23 giugno 2014

Il mio cuore cattivo - Wulf Dorn

Tempo fa avevo recensito Follia profonda di Wulf Dorn (la potete trovare qui) e vi avevo detto che di solito leggo esclusivamente fantasy che è il genere che più si adatta alla mia personalità creativa. Tuttavia, ci sono due autori contemporanei che leggo con molto interesse e avidità e di cui cerco sempre nuove uscite: Wulf Dorn e Glenn Cooper. Oggi, quindi, mi prendo una piccola pausa dal mio adorato fantasy e vi parlo de Il mio cuore cattivo di Dorn perchè, magari, potreste essere interessati ad una lettura estiva. Uscito nell'ottobre 2013 a cura della Corbaccio, è il quarto titolo di questo autore tedesco dedito ad indagare le profondità umane e la psiche. Da ottobre ad oggi, giugno, ho avuto moltissime uscite fantasy a cui dedicarmi ma qualche giorno fa ho sentito che era giunto finalmente il turno di leggere Dorn e farmi terrorizzare dalle sue parole, perciò ho preso una pausa dal fantasy (non temete, tra qualche tempo arriveranno le recensioni di Pandora della Troisi e de I bambini del crepuscolo di Amundsen) e ho letto tutto d'un fiato Il mio cuore cattivo lasciandomi sedurre dall'inquietudine. Attendo paziente Phobia (titolo in tedesco, sarà tradotto con Fobia immagino).
La copertina è accattivante nel solito stile attribuito ai romanzi di Dorn. Sfondo nero, elemento al centro che catalizza l'attenzione, rosso e bianco per titolo e autore. L'elemento centrale, in questo caso, è il volto di una ragazza, probabilmente la protagonista ma ad essere sincera non ricordavo avesse i capelli rossi, mi sembravano castani ma potrei anche sbagliarmi. In alto, sopra al nome dell'autore, l'immancabile rimando al primo libro edito in Italia di Dorn, La psichiatra. Copertina carina, ma niente di che alla fine. Non indimenticabile.

Trama. Il fratellino di Dorothea era morto e lei lo vedeva ovunque voltasse lo sguardo, vedere il suo corpicino senza vita l'aveva fatta impazzire. Dopo un anno e un ricovero nella clinica psichiatrica, Doro sta abbastanza bene. I farmaci e la terapia regolare tengono sotto controllo le allucinazioni visive e uditive. Quanto meno fino al giorno in cui, nel capanno degli attrezzi della nuova casa, vede un ragazzo che le chiede aiuto. Ma appena chiama i soccorsi, il ragazzo sparisce. Il giorno dopo scopre che quel ragazzo si è ucciso giorni prima e la sua rinnovata sicurezza comincia a vacillare, le allucinazioni tornano e ora vede Kai di nuovo ma è convinta che quel ragazzo fosse reale. Perchè qualcuno vuole che sembri pazza? E cos'è successo la notte prima della morte di Kai, che Doro non ricorda?

La narrazione è in prima persona e il tempo verbale oscilla tra presente, passato prossimo e imperfetto. Questa tecnica dà l'idea che il libro sia una sorta di work in progress e il narratore interno scopre insieme al lettore quello che succede attorno a lei. E la protagonista assoluta di questa storia è Dorothea che ha quasi diciassette anni. L'anno precedente, il mattino dopo l'anniversario di matrimonio dei suoi genitori, aveva trovato il cadavere del fratellino di un anno e mezzo nella sua culla. L'autopsia aveva dimostrato che Kai aveva un aneurisma congenito, una dilatazione di un vaso sanguigno nel cervello, che di solito è innocua ma che, sotto sforzo o stress, può provocare un'emorragia cerebrale. E Kai urlava spesso, la notte prima della sua morte in particolare. I genitori di Doro erano usciti a cena e Kai urlava, urlava così tanto e per così tanto tempo che l'aneurisma è scoppiato e Kai è morto. Però Doro si sente responsabile della sua morte, soprattutto perchè non riesce a ricordare quello che è successo la notte prima e ha la terribile sensazione di aver fatto qualcosa di molto, molto brutto. Tra allucinazioni, voci e rantoli, Doro deve cercare la verità sul ragazzo che ha visto e, in contemporanea, su se stessa. Ma sono due cose molto difficili se qualcuno cerca di farti vedere pazza agli occhi degli altri, la polizia non ti crede e tua madre è sull'orlo di una crisi di nervi.
Tra i vari commenti trovati girovagando online, ho letto che molti hanno capito il finale già da metà libro. Bene, forse io non sono una lettrice così scaltra di thriller e non sono abituata a pensare in modo analitico, a raccogliere gli indizi e formulare ipotesi ma, sinceramente, finchè non l'ho letto non ne avevo idea. Anzi, avevo puntato sulla persona sbagliata. Faccio pena, lo so :)

Concludo dicendo che lo stile veloce e accattivante di Dorn non è cambiato. Però ammetto che mi è sembrato strano il nuovo personaggio, nel senso che è molto approfondito e costruito bene ma che, semplicemente, è una paziente e non uno psichiatra. Dorn ci aveva abituati a intendere la pazzia dal punto di vista medico, come un qualcosa che non funziona tra le sinapsi del cervello, provocata da un trauma e così via, invece in Il mio cuore cattivo la pazzia sembra essere l'unica strada per scoprire la verità. Se il ragazzo fosse comparso davanti a un'altra persona, forse le cose sarebbero andate diversamente. Comparendo davanti a Doro, ha innescato una serie di riflessioni personali angoscianti, un viaggio attraverso i ricordi di Doro e della sua famiglia. Il quesito di base del libro è: siamo buoni o cattivi?
Consigliato se amate Dorn anche voi e a tutti quelli che cercano un brivido per l'estate.


Vi lascio il link di ibs: Il mio cuore cattivo - Wulf Dorn

Autore: Wulf Dorn
Dati: 2013, 347 p., rilegato
Traduttore: Gandini U.
Editore: Corbaccio (collana Top thriller)

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