7 febbraio 2014

La custode degli spiriti - Melissa Marr

Oggi vi recensisco un libro uscito da poco che mi aveva incuriosito nonostante non sia proprio uno dei generi che gradisco di più: La custode degli spiriti di Melissa Marr. Questa autrice americana è famosa al pubblico italiano per la fortunatissima pentalogia young adult iniziata nel 2008 con il primo volume Wicked lovely edito da Fazi Editore che si è occupato di tutta la bibliografia tradotta della Marr. Gli altri volumi della serie sono Ink exchange (2008), Fragile eternity (2009), Radiant shadows (2011) e Darkest mercy (2012) e trattano il tema del mondo delle fate e dello scontro tra amore terreno e immortale. Tuttavia il bagaglio di scrittura della Marr è molto ampio e conta altri libri sia per adulti che per giovani ma sono tutti rivolti al fantasy. Esistono anche delle graphic novel e delle raccolte di racconti in collaborazione perciò la Marr è molto produttiva (esistono anche un primo e secondo volume con dei personaggi ragazzini che combattono gli dèi norreni, ricorda vagamente qualcosa?)
Con La custode pubblicato sempre da Fazi nel novembre 2013, invece, la Marr ha cercato un pubblico più adulto trattando il tema della morte e dell'oltretomba con protagonisti quasi trentenni (anche se più avanti spiegherò che la datazione è incerta). Tradotto in oltre sei lingue, il libro sembra essere il primo di una qualche serie tuttavia l'autrice non ha dato informazioni in questo senso. Esiste, però, in lingua originale un racconto Guns for the dead che riprende alcuni personaggi apparsi ne La custode e uscirà a breve, cito dal sito dell'autrice, "the short sequel Stay where I put you" quindi si preannuncia un breve secondo libro forse un racconto con la protagonista. Dimenticavo di dire che il titolo originale de La custode degli spiriti è Graveminder e dopo spiegherò perchè non avrebbero dovuto tradurlo.
Le copertine sono tutte diverse, ogni nazione e ogni edizione ha assunto la propria. La copertina originale è quella americana in due versioni, brossura e rilegato, e sinceramente non mi piacciono un granchè. La rilegata ha un vecchio e fatiscente fienile bianco di quelli che si trovano in campagna che c'entra poco con il libro. Nella brossura, invece, ci sono garofani rossi e una ragazza al centro vestita di nero ma sembra un harmony. La versione apparsa nel Regno Unito è una delle mie preferite e ve la metto qua a destra. Si commenta da sola: precisa, semplice, con rovi e spine che circondano il titolo ben in evidenza al centro. Quello che accomuna tutte le copertine è un parere dell'autrice della serie True blood Charlaine Harris che elogia la Marr definendola un'ottima creatrice di mondi. La copertina italiana è fatta bene tuttavia c'entra pochissimo con il tema del libro e credo che nessuno degli elementi presenti sia utilizzato nel testo. Una misteriosa ragazza al centro che dubito sia la protagonista quanto più un altro personaggio, sullo sfondo la luce del tramonto che bagna le nuvole cariche di pioggia e un campo di grano. Non molto pertinente ma bella.

Passiamo alla trama. Siamo a Claysville, un tranquillo paesino di quattromila abitanti in cui difficilmente succede qualcosa. Fino al giorno in cui Maylene viene uccisa da una morta-che-cammina, una ragazza il cui corpo non ha avuto degna sepoltura e che ora vaga per la cittadina assalendo malcapitati. Rebekkah, nipote di Maylene, torna a Claysville per il suo funerale e scopre che è fondamentale per riportare la ragazza nel regno dei morti perchè sua nonna le ha tramandato il ruolo di Custode delle Sepolture. Rebekkah, nuova custode insieme al nuovo Impresario Funebre Byron, dovrà sistemare le cose per fermare la catena di morte districandosi tra omicidi e l'antico amore per Byron.

Con la trama mi fermo qua perchè non vorrei fare spoiler. Le cose importanti sono che Rebekkah è la nuova Custode delle Sepolture. Un patto centenario rende Claysville un luogo tranquillo ma in cambio le discendenti ed eredi (anche non per linea di sangue) della prima Custode devono occuparsi delle tombe e riportare a casa i morti che si risvegliano. In pratica tutti gli abitanti di Claysville, che si sentono a casa solo a Claysville e da nessun'altra parte, se non vengono seppelliti a dovere nei cimiteri del posto (sono ormai sette!) rischiano seriamente di risvegliarsi e diventare morti-che-camminano. Se la Custode ha il compito di occuparsi dei morti, l'Impresario Funebre, destinato ad essere suo compagno anche nella vita, ha il ruolo di cercare i morti al di fuori di Claysville, riportarli in paese e seppellirli entro 36/48 ore dalla morte. Quando una Custode e un Impresario lasciano il loro ruolo (di solito con la morte più o meno provocata di uno di essi), devono essere subito sostituiti con un'altra coppia nuova, non importa se uno della coppia precedente è ancora in vita: esiste solo una coppia alla volta e i ruoli non si possono ripetere perchè sono vincolati all'amore che provano uno nei confronti dell'altra.

Come dicevo sopra la traduzione dell'edizione italiana è errata e fuorviante. In inglese Rebekkah è una graveminder, ossia qualcuno che si occupa delle tombe e della sepoltura (grave tomba o sepoltura, minder custode) perchè mai nel libro ci si riferisce agli spiriti. I morti sono tutti in carne ed ossa, anche quelli che si trovano nel regno dei morti, e la delicatezza dell'autrice nel descrivere i morti-che-camminano non ha pari. Non sono zombie contagiosi e non sono spettri, sono semplicemente esseri umani che si risvegliano affamati di carne e sangue e dopo essersi nutriti delle persone giuste riprendono totalmente il controllo dei loro ricordi. Possono parlare e pensare, sono visti dalle altre persone (sebbene il patto della cittadina includa una fortissima emicrania a tutti quelli che provano a parlare dell'argomento) e non cadono in putrefazione alla The walking dead. Detto ciò anche il termine Impresario Funebre, sebbene sia la traduzione corretta di undertaker, io l'avrei lasciato in lingua originale perchè il termine inglese rende molto di più il ruolo di Byron che, oltre a seppellire materialmente i morti, accompagna la Custode nel regno dei morti e ha il compito di proteggerla. Per cui undertaker dà l'idea di qualcuno che porta di sotto qualcun altro e sarebbe stata la scelta corretta.

A parte questi problemi di traduzione dei termini che possono essere superficiali, il libro ha altri problemi. In generale devo dire che la sua lettura non mi è dispiaciuta per niente, è veloce, con un buon ritmo e un paio di colpi di scena ben piazzati nella narrazione e un finale sorprendente e per nulla scontato. Tuttavia ha alcuni problemi che l'autrice avrebbe potuto e dovuto rimediare prima di mandare in pubblicazione il libro.
Prima di tutto buona parte del libro è sulle paranoie che si fanno i due protagonisti, soprattutto Rebekkah, cosa che a un certo punto inizia a diventare noiosa. In pratica i due dopo dieci anni si rivedono ed è come se non fosse passato nemmeno un giorno. Lui è sempre stato innamorato di lei e lei anche ma quando la sorellastra (poi parlo anche di questo) di Rebekkah, Ella Mae, si suicida dopo aver saputo di un loro bacio il senso di colpa rimane permanente. Perciò fa di tutto per ignorare il suo amore e si racconta un sacco di storie per non guardare in faccia la verità. Lui poveraccio a un certo punto le ripete ti amo una cosa come trenta volte in due pagine ma lei niente. Insomma basta, abbiamo capito, smettetela con queste menate e fate qualcosa di concreto, c'è un morto là fuori che uccide la gente e voi pensate a chi è più testardo? Irritanti.
Secondo problema: le parentele. Fino a un quarto del libro non si capisce chi è figlio o nipote di chi. Prima pensavo che Ella Mae fosse figlia di Maylene e zia di Rebekkah, poi è venuto fuori che è la sorellastra di Rebekkah perchè sua madre ha sposato il padre di Ella Mae. Poi questo padre sembra essere il genero di Maylene ma in realtà è il figlio e Julia la nuora e madre di Rebekkah. Se ci mettiamo in mezzo anche la famiglia di Byron con il padre William, precedente undertaker e innamorato di Maylene ma marito di Ann, allora la cosa si complica alquanto. Però non abbiate paura, una volta superate le prime sessanta pagine avrete capito tutto.
Terzo problema: le date e gli anni sono molto incerte, forse per qualche errore di revisione. Questo è senza dubbio il problema che più mi ha lasciato perplessa. Dunque sappiamo che Ella Mae si è uccisa nel 1999 e che la vicenda si svolge nel 2011 per delle date riportate sul contratto del patto di Claysville. Bene fin qua è chiaro, sono passati dodici anni. Solo che nella lettera che Maylene lascia a Rebekkah viene indicata la data del 1993 in cui Ella Mae sarebbe già morta e ovviamente c'è qualcosa che non torna: errore di battitura forse? Viene detto che Rebekkah lascia Claysville dopo il diploma, quindi a diciassette anni, e che vi era rimasta per tre anni perciò dai quattordici ai diciassette. Ella Mae ha circa diciassette anni quando si uccide e viene detto che Rebekkah parte dopo un anno dalla sua morte e che probabilmente era circa coetanea di Ella Mae perciò diciamo che ai suoi sedici muore la sorellastra. Poi viene detto che i due giovani non si vedono da dieci anni e sono stati insieme "diversi anni" dopo la morte di Ella Mae, a casa mia diversi vuol dire più di due di sicuro. Facciamo che si sono definitivamente allontanati ai diciannove/venti di Rebekkah e perciò siamo circa nel 2002/2003. E se aggiungiamo i dieci a questa data andiamo oltre il 2011. Poi però i dieci diventano otto e diventano ancora nove. A un certo punto sappiamo che una ragazza ha ventisei anni e che qualcuno, nel descriverla, dice che è di "poco più giovane della Custode". Perciò la Custode ha più di ventisei anni ma forse meno di ventotto e a questo punto se aveva sedici anni nel 1999 nel 2011 ne ha ventotto, ventinove al massimo. Se a questa cifra togliamo i dieci anni i conti tornano, se ne togliamo di meno no. Ci sono altri vari riferimenti agli anni passati ma in sintesi non ci sono età certe, è tutto molto confuso, avrei preferito un po' di chiarezza in più.

Questi sono i tre problemi principali del libro, per il resto direi che non ci sono grossi appunti negativi.
La narrazione è in terza persona e le voci narranti principali sono di Rebekkah e Byron. Abbiamo anche altri contribuiti dello sceriffo, del padre di Byron, del prologo di Maylene, della morta-che-cammina, della cugina acquisita Liz, del sindaco, di una consigliera e dell'ambiguo Charles Mr M e non segue una linea temporale cronologica ma ci sono numerosi flashback di diversi personaggi, saltando da nei vari anni. I dialoghi sono buoni, togliendo tutti quelli con le paranoie dei protagonisti. Le descrizioni dei personaggi sono scarsissime, conosciamo solo alcuni tratti tipo che Rebekkah è bruna e che Byron ha gli occhi verdi e probabilmente è alto e a dire il vero sono più dettagliati alcuni personaggi secondari rispetto ai protagonisti. I luoghi sono pochi e non molto originali però un punto a favore è per la descrizione del regno dei morti, decisamente invitante. Se Byron vede tutto grigio e scolorito, Rebekkah è catturata dal caleidoscopio di colori così accesi da non poter essere reali. Una città che, strano a dirsi, pulsa di vita in cui coesistono tutte le epoche passate e presenti, con palazzi di vetro scintillante accanto a casette in pietra dell'epoca romana, punk che conversano con damine dell'Ottocento. Interessante come le cose, cambiando il punto di vista, diventino attraenti o meno.

Leggendo in giro varie recensioni, ho notato che le fan della serie Wicked lovely non hanno provato lo stesso piacere nella lettura de La custode tuttavia, per me che è il primo libro della Marr e che mai leggerò quella serie (un conto è non leggere del mio genere, un altro finire tra fatine e colpi di fulmini, mi dispiace non ce la posso fare) è stata una buona lettura. La trama è ben fatta, avrebbe potuto essere più approfondito ma tutto sommato è andato bene anche così. In conclusione se non avete letto niente di suo ve lo consiglio e lo troverete piacevole, se invece siete dei suoi fan è meglio che leggiate qualche recensione in cui si fa un confronto, io purtroppo non posso farvelo.


Vi lascio il link di ibs: La custode degli spiriti - Melissa Marr

Autore: Melissa Marr
Dati: 2013, 364 p., brossura
Traduttore: Olivieri L.
Editore: Fazi

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