29 settembre 2014

Phobia - Wulf Dorn

Ciao lettori!
Sono stata un po' assente in questo ultimo mese. Vi avevo lasciato la scorsa recensione il primo e torno oggi che siamo quasi alla fine di settembre. Non vorrei annoiarvi a morte con le mie vicende ma questo blog è solo un hobby e ne ho altri. Come sapete già ho visto un bel po' di serie tv che avevo in sospeso (tra l'altro ne stanno già per iniziare delle nuove, ottobre sarà un mese molto ricco) e mi sono presa una settimana per completare Tomb Raider del 2013 che avevo in sospeso da qualche mese. Mi è piaciuto moltissimo, un'insolita Lara giovane ma tostissima e un incrocio tra Uncharted - tre titoli che ho amato - e i Tomb Raider vecchio stile. Se per caso siete giocatori anche voi, ve lo consiglio perchè è un ottimo titolo ed essendo vecchiotto lo trovate a pochissimo prezzo.
Tornando ai libri, oggi riprendo a regime con le recensioni per voi iniziando però da un non fantasy. Ve l'ho già detto ma lo ripeto nel caso non abbiate mai letto mie recensioni. Ci sono solo due autori di narrativa contemporanea che leggo e di cui attendo sempre con ansia nuove uscite: Wulf Dorn e Glenn Cooper. Oggi vi parlerò brevemente dell'ultimo di Wulf Dorn, Phobia. Potete trovare la mia recensione del precedente Il mio cuore cattivo a questo link e qui quella di Follia profonda. E tra poco avrò tra le mani anche l'ultimo di Cooper, Dannati.
Phobia è uscito in lingua originale tedesca nel 2013 ed è arrivato nelle nostre librerie il 16 settembre 2014, edito dalla Corbaccio che pubblica tutto di questo autore. Dorn è un ottimo autore che riesce ad unire la psichiatria al thriller donando sempre delle storie che non si fanno dimenticare. Il suo primo lavoro uscito quattro anni fa, La psichiatra, rimane, per me, il suo migliore, tuttavia anche i successivi hanno qualcosa che mi è entrato sotto la pelle nonostante in tutti abbia trovato delle pecche e mai il Dorn iniziale. Phobia non fa eccezione.
Per quanto riguarda la copertina, quella italiana non è niente di eccezionale. Preferisco di gran lunga quella tedesca originale che vi metto qui di fianco. La testa di bambola senza occhi è inquietante quanto basta ed è significativa alla luce del racconto.

 

Trama. Una notte tranquilla di dicembre nel quartiere Forest Hill cambia la vita di Sarah. Quella notte torna il marito che avrebbe dovuto stare fuori casa tutto il weekend, ma quando Sarah scende in cucina per incontrarlo scopre che quell'uomo non è Stephen. Indossa i suoi stessi abiti, la sua valigetta è all'ingresso e l'auto è parcheggiata al solito posto ma l'uomo davanti al frigo è più alto, più magro e con delle orrende cicatrici che gli sfregiano il viso e le braccia. Così come è apparso, scompare nella notte lasciando Sarah in un incubo da cui nessuno vuole salvarla. La polizia non crede all'esistenza di questo uomo e Stephen è irraggiungibile. L'unico che può aiutarla è l'amico di infanzia di Sarah, lo psichiatra Mark Behrendt.

Dunque, questa è la trama, ora vediamo un breve commento.
La narrazione è in terza persona al passato con diversi punti di vista. Quelli principali sono di Sarah, di Mark e del cattivo della situazione, l'uomo con le cicatrici. Alcuni contributi arrivano da personaggi che vengono usati, per esempio, come pov al ritrovamento di oggetti, auto, eccetera ma durano al massimo un capitolo. E a proposito di capitoli, sono molto brevi e rendono la narrazione leggera e frenetica. I dialoghi non sono un granchè, a volte un po' banali. Le descrizioni sono buone con una grossa verosimiglianza in quanto sono tratte dalla realtà. Il finale è aperto e sembra che seguirà un'altra storia con protagonista Mark. Come location, questa volta Dorn abbandona la solita Germania per trasferirsi nella fredda Londra invernale.

Al di là dell'aspetto tecnico devo dire che, ancora una volta, Phobia non è all'altezza de La psichiatra. La prima metà di Phobia mi ha stregato, un capitoletto dopo l'altro, veloce, ritmato e inquietante. Ci sono state alcune parti descritte così vividamente che sembrava di essere lì con i personaggi. Poi però dalla metà in avanti il ritmo è scemato e il mio interesse diminuito di conseguenza. Era partito bene ma è andato sgonfiandosi. Mi aspettavo, visto le premesse, che finisse con il botto invece è stata una timida pernacchietta. Non so bene come descrivervi questa cosa. Prima era bello, i personaggi interessanti e intriganti, il cattivo che in questo modo inquietante si fa trovare in cucina mentre si prepara tranquillo un sandwich e indossa gli abiti del marito di Sarah. Sì, decisamente inquietante fino alla metà. Poi però non entra nel vero profondo delle motivazioni, continua a rimanere superficiale nell'animo di Sarah ribadendo le solite paure: quella di fallire, quella di non essere all'altezza. Solo queste. Sarah è un personaggio piatto che ha abbandonato il lavoro per la paura di fallire e finge che il matrimonio con Stephen sia perfetto. Il maniaco che entra nella sua vita sembra darle una scossa ma non è abbastanza secondo me. Mi aspettavo altre cose, più profondità, più inquietudine, più cattiveria da parte del maniaco (anche se lui pensa sia a fin di bene). Perciò ecco, la prima metà è bellissima poi tutto cala. Si riprende un pochino nel finale che mi è piaciuto e mi ha lasciato a bocca aperta, ma che è un pochino scontato.

In conclusione, se vi piace Dorn e il suo stile leggetelo. Se non avete mai letto niente di suo, vi consiglio di iniziare da La psichiatra per poi passare eventualmente ai successivi ma che, ribadisco, non sono all'altezza.

Vi lascio il link di ibs: Phobia - Wulf Dorn 

Autore: Wulf Dorn
Dati: 2014, 324 p., rilegato
Traduttore: Basiglini L.
Editore: Corbaccio (collana Top thriller)

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