14 febbraio 2014

Il bizzarro incidente del tempo rubato - Rachel Joyce

Qualche settimana fa, girovagando tra gli scaffali dello spazio libreria all'IperCoop, ho trovato, nello scaffale per ragazzi dove trovo il nuovo fantasy (sì buttano tutto lì, non importa che sia effettivamente per ragazzi o meno), questo libro: Il bizzarro incidente del tempo rubato di Rachel Joyce pubblicato a ottobre 2013 dalla Sperling & Kupfer.
L'autrice non mi era nuova, avevo già adocchiato il suo precendente libro L'imprevedibile viaggio di Harold Fry pubblicato nel settembre 2012 ma non era di genere fantasy perciò, ovviamente, non mi interessava. Invece, Il bizzarro era nello scaffale ragazzi e la trama mi aveva fatto pensare a un fantasy perciò ho deciso di leggerlo. La lettura non è stata male ma il problema è che NON è per niente un fantasy nè tantomeno per ragazzi. È semplicemente un libro di narrativa per adulti con un protagonista bambino, nessuno ruba il tempo (mi fa tanto Momo di Ende), nessuno tenta di recuperarlo. Perciò questa non sarà una vera e propria recensione (non troverete, infatti, il voto stellinato in fondo) ma più un breve commento.

Trama. Nel 1972, per assecondare la rotazione terrestre, i governi mondiali decidono di aggiungere al tempo due secondi. Una mattina come le altre la madre di Byron, a causa di un ingorgo, prende una scorciatoia. La nebbia è molto fitta e una bambina in bicicletta spunta dal lato della strada, l'auto sbanda e dopo poco riparte per la scuola. Byron, però, è sicuro che la madre abbia investito la bambina e, da quel momento, la vita di tutta la famiglia cambierà radicalmente.

Questa è più o meno anche la trama presente sul libro e sui rivenditori online. Sembra davvero un fantasy per ragazzi: un protagonista bambino, una possibile amichetta in pericolo e questi due secondi in più che potrebbero rivoluzionare il mondo. Invece è un libro per adulti che parla di incertezza, morte, speranza e che non è mai troppo tardi per rimediare ai propri sbagli o per prendere coscienza che alcune situazioni non sono in nostro potere. In aggiunta anche il titolo è molto fuorviante perchè insiste su questo tempo che viene rubato ma in versione originale il titolo è Perfect (perfetto/a) che è molto più pertinente. Si riferisce alla perfezione della vita di Byron con una scuola rinomata e un futuro brillante, alla perfezione della madre di Byron, Diana, che è una madre perfetta, una moglie perfetta, una casalinga e padrona di casa perfetta. Si riferisce anche alla "Operazione Perfetta" con cui il migliore amico di Byron battezza il piano per sistemare le cose dopo l'incidente. Tutto è perfetto.

La seconda cosa che rende Il bizzarro un libro per adulti è la seconda voce narrante: Jim. La trama si dipana, infatti, tra i personaggi di Byron nel 1972 e Jim ai giorni nostri, un uomo di cinquant'anni con un passato drammatico alle spalle che è rimasto quasi tutta la sua vita nell'ospedale psichiatrico della zona. Se la vita di Byron è perfetta, quella di Jim è andata in pezzi molti anni prima. Ha delle manie ossessivo-compulsive e quando rientra nel suo camper, dopo il lavoretto che l'assistente sociale gli ha trovato quando l'ospedale ha chiuso i battenti, per ventuno volte saluta tutti gli oggetti, esce e chiude a chiave. I suoi rituali lo tengono al sicuro dagli imprevisti e dalle cose brutte. La malattia mentale, quindi, è una parte importante della trama e i bambini difficilmente potrebbero capire la gravità del problema e dei metodi duri dei "manicomi" fino a pochi anni prima o tutt'ora in uso (privazioni, elettroshock, sedazione perenne, eccetera).

Ho finito di leggerlo giusto perchè mi sono accorta che non era fantasy a metà e ormai che avevo cominciato mi dispiaceva smettere, la lettura mi ha comunque preso e nonostante il numero di pagine la narrazione è veloce e fluida. Mi fermo qui con il commento e alla prossima recensione!




Autore: Rachel Joyce
Dati: 2013, 371 p., rilegato
Traduttore: Arduini A.
Editore: Sperling & Kupfer (collana Pandora)

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