18 giugno 2014

[Canti delle terre divise 03] Paradiso - Francesco Gungui

Buon pomeriggio!
Vorrei parlarvi brevemente del terzo capitolo della trilogia di Francesco Gungui: Paradiso. Come già vi avevo accennato nelle precedenti recensioni, tra aprile e maggio 2014 sono stati pubblicati dalla Fabbri editore sia il secondo volume, Purgatorio, che il terzo di cui lascio il mio commento oggi. Potete trovare le mie recensioni dei precedenti libri qui per Inferno e qui per Purgatorio, in cui troverete un maggiore approfondimento dei contesti della trama. Oggi vorrei giusto limitarmi a qualche considerazione per tirare le fila di Canti delle terre divise e dare un parere sull'ultimo libro, inserendolo nella trilogia.
Come potete vedere nell'immagine in alto la copertina segue il design del nuovo tipo, quello di Inferno vecchia uscita è stato del tutto abbandonato. In fondo non mi dispiace perchè quella copertina non era riuscita un granchè bene, nel senso che sì magari attirava l'attenzione, ma non era niente di particolare. La nuova edizione è più accattivante ed incisiva, molto più dark, mantenendo la tipica frase a destra "La battaglia per la libertà ha inizio!". Qui abbiamo i due protagonisti principali, Alec e Maj (anche se a metà del libro Maj si tinge i capelli di nero e li taglia di netto), e sullo sfondo una qualche città antica in rovina, con buona approssimazione dovrebbe essere Roma o Atene. Lei ha in mano la lancia tipica della tribù delle Amazzoni dell'Inferno, di cui entra a far parte quando finisce a Dite per la prima volta come dannata. A dire il vero ho preferito le copertine precedenti, questa non mi ispira moltissimo.

Anche in questo caso, vi raccomando di non leggere oltre se non avete completato Purgatorio. Gli eventuali rischi spoiler sono a vostro rischio, potrebbe esserci qualcosa di cui ancora non avete letto visto che il terzo riprende dalla fine del secondo e devo necessariamente parlarne.

Veniamo alla trama. Le strade di Alec e Maj si sono separate: lei è diventata il capo dei ribelli del Movimento, mentre Alec è il nuovo simbolo dell'Oligarchia. Però le apparenze ingannano, perchè Alec trama per contrastare l'Oligarchia e si reca in America alla ricerca di una mappa che custodisce il segreto per la libertà di tutti. Li unirà ancora il viaggio per trovare Paradiso e fermare la soppressione violenta del Movimento.

La narrazione è sempre in terza persona e i personaggi di cui abbiamo contributi, questa volta, sono solo Alec e Maj, come nel primo libro, con solo un piccolo contributo di Joseph. I dialoghi sono diventati un po' surreali, le descrizioni noiose e i personaggi sempre gli stessi e sempre uguali. Il finale è allegro e questo, per quanto mi riguarda, porta leggermente in su il mio giudizio perchè mi piacciono gli happy ending. Avrebbe potuto essere un'ecatombe con tranquillità, potevano morire molti personaggi, invece nessuno muore per fortuna. Sì, forse anche questo è un po' surreale, con tutti i personaggi che ci sono un po' di morti erano tollerati, invece l'autore ha preferito non uccidere nessuno o quasi. Anche la trama, da interessante e ricca di spunti dei primi due volumi, si è trasformata in surreale e improbabile e adesso veniamo al punto, ci sono molte cose che, secondo me, non hanno funzionato.

Questa volta, da circa metà libro, i due protagonisti compiono un viaggio da Roma, ad Atene, poi Istanbul, Gerusalemme e infine le vette della catena montuosa dell'Himalaya. Un'improbabile e frettoloso viaggio per mezzo mondo. E vogliamo parlare del fatto che scalare l'Himalaya sia descritto come una qualsiasi avventura normale? Stiamo parlando non a caso del Tetto del mondo con le montagne più alte di tutta la Terra. Com'è possibile che due ragazzi senza nessuna pregressa preparazione atletica di scalatori abbiano potuto affrontare la scalata? Certo, nel testo non dice mai che sia facile ma sembra quasi supporlo. Nemmeno chi ha anni di esperienza in alpinismo è sicuro di poter affrontare queste montagne altissime (l'Everest, la vetta più alta, tocca gli 8800mt) e ci riescono due ragazzini. Va bene, sono accompagnati da esperti scalatori ma rimane comunque una prova molto difficile. Perciò, la trama inizia a traballare per questo improbabile viaggio.
In più ci aggiungo che, in questo terzo capitolo, i personaggi sono di un piatto allucinante. Prima si salvava Maj ma adesso la boccio completamente. Vi spiego le mie motivazioni. Alec, alla fine di Purgatorio, aveva accettato l'offerta dell'Oligarchia di diventare il loro nuovo simbolo e si era allontanato da Maj e dal Movimento, rendendosi ai loro occhi un traditore a tutti gli effetti. E qui, come accennavo nella precedente recensione, ho trovato una grossa somiglianza con Il maestro degli inganni di Miki Monticelli, il terzo libro della bellissima trilogia de La scacchiera nera (che vi consiglio di leggere se non l'avete fatto), in cui il protagonista Ryan decide di schierarsi dalla parte del cattivo Ingannatore per varie motivazioni, tra le quali cercare il modo di colpirlo alle spalle e annientarlo. Solo che in quel caso la coprotagonista Milla aveva percepito le intenzioni di Ryan e si fidava delle sue scelte pur non avendo avuto modo di parlarne con lui, mentre qui Maj molto scioccamente crede che Alec l'abbia davvero tradita e voglia vivere bello e felice nel villaggio oligarchico di Paradiso. Cioè, su, andiamo ma sei scema o cosa? Dopo tutto quello che avete passato insieme, e considerato quanto lui sia legato alla sua famiglia, pensi davvero che avrebbe potuto lasciare tutti così? Non cerchi un modo per avvicinarti a lui e parlargli? No, per niente, anzi si butta dopo due minuti tra le braccia di un altro, illudendolo pure il poveretto. Improbabile.

In conclusione, se Purgatorio con tutti i suoi difetti era pur sempre leggibile, Paradiso mi ha delusa parecchio. Mi aspettavo qualcosa di meglio dal finale di trilogia, qualcosa che avesse senso. Invece mi trovo una coprotagonista scema e una trama surreale, personaggi piatti e dialoghi sciocchi. Non so se poteva andare peggio di così. L'ho finito solo perchè volevo saperne di più e vedere dove andava a parare la conclusione ma ho solo perso del tempo. Il mio voto è basso, tirato su solo dall'happy ending.


Vi lascio il link di ibs: Paradiso - Francesco Gungui

Autore: Francesco Gungui
Dati: 2014, 318 p., brossura
Editore: Fabbri (collana Crossing)

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