1 maggio 2014

[Steelhaven 01] L'araldo della tempesta - Richard Ford

Qualche settimana fa, alla sua uscita, un amico del gruppo fb aveva proposto a noialtri lettori affamati di fantasy questo libro, la cui versione digitale sarebbe rimasta in offerta a metà prezzo per le prime due settimane di uscita. Siccome io sono appassionata di epic fantasy (pardon, questa serie viene definita in realtà grimdark fantasy che sarebbe una roba tipo brutti, cattivi e con sesso esplicito ma a me da profana mi pare sempre un po' la stessa roba) e lettrice vorace di ebook mi sono subito fiondata su una copia approfittando della grossa opportunità.
Per fortuna la mia intraprendenza è stata ben ripagata e oggi vi parlo con piacere e vi consiglio fortemente la lettura de L'araldo della tempesta di Richard Ford edito dalla Fanucci e pubblicato nel marzo 2014. Ford, inglese, non è un novellino e si è già fatto conoscere con altri romanzi e racconti ma questo inizio di trilogia è, senza dubbio, il lavoro che lo porterà al grande pubblico appassionato del genere. Pubblicato nel 2013 con il titolo originale di Herald of the storm, il libro è il primo della trilogia Steelhaven, dal nome della città portuale in cui si realizza la trama. Pochi mesi fa è stato pubblicato il secondo volume in lingua originale intitolato The shattered crown che spero arriverà a breve anche in Italia. Ford è un autore da tenere d'occhio d'ora in poi.
Per quanto riguarda la copertina non ho nessun appunto da fare: mi piace ed è di impatto. La versione originale è uguale a quella dell'edizione italiana tranne il titolo che è stato tradotto. Una cosa simpatica che volevo riportarvi. Nell'edizione tradotta in alto a sinistra c'è la citazione di un commento sul libro pubblicato su Interzone, rivista inglese poco conosciuta in Italia che si occupa di fantasy e fantascienza. Nella versione originale, invece, c'è una semplice frase ad effetto che sarebbe stato carino lasciare: "Welcome to Steelhaven... Watch your back" che tradotta appare più o meno come "Benvenuti a Steelhaven, guardatevi le chiappette". Simpatico.

Veniamo a un piccolo accenno di trama. L'orda di invasori Khurtas, che il principe esiliato Amon Tugha ha trasformato in un esercito potente e disciplinato, sta pressando i confini a Nord degli Stati Liberi e re Cael l'unificatore è impegnato a combatterla e respingerla. Nel frattempo le vite di un soldato, un assassino, un apprendista mago, una principessa, una ladruncola, una guerriera e un truffatore si incrociano nella capitale Steelhaven dove, con le loro scelte, influiranno sulla pace o sulla guerra con i Khurtas e sulla città stessa.

Anche questo, come La compagnia della spada di Luke Scull (che tra l'altro è stato anche'esso inserito nel grimdark fantasy), è un racconto corale ed è davvero ben costruito. I protagonisti da gestire sono molti; tra il prologo e l'epilogo si arriva a un totale di nove personaggi e tutti completamente rilevanti e diversi tra di loro, con caratteristiche precise ed estrazioni sociali differenti. La difficoltà sta nel rendere omogeneo un racconto con così tante voci, riprendendo le fila di ciascun personaggio ad ogni capitoletto in modo pertinente e senza scadere nel banale. Abbiamo l'erede al trono di Steelhaven Janessa che si ritrova, inesperta, con un regno in guerra tra le mani. L'apprendista mago Waylian che studia alla Torre dei Magistri ma che si sente inadatto e inutile, non riuscendo a comprendere nulla dei testi. C'è la guerriera Kaira, Vergine dello Scudo seguace di Vorena, che ha una missione da compiere. Abbiamo il truffatore e seducente Merrick che alla Gilda deve una nave carica di schiavi ma che ritrova la moralità perduta. L'ex soldato ora fabbro Nobul che alla morte accidentale dell'unico figlio ritorna sotto le armi con falso nome per dare un senso alla propria vita. C'è la giovane ladruncola Cencio che aspira a una vita migliore e si mette in affari con la pericolosa Gilda della città. E infine abbiamo l'assassino a pagamento Rio che ha dei dubbi sul suo operato e si chiede se ogni suo "incarico" meriti davvero la morte. Il personaggio del prologo è il nostro araldo della tempesta citato nel titolo del libro, il termine tempesta inteso nel senso di pericolo in avvicinamento: Massoum Abbasi che porta notizie del principe Amon Tugha e che non avrà altri capitoletti dedicati ma interagirà più volte con gli altri protagonisti. Quello dell'epilogo è, invece, un diretto collaboratore del principe di cui probabilmente scopriremo di più nei prossimi libri.
Come dicevo prima ognuno ha un suo ruolo specifico e quello che mi è piaciuto maggiormente è che Ford è riuscito a creare una caratterizzazione profonda di ogni personaggio, a rendere coerente il testo anche con i salti tra un personaggio e l'altro e soprattutto ha adattato dialoghi e pensieri all'estrazione sociale del personaggio narrante. In pratica lo stile dei capitoletti in cui è protagonista la principessa è stato nettamente differenziato da quello in cui c'è Cencio, la ladruncola di strada. Lo stile pulito ed essenziale della guerriera contrapposto a quello rozzo del ex fabbro ora soldato. Ho, quindi, apprezzato molto la differenza di linguaggio che ritengo assolutamente necessaria quando ci si trova di fronte a un racconto corale come questo.

Per quanto riguarda la parte tecnica, la narrazione è in terza persona al passato e abbiamo già detto che i personaggi sono nove. I dialoghi sono realizzati bene, verosimili, adatti al periodo storico in cui si svolge l'azione e venati, soprattutto nel caso di Merrick il truffatore, di ironia. Le descrizioni sono interessanti ma non eccellenti, tuttavia i personaggi non sono tutti bellissimi e bravissimi ma sono molto umani. Le scene di azione sono descritte in modo chiaro e preciso. La macro trama della guerra contro i Khurtas che fa da sfondo ovviamente non ha un finale ma solo un epilogo, un trampolino per il prossimo episodio. In ogni caso i mini racconti dei personaggi e le loro mini trame al momento hanno un termine ma le fila verranno riprese nel successivo libro con probabilmente l'introduzione di nuovi personaggi (spero che il loro numero non aumenti tanto da rendere ingestibile la faccenda). La lettura, per il linguaggio a volte crudo e osceno, non è adatta al pubblico più giovane e lo consiglio dai quindici anni in su.

Per concludere l'ho trovato un ottimo epic fantasy classico, il migliore tra quelli letti negli ultimi tempi e il mio voto è alto come di rado mi capita di assegnare. Sono rimasta molto colpita dall'abilità descrittiva e di trama di Ford e spero di leggere a breve i seguiti. Tuttavia assegno un pollice verso e una nota di demerito a chi ha tradotto e curato il libro: scene di pessimo italiano ed errori di ortografia (sono sicura che il plurale di provincia è province senza la i) che avrebbero potuto far scendere il voto. Purtroppo, però, non è colpa dell'autore se la casa editrice commette errori grossolani e consiglio una revisione del testo per cancellare certe bestialità. Pagare per certi orrori è antipatico a dir poco.


Vi lascio il link di ibs: L'araldo della tempesta - Richard Ford

Autore: Richard Ford
Dati: 2014, 569 p., brossura
Traduttore: GiorgiG.
Editore: Fanucci

4 commenti:

  1. Ho letto il libro fidandomi della tua recensione positiva. Inizialmente il libro non mi aveva entusiasmato molto, ma proseguendo con la lettura ho cambiato idea. Mi è piaciuto molto come viene esposta e descritta la trama. Spero che i volumi seguenti non siano da meno. Le quattro stelle che gli hai dato sono ampiamente meritate

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    1. Ciao Lorenzo, grazie per avermi lasciato un commento.
      Sono molto contenta che ti sia piaciuto. Aspettiamo i seguiti se e quando usciranno.

      Ali

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