13 ottobre 2014

[Down 01] Dannati - Glenn Cooper

Buondì cari lettori!
Sono tornata presto con una nuova recensione per voi ma questa volta non è un fantasy o meglio, beh sì può essere definito così, volendo. Tra qualche riga ne parlerò un po' meglio per farvi capire.
Il quasi-fantasy di cui vi parlo oggi è Dannati, l'ottavo libro di Glenn Cooper, pubblicato dalla Nord e uscito in libreria il 25 settembre 2014 (tra l'altro da una breve ricerca sembra che non sia ancora uscita l'edizione in lingua inglese, il che rende Dannati made in Italy un'uscita in esclusiva mondiale). Detta così sembra comunque che siano anni che Cooper scrive bestsellers, in realtà il bellissimo La biblioteca dei morti è uscito solo nel 2009 sia in Italia che in lingua originale. Perciò si può dire che sia un autore molto prolifico e che nel giro di pochi anni sia riuscito a pubblicare moltissimo. Ma sapete una cosa? I risultati sono stati altalenanti, non ho più trovato nei libri successivi alla trilogia con il mitico Will Piper la stessa forza narrativa e idea di trama. Li ho letti tutti ovviamente e alcuni più di altri mi hanno appassionato, ma se devo essere sincera Dannati mi ha un pochino deluso, mi aspettavo di meglio. Dalle recensioni online ho poi notato che questo libro o lo ami o lo odio, io mi piazzo nel mezzo in attesa del seguito (o seguiti?) e con il mio giudizio sospeso. Potete intanto leggere il mio commento sul primo e anche quella de Il calice della vita, uscito l'anno scorso.
La copertina è molto bella, sebbene non rispecchi esattamente il testo. C'è un buco nella terra, in alto, da cui arriva la luce del giorno e, in piedi su una roccia molto alta, un uomo solitario piccolissimo in proporzione al resto. Credo che abbiano voluto dare l'idea, considerando anche la trama, del solo-contro-il-mondo, dell'eroe con il cavallo bianco che salva la fanciulla in difficoltà affrontando qualsiasi cosa.

Trama. Emily è un fisico delle particelle, mentre John è l'addetto alla sicurezza del laboratorio in cui lei lavora. Il giorno più importante al MAAC è l'esperimento per cercare i gravitoni però qualcosa va storto. La potenza richiesta dall'acceleratore di particelle è troppa e, dopo una luce intensa, Emily sparisce. Al suo posto appare un uomo misterioso, violento e che puzza di decomposizione. L'uomo, dopo una collutazione, riesce a scappare e si scoprirà essere morto decenni prima. L'ipotesi degli scienziati è che si sia creato un buco tra diverse dimensioni e che Emily e l'uomo si siano scambiati di posto. Pochi giorni dopo l'esperimento viene ricreato per dar modo a John di andare di là, cercare Emily e riportarla nel loro mondo. Quello che non si aspetta è che sta per entrare all'Inferno in cui incontrerà i peggiori incubi dell'umanità e dove nessuno può morire davvero.

Lo so, faccio schifo nelle trame, l'ho già detto e, forse, dovrei limitarmi a copia-incollare quelle delle librerie online. Ma non ci riesco, mi sembrano asettiche. Ora vi spiego un po' meglio.
Avete presente il CERN di Ginevra con l'acceleratore di particelle ad anello nel seminterrato? Ecco stiamo parlando proprio di quello e della ricerca di questi gravitoni che milioni di anni fa, combinati con altre particelle, hanno dato vita al nostro universo. Non entro nel dettaglio perchè non ci capisco una mazza di questa roba e, durante la parte in cui spiegavano cosa era successo, mi si sono incrociati gli occhi diverse volte (e ora che ci penso è successo anche durante la lettura de Il calice della vita in cui viene spiegato il funzionamento del calice). Mi sono rimasti impressi alcuni termini come gravitori, quark e strangelet. In pratica la combinazione di tutte queste particelle ha creato un varco nei mondi. Va beh ragazzi, sui varchi spazio-temporali siamo abbastanza ferrati visto che ultimamente li stanno mettendo un po' ovunque. Dal vecchio Stargate che creava una connessione tra galassie distanti anni luce al più recente Thor della Marvel che, con il Bifrost, apre un varco tra i mondi. Sì insomma, l'idea non è nuova nemmeno in letteratura fantasy e il primo che mi viene in mente è la trilogia Multiversum di Leonardo Patrignani. Ma ce ne sono moltissimi altri. Quindi già partiamo da un'idea non originale.
Bene, cosa c'è dall'altra parte? Emily finisce niente di meno che all'Inferno. Fantastico, penserete voi, demoni, diavoli, le bolge infernali, magari pure Dante. Nah, niente di tutto questo. L'Inferno è semplicemente un mondo parallelo, identico come geografia alla Terra, meno popolato e più arretrato tecnologicamente, in cui i "dannati" si barcamenano tentando di sopravvivere. Mangiano, dormono, fanno pipì eccetera. Ah, e tutto puzza di cadavere in modo indicibile.
Alla fine in questo Inferno finisce, a quanto ho capito, chi uccide o ordina l'uccisione di qualcuno. Quindi una percentuale molto piccola dei crimini commessi dall'uomo. Per esempio, non troviamo il semplice ladruncolo che rubacchia al supermercato o lo spacciatore. E buona parte dei dannati sono "illustri" personaggi storici da Enrico VIII-uccidi-la-moglie a Stalin-uccidi-chi-ti-contrasta a Himmler-il-nazista. Insomma sono personaggi eclettici, che hanno fatto casino in vita e fanno altrettanto casino da morti. L'unica cosa che cambia è che hanno tutto il tempo del mondo per giocare a farsi la guerra. E beh, anche il fatto che non possono morire in alcun modo: un corpo smembrato in mille pezzi continuerà ad avere coscienza di sè e a soffrire per l'eternità. Sinceramente preferisco le pene dell'Inferno dantesco, un luogo in cui chi si macchia di crimini orribili soffre. Non mi piace il buonismo del "Oh non posso morire? Ottimo, otteniamo più potere!", no per niente. Lidea dell'Inferno è stata creata apposta per far rigare dritto in vita. A un criminale di professione che importa della morte? Tanto può continuare a cazzeggiare anche lì.
E l'ho già detto che puzzano di cadavere in decomposizione?

Quando ho iniziato a leggere Dannati e dell'ex Berretto Verde americano John Camp che si fionda nell'Inferno per salvare la sua amata Emily mi è venuto in mente Inferno di Francesco Gungui e la frase emblematica sulla copertina: "Fin dove ti spingeresti per salvare chi ami?". In quel caso l'eroe finiva nella prigione Inferno (che almeno era degna di questo nome), mentre qui l'eroe finisce in un mondo parallelo in cui la gente cattiva continua a farsi i fatti propri.

Per quanto riguarda la parte tecnica, la narrazione è a più voci. Emily e John sono i protagonisti principali ma abbiamo diversi punti di vista anche di altri personaggi. Le descrizioni dei personaggi sono stereotipate ma dei luoghi non sono male. I dialoghi sono un po' poveri. In generale lo stile è troppo semplicistico, con frasi fatte e battute scontatissime. Il finale è aperto ed è, quindi, previsto almeno un secondo libro che probabilmente uscirà in libreria il prossimo anno in questo stesso periodo. Appena avrò più informazioni ve lo farò sapere.

Come potete vedere, dopo quello che vi ho raccontato, Dannati potrebbe finire nel calderone urban fantasy. In effetti, prima c'è un mondo contemporaneo e dopo i nostri eroi si trovano in un mondo parallelo che non esiste, l'Inferno appunto. Perciò sì, a ben vedere, potrebbe essere un fantasy storico magari, in cui ci sono le figure cattive del passato che raccontano la propria storia.

Per concludere, devo dire che Dannati non mi ha fatto impazzire.
John Camp è indistruttibile e inarrestabile, un bravo soldatino americano. Nessun dubbio, nessuna incertezza, è letale ma troppo attaccato alla bottiglia dopo l'Afghanistan, sai che novità. Sa sempre cosa fare e quando farlo e l'ho trovato banale e prevedibile. Emily, invece, ci viene presentata nella prima scena mentre dà una dimostrazione di krav maga, la disciplina di autodifesa israeliana tanto di moda oggi. Quindi sembra essere letale al pari di John. Invece no, per tutto il corso del libro è prigioniera di qualcuno e fa minacce a dir poco imbarazzanti, a vuoto. Cioè, dopo averci mostrato il suo lato tosto io mi aspettavo quantomeno una fuga o un tentativo di uccidere qualcuno. Invece no, niente per tutto il libro. Piatta e soprattutto inutile, è una bella fanciulla che sospira nelle sue prigioni e fantastica su un principe azzurro che la salverà dai cattivi. E John arriva puntuale, come un principe azzurro. Pfff.... 


Vi lascio il link di ibs: Dannati - Glenn Cooper 

Autore: Glenn Cooper
Dati: 2014, 494 p., rilegato
Traduttore: Falcone P.
Editore: Nord (collana Narrativa Nord)

2 commenti:

  1. Bellissima recensione.
    Hai già scritto tutto quello che c'era da dire.
    Io aggiungo solo una cosa: NON RIESCO A FINIRLO!!! Non ce la posso fare, la trama è imbarazzante...

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    Risposte
    1. Grazie mille per il tuo commento!
      Purtroppo Cooper mi sta scendendo nella classifica...imbarazzante è la parola giusta. La cosa più divertente è che leggerò anche i prossimi per dovere di cronaca e sarà una tortura.

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Ciao!
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