4 marzo 2014

[Dreamblood 01] La luna che uccide - N. K. Jemisin

Questo pomeriggio vi parlo di un libro che mi è piaciuto molto: La luna che uccide di N. K. Jemisin. Pubblicato nel febbraio 2014 dalla casa editrice Fanucci, risulta essere il primo volume di due. In lingua originale inglese tra maggio e giugno 2012 sono usciti entrambi i volumi (il secondo si intitola The shadowed sun). Oltre a La luna che uccide, a febbraio è uscito anche per la casa editrice Gargoyle il primo libro della trilogia The inheritance intitolato I centomila regni. In inglese sono già stati pubblicati tutti e tre i volumi tra il 2010 e il 2011: il secondo è The broken kingdoms mentre il terzo è The kingdom of gods.
La Jemisin è una giovane scrittrice che si dedica a diversi generi tra narrativa, fantasy, horror e fantascienza, sia racconti brevi che romanzi, e attualmente sta lavorando a una nuova trilogia la cui prima uscita The fifth season è stata posticipata al 2015, essendo un grosso lavoro e uno di quelli più difficili che abbia mai scritto (info recuperata dal sito dell'autrice). Inoltre, i suoi lavori sono stati nominati più volte per prestigiosi premi letterari quali il Nebula Award e il Hugo Award, vincitrice del Locus Award nel 2011 proprio per I centomila regni.
Parliamo della copertina. Mi piace molto, in sfondo si intravede lo skyline della città capitale di Gujaareh. In alto una delle due lune di cui tratta il libro che credo sia la Luna Vegliante perchè la Luna Sognante è composta da quattro colori (credo ma non ne sono sicurissima, potrebbe anche essere la parte rossa della Sognante). A metà una citazione della famosa scrittrice Trudi Canavan che invoglia il pubblico a dedicarsi alla lettura di questo libro, sotto consiglio di un'autrice che è ammirata da molti (la Canavan piace moltissimo anche a me e spero che la sua nuova trilogia in uscita da quest'anno ai prossimi due arrivi presto anche in Italia). La copertina della versione italiana è stata mantenuta uguale alla copertina originale fermo restando la traduzione esatta del titolo The killing moon e la sparizione del riferimento al nome della duologia Dreamblood.

Trama. A Gujaareh la vita scorre pacifica nel nome della Dea Hananja. I Raccoglitori seguono la legge della Dea e purificano la città dalla corruzione e dalla criminalità, liberando le anime corrotte degli abitanti. Poi un giorno qualcosa cambia e viene alla luce un complotto per il potere attraverso un abominio, un Raccoglitore che ha perso il controllo o un giovane con il dono non addestrato a dovere. Questa figura inquietante rompe gli equilibri e il Raccoglitore Ehiru e il suo apprendista Nijiri dovranno sistemare le cose con l'aiuto dell'ambasciatrice Sunandi.

Un epic fantasy classico quello della Jemisin, collocato in una zona geografica immaginaria ma che tanto assomiglia all'Antico Egitto. Inondazioni limacciose annuali che rendono fertili le pianure attorno al fiume Sangue della Dea che si rifà alla potenza del Nilo, il deserto ai confini, una città-stato orientaleggiante che può essere Il Cairo e la società basata sul principe Avatar della Dea Hananja così come il Faraone era Ra, il dio sole.
La Dea Hananja è la dea dei sogni e della notte e i Raccoglitori i suoi discepoli. In pratica, le persone in fin di vita possono richiedere l'intervento dei Raccoglitori in modo da morire durante il sonno attraverso un sogno condiviso e donare la propria pace e beatitudine ad Hananja. Oltre a questi casi il palazzo dell'Hetawa, il tempio della dea, riceve commissioni anche per le anime dei criminali diventando così il braccio armato di sogni della città per mantenere l'ordine. Non solo la dea riceve offerte anime ma, attraverso i sogni, possono essere rimpolpate le scorte dei diversi ordini con delle donazioni di sogni dei viventi per poi praticare la guarigione con la magia. Spero di essermi spiegata perchè la questione è essenziale. Agli occhi dei non credenti delle altre città-stato questo è omicidio ma agli occhi degli abitanti e dei credenti di Hananja è semplicemente un dono alla dea. Per noi del ventunesimo secolo può essere chiamata in due modi: eutanasia quando a richiedere la Raccolta è il malato o la sua famiglia per porre fine alle sofferenze oppure pena di morte quando ci sono criminali e viene annullato il diritto di difesa e di equa pena.
La presenza delle due lune non è una novità per me avendo letto il vecchio Il paese delle due lune di Kay però ho apprezzato il loro inserimento nella trama e la loro importanza. La Luna Sognante è quella che accompagna il lavoro dei Raccoglitori nella parte più buia della notte, che illumina con i suoi quattro colori (rosso, bianco, giallo e nero) Gujaareh, sposa del Sole. La Luna Vegliante, invece, è l'amante del Sole che sorge poco prima dell'alba quando il nuovo giorno sta per iniziare, una congiunzione tra la notte e il giorno, in cui i Raccoglitori tornano all'Hetawa e donano parte del sangue onirico (la morte in pace nei sogni produce sangue onirico prezioso per la guarigione) alla Dea. Inoltre non posso fare a meno di pensare al film Inception del visionario Christopher Nolan e del tema del sogno condiviso, molto presente nel testo. Immagino, comunque, che la Jemisin non si sia ispirata al film per il suo libro ma purtroppo mi è venuto in mente e un po' me ne scuso.

La narrazione è in terza persona al passato dal punto di vista dei tre personaggi principali: Ehiru, Sunandi e Nijiri. Ci sono anche dei piccoli contributi di alcuni personaggi minori tra cui il Superiore dell'Hetawa e il generale Charris, della guardia del principe. I dialoghi sono verosimili e ben costruiti, le descrizioni molto belle e non banali, le azioni chiare. Lo stile è semplice ma curato e pulito, che invoglia la prosecuzione della lettura e con la sua profondità affronta temi importanti quali la detenzione del potere, il ruolo delle donne, i pregiudizi per le popolazioni sconosciute. Il finale è un pochino scontato, in cui il bene inevitabilmente trionfa così come è richiesto nei classici epic fantasy e, nonostante esista un secondo volume, affermo che potrebbe tranquillamente essere un autoconclusivo in quanto la vicenda ha una fine certa e determinata, senza lasciare in sospeso degli aspetti. Al massimo ci si può chiedere quale sarà il destino dei personaggi e delle terre coinvolte nella trama.

I personaggi principali sono ottimi e ben descritti, con un background interessante e profondo. Ehiru rappresenta la fede che si mette in discussione ma che rimane salda e incrollabile. Quando le sue certezze crollano e viene tradito da coloro di cui si fidava, si mette in gioco rischiando anche la sua stessa vita per la verità e la purificazione della società dalla corruzione, così come vuole la Dea. Raccoglitore abile e stimato, nasconde fragilità e paura di perdere il controllo della sua magia. Subito prima dell'inizio della storia, un uomo che stava per essere Raccolto è morto brutalmente a causa di un errore di Ehiru che ha perso la concentrazione, è stato spaventato dalle parole dell'uomo e ha tranciato la connessione tra i due sogni troppo presto, lasciando che l'anima del benedetto rimanesse sospesa e vagasse senza trovare pace. Un errore che lo segna e lo rende fragile, la paura di ripetere lo sbaglio lo allontana dal praticare la Raccolta innescando una diminuzione del sangue onirico dentro di sè che ha il compito di tenerlo legato alla realtà.
Sunandi, al contrario, è la voce dello scetticismo. Ambasciatrice per Kisua confinante, è arrivata a Gujareeh per indagare su alcune strane morti che potrebbero essere ricondotte a un Raccoglitore fuori controllo e per evitare la guerra, svelando il complotto che c'è dietro. Donna forte e determinata, non esita a ricorrere a corruzione e mezzucci per ottenere informazioni. Non è una spalla o un'aiutante, è una protagonista parallela che è fondamentale e necessaria per lo svolgimento della trama. Un ruolo importante di ambasciatrice le è stato riconosciuto per le sue capacità dialettiche e di mediazione, ma proviene dalla casta dei servi e ben ricorda la fine che avrebbe potuto fare se l'ambasciatore Kinja non l'avesse adottata e cresciuta come sua legittima erede. Riconosce l'autorità della sola Kisua e conosce il dolore delle classi sociali più deboli, conosce l'amore incondizionato per la sua popolazione ed ha a cuore il destino di tutte le terre per evitare una guerra. Non tollera la magia dei Raccoglitori che chiama assassini, ma si trova a dover collaborare con due di loro per la pace.

In sostanza vi invito caldamente a leggere La luna che uccide perchè la lettura ne vale la pena davvero. Mi sbilancio molto nel mio giudizio: ho amato gli ottimi personaggi e mi sono immersa moltissimo nella storia raccontata con maestria dalla Jemisin e spero che il secondo volume sia all'altezza del primo.


Vi lascio il link di ibs: La luna che uccide - N. K. Jemisin

Autore: N. K. Jemisin
Dati: 2014, 412 p., brossura
Traduttore: Scipioni L.
Editore: Fanucci (collana Collezione immaginario fantasy)

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