ancor prima che la rosa di candidati uscisse. Mica poco.
Parliamo della copertina. La Fanucci ha scelto una copertina con i tre protagonisti principali. Al centro, vestito con il suo caffetano bianco di ordinanza, troviamo il cacciatore di ghul Adoulla Makhslood. Alla sua destra il giovane derviscio Raseed, suo apprendista, e a sinistra Zamia della tribù nomade Badawi. In basso, i tre sono circondati da diversi ghul, delle creature terribili create attraverso la magia nera. Sullo sfondo intravediamo delle cupole arabeggianti della probabile città di Dhamsawaat. L'insieme è molto gradevole ma ritengo che sia un po' troppo infantile, quando il testo non lo è. Preferisco di gran lunga la copertina originale che trovate qui a lato. Semplice e pulita, punta decisamente l'attenzione sulla città di Dhamsawaat anche se stilizzata con cupole ed obelischi che si ripetono. Al centro c'è il riferimento al fatto che questo è il primo volume della serie. Molto bella.

Trama. Adoulla Makhslood è l'ultimo vero cacciatore di ghul rimasto nei regni della Luna Crescente. Quando il nipote di una conoscente racconta a lui e al suo apprendista di un terribile essere metà ombra e metà sciacallo che ha ucciso brutalmente la sua famiglia, Adoulla parte per vederci chiaro. Là, nel deserto, incontrano Zamia della tribù dei Badawi che non è riuscita a proteggere il suo clan dallo stesso mostro. I tre, aiutati dagli amici di lunga data di Adoulla, si imbarcano in una pericolosa missione per sconfiggere il potente mago che ha creato la creatura mentre Dhamsawaat è sull'orlo di una guerra civile tra gli uomini del legittimo Califfo e i sostenitori del Principe Falco.

Sìsì, faccio schifo lo so, ora vi spiego meglio.
Dunque siamo nella città di Dhamsawaat, il gioiello dell'Abassen, la capitale dei regni della Luna Crescente e luogo in cui risiede il Califfo. I profumi e i panorami sono quelli tipici di una città cosmopolita arabeggiante, in cui il Palazzo del Califfo è la costruzione principale mentre tutta la città ruota attorno ad esso. Il nuovo Califfo, figlio del più amato Califfo precedente, sta aumentando le tasse e imprigionando tutti quelli che non possono pagare. Il sangue nel gioiello dell'Abassen scorre a fiumi tra esecuzioni capitali e legge del taglione. Questo primo approccio alla città mi ha ricordato il cartone Disney di Robin Hood (ovviamente in versione molto più dark) in cui il principe Giovanni aumenta così tanto le tasse che tutta la popolazione si ritrova in prigione. Ovviamente può assomigliare a mille altre cose ma a me è venuto in mente il cartone per primo, compreso il motivetto di sottofondo cantato dal gallo cantastorie. Scusate, ma amo particolarmente Robin Hood. Piccola digressione a parte, abbiamo una città sull'orlo della guerra civile fomentata dal Principe Falco, il Robin Hood di Dhamsawaat che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Il suo scopo è destituire l'attuale Califfo e conquistare il trono della Luna Crescente per instaurare un regno più democratico. Accanto a tutto questo polverone, il sessantenne Adoulla Makhslood è l'ultimo cacciatore di ghul rimasto nei regni. Il suo caffetano bianco rimane immacolato in ogni circostanza e la sua magia lo aiuta nello sconfiggere i ghul creati da maghi goffi ma con manie di grandezza. Fino ad adesso, nella sua lunga carriera, mai ha dovuto affrontare più di un paio di ghul alla volta e qualche mago maldestro. Ora, però, si trova davanti a un grosso pericolo. Giungono a lui voci di attacchi sanguinosi qua e là tra la popolazione e, quando il nipote di una sua vecchia amica gli riferisce di una nuova creatura spaventosa e mortale, il suo intervento non può più essere rimandato. In compagnia del suo apprendista, il derviscio della Loggia di Dio Raseed bas Raseed, parte per cercare tracce di questi esseri. Nel deserto, a poca distanza dalla capitale, incontrano Zamia Banu Laith Badawi, anch'essa in cerca del mostro che ha ucciso il suo clan. Da qui parte la loro avventura che li porterà più vicini alla morte di quanto credono possibile.

La narrazione è in terza persona al passato e i punti di vista sono cinque che si alternano nella storia. Il primo è quello di Adoulla, il secondo di Raseed e il terzo di Zamia. Il quarto e il quinto sono i punti di vista di Litaz e Dawoud, amici di lunga data di Adoulla, alchimista lei e mago lui. Abbiamo anche un sesto piccolo punto di vista che interviene tre volte all'inizio delle tre diverse parti e di cui si scoprirà verso la fine il ruolo. Ogni personaggio ha i suoi dubbi e incertezze, ognuno è diverso dall'altro e dà alla storia il suo personale contributo senza sminuire gli altri. Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono ben costruite, così come i dialoghi verosimili. Le scene di azione sono chiare e facilmente seguibili. Lo stile è scorrevole e pulito, il ritmo della narrazione, aiutato da capitoli non lunghissimi, è leggero e invoglia il lettore a proseguire la lettura. Il pubblico a cui è rivolto il libro non è giovanissimo in quanto è a tratti crudo, credo che possa essere apprezzato dai quindici, sedici anni in su ma gli adulti potrebbero apprezzarlo maggiormente. Anche se è il primo di una serie, ha un finale certo ed è quindi godibile anche come autoconclusivo ma una volta arrivati all'ultima pagina è probabile che ne vorrete ancora.

Concludendo, un bell'esordio per Ahmed. L'ambientazione da Le mille e una notte rende il libro accattivante e dal sapore arabo. Si respirano i profumi delle spezie e della sabbia del deserto, il vapore del thè al cardamomo avvolge e colora l'atmosfera de Il trono, il sole impietoso picchia sulle anime della città e veglia su coloro che tramano morte.
Immergetevi nella lettura di questo epic fantasy e non ve ne pentirete.



Autore: Saladin Ahmed
Dati: 2014, 320 p., brossura
Traduttore: Canuso G.
Editore: Fanucci

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