24 luglio 2014

L'ultimo sogno - Valentina Fontana

Il mio blog sta per compiere un anno e oggi vi lascio la recensione numero 100. Un traguardo importante, le prime cento. In tutto questo tempo ho cercato di migliorarmi e di scrivere recensioni sempre più accurate, con la speranza che vi siano piaciute.
Bando alle ciance, vi parlo de L'ultimo sogno di Valentina Fontana. L'autrice è una giovane esordiente italiana e il libro è stato pubblicato a marzo 2014, a cura della Mondadori nella collana Chrysalis. Sulla pagina facebook dell'autrice, alla domanda di un utente che chiedeva se il libro fosse autoconclusivo, la risposta è stata, citazione letterale: "Il libro si legge da solo ma avrà un fratello!". Il che è abbastanza chiaro alla fine de L'ultimo pertanto vi segnalo che ci sarà un seguito. In fondo al libro, nella sezione ringraziamenti, ho visto due cose interessanti: la prima è che è amica (o buona conoscente, non saprei dire che livello di relazione i due abbiano) di Leonardo Patrignani, l'autore molto conosciuto della trilogia Multiversum sui mondi paralleli, sempre edita di Mondadori. La seconda è che l'editor della Fontana è Francesco Gungui, l'autore della trilogia Canti delle terre divise che ho recensito da poco e che non ho minimamente approvato. Per fortuna, la Fontana scrive un pochino meglio, non oso immaginare cosa ne sarebbe uscito se Gungui ci avesse davvero messo le mani. Altra cosa interessante che ho trovato per il web è il fatto che nelle anteprime del libro apparse i primi di marzo, la protagonista avesse il nome di Zoe poi sostituito con Alex. Lo sapevate che anche il protagonista maschile di Patrignani si chiama Alex? E, volendo, possiamo metterci anche una notevole assonanza con il personaggio Alec di Gungui. Un omaggio agli amici?
Parliamo di altro, avrò tempo più tardi per smontare il libro. La copertina, devo dirlo, è molto bella. Ho subito notato una somiglianza con la copertina di Utopia di Patrignani, che vi metto qua di fianco. Direi molta somiglianza che, in realtà, c'è anche con le altre due copertine della trilogia Multiversum. Entrambe hanno il mare in sfondo e i personaggi di spalle. In Utopia sono tre ma nei primi due volumi erano soli, esattamente come in L'ultimo sogno. Sullo sfondo abbiamo lì delle costruzioni avvenieristiche e una città mentre qui c'è una sorta di montagna rocciosa. Però che sia il sole o un punto luce blu, le copertine si assomigliano. E ho scoperto anche il perché: il grafico è lo stesso, ossia il bravissimo Roberto Oleotto. Certo, non denota una grandissima originalità e rispecchia perfettamente la trama: un'accozzaglia di elementi presi random di qua e di là. Una copertina identica a quella di un fratello più famoso è un buon biglietto da visita e la Mondadori non è certo nuova a queste pratiche. Ha fatto lo stesso per le copertina della pentalogia Gregor della Collins, piazzando nel mezzo un'improbabile spilla a forma di pipistrello che era identica a quella della ghiandaia imitatrice di Katniss di Hunger games. Tant'è.

Trama. 2099, Milano. Miri non può fare a meno della sua dose di ArtEx illegale. Il suo spacciatore di fiducia la induce a provarne sempre di più e l'ha resa una oniricodipendente, ormai il sogno è diventato la sua realtà. Ma poi si collega a un nuovo sistema piratato, l'X-Stream, e vi rimane intrappolata dentro dal suo sadico creatore. Toccherà alla sua amica Alex riportarla nella realtà prima che il programma la uccida, grazie all'aiuto del suo ex tutor dell'Accademia, il dottor Bastian Riegel.

Adesso vi spiego un po' di robette, la trama mi è venuta male. Nel 2034, un team di scienziati mise a punto un programma chiamato Onyricon che era in grado di ricreare il mondo dei sogni. Vennero create, quindi, delle Artificial Experiences, le ArtEx appunto, che davano agli utenti collegati nel network la possibilità di esplorare il mondo dei sogni in tutta sicurezza. Visto il successo, iniziarono ad apparire sul mercato nero ArtEx illegali di pirati cibernetici e di admin sempre più spregiudicati. L'ultimo e più pericoloso è il nostro X-Stream, un sistema collegato ai social network in cui la mente degli utenti rimane intrappolata in preda alla paura e all'angoscia mentre il loro corpo reale all'esterno muore per disidratazione e consunzione.
Miri è una tossica che ha scelto di stordirsi sempre di più con l'Onyricon e vivere sempre meno la realtà. Alex, invece, è una crosser naturale che riesce a mantenere lucidità costante mentre esplora l'interconscio ed è immune ai virus mentali prodotti dalle ArtEx illegali. Hanno entrambe diciotto anni e l'anno precedente si sono trasferite dalla zona rurale in cui vivevano alla Città d'Ombra, una squallida periferia multilivello della Milano del futuro. Alex ha sempre dovuto badare alla fragile Miri, vittima di un padre alcolizzato e violento che la picchiava regolarmente. Ecco perché Miri è diventata una tossica, la sua realtà ha sempre fatto schifo. Ed ecco perché Alex ha rinunciato ad entrare all'Accademia di Stoccarda e ad un brillante futuro come crosser. Sospesa tra due mondi, il suo passato e il suo futuro, non compie la scelta di rinunciare a Miri e di abbandonarla ma è infelice per non potere avere una vita migliore. Ma da quello che siamo non si scappa e Alex deve rimettersi in gioco per salvare Miri. Un buon personaggio, non uno dei migliori di cui ho letto, ma approfondito quanto basta e con un buon bagaglio emozionale.

La narrazione è in terza persona al passato e i personaggi sono molti. Certo, Alex è senza dubbio la protagonista ma i contributi provengono anche da Bastian, da Miri, dall'agente Costa, dal tecnico Teeg, da un infermiere dell'ospedale di Madrid e da qualche altro di cui non ricordo. I salti di punti di vista sono inaspettati, prima siamo nei pensieri di un personaggio e la frase successiva entriamo in quelli di un altro che magari sta vivendo la stessa scena. I dialoghi mi sono sembrati verosimili. Le descrizioni banali e alcune non necessarie. La presentazione del personaggio di Bastian è una delle parti più noiose, non perché sia lunga visto che arriverà a un paio di paginette, ma perché ci sono delle informazioni inutili che avrebbero potuto integrarsi nel testo e di cui, tra l'altro, avevamo già un accenno. Le informazioni a cui mi riferisco sono le due definizioni esatte di interconscio e imoconscio, recitate a pappagallo da Bastian in cattedra ad una conferenza. Il lettore aveva già intuito la differenza, non era necessario sciorinare la lezioncina sull'Onyricon. Lo stile è semplice ma curato senza troppe pretese, adatto a un young adult. Il finale è abbastanza aperto, mette le basi per un altro volume.

In generale non è scritto malissimo, sicuramente molto meglio della trilogia indecente di Gungui. Tuttavia c'è un grosso problema di fondo: la totale mancanza di originalità. E ora, per la vostra gioia, mi diletto in una simpatica carrellata di film da cui potrebbe aver preso spunto e badate che sono solo i primi ad essermi venuti in mente.
Il primo e più lampante riferimento è il bellissimo e intrigante Inception di Christopher Nolan del 2010, con una rosa di attoroni pazzesca. Inutile, quando si parla di sogno condiviso come in questo caso, a me viene in mente per primo sempre Inception. A voi no?
Il secondo che mi è venuto in mente è l'altrettanto meraviglioso Matrix dei fratelli Wachowski del 2003. Realtà virtuale, gli esseri umani collegati attraverso le macchine e una realtà al di fuori che fa abbastanza schifo.
Poi mi sono venuti in mente alcuni titoletti in cui gli utenti connessi rimangono intrappolati nei videogiochi. Sto parlando, per esempio, di Tron del 1982 e il suo sequel Tron: legacy del 2010.
Ma possiamo aggiungere anche un capitolo di Spy Kids Missione 3D Game over e un anime che ho conosciuto di recente e mi riferisco a Sword Art online (è anche un manga) trasmesso nel 2012 in Giappone che tratta di alcuni giovani intrappolati nel videogioco e che utilizzano un casco per connettersi.
Ho anche trovato alcuni riferimenti alla serie televisiva Caprica, spin off e prequel di Battlestar Galactica, in cui la figlia del protagonista si chiamava proprio Zoe, come era scritto nelle trame di anteprima di L'ultimo sogno.

Quindi, concludendo, non ve lo consiglio. Senza un minimo di originalità non si va molto lontano. Carino sì, scritto benino, personaggi credibili ma la trama è stata affondata. Direi che se una marmotta avesse scritto le sue memorie, sarebbe stato un libro ben più originale di questo. Oltretutto ci sono alcuni elementi che mi lasciano perplessa. Per esempio, siamo in piena crisi energetica e l'elettricità viene strettamente razionata. Il che mi fa pensare a problemi di approvigionamento anche di cibo e acqua. Alex lavora in un fastfood mentre Miri se ne sta bella bella nel mondo dei sogni ed hanno un monolocale in una zona schifosa della periferia. Mi viene una domanda: ma come campano queste? Cioè com'è possibile che in una città in cui addirittura l'elettricità viene razionata possano sopravvivere due ragazze in un appartamento e pagare anche la protezione dello spacciatore con il solo stipendio di Alex?
Forse il seguito avrà qualcosina di più interessante ma se mi limito a questo lo boccio. E dimenticavo, più che fantasy, il libro si colloca nel settore distopico fantascientifico.


 Vi lascio il link di ibs: L'ultimo sogno - Valentina Fontana

Autore: Valentina Fontana
Dati: 2014, 365 p., rilegato
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)

6 commenti:

  1. E dire che, anche se mi ricordava un sacco "Flashback" di Dan Simmons e tutti i film che hai citato tu, mi ispirava... peccato :(

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    1. Certo ma se togli l'originalità a un libro cosa ti rimane? Può essere ben scritto quanto vuoi (e questo nemmeno lo è tantissimo), può avere personaggi meravigliosi, dialoghi brillanti, un finale scoppiettante ma se poi è la copia di altre venti cose non ti rimane nulla in mano a parte una sgradevole sensazione di dejavu.

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  2. Ciao Alice, sono approdata sul tuo blog seguendo il titolo di qualche libro (ora non ricordo più nemmeno quale).
    Ora ti ho messo nei preferiti, perché ho notato che abbiamo molte letture in comune.
    Io adoro il fantasy, in tutte le sue sfaccettature, anche le più recenti YA (che sono praticamente tutti uguali :-))
    Volevo segnalarti il primo libro di Fabio Scalini, questo il link al suo sito http://it.mordraud.com/ da cui, se leggi anche digitale puoi scaricarlo gratis. A me è piaciuto molto mi è parso anche parecchio curato nonostante penso sia autoprodotto e autosponsorizzato, reputo quindi che non sia sbagliato aiutarne la divulgazione, inoltre mi piacerebbe sapere che ne pensi.
    buona serate e buone ferie
    nebbia

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    1. Ciao nebbia, grazie per il tuo commento.
      Il mio tipo di fantasy preferito è l'epic, gli ya di adesso li trovo un po' penosi e se hai letto le altre recensioni hai capito cosa intendo. A me piace il sangue a fiumi e zero smancerie :D
      Ho già scaricato il libro che mi hai segnalato e sono proprio curiosa di leggerlo. Interessante poi poterlo scaricare gratuitamente, una scelta molto coraggiosa. Tra l'altro è parecchio tempo ormai che leggo solo in digitale.
      Appena lo concludo (ne ho prima un paio in sospeso) ne farò una recensione di sicuro. Grazie per la segnalazione, lo apprezzo molto.
      Ali

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  3. Anche a me ha ricordato subito Sword art online e Inception.... le tue recensioni sono sempre illuminanti!
    E cmq, il duo Patrignani-Gungui mi fa rizzare i capelli in testa... ho abbandonato le trilogie di entrambi :-(

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    1. Ciao Sara!
      Grazie per il tuo commento. Beh se te lo trovi tra le mani leggilo pure ma non ti aspettare chissà che cosa. Di Inception ha la questione del "sogno" condiviso, di Sword art online (che non ho mai visto ma di cui mi ha parlato mio marito) il rimanere imprigionati nel virtuale.

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Ciao!
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