5 maggio 2014

[Eroi dell'Olimpo 03] Il marchio di Atena - Rick Riordan

Oggi lascio un breve commento sul terzo capitolo delle avventure di Percy, Jason e degli altri semidei: Il marchio di Atena di Rick Riordan della pentalogia degli Eroi dell'Olimpo. Uscito nelle librerie ad aprile 2014 edito dalla Mondadori che pubblica tutti i lavori di Riordan è il terzo di cinque e attendiamo gli altri con impazienza. In Italia a maggio 2013 è uscito il primo capitolo e a novembre 2013 il capitolo numero due. Pochi mesi fa è uscito in inglese il quarto capitolo The house of Hades che arriverà in Italia probabilmente a novembre 2014, data in cui dovrebbe essere già nelle librerie l'episodio finale The blood of Olympus. Potete trovare le mie precedenti recensioni de L'eroe perduto e Il figlio di Nettuno qui e qui.
Per quanto riguarda la copertina abbiamo il solito format per Riordan: protagonista di spalle, sfondo accattivante e un bellissimo colore. Il ragazzo in primo piano è Percy e lo notiamo dal fatto che sta cavalcando il suo amico pegaso nero Blackjack ed è abbastanza chiaro che sono loro. Sullo sfondo vediamo un'altra figura a cavallo ed è Jason. Forse non è lampante ed immediata la presenza del figlio di Giove ma la copertina originale è piuttosto esplicativa. Ve la metto qui di fianco così potete fare il confronto: a destra Percy e Blackjack con la spada di bronzo celeste Vortice e l'acqua che ribolle sotto di loro, a sinistra troviamo senza ombra di dubbio Jason che cavalca Tempesta in mezzo ai fulmini e brandisce il suo gladius di oro imperiale e sono intenti in un combattimento tra di loro. La scena rappresentata nelle copertine è solo una piccolissima parte del racconto e non influisce minimamente sull'andamento della trama, forse sarebbe stato meglio usare qualcos'altro o magari un'immagine dell'Argo II visto che è il mezzo di trasporto di questo terzo capitolo. Però non importa mi piace tantissimo il colore e per quanto mi riguarda la copertina è irrilevante in questo caso, l'avrei letto anche se fosse stata disegnata da un bambino di tre anni.

Trama. Abbiamo lasciato Percy al Campo Giove mentre l'Argo II stava per attraccare con a bordo Annabeth, Leo, Piper e Jason. A causa di una possessione di uno spirito, Leo apre il fuoco sul Campo Giove e sui semidei che vi abitano. La precaria tregua tra eroi greci e latini è compromessa e i Sette della profezia (Percy, Annabeth, Jason, Piper, Frank, Hazel e Leo) sono costretti a ripartire in fretta. La loro destinazione è Roma con l'obbiettivo di fermare i gemelli giganti Oto ed Efialte dall'uccidere il loro amico Nino di Angelo e ritardare il risveglio di Gea. Come al solito troveranno sul loro percorso molti nemici e molti ostacoli.

Riordan, anche per il terzo capitolo degli Eroi dell'Olimpo, si commenta da solo. Se vi piace la serie e il suo modo di scrivere dovete per forza continuare a leggerlo, diventa una droga.
La narrazione è in terza persona con più punti di vista. Per la prima volta in assoluto Annabeth, la figlia di Atena, è una delle voci narranti insieme a Leo, figlio di Efesto, Percy, figlio del dio del mare e Piper, figlia di Afrodite. Questa volta i protagonisti narranti sono tutti figli del volto greco degli Dei, ma sono accompagnati da tre semidei romani che non hanno voce: Jason, figlio di Giove, Frank, figlio di Marte, e Hazel, figlia di Plutone. Come sempre c'è umorismo ma sembra che i semidei stiano crescendo (Percy sta per compiere diciassette anni) e i loro pensieri seguono questo proposito. Rispetto alla pentalogia precedente, senza dubbio, le risate sono di meno sostituite più spesso da un sorriso. Alcune trovate, però, sono geniali e fanno ridere, lo stile di Riordan potrà essere più adulto ma rimane inconfondibile.
Descrizioni buone, dialoghi intelligenti e spesso ironici e i semidei in costante pericolo secondo il classico schema della trama. Il loro viaggio li porterà dal Campo Giove di Berkeley in California a Topeka in Kansas. Da lì fino ad Atlanta in Georgia e poi a Charleston in Carolina del Sud e finalmente verso Roma, passando per l'isola tra le colonne d'Ercole. Il tutto dal 25 giugno al 1 luglio per evitare che Nico muoia, come se avere una potente e malvagia dea della Terra che si sta risvegliando non mettesse abbastanza pressione.
Inoltre, se avete già letto tutto e volete tornare nel mondo di Percy e gli Dei dell'Olimpo vi suggerisco Il libro segreto con tre inedite avventure di Percy e i suoi amici, interviste e approfondimenti su dei e mostri. Credo che, dopo l'ultimo capitolo degli Eroi dell'Olimpo, uscirà un libro simile a questo che in inglese si intitola The demigods diaries con altre avventure e approfondimenti.

Concludo lasciandovi una citazione. Tra i tanti passaggi divertenti e brillanti ne ho selezionato uno in particolare che mi è piaciuto forse più di tutti gli altri: in genere non trascrivo citazioni ma questa volta vorrei condividere con voi l'ironia di Riordan. In questo stralcio troviamo due battute di un dialogo tra Annabeth e Percy e si tiene a poca distanza dallo stretto di Gibilterra.

- Nell'antichità, chiamavano questa zona "Colonne d'Ercole" - disse la figlia di Atena.- La Rocca era ritenuta una delle colonne. L'altra era una delle montagne africane. Nessuno sa di preciso quale.
- Ercole, eh? - Percy aggrottò la fronte. - Questo tizio è una specie di McDonald's dell'Antica Grecia. Ovunque ti giri, spunta fuori.

 
Vi lascio il link di ibs: Il marchio di Atena - Rick Riordan

Autore: Rick Riordan
Dati: 2014, 526 p., rilegato
Traduttore: Baldinucci L.; Melosi L.
Editore: Mondadori (collana I grandi)

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