7 ottobre 2014

[Drakenfeld 01] Il custode della camera del sole - Mark Charan Newton

Buon pomeriggio!
Oggi, prima di passare alla recensione vera e propria, vorrei fare una noiosa introduzione a cui mi collegherò dopo. Abbiate pazienza.
Partiamo dalla definizione di fantasy che ci dà la Treccani, l'autorevolissima enciclopedia italiana:

Genere letterario narrativo, accolto in seguito anche nel cinema, diffusosi inizialmente nei paesi di lingua inglese grazie ai romanzi di J. R. R. Tolkien, caratterizzato da un’ambientazione fantastica (che non cerca però, come invece fa la fantascienza, una verosimiglianza tecnico-scientifica), in cui convergono elementi delle fiabe di magia, delle saghe e delle mitologie nordiche e della letteratura anglosassone medievale. 

Secondo questa definizione, quindi, il genere fantasy è più orientato al classico in stile Tolkien con draghi, magia e Minas Tirith. Pertanto già qui vediamo come la letteratura abbia una visione piuttosto stretta del fantasy e che, per sopperire alle contaminazioni inevitabili (ormai il fantasy classico sta perdendo terreno purtroppo), si affida ai sottogeneri per creare delle distinzioni. Per esempio l'urban fantasy ha un'ambientazione contemporanea mescolata ad elementi fantastici come la magia e il soprannaturale oppure il low fantasy in cui il protagonista è un antieroe di dubbia moralità o, ancora, esiste il fantasy comico che trova il suo esponente maggiore in Terry Pratchett. In generale, quindi, il fantasy risponde alle esigenze di moltissimi lettori perciò non è così strano che sia nato una sorta di crime fantasy. Perdonatemi se non è questo l'esatto termine ma ci ho pensato su due piedi e mi è venuto fuori così. Visto che nella letteratura contemporanea i generi thriller e giallo sono molto graditi dai lettori, l'idea di alcuni autori fantasy è stata di contaminare i due generi (per esempio Steve Bein propone un giallo urban con elementi di fantasia).
Tutto questo preambolo l'ho scritto per entrare nel discorso della recensione di oggi che è di un sottogenere nuovo e che in questo caso, a parte un'ambientazione non reale, non ha niente a che fare col fantasy. Io sono di larghi orizzonti e, nonostante apprezzi il fantasy classico alla Tolkien, non ne disdegno anche altri tipi, tuttavia questo libro non l'ho gradito. E finalmente vi rivelo il titolo: Il custode della camera del sole, primo volume della serie Drakenfeld di Mark Charon Newton.
L'autore non è un novellino, è un giovane autore britannico che è diventato famoso per la tetralogia new weird Le leggende del sole rosso, iniziata con Le notti di Villjamur (pubblicato in Italia nel 2013 da Gargoyle, in originale dal 2009). Il primo libro della serie Drakenfeld in originale è stato pubblicato nell'ottobre 2013 mentre in Italia è arrivato nelle librerie a luglio 2014, a cura della Fanucci. Il secondo volume, Retribution, è previsto in uscita a fine ottobre in inglese. Prima di passare alla recensione vorrei fare un appunto sul titolo (oggi sono noiosa, lo so). In originale è semplicemente Drakenfeld mentre in italiano gli è stato attribuito anche un sottotitolo, Il custode della camera del sole appunto. Solo che sorge un problema. Io pensavo che la camera del sole fosse una sorta di camera segreta in cui magari venivano ritrovate reliquie o cose così ma poi ho letto l'ultima pagina e niente camera del sole. Rileggendo la trama su ibs ho notato che parla di legge imposta dalla Camera del Sole così l'ho confrontata con la trama inglese in cui c'era la stessa Sun Chamber ma con l'aggiunta di Order. Ho riguardato il testo in italiano confermando che il protagonista risultava come funzionario dell'Ordine del Sole e che "camera" non veniva mai usato da nessuna parte. Visto che sono pignola volevo andare a controllare sull'anteprima del testo in originale ma purtroppo non l'ho trovato. Tuttavia sono abbastanza sicura che lì Drakenfeld sia un funzionario dell'Ordine della Camera del Sole (Sun Chamber Order) mentre in italiano è stato reso come Ordine del Sole. Come potete vedere, è stato messo un sottotitolo che poi non si ritrova mai nel testo e io, personalmente, ne sono rimasta un po' delusa. Immagino che il custode sia lo stesso Lucan. Basta, ora recensione.

Trama. La morte improvvisa del padre porta il funzionario dell'Ordine del Sole Lucan Drakenfeld a Tryum, la sua città natale. Poche ore dopo il suo arrivo, viene informato della morte di Lacanta, la sorella di re Licintius, sovrano della Detrata. Senza perdere tempo lui e la sua assistente Leana iniziano le investigazioni sul caso di omicidio che li porterà a scoprire un grosso complotto, rischiando la loro stessa vita.

Bene, come potete vedere è un giallo, niente di più e niente di meno.
La narrazione è in prima persona al passato e il narratore è il protagonista Lucan che, in un punto imprecisato del futuro, ricorda gli avvenimenti di quei mesi a Tryum. Le descrizioni sono onnipresenti e, a volte, appesantiscono il testo soprattutto quando il protagonista ci racconta che, quel giorno, ha indossato farsetto argentato, pantaloni neri, veste bianca e mantello verde. Ma poi mi chiedo: è passato del tempo, come fai a ricordarti cosa ti sei messo quel determinato giorno? Quando non sono noiose e inutili, le descrizioni sono piacevoli. L'ambientazione è ispirata principalmente all'antico Impero romano con la divisione in caste, il Senato, la struttura delle case con impluvium e compluvium e nomi latineggianti. Quasi tutti i nomi dei personaggi richiamano, infatti, la Roma antica a parte proprio quello di Lucan che, tra l'altro, pare essere l'unico con un cognome. Re Licintius, Leana, il senatore Veron, Lacanta, non c'è nessuno che abbia un cognome. Lui sì, ne ha uno ed è di ispirazione germanica se dovessi azzardare un'ipotesi. Lo stile è semplice e curato ma ho trovato diverse espressioni abusate come menare il can per l'aia e cavalcare a spron battuto. C'è anche un cosa che mi lascia perplessa. A un certo punto viene usato il termine filippica che prende il nome dai discorsi di Demostene quando incitò Atene a scendere in guerra contro Filippo II di Macedonia. Da lì è diventato di uso comune usare il termine filippica per un discorso passionale e polemico contro qualcosa. In questo libro, però, Atene non è mai esistita perchè è un fantasy pertanto nemmeno Demostene è mai esistito e con lui il termine. Ecco tutto qui, l'uso di filippiche è scorretto e mi fa abbassare la cortina dell'ambientazione di fantasia e sbirciare al di là nel mondo reale.

Cercando di tirare le somme, ho trovato Drakenfeld noioso e lento. Il motivo principale è il fatto che i gialli a me non piacciono per cui ho digerito a fatica le quattrocento e passa pagine del libro. Oltre a questo, a dire il vero, non è neanche questa gran cosa come giallo. Cioè, io di letteratura del genere me ne intendo poco ma con i telefilm crime sono ferratissima per cui avevo capito il trucco dell'omicidio a porte chiuse a metà del libro quando il protagonista ci è arrivato solo a un quarto dalla fine. Se vogliamo poi essere pignoli, ci sono un paio di personaggi su cui mi sarebbe piaciuto un approfondimento. In particolare la senatrice Divran, che i maligni reputano una strega, viene presentata con un incontro tra lei e Lucan e poi basta, la sua presenza è nulla. Mi sembra un peccato perchè avrebbe potuto essere più centrale il suo ruolo, costruendo una trama diversa. Diciamo che ci sono personaggi fini a se stessi che potevano essere eliminati del tutto visto che non vengono approfonditi adeguatamente. Per quanto riguarda il protagonista Lucan, l'ho trovato di un'ingenuità imbarazzante nei confronti del personaggio femminile Titiana, il suo primo vero amore di gioventù. Dieci anni dopo la reincontra e si fa imbambolare dai suoi occhioni. A me Titiana non ha mai convinto, eppure Lucan è completamente assorbito, in pratica quando c'è Titiana smette di usare il cervello e si attivano le parti basse. Anche il rapporto con il suo defunto padre non è costruito bene, secondo me. Questa figura paterna ingombrante e autoritaria prima sembra essere un mito irraggiungibile, dopo diventa un uomo con le proprie debolezze e questo mi piace. Tuttavia, Lucan sembra essere fin troppo remissivo con la coda tra le gambe soprattutto quando gli altri persistono nel continuare a paragonarlo al defunto. Credo ci sia un limite a tutto. In compenso, la sua assistente è tostissima e spero che le darà maggior risalto nel prossimo volume.

In conclusione, non mi è piaciuto e non credo che leggerò il secondo capitolo. O forse sì, per curiosità e completezza. Non saprei, vedrò sul momento. Quello che è certo è che a voi non lo consiglio.


Vi lascio il link di ibs: Il custode della camera del sole - Mark Charan Newton

Autore: Mark Charan Newton
Dati: 2014, 422 p., brossura
Traduttore: Cresti S. A.
Editore: Fanucci (collana Collezione immaginario fantasy)

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