20 marzo 2014

[The Ancient Baldes 01] La profezia della torre nera - David Chandler

Oggi vi propongo il primo volume di una trilogia: La profezia della torre nera di David Chandler. Il nome della trilogia si legge solo all'interno perchè fuori non ve ne sono tracce ed è intitolata The Ancient Blades trilogy. Uscito a fine 2012 ed edito dalla Newton Compton è il primo di altri due libri che sono già stati pubblicati in inglese nel brevissimo giro di qualche mese, tra luglio e novembre 2011. Arriva, quindi, con molto ritardo in Italia e ad oggi non si sa nulla della pubblicazione dei prossimi. I titoli originali del secondo e del terzo sono rispettivamente A thief in the night e Honour among thieves, del titolo del primo parlo più tardi con il commento sulla copertina, pubblicati a settembre e novembre, il primo a luglio. David Chandler è in realtà lo pseudonimo di David Wellington che ha deciso di diversificare il suo lavoro fantasy con un altro nome. Giovane autore americano, sotto il nome Wellington si è dedicato a serie horror come The monster island trilogy e altri su vampiri di Laura Caxton. In particolare per la prima trilogia non era riuscito nell'intento di venderla a una casa editrice perciò ha cominciato a pubblicare la storia su un blog e il pubblico ha apprezzato così tanto da raggiungere la pubblicazione cartacea qualche anno più tardi. In genere sembra amare il genere zombie.
Passiamo alla copertina. Molto bella e la Newton è abbastanza famosa per queste sue copertine curate. In sfondo vediamo la Libera Città di Ness con sulla destra il Castello sulla Collina e una torre che potrebbe essere quella del titolo. Al centro un ragazzo incappucciato che è senza dubbio il protagonista Malden. Più in basso alcune frasi che dovrebbero far interessare il lettore alla trama e spingerlo ad aprire il libro e magari a comprarlo. Sappiamo perfettamente che l'occhio vuole la sua parte e la copertina non delude queste aspettative. Solo che c'è un problema di fondo ed è la seconda volta in poco tempo che segnalo il problema (lo stesso è accaduto per L'ordine occulto degli alchimisti di cui trovate qui l'argomento). Il titolo è completamente cambiato rispetto all'originale e senza nessuna motivazione. In originale è Den of thieves che in italiano suona più o meno come Den dei ladri (Den della confraternita dei ladri) e va bene, posso convenire che in traduzione non sia un granchè e di pochissima incisività rispetto all'originale in cui suona di certo meglio. Tuttavia hanno inserito alcuni temi non presenti nella trama come la profezia che vorrei proprio sapere da dove l'hanno tirata fuori. Vi assicuro che non c'è nessuna profezia in tutto il libro, al massimo se vogliamo essere pignoli a circa tre quarti del libro uno dei personaggi accenna ad un sogno fatto durante la notte che chiama profezia in cui intravede il suo matrimonio con una donna. Questo è quanto, niente di più e non di certo una profezia su una torre ma solo un sogno profetico. Secondo punto: la torre nera mi richiama fin troppo la serie de La torre nera di Stephen King. Inoltre nel libro è sì presente una torre che appare durante il furto diciamo per un'oretta di tempo ma non si fa cenno al suo colore che direi essere color pietra classico. Quindi mi chiedo da dove abbiano preso questo titolo, che c'entra poco con il resto del libro.

Veniamo alla trama. Malden è cresciuto in un quartiere povero di Ness e la sua unica possibilità di sopravvivenza è rubare, cosa in cui è molto abile. Quando il capo della confraternita dei ladri lo fa entrare nella congrega sotto minaccia di morte, gli mette tra le mani un debito altissimo che Malden non potrà mai pagare. Quando due personaggi misteriosi gli offrono un lavoro molto remunerativo, Malden accetta senza pensarci due volte ma rimane invischiato in un furto della corona del Conte che porta con sè conseguenze più ampie. La ricompensa varrà il rischio?

Malden è il protagonista principale ed è essenzialmente un antieroe, figlio di una prostituta cresciuto nel bordello fino alla morte di lei. Troppo grande per stare ancora nel bordello e per diventare apprendista in bottega, decide di perseguire la carriera del ladro. Riesce a sopravvivere abbastanza bene e si può permettere una piccola stanzetta pulita sopra la bottega del candelaio. Dall'inizio alla fine rimane comunque se stesso e non ho visto una crescita del personaggio come mi sarei aspettata dalla vicenda. Alla fine decide di agire solo per un tornaconto personale e pensavo l'avrebbe fatto per una questione di giustizia e un pizzico di vendetta, ma le motivazioni sono molto più pratiche: la sua possibile morte. In ogni caso è intelligente e astuto, sa leggere e fare i conti, abile con i suoi attrezzi da lavoro ma in lui mancano il coraggio e gli ideali del vero eroe per tanto è un perfetto antieroe che si trova, suo malgrado, implicato in un disegno mortale.
Uno degli altri personaggi principali è Sir Croy, un cavaliere di cui non sappiamo se Croy sia il nome di battesimo o quello della famiglia (penso più il primo visto che nessuno sembra avere un cognome). Ha giurato fedeltà al re di Skrae, al Conte di Ness e alla Signora, la dea dell'abbondanza a cui gli abitanti sono devoti. L'ho trovato un personaggio molto buffo in realtà, con un'ossessione per l'onore al limite della follia. Innamorato del personaggio femminile Cythera che a un certo punto non lo contraccambia più ma a lui non importa, è sicuro che lei diventerà sua moglie perciò nient'altro può fargli cambiare idea. Molto idealista, pensa che il destino di ogni cittadino di Skrae sottostà al volere della Signora e, secondo lui, i poveri dovrebbero essere contenti di esserlo perchè è la Signora che lo chiede. Ovviamente questi discorsi fanno imbestialire Malden che cerca con ogni metodo di mostrargli la condizione miserevole del popolo più povero ma non c'è davvero verso, Croy è testardo e ottuso come un mulo.

All'inizio è presente una mappa della Libera Città di Ness che può essere utile per controllare gli spostamenti di Malden. Una città classica con un quartiere per i ricchi, uno per le officine di artigiani e conciatori, zone verdi, monumenti, quartieri poveri e quartieri rasi al suolo e mai ricostruiti. Malden si aggira in una città vivace ma con un grande problema di povertà, tuttavia i cittadini di Ness sono liberi e ciò significa che possono seguire il loro percorso professionale all'interno della città. Se mettono piede fuori diventano automaticamente contadini/schiavi e costretti a lavorare per dei proprietari terrieri. All'interno, che diventa una prigione in pratica, possono realizzare anche i loro sogni ma difficilmente un cittadino povero troverà mai fortuna e in realtà nemmeno prova ad elevarsi a condizione migliore. In ogni caso un bambino può cercare di diventare apprendista in qualsiasi bottega lui voglia ed imparare un mestiere.

La narrazione è in terza persona con un narratore esterno. Ho visto in qualche blog (non ricordo dove) che si accennava al fatto che ci fossero incoerenze nel testo per esempio Malden vede un uomo incappucciato e nella descrizione si parla di capelli biondi corti, ma se è incappucciato come li vede i capelli? Oppure ho trovato una frase inadatta che riporto "conosceva un percorso migliore, una specie di autostrada...". Il termine autostrada suppongo sia nato con le auto e le strade asfaltate quindi, come vedete, qualche incongruenza lessicale c'è visto che la vicenda è collocata nel classico Medioevo dell'epic fantasy. Penso di avere una risposta a questo quesito. Ho notato che spesso usa una tecnica di narrazione che prevede il salto brevissimo dal focus di un personaggio all'altro in varie parti della città. Credo che si possa definire il suo un narratore esterno, onnisciente e che vede tutto quello che accade anche a distanza e che probabilmente si pone al di sopra del tempo. Quindi penso che queste "sviste" siano giustificabili dal metodo utilizzato, oppure autostrada è stata una pessima traduzione. E pessime traduzioni ne ho trovate altre, soprattutto congiuntivi spariti. Al di là di questo che è purtroppo un problema di traduzione e non dell'autore, lo stile è semplice ma curato. Le descrizioni dei luoghi sono normali, niente di eclatante. Quelle dei personaggi interessanti perchè Malden non è il solito bello e maledetto anzi è magrino, bassino e con un viso non particolarmente attraente, diciamo che piace per la sua astuzia. La descrizione del cavaliere Croy, al contrario, è la classica dell'eroe alto, bello, biondo e palestrato. Le azioni sono chiari e precise.
La trama è molto interessante e ben costruita, un epic fantasy ben fatto e classico. Abbiamo l'antieroe, la bella fanciulla in pericolo, un oggetto magico fondamentale e un antagonista spietato. I dialoghi sono verosimili e con un lieve umorismo da parte di Malden (che compensa la non prestanza fisica con l'arguzia).

Detto ciò non ho trovato grandi pecche e mi è sembrato un buon testo. Le incongruenze, che come ho già detto possono avere una facile soluzione, non sono così terribili come ne ho viste in altri libri. Per la traduzione possiamo farci poco, l'autore non ha colpe, la trama è intrigante e il protagonista costruito sul classico antieroe. Lo consiglio di sicuro, sperando nei prossimi a breve.



Autore: David Chandler
Dati: 2012, 476 p., rilegato
Traduttore: Gasparini A.
Editore: Newton Compton (collana Nuova narrativa Newton)

1 commento:

  1. "Den" significa "tana, covo". Quindi sarebbe "covo di ladri" o "il covo dei ladri"

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