1 novembre 2014

[The maze runner 01] Il labirinto - James Dashner

Buon pomeriggio lettorissimi, finalmente torno con le mie recensioni ma purtroppo per poco. Riuscirò a postarvi solo questa e la prossima recensione perché a casa l'adsl al momento non funziona. Spero di tornare presto operativa al cento per cento.
Oggi, comunque, vorrei fare una cosa diversa. Come vedete nel titolo vi scriverò il commento de Il labirinto di James Dashner, il primo della serie The maze runner. Dopo il commento ci saranno due righe anche su La fuga e La rivelazione, i due seguiti della trilogia di Dashner. Ho voluto fare una cosa strana perché volevo sia recensirvi il primo volume che è quello che mi interessa sia darvi una panoramica senza nessuno spoiler di trame o dettagli degli altri due volumi in modo da esprimere un parere sull'intera trilogia. Visto che i libri sono corti non aveva senso aprire tre post diversi per ogni libro in cui avrei detto le stesse cose. In questo modo potete decidere al volo se leggere solo il primo o proseguire con i successivi, vedete voi. Tornando ai libri in oggetto, diamo un po' di numeri. Il labirinto è stato pubblicato in lingua originale nell'ottobre 2009 arrivando in Italia, a cura della Fanucci, a giugno 2011, due anni dopo. Successivamente viene pubblicato La via di fuga nel 2010 in inglese e a luglio 2012 in italiano. Poi sono stati acquistati i diritti dalla 20th Century Fox e, come spesso accade (mi viene in mente Ender's game di Card o The giver della Lowry), la Fanucci ha resuscitato i primi due libri e pubblicato contemporaneamente il terzo volume, La rivelazione, nell'agosto 2014. Una nuova grafica, quindi, per rendere omogenea la serie e un cambio di titolo del secondo capitolo da La via di fuga al più semplice La fuga.
Il film ancora non ho avuto l'occasione di vederlo ma spero di farlo presto. La regia è di Wes Ball e il protagonista Thomas è interpretato da Dylan O'Brien, apparso nella serie Teen wolf come Stiles amico di Scott il licantropo, e si attendono i seguiti per i prossimi anni. Ho letto diversi commenti online e nessuno che abbia letto il libro ne è soddisfatto del tutto. Ormai è usanza conclamata prendere i libri più famosi e venduti e farli diventare film con risultati più o meno decenti. Il signore degli anelli e Harry Potter hanno sdoganato nel nuovo millennio film pieni di effetti speciali ispirati a saghe fantasy. Purtroppo non come i precedenti illustri, i nuovi film hanno trame che si ispirano giusto di striscio ai libri. Ma è inutile lamentarsi di ciò, il cinema ha le sue ragioni che la letteratura non conosce.
Parliamo delle copertine ora. La copertina della prima edizione del 2011 è veramente inquietante però bella a suo modo. Ve la metto qui di fianco. Blu elettrico, titolo e autore in evidenza con colori che risaltano e, a sinistra, un volto a metà di un ragazzo che potrebbe essere il protagonista. La nuova edizione, invece, è tutta un'altra cosa. Tre copertine uguali, cambiano solo i colori dominanti. Verde per il primo, arancione per il secondo e blu per il terzo volume. Devo ammettere che non sono male perché le trovo abbastanza intriganti. Mi piace moltissimo, soprattutto, l'omino che si intravede sulla A di Maze, lo trovo simpaticissimo. La prima copertina, in alto, recava una frase per attirare il lettore "L'unico modo di sopravvivere è trovare l'uscita" ed è pertinente. In queste nuove, invece, hanno voluto mettere l'accento sul fatto che i fan di Hunger games e Divergent troveranno imperdibile questa trilogia. Nel primo volume, inoltre, in basso c'è il riferimento al nuovo film in uscita. Dimenticavo, sono stati cambiati i titoli. In originale il primo suona semplicemente come The maze runner, il secondo è The Scorch trials (Le prove della Zona Bruciata) e il terzo è The death cure (La cura per la morte).

Dopo tutto questo lungo preambolo andiamo ai fatti e iniziamo, come sempre, con la trama.
Quando Thomas si sveglia, quel giorno, si ritrova dentro una sorta di ascensore che sta salendo in superficie. Una volta finito il viaggio, si ritrova in quella che sembra una fattoria e un gruppo di ragazzi, tutti maschi, lo sta osservando. Alby, il capo, gli spiega che quella è la Radura e che, attorno a loro, c'è un labirinto di cui ancora non hanno trovato la via d'uscita. Alla notte le quattro porte ai lati cardinali si chiudono e li lasciano al sicuro dai Dolenti, creature orribili metà macchine e metà animali. Il giorno dopo, per la prima volta in due anni, una ragazza appare nella Scatola (l'ascensore) con in mano un inquietante messaggio: "Lei è l'ultima. In assoluto". Prima di svenire fa sapere agli altri che tutto sta per cambiare. Da quel momento trovare l'uscita dal labirinto sarà la loro missione principale per salvarsi la vita.

Partiamo dai dati tecnici.
La narrazione è in terza persona al passato, con Thomas come unico punto di vista. Tutto quello che succede, lo vediamo dai suoi occhi, con le sue emozioni e i suoi pensieri come accompagnamento. I dialoghi mi sono sembrati interessanti con un pizzico di ironia, le descrizioni fatte bene e soprattutto quelle dei Dolenti piene di dettagli e fantasia. Lo stile è semplice ma curato, adatto ai ragazzi, ed è tutto molto veloce. Da quanto arriva Thomas, le cose precipitano in pochi giorni. L'intera trilogia si conclude in circa un paio di mesi, forse poco meno. I capitoletti brevissimi rendono la narrazione ritmata e la conclusione non delude. Essendo il primo, lascia in ogni caso delle domande in sospeso ma potrebbe essere stand alone.

Dunque, la trama mi è piaciuta molto e devo ammettere che l'intero libro mi ha stuzzicato la fantasia e la curiosità. Il primo sentimento che ho provato quando Thomas arriva nella Radura è il fastidio e l'impotenza, la stessa che, sono sicura, ha provato lui. Sì perché i ragazzi sono misteriosi e nessuno gli dice niente in un primo momento. Rimandano tutto al giorno dopo, evitano le sue domande e, soprattutto, parlano in modo assurdo e incomprensibile. Perciò un grandissimo fastidio fino a che le domande hanno trovato risposta. Da due anni i Radurai vivono in questa bellissima fattoria e ogni mese, puntuale da due anni a questa parte, arriva un nuovo ragazzo. Ci sono, poi, otto ragazzi tra i più veloci e migliori, i Velocisti, che ogni giorno escono nel labirinto e lo esplorano riportando, alla sera, i cambiamenti dei muri. Un labirinto che sembra impossibile da risolvere, con le pareti che ogni notte cambiano posizione e da cui non esiste uscita. Quando, il giorno dopo, arriva una ragazza la faccenda inizia a farsi agitata. Il sentimento diventa dubbio e inquietudine e la voglia di scoprire chi è quella ragazza e cosa sta per succedere diventa pressante. Le pagine scorrono via senza interruzione, una dopo l'altra, senza fermarsi mai. Devo sapere come continua, devo sapere chi li ha messi lì (che sia una sorta di esperimento è quantomeno lampante) e perché e devo sapere come si esce da questo maledetto labirinto. Più ho letto e più volevo leggerne.

La fuga e La rivelazione sono tecnicamente molto simili a Il labirinto. Il punto di vista è ancora quello esclusivo di Thomas e rimarrà tale fino alla fine, i capitoletti sono brevi, la narrazione veloce e ritmata. Succede sempre qualcosa, quasi sempre qualcosa di brutto, e i personaggi non principali sono poco dettagliati, uno sfondo molto inutile senza nomi e senza volti. Giusto un appunto sulla traduzione. Nel primo volume la traduzione è stata affidata a Di Liddo mentre negli altri due il lavoro è stato svolto da Romano. Non c'è però nessuna differenza e il risultato è coerente ed omogeneo.

Ho letto alcune recensioni e in molti hanno trovato i due seguiti inferiori al primo. Se devo essere sincera, ve lo dico anche io. Il labirinto è il migliore dei tre in termini di costruzione della trama e del protagonista Thomas. Nonostante il tema del labirinto sia vecchio di secoli e già utilizzato sia al cinema che nel fantasy (Teseo e il labirinto del minotauro con Arianna e il suo filo dei miti greci fino ad arrivare al film Labirinth e La battaglia del labirinto di Rick Riordan) bisogna dare atto a Dashner di aver dato una nuova faccia a questo tema portando un pizzico di novità. Interessante l'utilizzo del labirinto come un'enigma da risolvere apparentemente senza soluzione. Pensare fuori dagli schemi è sempre la mossa migliore.
I due successivi, però, hanno perso un pochino di smalto; il terzo soprattutto mi è parso leggermente trascinato, a volte riempito di cose superflue con l'impressione di non arrivare mai al dunque. La conclusione finale è stata di certo degna della trilogia ma non sono del tutto soddisfatta. Non perché sia brutta, eh. No anzi al contrario è sorprendente e adattissima, una sorta di happy ending con una vago retrogusto amaro. Mi ero formata in mente delle domande a cui non ho avuto però risposta e trovo la cosa un po' antipatica.

In conclusione, vi consiglio sicuramente  la lettura de Il labirinto e potete decidere anche di non leggere i seguiti. Di certo non la giudico una lettura imperdibile e sensazionale ma comunque piacevole e talmente rapida da prendervi un paio di giornate di relax. Chiaro che, se leggerete solo il primo, vi rimarranno con molta probabilità irrisolte alcune questioni, ma in fondo non così tante da guastarvi la lettura e non sono morta dalla voglia di sapere il resto.
In virtù di ciò, assegno tre stelline e mezzo alla trilogia The maze runner di James Dashner e rinnovo il mio consiglio di lettura del primo. Gli altri due vedete voi, potete decidere di leggerli come approfondimento alla questione.


Vi lascio il link di ibs del primo: Il labirinto - James Dashner
Del secondo: La fuga
E infine del terzo: La rivelazione

Autore: James Dashner
Dati: 2014, 408 p. - 364 p. 344 p., rilegato
Editore: Fanucci

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