15 ottobre 2014

Cose fragili - Neil Gaiman

Buon pomeriggio, lettori compulsivi!
Oggi non scriverò una vera e propria recensione ma più un invito alla lettura. Il motivo è molto semplice: Cose fragili di Neil Gaiman è una raccolta di trentuno lavori tra racconti e poesie (più uno bonus nell'intro). Mi trovo, quindi, nell'impossibilità di creare una recensione coerente data la bizzarria dei contenuti di questa raccolta. Vi invito, molto più semplicemente, a leggerla descrivendovela senza troppi dettagli. Ad agosto 2014, la Mondadori ha pubblicato l'antologia Cose fragili apparsa in lingua originale nel 2006, con netto ritardo rispetto all'inglese di ben otto anni. Finalmente anche il lettore italiano potrà deliziarsi con un Gaiman per noi quasi inedito che si districa tra racconti horror e fantasy e poesie in puro stile nonsense. Online, come al solito, troverete molti commenti e opinioni spesso discordanti tra di loro. In particolare, ho notato alcune recensioni che reputano questa raccolta noiosa, dimenticabile e non particolarmente gaimanesca. Ovvio che ognuno abbia i  propri gusti e opinioni, tuttavia io in questi racconti vi ho ritrovato la potenza del Gaiman più puro, dei suoi e nostri incubi e dell'inquietudine di qualche pagina orrorifica scritta con sapienza.
La copertina non è bellissima, anzi è piuttosto anonima. Sfondo scuro e nome dell'autore che spicca, una foglia tinta di blu in alto che immagino rappresenti le "cose fragili" e una citazione di Gaiman che nell'introduzione spiega la scelta del nome dell'antologia: Ci sono così tante cose fragili dopotutto. Le persone si spezzano così facilimente, e così i sogni e i cuori (nell'intro la troverete con parole diverse ma il senso rimane quello). Vorrei comunque far notare che anche la versione in lingua è simile con la foglia in alto. Esistono, poi, diverse edizioni in cui la foglia è rossa o gialla su sfondo bianco o rossa su sfondo nero. Ve ne sono moltissime altre in cui l'immagine principale è un torre di carte oppure una farfalla, un uovo e un fiocco di neve e addirittura una con un Gaiman disegnato disteso a testa in giù sopra una sostanza viola e un libro aperto. Divertente.

La trama non la scrivo, passo direttamente a qualche commento sui racconti dell'antologia.
Prima di tutto devo dire due cose. La prima è che tutti i lavori, tranne Come parlare con le ragazze alle feste, sono già stati pubblicati in altre raccolte o siti internet. L'unico inedito nel 2006 quando Gaiman ha firmato l'introduzione del volume in inglese è, tuttavia, uno dei tre racconti apparsi anche ne Il cimitero senza lapidi e altre storie nere pubblicato nel 2007 dalla Mondadori. Sì ok, è una cosa piuttosto bizzarra. Hanno preso una storia pubblicata inedita nel 2006 e l'hanno messa ne Il cimitero, poi nel 2014 quando hanno pubblicato Cose fragili l'hanno riproposta insieme a Presiede Ottobre e L'uccello del sole, pubblicati tra l'altro con un cambio di titolo da questi di Cose a Ottobre sulla sedia e Avis Soleus di Il cimitero. Insomma, come al solito, un gran casino.

Possiamo anche tralasciare questi dettagli, senza fossilizzarci troppo su pubblicazione inedita o meno.
La maggior parte dei lavori nell'antologia sono racconti in prosa ma ci sono anche sette di quelle che io chiamo pseudopoesie, racconti scritti in versi poetici per stessa ammissione di Gaiman.
Poi ce ne sono un paio che non sono nè carne nè pesce. Strange little girls, per esempio, è stato scritto da Gaiman per il cd omonimo di Tori Amos, composto da dodici cover ed uscito nel 2001. In pratica, ogni canzone tratta di un tipo di ragazza e Gaiman ha scritto uno stralcio per ognuna di queste ragazze. L'altro è Riccioli che sembra quasi una conversazione con la figlia Maddy mentre lui tenta di raccontarle la storia di Riccioli d'oro e i tre orsi e lei lo interrompe e si divertono insieme. Molto carino.

Quelli che mi sono piaciuti di più sono ovviamente i racconti. I miei preferiti sono Il problema di Susan, Il sovrano del Glen e I fatti relativi alla scomparsa di Miss Finch.
Il primo è ispirato alle Cronache di Narnia di C. S. Lewis ma vi consiglio di leggerlo solo se avete concluso le Cronache o non avete proprio intenzione di leggerle in nessun modo perchè altrimenti vi spoilera la conclusione. Per farla breve, c'è questa professoressa Susan Hastings in pensione che si occupa di letteratura per l'infanzia. E assomiglia così tanto alla Susan delle Cronache da aver avuto una vita molto simile. Non dico altro o entro nello spoiler.
Il secondo è una sorta di piccolo sequel ambientato due anni dopo i fatti di American gods. Anche in questo caso è meglio aver letto prima American per evitare spoiler o anticipazioni sulla trama di quest'ultimo. Torna Shadow, infatti, e finalmente scopriamo il suo vero nome. Se guardate la recensione di American, avevo elucubrato sul possibile nome di Shadow. Basandomi sull'articolo di giornale in cui viene riportato il nome della moglie, Laura Moon, avevo ipotizzato che lei avesse assunto il cognome del marito nell'usanza americana. E infatti così è e mi congratulo con me stessa per l'arguzia: Shadow si chiama Balder Moon. Nome bizzarro senz'altro. E in questo racconto sta viaggiando per la Scozia quando un ometto lo avvicina e gli propone di lavorare per un weekend come guardia di sicurezza in una villa di campagna che ospiterà gente ricca e un party molto rumoroso. Come nel romanzo, niente è quello che sembra e Shadow si ritrova in un macabro gioco tra la vita e la morte.
Il terzo, invece, è in prima persona al contrario dei precedenti che narrano in terza persona. Qui è Gaiman stesso che racconta della scomparsa di questa amica di amici, Miss Finch. Ovviamente Miss Finch non esiste e probabilmente non esistono nemmeno gli amici Jonathan e Jane eppure Gaiman riesce a far diventare reale qualcosa che è impossibile che accada. Mi ha lasciato a bocca aperta.

Ecco, questi sono quelli che mi sono piaciuti di più. Simpatico anche L'uccello di fuoco e piacevole da leggere. Inquietanti Chi nutre e chi mangia e Arlecchino a San Valentino. Interessante Golia scritto per l'uscita al cinema di Matrix nel 1999 e ambientato in quello stesso ambiente.
In ultima battuta, vorrei fare un breve accenno anche a Uno studio in smeraldo scritto da Gaiman per l'antologia Shadows over Baker Street a cura di Michael Reaves e John Pelan. Questo è probabilmente il miglior lavoro di Cose fragili, tanto che ha vinto nel 2004 il premio Hugo come migliore racconto. Gli avevano chiesto di creare "un racconto in cui Sherlock Holmes incontra il mondo di H. P. Lovecraft". E il risultato è stato uno Sherlock Holmes che indaga sulla morte di un discendente della casa reale. E che casa reale. Geniale e perfetto. Consiglio la lettura a un pubblico semi adulto, diciamo dai quindici anni in su perchè a volte tocca un linguaggio molto crudo, inadatto a un pubblico giovane.

Per concludere, Cose fragili è di tutto un po'. Eclettico e magnifico, tocca l'immaginario e il repertorio di Gaiman. Alcuni racconti sono delle chicche, altri invece sono del Gaiman degli inizi, acerbo ma determinato ad essere un autore di fantasy molto apprezzato. Vi consiglio con passione di leggere questa antologia, non ve ne pentirete. E se non vi esalterà, avrete comunque letto un pezzo di Gaiman.

Per la cronaca, non mi aspetto che mi crediate.
Non sul serio. In fondo sono un bugiardo di professione;
eppure mi piace pensare di essere un bugiardo onesto.


Vi lascio il link di ibs: Cose fragili - Neil Gaiman

Autore: Neil Gaiman
Dati: 2014, 368 p., brossura
Traduttore: Bertola S.
Editore: Mondadori (collana Strade blu)

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