1 novembre 2014

[Mare Infranto 01] Il mezzo re - Joe Abercrombie

Oggi vorrei parlarvi di un autore di cui, da due anni a questa parte, ho sempre sentito parlare benissimo: Joe Abercrombie. Finalmente anche in biblioteca è arrivata la trilogia precedente, La prima legge, e al momento ho in lettura il primo libro di cui vi scriverò presto. Ho detto biblioteca perchè ormai avrete intuito che acquisto e leggo solo ebook, mi trovo meglio. Purtroppo la casa editrice che ha pubblicato La prima legge, la Gargoyle, non pubblica gli ebook dei suoi autori (sto aspettando anche I centomila regni della Jemisin) perciò devo aspettare la biblioteca. Il mio commento di oggi, invece, è del primo volume della sua nuova trilogia per ragazzi: Il mezzo re. Per Il mezzo re non ho dovuto aspettare perchè la pubblicazione di questo primo volume è a cura della Mondadori che ha probabilmente soffiato la trilogia alla Gargoyle (forse avrà acquistato al prezzo più alto i diritti d'autore?). In realtà, per quanto mi riguarda, è meglio che sia nelle mani della Mondadori così posso trovare subito l'ebook e non aspettare un sacco di tempo per leggerlo. Tornando a Il mezzo re abbiamo detto che è il primo volume della nuova trilogia di Abercrombie chiamata Mare Infranto in virtù del mare che bagna questa terra immaginaria, così come illustrato nella mappa a inizio libro. Il libro è uscito nelle librerie il 21 ottobre 2014 in Italia. L'originale Half a king è apparso a luglio 2014 mentre Half a world e Half a war sono previsti per febbraio e autunno 2015. Attendiamo.
Per quanto riguarda la copertina, l'edizione italiana a cura della Mondadori è quasi identica a quella in edizione originale, quanto meno un'edizione è identica. L'unica cosa che cambia nell'altra è che lo sfondo è nero e la scritta rossa. Beh, non è un granchè a dire il vero ma ho visto di molto peggio.

Trama. Il giovane principe Yarvi, della famiglia reale del Gettland, si sta preparando a sostenere la prova di Ministrante quando gli arriva la notizia della morte del re suo padre e dell'erede al trono suo fratello maggiore. Yarvi, così, si ritrova sullo Scranno Nero costretto ad essere re e a reclamare vendetta per la morte del padre e del fratello per mano di Grom-gil-Gorm, sovrano del Vasterland. Un tradimento, però, lo costringe a scappare finendo nelle mani degli schiavisti. La strada per tornare sul trono sarà lunga e Yarvi avrà bisogno di tutto l'aiuto possibile per riuscirci.

Bene. Ci sono un paio di cose che vorrei dire. La prima è che Il mezzo re è tutto sommato un libro corto e, purtroppo, la trama che ho scritto sopra copre circa il quaranta per cento della stesura. Ho cercato di mettere meno dettagli possibili e di rimanere sul vago, cosa che non è stata fatta in molte trame online. Non ho parlato della famiglia di Yarvi e dei suoi rapporti con loro, voglio tacere sul tradimento e sugli schiavisti e soprattutto non dirò nulla sui compagni che Yarvi avrà dalla sua parte. Vi lascio tutto il divertimento perché ne vale la pena, l'ho trovata una buonissima lettura. La seconda cosa è che tutto il fantasy che c'è si riduce all'ambientazione immaginaria e alle tradizioni religiose delle varie popolazioni. Forse si avrà qualcosa nei prossimi due libri ma in questo non ho trovato quel pizzico di fantasy che cercavo e che me l'avrebbe fatto apprezzare di più.

La narrazione è in terza persona singolare al passato con il punto di vista esclusivo di Yarvi ed è un peccato perché, se da una parte conosciamo perfettamente il protagonista assoluto, dall'altro ci sono alcuni personaggi di cui avrei voluto moltissimo leggere di più. Le descrizioni degli ambienti sono belle e quelle dei personaggi li rendono interessanti. I capitoletti brevi fanno sì che la narrazione sia ritmata e leggera e lo stile è semplice ma curato con molti momenti di ironia e sarcasmo che fanno scappare un sorriso al lettore. Ora che sto leggendo La prima legge ho notato che è abitudine di Abercrombie dare un piccolo titolo ai capitoli  e richiamare i contenuti all'interno. I dialoghi sono verosimili con ironia ed arguzia. I due colpi di scena finali lasciano il lettore di stucco e sono a dir poco azzeccati. Le azioni sono vivide e ben descritte, chiare e semplici da seguire. Il mezzo re ha una sua conclusione e, volendo, potrebbe essere letto stand alone anche se è il primo di una trilogia. Le vicende vengono risolte e non c'è niente in sospeso, tutte le domande, e anche di più, che il lettore si è posto durante la lettura avranno la loro soluzione.

C'è una cosa di cui ancora non ho parlato: il protagonista Yarvi. Forse avrete letto le trame nei bookstore online o in libreria e lo saprete già ma il principe Yarvi è definito "storpio". Questa è una parola che non mi piace e che non rende esattamente la situazione. Quando sento storpio a me viene in mente qualcuno che zoppica o che si trascina una gamba dietro ma in questo caso, dalla descrizione, sembra che il ragazzo sia affetto da una malformazione congenita alla mano. In pratica durante la gestazione, non si è formato bene il palmo e le dita. Nel corso del testo, la sua mano sinistra assume moltissima importanza e ha sempre penalizzato il giovane. La sua deformità gli ha valso il disprezzo del padre che, nei suoi momenti di cattiveria peggiore, lo chiamava mezzo figlio (da cui il leif motiv del mezzo re) e i soprusi del fratello maggiore. I sudditi e gli altri dignitari della Corte lo hanno sempre ignorato, per non parlare poi dell'esercito reale e dei suoi maestri di combattimento che, data l'inettitudine di Yarvi, hanno alzato bandiera bianca. Per fortuna oggi le cose sono cambiate ma fino a non molto tempo fa e soprattutto nel Medioevo (seppur l'ambientazione sia fantasy possiamo collocare la storia in un'epoca simile al Medioevo per tecnologia e condizione di vita), le deformità erano viste male e spesso si accusavano i portatori di essere figli del demonio e altre cose terribili frutto dell'ignoranza. Siamo dalla sua parte perché è ingiusto il mondo in cui viene trattato e cerchiamo, insieme a lui, giustizia e finalmente il riconoscimento della sua arguzia e intelligenza. Però c'è un però. Per dirla con un detto: non è tutto oro quello che luccica e, come nella migliore tradizione di Abercrombie, anche Yarvi ha le sue zone di ombra, non è un bravo ragazzo fino in fondo. Rabbia vendetta, codardia a volte, rendono Yarvi molto umano e verosimile, un buon personaggio dalle molte sfaccettature e che molto altro ha da offrire.

Per concludere, il mio voto sarà di tre stelline e mezzo. Nonostante mi siano piaciute molto l'ambientazione, i personaggi, la trama e le religioni descritte ho trovato la lettura più di avventura che di fantasy. Avrei voluto vedere qualcosa di soprannaturale o di magico o qualcosa del genere, non mi sono bastati i vaghi riferimenti a un popolo di Elfi esistiti millenni prima. Spero che nei prossimi volumi questi Elfi appaiono in qualche modo, rendendo Il mare infranto una vera trilogia fantasy. Non ho ancora finito nemmeno il volume numero uno de La prima legge ma ho intuito dalle poche pagine iniziali che è una trilogia fantasy dedicata a un pubblico più adulto i cui protagonisti sono uomini e non ragazzini. Come età di lettura de Il mezzo re direi che potrebbe essere più o meno quella del protagonista, cioè dai quindici anni in su. Lo sconsiglio a un pubblico più giovane perché è abbastanza crudo, non troppo ma il giusto. Devo anche dire che, leggendolo, ho ritrovato punti in comune con Trix Solier di Luk'janenko per la perdita del trono (era solo un feudo, non un regno ma è uguale) e il viaggio sotto mentite spoglie e La valle degli eroi di Stroud per l'arguzia del protagonista. Ma solo qualche punto in comune eh, sono cose diverse.

Come al solito sospendo il mio giudizio e aspetto i due capitoli successivi ma Abercrombie è già entrato nella mia topfive di autori stranieri di fantasy contemporaneo preferiti insieme a Django Wexler, Richard Ford, Anthony Ryan e Marie Lu. Ve lo consiglio!


Vi lascio il link di ibs: Il mezzo re - Joe Abercrombie

Autore: Joe Abercrombie
Dati: 2014, 298 p., rilegato
Traduttore: Rialti E.
Editore: Mondadori (collana Omnibus)

8 commenti:

  1. Recensione oggettiva, puntuale e dettagliatissima, complimenti. Solo su una cosa non mi trovo d'accordo: la parte della trama che hai descritto copre meno del 40%. Invece siamo sul quarto su per giù.
    Abercrombie poi non è riuscito a fare a meno di infilare lo Straniero-che-bussa anche in questo libro (compare anche in The Heroes), lo hai notato?
    Comunque mi piacerebbe aggiungere il tuo ai blog che seguo, perché non c'è il gadget apposito?

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    1. Ciao Andrea, grazie per il tuo commento.
      Dunque le mie percentuali, ne avevo messa un'altra in non ricordo qualche recensione, si basano sul mio reader quindi potrebbero essere sballate. Alla fine di tutto mi sono ritrovata con la fine della trama raggiunta a circa il 40% di lettura compiuta. Ora, ogni reader ha le sue impostazioni pertanto non considero mai il numero di pagine: utilizzo la percentuale che mi suggerisce. E quando Yarvi riesce a scappare dalla nave in fiamme mi dava 40%. Potrei anche sbagliarmi e non riesco a controllare subito perchè non ho dietro la chiavetta con tutti i file. Appena ce l'avrò, prometto di controllare e poi ti dico.
      Per il gadget non saprei, me ne intendo poco ma ho visto che sei diventato un lettore del blog per cui hai già risolto.
      Grazie ancora

      Ali

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    2. Ciao, figurati è un piacere leggere le tue recensioni. Ho capito ora dalla tua risposta che tu ti riferisci alla descrizione presente sulla seconda di copertina del libro. In questo caso hai più che ragione: siamo al 40% e persino un po' oltre.
      Per il resto diciamo che mi so abbastanza barcamenare tra i blog. Proprio a proposito di questo vorrei contattarti privatamente per chiederti qualcosa in merito alle recensioni. Ti lascio un mio contatto: qdiv@giocodiruolo.com.

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  2. Ho apprezzato parecchio la trilogia "the blade itself"e lo spin-off "heroes".
    Ma mi tocca essere lapidario:questo romanzo è la delusione di Natale.

    Mi spiace,che nel marasma decadente del attuale fantasy,questo autore che mi faceva ben sperare,abbia prodotto un simile obrobrio.

    Personaggi con zero profondità,storia piatta,narrazione infantile.

    Soldi buttati.

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    1. Ciao e grazie per il tuo commento.
      Vedi, quello che ti fa storcere il naso è probabilmente il punto della questione. Se gli altri lavori di Abercrombie sono dedicati a un pubblico adulto Il mezzo re è stato proposto a un pubblico molto giovane. Per cui, se sei un adulto come me, è abbastanza normale che tu sia deluso perchè lo paragoni al magnifico Abercrombie per adulti.
      Come puoi vedere nell'elenco delle recensioni, ho letto molto per ragazzini. Un lettore adulto ha certe aspettative in quanto a trama, intreccio, personaggi eccetera e il ragazzino ne ha tutt'altre. I due pubblici non sono di certo paragonabili e ti cito in primis la saga di Gregor della Collins per ragazzini dagli 8 anni in su. Un adulto lo può trovare noioso, eccessivo, un'accozzaglia di luoghi comuni e clichè mentre per un ragazzino è elettrizzante, pieno di azione e semplicemente stupendo. Sono due visioni, entrambe corrette, dello stesso testo ma con prospettive e aspettative diverse.
      Devi metterti nei panni del pubblico al quale un libro è dedicato per essere il più obbiettivo possibile. Anche Il signore degli anelli a un bambino appare come una schifezza illeggibile.
      Che ne pensi?

      Ali

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    2. Oltre a concordare con Alice riguardo alla questione del pubblico a cui è rivolto, io non ho trovato il mezzo re così male come dici, anzi per me è persino migliore del Sapore della vendetta (che tra l'altro andrebbe letto dopo la trilogia della Prima legge ma prima di The Heroes (grazie Gargoyle per l'ordine indecente di pubblicazione)). La trama poi è tutto men che prevedibile, specialmente il finale.

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  3. Sul "De Gustibus"non si discute,e rispetto la vostra posizione,quindi non insisto oltre.
    Rispondo però alla domanda e al paragone con "il sapore della vendetta":
    -il signore degli anelli l'ho letto da bambino,e non so più quante volte,preferendolo grandemente allo Hobbit(che dovrebbe essere adatto ad un target più giovane....eppure....).
    Penso quindi che un libro,se scritto bene,non ha età,se scritto male,annoia a tutte le età.
    -concordo con l'osservazione sulla Gargoyle,ma credo abbiano tastato il terreno con Heroes(che francamente,trovo il migliore dei libri di Abercrombie)e poi abbiano deciso che valeva la pena di proporre il resto....oh,mia ipotesi,eh!
    Il sapore della vendetta,se fate un giro delle recensioni sui vari siti,è considerato un fail inspiegabile della esalogia di Abercrombie(credo manchi "red country"di cui attendo publicazione....hummm da Gargoyle?!?).
    Bollato come confusionario,noioso,pieno di incongruenze e personaggi poco profondi,stava in libreria accanto al "mezzo re"....l'ho snobbato quindi volutamente,e dopo ciò che hai detto,Andrea,mi confermi le rece negative e NON lo prenderò(e ti ringrazio,di questi tempi risparmiare non mi dispiace....).
    Ma hai ragione,il finale de "il mezzo re"ha qualche svolta imprevista,cui fa capolino l'Abercrombie che apprezzavo nei suoi altri lavori.
    Però non riesco a farmi piacere un libro per il solo finale,eh!

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    1. Il finale è sensazionale, io poi che sono tonta non avevo capito nulla fino alla fine.
      Su Il sapore della vendetta non posso ancora dire nulla perchè non l'ho letto, è in biblioteca ad aspettare. Magari appena riuscirò a mettere le mani su Red country leggerò anche i precedenti.
      Per quanto riguarda SdA ormai è molto difficile che i bambini riescano a leggerlo perchè è lontano anni luce dal linguaggio tipico degli ya (orrendo) e dei libri per l'infanzia. Addirittura molti adulti fanno fatica a leggerlo per cui non so, non penso sia effettivamente l'esempio adatto. Io ho letto SdA la primavera del 2012 a 25 anni, se me l'avessero dato chessò 10-12 anni prima gli avrei dato fuoco senza dubbio, ora è per me il non plus ultra.

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