23 marzo 2014

[Legend series 02] Prodigy - Marie Lu

Oggi vi propongo il nuovissimo Prodigy di Marie Lu, il numero due della trilogia iniziata con Legend pubblicato qualche mese fa (di cui trovate la recensione qui). L'uscita è di questi giorni, i primi di marzo 2014 edito dalla Piemme, e come potete leggere anche nella recensione precedente il terzo Champion è già uscito in lingua originale a fine 2013. Faccio un piccolo riassunto: Marie Lu è un autrice americana di origini cinesi che ha esordito proprio con il primo volume di questa trilogia distopica. Molto probabile che Champion verrà pubblicato nei prossimi mesi visto il successo dei primi due volumi. Moltissimi hanno apprezzato il primo (tra cui mi ci metto anche io, una delle mie migliori letture distopiche degli ultimi tempi secondo probabilmente solo a Il gioco di Ender di Scott) e hanno scelto di acquistare il secondo volume trascinati dall'onda dell'entusiasmo (e di nuovo ci sono anche io). Dopo la pubblicazione dei tre libri con molto successo in tutto il mondo, la Lu si sta dedicando a una nuova trilogia su alcuni giovani sopravvissuti a una malattia e dotati adesso di poteri straordinari.
Per quanto riguarda la copertina, è bellissima. Il piccolo errore di ribaltamento del simbolo della Repubblica del primo libro, non è stato commesso nel secondo e la copertina è veramente riuscita. La trovo anche migliore dell'originale che presenta lo stesso simbolo e gli stessi colori ma con una sorta di sbrilluccichio da brillantini intorno. Qui invece abbiamo una striscia di fumo blu che gira attorno al simbolo e il titolo evidenziato in bianco sullo sfondo scuro. Se nel primo volume il posto d'onore è spettato alla Repubblica d'America ora al centro troviamo la tipica aquila americana che è diventata uno dei simboli delle Colonie (in realtà poi le Colonie sono quattro zone che vengono unite in un simbolo circolare diviso in quarti). Il colore tipico è, però, l'oro e non il blu ma è un dettaglio irrilevante.

Premessa: essendo una trilogia, come tutte le trilogie o serie, è inevitabile che i protagonisti principali sopravvivano ad almeno i primi due libri (lasciamo perdere Martin perché lui è un serial killer patologico). Pertanto già dall'inizio del primo libro era ovvio che i due si sarebbero salvati nonostante tutto e dall'inizio di questo continuava ad essere ovvio questo dato di fatto. Pertanto non può essere considerato uno spoiler dire che i due si salvano dalla fine del precedente e anche in questo, per i terzi libri invece non si garantisce mai. Oltre a questo è necessario aver letto il primo volume.

Trama. Day e June sono in fuga, esausti e feriti, e cercano l'aiuto dei Patrioti. Il vecchio Elector è morto e l'ha sostituito il suo giovane figlio Anden. June, come parte dell'accordo con i Patrioti per la salvezza, viene reintrodotta nel sistema della Repubblica come infiltrata, mentre Day lavorerà con loro dall'esterno: il piano è l'omicidio del nuovo Elector. June, però, avvicinandosi ad Anden scoprirà che è una persona completamente diversa dal padre e che vuole sistemare le cose rendendo la Repubblica un posto migliore. La ragazza capisce che il suo omicidio non è necessario e che ci deve essere altro dietro. Ma cosa? Chi lo vuole veramente morto? E come reagirà Day?

Se il primo libro era basato sulla leggenda del ladro gentiluomo Day, questo è molto di più incentrato sul prodigio June. Avevo già dato un'infarinatura generale sui personaggi e vi rimando a quella. In più, aggiungo che la diversificazione di carattere tra i due è, in questo seguito, ancora più netta. June è cerebrale, pensa troppo e dice spesso la cosa sbagliata o giusta ma con un tono errato. Molto algida e fredda, non si rende conto a pieno della sofferenza della condizione di povertà che Day ha dovuto sopportare per tutta la sua vita. Il suo personaggio, sebbene riuscito come caratterizzazione, probabilmente appassiona poco e la rende antipatica a prima vista. Però c'è molto altro dietro la corazza gelida di June, c'è un cuore che batte e che riesce ad amare chi è così tanto diverso da lei. Day, al contrario, è romantico e passionale. La sua gentilezza e la sua compassione sono senza fine. Ama June senza mezzi termini e senza compromessi però crede di non essere abbastanza per lei, il che lo rende molto umano.
Solo una cosa mi ha lasciato un pochino perplessa. I protagonisti non dimentichiamo che sono, alla fine, dei ragazzini eppure la Lu ce li presenta come molto più adulti. Sia nelle descrizioni fisiche (un corpo maschile o femminile che sia, a quindici anni è ancora acerbo ma viene descritto come già del tutto plasmato) sia nei costrutti mentali questi non sono ragazzini normali. Ora, ovviamente parliamo di una leggenda e di un prodigio adatti a qualsiasi situazione ma, forse, sono stati spinti un po' troppo al limite? Ci ho pensato su per qualche minuto e ho deciso che non era un punto a sfavore perché mi sono detta che esistono moltissimi ragazzini prodigio che a quell'età hanno lo stesso spirito di osservazione e genialità.
Aggiungo un'altra cosa: se nel primo la figura di Tess, l'amica di Day, mi è piaciuta, nel secondo è diventata una ragazzina irritante, gelosa e capricciosa. Bocciata, la voglio lontana.

La narrazione è sempre in prima persona al presente e si alterna tra June e Day. In questo secondo le due narrazioni sono ancora di più differenziate. I capitoletti di June iniziano quasi sempre con temperatura esterna o interna e giorno, con l'ora se è possibile determinarla. Le sue descrizioni sono molto più dettagliate, quasi maniacali, per rendere appunto il suo innato spirito di osservazione che le fa assorbire come una spugna ogni minimo dettaglio dell'ambiente in cui si trova. Troviamo così descrizioni di tavoli, armi, divise, luoghi, eccetera. I capitoletti di Day, al contrario, sono più rilassati. Poche descrizioni, solo quelle essenziali, e molta più concentrazione sui dialoghi, sui sentimenti e sui pensieri. I dialoghi sono ancora verosimili e il finale è scoppiettante: ci saranno delle sorprese per il lettore che crede possa andare tutto bene. Molto buone le azioni e la trama ben costruita, con dei risvolti inaspettati e delle rivelazioni su alcuni personaggi. Spazio avranno anche i sentimenti in misura maggiore: nel primo c'era poco tempo, in questo invece mi sono infastidita in qualche occasione per la presenza costante del romance (ma questo è un mio gusto personale).
Finalmente, poi, possiamo leggere la genesi della Repubblica d'America. Tempo fa i ghiacciai dell'Artide si sciolsero e come conseguenza dell'innalzamento dell'oceano buona parte delle Americhe e dell'Europa vennero sommerse. Dopo una breve lotta per il potere, l'America del Nord venne divisa in Repubblica d'America nella parte occidentale e le Colonie nella parte orientale. Maggiori e più complete informazioni le troverete nel testo.

Sostanzialmente il mio giudizio per la Lu non cambia rispetto al primo: una buona narrazione e un buon ritmo, linguaggio curato e una trama avvincente ricca di azione. Tuttavia devo ammettere che l'ho trovato un po' sottotono, quasi a confermare il calo fisiologico dei secondi libri. Credo sia inferiore al primo che aveva una forza di innovazione maggiore. Se al primo ho dato quattro stelline, questo ne merita una metà in meno. Vedremo se il terzo episodio confermerà il calo oppure riuscirà a tornare in alto, duplicando il primo. Una lettura piacevole che consiglio per forza a quanti hanno letto e amato il primo. Attendo Champion e il finale.


Vi lascio il link di ibs: Prodigy - Marie Lu

Autore: Marie Lu
Dati: 2014, 298 p., rilegato
Traduttore: Salvi G.
Editore: Piemme (collana Freeway)

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