17 luglio 2014

I ragazzi di Anansi - Neil Gaiman

In questo caldo pomeriggio di luglio vi propongo una lettura fresca ma non recente, di un autore che mi piace molto e di cui sto leggendo tutta la bibliografia.
Oggi vi parlo brevemente de I ragazzi di Anansi di Neil Gaiman. Pubblicato in lingua originale nel 2005 e in brossura nel 2006, arriva poi in Italia l'anno successivo a cura della Mondadori. Il libro ha debuttato già al primo posto nella classifica dei libri più letti del New York Times e ha un'edizione in audiobook in lingua narrata da Lenny Henry, un attore e comico inglese poco conosciuto nel nostro paese. Ha, inoltre, vinto i premi letterari August Derleth Award e Locus Award, quest'ultimo vinto anche con American Gods. Il mondo fantastico e surreale è, infatti, lo stesso di American Gods (qui potete trovare la mia recensione) ma il tono è profondamente diverso. Il primo era più serio e crudo e sicuramente per adulti mentre questo ha i toni leggeri della commedia all'inglese piena di non sense e personaggi molto più bizzarri, che può essere letto anche da un pubblico più giovane. Perciò I ragazzi non è un seguito, è un semplice ampliamento del racconto proposto nel precedente libro e analizza, in particolare, la figura del dio africano Anansi, molto presente in American. In ogni caso, consiglio la lettura nell'ordine cronologico per evitare di trovarsi impantanati nella lettura de I ragazzi e trovarla fin troppo assurda.
La copertina italiana è uguale a quella in lingua originale, a parte il brutto riquadro bianco con autore e titolo tipico delle edizioni della Piccola Biblioteca Oscar Mondadori. Se guardate, anche la copertina di American Gods è fatta così. La versione inglese ha autore in alto e titolo in basso, spalmati sullo sfondo. In un'altra edizione non italiana compare una ragnatela in basso a sinistra su sfondo nero e in giro per il web trovate moltissime altre versioni. Qui abbiamo uno scorcio dell'inconfondibile Piccadilly Circus, rinomata piazza centrale di Londra, e la ragnatela in alto che sembra quasi racchiudere dentro le sue spire la città.

Trama. La vita di Ciccio Charlie Nancy scorre lenta e noiosa nella City. Il suo lavoro attuale non gli piace, nè tutti quelli di prima. Ha una fidanzata con cui dovrebbe sposarsi tra qualche mese e una quasi suocera bisbetica che lo odia con tutto il cuore. Quando suo padre, alias Anansi, muore, si reca in Florida per il funerale dove scopre da un'amica di famiglia che ha un fratello mai conosciuto. Tornato a casa, Ciccio Charlie si mette in contatto con questo misterioso fratello, Ragno. Il suo arrivo sconvolgerà la sua vita e il protagonista sarà costretto a mettersi in gioco.

La narrazione è in terza persona al passato. Il protagonista principale è senza dubbio Ciccio Charlie ma ci sono molti altri personaggi di cui il lettore può leggere pensieri e sentimenti. C'è la fidanzata Rosie e il fratello Ragno, la suocera e la detective Daisy incontrata per caso, il suo datore di lavoro nonchè truffatore provetto Grahame Coats e una cliente dello studio in cui lavora. Si aggiungono anche quattro vecchiette più o meno adorabili e tenaci che sono le vicine di casa e amiche di lunga data del signor Nancy, il padre di Charlie. Sono presenti, inoltre, alcuni stralci in cui l'autore parla direttamente con il suo lettore, lo interpella e gli spiega alcuni fatti. Le descrizioni sono poche ma dettagliate e mai noiose. I dialoghi sono bizzarri e vanno da citazioni di proverbi e luoghi comuni a profonde elucubrazioni sulla vita e la morte. La trama è altrettanto bizzarra e surreale e qualche volta ho trovato un po' forzate alcune scene. Bene il surreale ma il lettore di fantasy vuole credere a tutto quello che gli viene detto e lo sente subito se c'è qualcosa che non va. Il finale è un happy ending in piena regola.

Il protagonista è il povero Charlie, chiamato da tutti Ciccio Charlie, alle prese con delle presenze familiari molto ingombranti. Prima c'è stato il padre, il signor Nancy, a cui deve anche il poco simpatico appellativo "Ciccio" per via di alcune rotondità quando era poco più che bambino ma che gli è rimasto appiccicato addosso. Un padre che lo metteva sempre in imbarazzo e gli raccontava strane storie a cui Charlie credeva, per poi rendersi ridicolo davanti agli altri. Come il giorno in cui suo padre gli ha detto che per il Presidents' Day (terzo lunedì di febbraio) doveva scegliere di vestirsi come un Presidente poco noto e controverso. Quel giorno, un Charlie bambino si presentò a scuola vestito di tutto punto da William Howard Taft ed era l'unico travestito, nemmeno a dirlo tutti lo presero in giro. Insomma, quando il signor Nancy raccontava una storia tu ci credevi e basta perchè era il dio delle storie, Anansi, a raccontarla. Poi, è arrivato il fratello Ragno. Un fratello che non aveva mai saputo di avere che sembra aver ereditato tutte le capacità del padre divino. Inclusi il raccontare storie, far apparire cose dal nulla e sedurre ogni donna immaginabile. Come fa con la fidanzata di Charlie, Rosie. I due fratelli passano una notte di baldoria per commemorare il padre defunto e il giorno dopo Charlie è così ubriaco che si sveglia solo a mezzogiorno. Al lavoro, al suo posto, è andato Ragno che si è spacciato con tutti per Charlie (e ovviamente tutti gli hanno creduto), evitando un licenziamento in tronco e incontrando a pranzo la fidanzata Rosie senza smettere la farsa. Perciò alla fine Charlie si trova senza fidanzata, senza lavoro e addirittura con un'indagine per appropriazione indebita di fondi dei clienti dell'ufficio. In pratica la sua vita è rovinata. Per fortuna non tutto il male viene per nuocere e Charlie riesce a sistemare le cose.
Gli altri personaggi sono ben descritti ma poco approfonditi e non mi hanno coinvolto molto. In realtà anche il protagonista mi ha lasciato perplessa. Alla fine ritrova tutta la forza e il carattere degni di un figlio di un dio ma la sfiga che si porta addosso è persistente, quasi al limite del surreale. Gli va tutto storto di continuo, mi sembra molto forzato. Certo, è una commedia non sense all'inglese e non deve avere tutto senso eppure c'è qualcosa che mi disturba. Qualcosa che non riesce a farmi credere a tutto quello che ho letto. La tizia che prima assomiglia a Rosie e due minuti dopo si trasforma in centinaia uccelli dentro a un ristorante, per esempio, non riesco proprio a mandarla giù.

In conclusione, American Gods rimane il miglior libro adult fantasy di Gaiman e I ragazzi di Anansi, purtroppo, non mi colpito più di tanto. Una buona lettura, certo, scorrevole, interessante fino a un certo punto e con un pizzico di giallo però non mi è sembrato all'altezza degli altri libri, un po' sottotono forse. Quindi se state leggendo tutto di Gaiman come me, è consigliato per completezza. Se invece non state intraprendendo questo percorso, potete anche perdervelo.


Vi lascio il link di ibs: I ragazzi di Anansi - Neil Gaiman 

Autore: Neil Gaiman
Dati: 2007, 356 p., brossura
Traduttore: Bagnoli K.
Editore: Mondadori (collana Piccola biblioteca oscar)

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