30 dicembre 2014

[31 01] L'Accademia di Anjur - Federica Petroni

Ciao lettorissimi, passato un bel Natale? Cosa vi ha portato Babbo Natale? Tanti libri spero.
Dunque, come vedete qui di fianco a sinistra nella finestrella di "al momento sto leggendo" ho segnato La mutazione di James Dashner ma oggi non vi recensisco quello, bensì il buon libro di una giovane esordiente: L'Accademia di Anjur di Federica Petroni.
Prima di Natale mi ha contattato sul gruppo dei libri di fb una ragazza che mi ha chiesto se volessi leggere il suo libro e recensirlo. Come sapete, se avete seguito il mio blog negli ultimi mesi, ho postato tempo fa la recensione di un'altra autrice esordiente che ho trovato deludente. Oltretutto avevo compiuto un grande sforzo perchè avevo segnato moltissimi passi che erano da migliorare nello stile e, poi, dall'autrice non ho ricevuto nessun feedback e sono stata ignorata. Ero indecisa, quindi, se accettare o meno ma poi ho pensato che tutti dovrebbero avere un'occasione e ho ricevuto il suo ebook. L'ho scaricato sul tablet con l'intenzione di controllare il buon funzionamento del file e passarlo sul mio reader. Ho aperto il file e letto le prime righe... beh ci ho messo ben poco a concluderlo, lì sul tablet con il rischio di farmi venire mal di testa per l'illuminazione ma ho dovuto finirlo. Perciò oggi vi lascio il mio invito alla lettura de L'Accademia di Anjur, l'ultima recensione di quest'anno.
Parliamo un po' del libro e dell'autrice. Federica è giovane, ha 31 anni, è romana ma vive a Milano. Il suo primo romanzo, che ha iniziato a scrivere nel 2013, è stato autopubblicato tramite la Lulu. Trovate sia il cartaceo della Lulu che l'ebook della narcissus.me ma io, personalmente, vi consiglio l'ebook e in fondo troverete i link di amazon e ibs per acquistarlo. Sono stati pubblicati a sei mesi di distanza, prima l'ebook a marzo e successivamente il cartaceo. Sia editor che illustratore della copertina sono stati trovati dall'autrice perché, alla fine, la Lulu è una casa editrice proforma nel senso che stampa il libro come arriva e lo rivende tramite diversi canali prendendo una percentuale. L'Accademia è il primo di una trilogia che può usare come titolo generale 31, numero molto importante.
La copertina, nonostante sia un autopubblicato, è molto bella ed è un lavoro dell'illustratore Antonio De Luca, un conoscente di Federica. Potete trovare la sua pagina su fb, guardatela perché merita. Al centro troviamo la nostra protagonista Shani con in mano la sfera Archean che avrà moltissima importanza nel corso della storia. Anche la medaglietta con il numero 31 ha il suo spazio ed è il secondo elemento molto rilevante della trama. Credo sia venuta davvero bene e dà al cartaceo quel tocco di cura in più che, spesso, non si trova nei self o anche nelle case editrici minori.

Trama. La prestigiosa Accademia di Anjur, dove vengono forgiati i migliori combattenti e maghi di Sovresta, sta selezionando nuovi allievi, testando molti giovani in tutta la provincia. Shani vive in un piccolo villaggio in campagna, lontano dalla capitale. Durante una festa di paese, la locanda che ospita tre insegnanti dell'Accademia prende fuoco e Shani si getta tra le fiamme per salvare uno di essi. Gli insegnanti, per ringraziarla, decidono di farle sostenere la prova di ingresso. Il risultato è inaspettato: Shani possiede la magia e viene accettata all'Accademia. Lì, in un mondo per lei sconosciuto e ostile, scoprirà gli oscuri misteri che la capitale nasconde.

Appena ho iniziato a leggere le prime righe mi è venuta in mente una vaga somiglianza con la trilogia del Mago Nero di Trudi Canavan che mi era piaciuta moltissimo e che vi consiglio. Per tutti quelli che non l'avessero letta, parla di Sonea proveniente dal ceto basso di Imardin che scopre di possedere la magia ed entra nella Corporazione dei maghi. Le somiglianze, nelle prime pagine, sono parecchie effettivamente. Shani e Sonea fanno parte del ceto più basso: contadina la prima, orfanella e povera la seconda. Dotate entrambe di grande magia e forza d'animo, sono oneste, leali e con saldi principi, con un grande senso della famiglia. Entrambe entrano per caso nelle rispettive accademie per lo stesso motivo: Shani dimostra di avere dentro di sé la magia muovendo la sfera Archean mentre Sonea ferisce uno dei maghi dietro la barriera magica con una pietra. Quindi le somiglianze tra le due storie ci sono ed è innegabile. Purtroppo anche la loro vita nella scuola è molto simile. Un professore per entrambe che le odia e un nemico per entrambe che rende la loro vita molto difficile. Cioè, anche in Harry Potter, per dire, c'è l'insegnante odiato e il bulletto di turno, niente di originale. Per fortuna, la trama si sviluppa in modo diverso e le due trilogie prendono strade separate. Federica mi ha assicurato di non aver letto la trilogia della Canavan e si è meravigliata quando le ho parlato di queste somiglianze. Voglio darle il beneficio del dubbio perché ha accolto i miei suggerimenti (qualche errorino sull'ebook) con umiltà, senza l'arroganza del "grande scrittore". Ha detto anche che la leggerà al più presto per rendersi conto della portata della cosa.
L'autrice, tra le altre cose, resiste alla tentazione facile e banale di rendere la sua protagonista la predestinata di una profezia millenaria, l'unica eroina in grado di salvare il mondo dalla distruzione e di sconfiggere il super cattivo di turno. Shani è solo nel posto sbagliato al momento sbagliato, rimane immersa fino ai gomiti nelle torbide spire dei complotti ma rimane sempre Shani, ingenua e popolana. A un certo punto tenta anche di mollare la spugna ma gli eventi la riportano sempre in mezzo all'azione. Perciò sì, alla prima impressione l'originalità sembra non essere il punto forte, è vero. Andando avanti con la lettura la gestione dei bulletti è magistrale e il complotto aumenta la sua portata varcando i confini della provincia.

La narrazione è in terza persona al passato con il punto di vista esclusivo su Shani. I dialoghi sono verosimili ma le descrizioni peccano. Le descrizioni degli ambienti interni sono ben costruite ma quelle degli scenari esterni sono molto scarne ed è difficile immaginarsi l'ambiente circostante. Inoltre, ho trovato troppo pesanti le descrizioni dei personaggi. Viene fornita una descrizione minuziosa di ogni personaggio che appare, anche di quelli che incontriamo di sfuggita una volta. Vi trascrivo un passaggio, qui siamo proprio all'inizio e, alla festa di paese, Shani sta parlando con un'amica.

«Non è Tim quello che fa il cascamorto con Maira?» chiese, con l'aria di chi non sta davvero facendo una domanda.
Shani si sollevò su un gomito e guardò nella direzione che lei le indicava. Tim, un ragazzo alto, biondo e dal sorriso contagioso, parlava all'orecchio di un'altra ragazza. Quest'ultima aveva i capelli castani raccolti sulla testa e un vestito intero addosso, decorato qua e là da rose rosse.
«Sì, è lui» rispose la ragazza, rimettendosi sdraiata.
«Non ti dà fastidio?» insistette l'altra.

Qui, ovviamente, serviva più leggerezza e si poteva ottenere omettendo la descrizione non rilevante del personaggio femminile (anche di quello maschile, volendo) che incontriamo solo qui e mai più. Ne ho parlato con Federica ed ha ammesso di aver notato il problema e che cercherà di migliorarsi nei seguiti. E nessuno le vieta, più avanti, di creare una nuova edizione del libro. Comunque uno dei punti forti dell'autrice è lo stile narrativo che è fluido, corretto come sintassi, semplice e adatto a tutti ma curato. Faccio solo un appunto sulla difficoltà che ho trovato di tanto in tanto nel comprendere subito chi stesse parlando. Nella citazione potete vedere che subito prima c'è "ragazza" parlando di un'altra poi "ragazza" riferito a Shani. In questi casi io preferisco cento volte la ripetizione del soggetto piuttosto che l'uso di altri sostantivi, rende tutto più chiaro e diretto, non importa se ripetiamo. Il ritmo della narrazione è sostenuto, succedono molte cose e non diventa mai noioso né scontato. La poca originalità iniziale (lo si nota solo se si ha letto la Canavan) non dà fastidio ed è ben ricompensata dalla seconda metà del libro quando il mistero si fa interessante. Esiste una conclusione dell'avventura di Shani ma rimane, in ogni caso, un finale aperto.

Tirando le somme, direi che L'Accademia di Anjur è una buona prima prova per un'autrice esordiente, ho intravisto del potenziale. Lo stile sostanzialmente corretto la rende una lettura scorrevole e leggera il più delle volte, a parte i passi in cui si addensano troppe descrizioni dei personaggi tutte insieme ma sono pochi e si superano in fretta. Mi è piaciuta la trama e la geopolitica è molto chiara e spiegata in diversi punti. Molto interessanti anche i dettagli steampunk che l'autrice ha inserito; troviamo, quindi, in un'epoca medievale, il treno a vapore con relativi binari, l'orologio da taschino, i caratteri a stampa e addirittura una mongolfiera. Questi elementi li ho trovati ben armonizzati con il contesto e svolgono un ruolo centrale all'interno della trama. Interessante anche l'idea della manipolazione del Mergirio con cui è creata la sfera Archean.
Per tutti questi motivi assegno tre stelline a L'Accademia di Anjur. Potrebbe sembrare un voto basso ma in realtà il problema con le descrizioni e la somiglianza con la Canavan non mi permettono di aumentarle. Spero di poter aggiungere una mezza stellina (o anche una intera) con i seguiti. Tuttavia ve lo consiglio volentieri, oltretutto ha un costo ridottissimo e si fa leggere bene.

Vi auguro, infine, un felice anno nuovo. E ci rivediamo nel 2015!


Questo è il link per ibs per l'epub: L'Accademia di Anjur - Federica Petroni
Mentre questo è il link di amazon per il kindle: L'Accademia di Anjur - Federica Petroni

2 commenti:

  1. Buon anno anche a te!
    E grazie come al solito delle tue recensioni, sono sempre molto accurate, dettagliate e propositive! =)

    RispondiElimina

Ciao!
Avete letto questo libro? Vi piace la mia recensione? Lasciatemi un commento!