28 febbraio 2014

[New souls 01] Chrysalis - Jodi Meadows

Oggi pomeriggio vi parlo dell'ennesimo inizio di serie. Anche in questo caso è una trilogia nuova; nel titolo originale è stata chiamata dall'autrice Incarnate trilogy mentre nella copia in italiano all'interno trovate il nome di New souls #1 (penso quindi di tenere il titolo italiano perchè mi piace). Si tratta di Chrysalis pubblicato a febbraio 2014 dalla Mondadori. L'autrice è una giovane americana ed esordiente, in lingua originale sono già stati pubblicati tutti e tre i volumi: Incarnate (gennaio 2012), Asunder (gennaio 2013) e Infinite (gennaio 2014). Come potete vedere la trilogia ha preso il nome dal titolo originale del primo volume come spesso succede mentre in italiano si è voluto rimarcare la condizione di nuova anima della protagonista. Attualmente la Meadows sta lavorando a una nuova trilogia il cui primo dovrebbe uscire nel 2015 intitolata The orphane queen su una ragazzina orfana che diventa una guerriera (ok, le premesse sono alquanto banali e poco originali ma vedremo). Speriamo che la Mondadori sia soddisfatta delle vendite del primo e che, così, pubblichi anche gli altri due. Ho sempre un po' di timore nell'iniziare a leggere una nuova serie o trilogia perchè non ho mai la certezza matematica di riuscire poi a leggere i seguiti. Molti sono stati purtroppo interrotti e ci sono rimasta malissimo come per esempio la serie Tunnels di Roderick Gordon interrotta dopo il secondo volume e la trilogia di Marie Rutkoski di cui non sono mai stati pubblicati i due libri seguenti, veramente un gran peccato.
Parliamo della copertina che è meravigliosa senza alcun dubbio. L'immagine centrale è bellissima, una giovane donna con una maschera a forma di farfalla. Con molta probabilità rappresenta la protagonista Ana che indossa la sua maschera per la festa di ridedicazione di due abitanti della città di Cardio (in pratica, anime che si continuano a scegliere attraverso gli anni poi ve lo spiego meglio). Il titolo è stato cambiato utilizzando una canzone che un personaggio dedica alla protagonista chiamata "Ana Chrysalis" e il tema delle farfalle è molto presente per tutto il libro. Credo che abbiano cambiato il titolo perchè quello originale, a leggerlo in italiano, suonerebbe "incarnate" che richiama il femminile del sostantivo "incarnato" quindi di personaggi femminili che si sono incarnate in qualcos'altro o in altri corpi. Il senso è questo in realtà, ma si parla sia di personaggi femminili che maschili quindi immagino abbiano voluto usare un titolo che può essere letto in italiano ("crisalis" senza considerare la pronuncia corretta della y in inglese) capendo perfettamente di cosa si parla. Le mie sono solo congetture non verificate ma suppongo che la motivazione sia stata più una questione di lettura del titolo in italiano. La copertina italiana è identica a quella della versione originale.

Trama. Per cinquemila anni, il milione di abitanti di Gamma, alla propria morte, si è reincarnato in un nuovo corpo diverso dal precedente in modo da non morire veramente mai. Ana, invece, è un'anima nuova. Disprezzata e odiata da sua madre fin dalla sua nascita, a diciotto anni lascia la casa in cui ha vissuto per recarsi a Cardio, la capitale, e trovare le risposte alle sue domande. Tra ostilità e amicizia sincera, Ana vuole scoprire il motivo della sua nascita anche se ciò significa essere sempre oggetto di pettegolezzi e vessazioni. La verità sarà il suo unico scopo.

Bene, vorrei puntualizzare subito una cosa. Questo fantasy non posso definirlo distopico per via del suo significato letterale. In un distopico c'è una società sbilanciata in cui una parte è agiata e straricca mentre l'altra vive in mezzo al sudiciume, arrancando per arrivare a fine giornata. Qui invece la popolazione è solo di un milione di abitanti e tutti si conoscono da cinquemila anni, nessuno escluso. Ogni abitante contribuisce alla società in base alle proprie inclinazioni naturali, non c'è crimine (uccidi una persona e questa, appena si reincarna, ti accusa di averla uccisa), nessuno ha più degli altri, vivono in una tranquilla città che hanno trovato già costruita eccetera. Quindi non posso definirlo distopico perchè vanno tutti d'accordo in linea generale, screzi caratteriali a parte. Vorrei poterlo definire un fantasy utopico a questo punto, ma non sono sicura che vivere per sempre sia bello. Nel senso, ogni vita è bella perchè c'è sempre una prima volta invece vivendo per sempre si perde molto di quell'emozione di vedere il mare per la prima volta, per esempio. Dopo cinquemila anni tutto è straconosciuto e gli scopi della vita ridotti al minimo. A me personalmente non piacerebbe vivere per sempre, spero di avere una lunga vita ma cinquemila anni sono troppi, sarebbe insostenibile. Non finisce nemmeno nelle scatole degli altri sottogeneri fantasy: non è di certo epic nè steampunk, non ci sono vampiri nè licantropi per tanto giudicate voi il genere a cui volete associarlo.
Non ci sono vampiri ma il lavoro della Meadows è strano perchè, oltre ad essere di difficile collocazione, ci sono draghi, pistole laser, centauri e dispositivi tecnologici tipo smartphone. I generi sono stati un po' mescolati e buttati nel calderone per cui il libro, sotto questo punto di vista, è molto interessante.

La protagonista è Ana, ha diciotto anni ed è una nuova anima o come sua madre ama chiamarla una senzanima. Quando è nata tutti si aspettavano fosse l'anima di una concittadina morta qualche tempo prima, Ciana. Invece l'anima di Ana è unica, senza precedenti reincarnazioni. Motivo per cui la sua amabile madre, costretta ad accudirla - si fa per dire -, in preda alla vergogna e alla rabbia per avere una figlia diversa, la porta a vivere lontano dalla città di Cardio. In solitudine, Ana impara a leggere da sola e inizia ad amare la musica che la cattura e che riesce ad ascoltare prima che sua madre la riempia di botte. Mai apprezzata e mai confortata da chi l'ha messa al mondo che si mostra crudele, spietata e senza compassione ritenendo Ana usurpatrice del corpo destinato a Ciana, la tratta con durezza e cattiveria, picchiandola per ogni minimo errore commesso. Le dà il nome di Ana che è una parte di quello di Ciana, in modo che per sempre si ricordi di aver usurpato il corpo destinato ad un'altra anima. Anche quando Ana lascia la casa, le darà una bussola rotta per indirizzarla sulla strada sbagliata, un ultimo sgarro, l'ennesimo di una serie infinita, di diciotto anni di torture fisiche e soprattutto psicologiche. Ana fa fatica a fidarsi degli altri e quando Sam la salva è scontrosa, riservata e cinica, non avendo mai conosciuto la gentilezza e l'amicizia. Il suo personaggio è ben descritto e tratteggiato, approfondito e interessante e con un bel cambio di atteggiamento e crescita da ragazzina timorosa e cauta a giovane donna amata e apprezzata dai suoi amici.

La narrazione è in prima persona al passato dal punto di vista esclusivo di Ana, la protagonista. I pensieri e i sentimenti degli altri personaggi sono preclusi al lettore nella misura in cui Ana descrive espressioni facciali o postura per farli conoscere. I dialoghi sono verosimili e non forzati, le descrizioni dei luoghi ben fatte, delle persone banali e delle azioni molto chiare e precise. Il finale non dà troppa soddisfazione, reca alcune risposte alle domande più pressanti di tutto il libro ma non lascia molte informazioni su altri aspetti che sono stati affrontati. La trama non mi è dispiaciuta, ho trovato spunti interessanti sebbene la storia devo ammettere che faccia fatica a decollare. Per almeno una metà abbondante succede veramente poco ma l'ultimo quarto è molto denso di accadimenti, ci sono alcune pagine in cui regna un terribile senso di impotenza e sono descritte molto bene. Quello che mi ha lasciato perplessa ma allo stesso tempo colpita è il fatto che la reincarnazione delle anime avviene in corpi sia femminili che maschili nonostante l'anima possa non coincidere con un sesso o con l'altro. Interessante quindi lo spunto del "non importa che faccia o corpo tu abbia perchè ti riconosco in quanto anima" e mi è piaciuto, tuttavia rimango perplessa dal fatto che, a questo punto, sia previsto un rapporto sentimentale che trascende il genere e diventa così, nel caso di stesso sesso, una relazione omosessuale a tutti gli effetti. Solo che, beh, è un po' strano: prima si innamorano di un'anima in una persona e dopo la reincarnazione devono abituarsi al fatto che la loro anima amata sia in un altro corpo. Dopo cinquemila anni ci saranno abituati ma è un caso a cui si assiste molto di rado, solo poche coppie riescono a trovare l'anima gemella e trascendere dal genere e dall'aspetto fisico. Inoltre i personaggi hanno sempre lo stesso nome ma che può essere usato sia per maschi che per femmine come per esempio Sam, Serit, Ash, Stef eccetera. Sì è uno spunto molto nobile e democratico però poi, l'autrice stessa, dice che è raro e allora diventa purtroppo solo un'utopia (questo rapporto è festeggiato con la festa in maschera della ridedicazione).

In generale sono un po' indecisa su quante stelline dare a questo primo volume. Ho trovato buone parti e altre un po' macchinose quindi direi che le tre stelline medie possano andar bene. Forse i prossimi libri potrebbero avere qualche mezza stellina in più, se la storia dovesse intricarsi maggiormente oppure la prima metà un po' meno noiosa.


Vi lascio il link di ibs: Chrysalis - Jodi Meadows

Autore: Jodi Meadows
Dati: 2014, 367 p., rilegato
Traduttore: Gaiba C.
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)

25 febbraio 2014

[Terra ignota 01] Risveglio - Vanni Santoni HG

Oggi vi presento il primo volume di una nuova trilogia chiamata Terra ignota del giovane autore italiano Vanni Santoni: Risveglio. Come potete notare al nome dello scrittore è stata aggiunta una sigla HG per differenziare la sua produzione letteraria di narrativa non fantastica da questa trilogia dichiaratamente epic fantasy. La sigla HG sta per humani generis tratto dal libro Dissipatio HG di Guido Morselli, autore bolognese che ha trattato argomenti profondissimi. In questo, in particolare, il protagonista, dopo un tentativo di suicidio fallito, ritorna nella civiltà ma l'umanità è scomparsa da qui il termine latino "dissipatio" che significa appunto dispersione. Dunque dicevo, la produzione di Santoni è prettamente di narrativa con molti libri pubblicati da diverse case editrici e di diversi contenuti; Risveglio è il suo primo libro fantasy pubblicato da Mondadori ed è uscito a fine settembre 2013.
La copertina è d'impatto, una bella grafica diversa dalle altre. Al centro il simbolo del Cerchio d'Acciaio delle tre lepri che si rincorrono e ogni orecchio è anche di quella di fianco. Attorno vi è una sorta di carta delle stelle e dei paralleli e meridiani, che probabilmente rappresenta una carta di questo mondo di fantasia. All'interno, comunque, non c'è una mappa per volontà dell'autore. La trilogia è improntata su una terra ignota, qualcosa che si scopre man mano ci si cammina sopra per cui una mappa snaturerebbe l'essenza dei libri.

Trama. Ailis, Breu e Vevisa abitano a Villaggio Alto, su una tranquilla isola lontana dal Continente. Il giorno in cui arrivano in paese i dodici cavalieri del Cerchio d'Acciaio, la vita cambia. Vevisa viene rapita e il villaggio dato alle fiamme, Ailis e Breu feriti brutalmente dai cavalieri e separati. Attraverso dei sogni mandati da Vevisa ad Ailis per segnalare la sua strada durante il rapimento, la ragazzina parte per trovare i suoi amici e ottenere vendetta per il suo popolo. Questo percorso sarà una scoperta di alleati, nemici e forza mentre la guerra per la conquista delle terre infuria.

Dunque, come al solito prima di scrivere il mio commento do un'occhiata all'apprezzamento generale del libro che ho appena concluso. A volte mi trovo d'accordo con gli altri recensori ed utenti delle librerie on-line, a volte mi trovo completamente in disaccordo. Ero molto distante, per esempio, dalle recensioni entusiaste de La corsa delle onde di Maggie Stiefvater e molto concorde con quelle su Legend di Marie Lu recensito pochi giorni fa. In questo caso mi trovo un po' nel mezzo. Ho letto una recensione molto severa e molto critica nei confronti di questo libro (questo è il link, se volete leggerla) in cui ho ritrovato un po' i punti deboli che avevo localizzato durante la lettura e ho letto una recensione molto entusiasta (questa) che ha segnalato i pregi che anche io ho trovato, tralasciando gli aspetti negativi. Non starò qui a parlare di archetipi o similitudini tra altre grandi saghe, autori e lavori di cui poco so (ho visto citato Follett, Berserk, Virgilio), trovate tutto su altri siti e blog ben fatti. Io, oggi, mi limito a segnalare cosa, secondo me, non funziona da lettrice accanita di fantasy e cosa invece ho apprezzato.

Partiamo da quello che non ha funzionato.
Prima di tutto i personaggi hanno dei problemi e non nel senso che hanno problemi a risolvere la situazione, hanno dei problemi di struttura e di caratterizzazione. Ailis è la protagonista indiscussa che viene affiancata da moltissime spalle (o aiutanti secondo Propp) ma che purtroppo non riesce a staccarsi da un senso di nausea che ogni tanto mi ha attanagliato. Senza dubbio è un personaggio che durante il suo viaggio cresce e matura, tuttavia non ho trovato quella profondità che avrei voluto, non sono riuscita ad affezionarmi a lei o a soffrire insieme a lei per le ingiustizie subite, forse un po' di empatia è uscita nell'ultima pagina. Anzi, al contrario, mi è sembrata un po' arrogante con una buona dose di incoscienza (ma stiamo parlando di una dodicenne, potrebbe essere tollerato) e una poca simpatica tendenza a comportarsi da sciocca. Per non parlare di quanto si è dimostrata ingenua e fiduciosa del mondo esterno. Ha solo dodici anni, parte da sola per un lungo viaggio all'inseguimento di Vevisa e che fa? Mostra un sacco di soldi al primo capitano veramente poco affidabile di una nave e poi si lamenta se la fanno prigioniera. Complimenti per l'arguzia. Con buona probabilità è stato l'autore stesso ad essere molto ingenuo pensando che i lettore del fantasy non si sarebbero accorti del fatto che insultare i suddetti marinai con "cattivi" non sia proprio adeguato. Mi vengono in mente decine di appellativi molto più incisivi di quello. O che fermare una spada con i denti sia normale, come qualche scrittore italiano mi pare affidò archi pesanti e poco maneggevoli a donne e bambini inesperti ma che non hanno fatto una piega nell'utilizzarli (non ricordo nè il libro nè l'autore, ricordo solo che era giovanissimo). Nemmeno le sue spalle hanno lasciato il segno e fatto una gran figura. Breu è stato solo accennato, Vevisa sfiorata. Brigid, invece, poteva fare la differenza in coppia con Ailis ma è uscita piatta e fin troppo uguale a se stessa con un fastidioso istinto nel risolvere i conflitti con le armi, senza lasciare sopravvissuti dietro di lei. Forse Val è stato il più incisivo di tutti.
Non mi ha convinto, come seconda cosa, la schizofrenia di linguaggio e di narrazione. In alcuni punti ci sono frasi lunghe una pagina (non sto scherzando: sono piene di virgole, punti e virgola o due punti) e in altri frasi composte solo da soggetto, verbo e uno striminzito complemento. Il prologo ho fatto fatica a leggerlo visto che è infarcito di termini non usuali e arzigogolato, poi forse o mi sono adattata oppure lo stile è diventato più semplice ma ho trovato punti in cui la banalità toccava limiti imbarazzanti e altri di grandissima letteratura e capacità narrativa e tra poco parlerò quest'ultimo dettaglio. Avrei preferito uno stile più omogeneo in tutte le sue parti.
Ancora un'ultima piccola cosa che mi ha convinto poco. Posto che, a quanto pare, questo mondo è ricoperto per lo più da terre selvagge, aride e poco popolose credo che si sia esagerato nel renderlo fin troppo ospitale. Ailis e i suoi compagni di viaggio non incontrano mai nessuno durante il viaggio, quei pochi non sono nemmeno lontanamente dei pericoli e anche la terra stessa sembra essere lieta del passaggio dei personaggi in quanto, perfino in una terra arida, riescono a nutrirsi con selvaggina e ad abbeverarsi in fiumi splendenti. Forse questo è un dono dell'Imperatrice (che è tipo una dea o una cosa così, non ho ben capito) ma è un aspetto che dovrà essere per forza approfondito meglio.

Queste le pecche che ho riscontrato e per fortuna non ci sono solo queste, di seguito vi cito quello che ha funzionato.
Prima ho citato i momenti di alta letteratura che, secondo me, confluiscono nelle descrizioni molto belle dei personaggi e dei luoghi. Questo denota con buona certezza che l'autore conosce il suo mestiere e riesce a trasmettere al lettore le immagini che ha in mente. L'idea di non disegnare una mappa è interessante e non l'ho trovata necessaria in quanto mi è stata sempre chiara la posizione dei viaggiatori e dei nemici.
Interessante anche la narrazione che è sempre in terza persona al passato con il fulcro su Ailis, a parte qualche breve pagina sul Primo dei Dodici del Cerchio d'Acciaio. Tuttavia questo non ha impedito all'autore di focalizzare alcuni dettagli e alcuni pensieri degli altri personaggi, contribuendo ad arricchire la storia. Provo a spiegare meglio la tecnica. Per esempio ci sono molti tratti in cui la protagonista è affiancata da un altro personaggio suo aiutante e il centro della narrazione è Ailis. Ad un certo punto, però, entriamo nella testa e nei pensieri del secondo personaggio che ci offre il suo punto di vista e il suo modo di essere. Tecnica difficile da realizzare, la dispersione narrativa deve essere limitata e il protagonista deve rimanere tale: altro motivo per cui dico che Santoni conosce il mestiere dello scrivere.
La trama, sebbene faccia fatica a decollare e che per un bel pezzo sia noiosa e che purtroppo ricaschi nella noiosità di tanto in tanto, ha i suoi pregi. L'ho trovata ben calibrata nel mostrare i suoi assi e, in questo primo romanzo di formazione e di viaggio, ha lanciato l'amo per argomenti che deve di certo approfondire meglio sebbene non lasci grande spazio ai colpi di scena (so che sono accessori più del genere thriller ma a me un buon colpo di scena non dispiace tipo quello è figlio di oppure lei in realtà è), bruciando il migliore e lasciandolo molto intuibile. Il finale aperto necessita di altro.

In generale mi sento di dargli fiducia perchè c'è sempre del margine di miglioramento. Per cui tre stelline penso siano adeguate per partire e aspetto i seguiti per confermare o meno questa fiducia.


Vi lascio il link di ibs: Risveglio - Vanni Santoni HG

Autore: Vanni Santoni
Dati: 2013, 414 p., rilegato
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)

22 febbraio 2014

[The Kane Chronicles 03] L'ombra del serpente - Rick Riordan

Oggi vi posto la breve recensione del terzo ed ultimo capitolo della trilogia The Kane Chronicles di Rick Riordan: L'ombra del serpente.
Ogni volta che finisce una trilogia o una serie che abbiamo amato molto c'è sempre un po' di nostalgia e il rammarico di non vedere più i nostri personaggi. Riordan, come ormai ben sapete, è uno dei miei autori preferiti nell'urban fantasy e amo ogni suo singolo libro. Mi sono innamorata della sua scrittura fresca e coinvolgente tanto tempo fa con Il ladro di fulmini e, sebbene il mio giudizio stellinato non abbia mai passato le tre stelline, amo questo autore e tutto quello che produce la sua penna (o la sua tastiera?). Era l'inizio del 2010 e a quel tempo mi stavo approcciando per la prima volta al mondo fantasy, una delle mie prime letture fu Le cronache di Narnia. Vidi sullo scaffale della mia biblioteca questo volume con una copertina accattivante e una trama molto intrigante visto che la mitologia mi è sempre piaciuta. E fu amore alla prima lettura. Da oltre quattro anni Riordan mi fa battere il cuore ogni volta che apro un suo nuovo volume e le avventure dei Kane non ha fatto eccezione. Ammetto che ha probabilmente le sue pecche, che è per ragazzini, che sembra la sceneggiatura di un film fatto apposta per fare soldi ma con zero contenuti, eccetera. Qualsiasi critica possiate muovere a Riordan vi do ragione, tutto questo è vero. Tuttavia io lo amo, c'è poco da fare. Perciò la fine di una sua serie mi lascia con molta nostalgia ma ho la sensazione che i Kane torneranno a tenerci compagnia prima o poi, come ha fatto Percy. Tornando alle cose serie dopo questa mia dichiarazione d'amore eterno per Riordan, L'ombra del serpente è stato pubblicato in originale nel maggio 2012 mentre in Italia è arrivato a gennaio 2014 sempre a cura della Mondadori. E non mi prendo nemmeno la briga di ribadire che i dodici anni di lettura sono troppi, ne vanno benissimo otto, nove, quelli che volete.
La copertina italiana ha il layout delle copertine precedenti con il titolo in alto in bella vista che richiama le avventure dei Kane ancor prima del titolo del volume stesso. La copertina originale è molto simile a parte lo stemma dei Kane in alto che è stato cancellato in ognuna di esse. A sinistra c'è Sadie mentre a destra con il kopesh in mano c'è Carter che però è decisamente più bianco di carnagione rispetto a quello che è davvero e non c'era davvero bisogno di un palese trattamento sbiancante, sarebbe andato meglio di colore. L'obelisco al centro si trova nel Mare del Caos, nella Terra dei Demoni, in profondità nella Duat; peccato che abbiano cancellato l'ombra di Apophis che serpeggia sullo sfondo, ci sarebbe stato molto bene. Niente paura, di certo non sono così scemi da immergersi nel Mare del Caos, è solo un'esagerazione della copertina.

Trama. Nella terza avventura dei fratelli Kane, Sadie e Carter sono alla resa dei conti con Apophis. Per sconfiggerlo una volta per tutte, vogliono imprigionare la sua ombra e usarla come arma contro di lui. Il problema è che l'antico incantesimo che servirebbe è perduto da migliaia di anni e l'unico che lo conosce è il fantasma di un mago antico spietato, doppiogiochista e molto potente. Ce la faranno i Kane?

Come sempre l'esito è scontato. Sadie e Carter si trovano ad affrontare un nemico molto pericoloso e tentatore ma riescono a sconfiggerlo dopo scontri con altri mostri, dei e amici. Sì perchè, oltre alla minaccia di Apophis, c'è anche una guerra intestina alla Casa della Vita. Sarah Jacobi e altri ribelli, soprattutto del Nomo russo, hanno ingaggiato una vera e propria battaglia al Primo Nomo in Egitto per la supremazia e il controllo della carica del Sommo Lettore, attualmente appartenente allo zio Amos. Quindi oltre al solito nemico mortale abbiamo anche nemici interni che minano la Casa della Vita perciò il pericolo raddoppia.

La narrazione è in prima persona al passato con punti di vista alternati tra Sadie e Carter. I capitoli iniziano con una frase ironica che preannuncia un evento nel capitolo stesso. Come gli altri due libri precedenti, Riordan non si pone come autore del testo ma come semplice raccoglitore della registrazione dei due fratelli. I dialoghi sono divertenti e non ci si annoia mai. Le descrizioni sono buone e originali, sappiamo bene quanta fantasia abbia Riordan nel creare mondi paralleli al nostro. Questa volta ho notato meno fretta e una narrazione più calma, con più momenti di riflessione e di pensiero. I nostri eroi sono stati poco in pericolo rispetto ai precedenti, soprattutto Carter ha un netto vantaggio sulle situazioni pericolose rispetto a Sadie. Il finale mi è piaciuto e lascia aperto uno spiraglio per una nuova serie.

In sintesi ormai sapete come la penso su Riordan e i suoi libri ma questa volta voglio premiarlo con una stellina bonus perchè mi è sembrato più adulto e perchè è l'ultimo di una trilogia. Aspetto con ansia i volumi successivi de Gli eroi dell'Olimpo con il mitico Percy e spero in un ritorno degli altrettanto mitici fratelli Kane.


Vi lascio il link di ibs: L'ombra del serpente - Rick Riordan

Autore: Rick Riordan
Dati: 2014, 396 p., rilegato
Traduttore: Grassi L.
Editore: Mondadori (collana I grandi)

20 febbraio 2014

[Legend series 01] Legend - Marie Lu

Questo pomeriggio vi parlo dell'inizio di una nuova trilogia che non ha un vero e proprio nome. Ha assunto il nome del primo volume e per comodità lo userò anche io. Sto parlando di Legend di Marie Lu, pubblicato a ottobre 2013 dalla casa editrice Piemme. La scrittrice è di origini cinesi e nata a Pechino ma trasferita a cinque anni nel Texas quindi la lingua originale è l'inglese. Questo è il suo libro d'esordio pubblicato nel novembre del 2011, seguito da Prodigy del gennaio 2013 pubblicato in Italia a marzo 2014 (trovate la mia recensione qui) e da Champion del novembre 2013. I diritti di Legend sono stati opzionati dalla CBS film e probabilmente il film tratto dal libro sarà diretto da Jonathan Levine (tra i suoi ultimi film troviamo il bellissimo 50/50 con l'altrettanto bellissimo Joseph Gordon-Levitt e il bizzarro Warm bodies tratto dall'omonimo fantasy post-apocalittico di Isaac Marion). Attualmente sta lavorando a un nuovo libro The young elites in uscita ad autunno 2014 in lingua originale, primo di un'altra serie.
Per quanto riguarda la copertina la cosa è alquanto strana. Dunque, la versione italiana che trovate qua in alto a sinistra è bella senza dubbio, incisiva con un titolo chiaro e colori accattivanti anche se spenti. Il simbolo che trovate al centro è il simbolo della Repubblica però c'è un problema. Se lo confrontate con la copertina della versione americana (ma se date un'occhiata al sito ufficiale della Lu trovate le altre copertine e hanno quasi tutte lo stesso simbolo) noterete che il simbolo è stato ribaltato. La R nella copertina italiana risulta essere dalla parte opposta rispetto alla R della copertina originale e a questo punto mi chiedo se non sia frutto di una grossa svista e anche piuttosto imbarazzante. Ammetto che durante la lettura questo simbolo non l'ho incontrato ma forse qui la svista è mia o forse non c'è davvero ma mi sembra piuttosto palese che sia il simbolo della Repubblica visto la R molto riconoscibile. A questo punto ribaltare il simbolo non ha più senso perché snatura la R stessa che diventa più uno scarabocchio o al massimo una E. Ho posto una domanda sulla pagina fb della casa editrice ma per adesso non ho ricevuto risposta. Nel caso che me ne dessero una la segnerò. Secondo me è solo un errore grossolano, era meglio lasciare la copertina originale che tra l'altro è molto bella in metallo con le scritte oro.
EDIT: effettivamente la casa editrice ha ammesso che c'è stato un errore e che è nelle loro intenzioni correggerlo nella ristampa. Molto gentili per la risposta, ogni tanto è bello vedere qualcuno prendersi coraggiosamente le proprie responsabilità.

Trama. June è intelligente, bellissima e ricca. Sta finendo l'università più prestigiosa della California e il suo futuro è nell'esercito. Tutto è perfetto fino a quando suo fratello Metias viene ucciso durante un maldestro furto in un ospedale e la colpa ricade sul criminale più ricercato della Repubblica: il famigerato Day. Il compito di June sarà di scovarlo dai bassifondi per assicurarlo alla giustizia e per vendicarsi della morte del suo adorato fratello. Lui è una leggenda, lei è un prodigio: chi sarà il campione? (citazione dalla copertina del terzo libro della trilogia)

In questo nuova trilogia distopica l'autrice ci presenta un mondo non troppo originale, ma alla fine la base dei distopici è tutta uguale per ovvi motivi. Dunque, qui abbiamo il Nord America diviso a metà tra la Repubblica che include la California e gli Stai del Sud e le Colonie del resto d'America. Ovviamente sono in continua guerra e ovviamente, come in tutti i distopici che si rispettano, ci sono i ricchi, la classe intermedia e i poveri. I ricchi sono straricchi mentre i poveri sono poverissimi, la classe intermedia se ne sta nel mezzo non navigando nell'oro ma conducendo una vita dignitosa.
June ha quindici anni e fa parte dell'élite della Repubblica, ha preso il massimo punteggio di 1500 alla Prova dei dieci anni in cui vengono smistati i cittadini e ora, dopo cinque anni, sta concludendo gli studi all'università di Drake con compagni molto più grandi di lei. Intelligente, scaltra, ottima osservatrice, riesce a mettere a fuoco dettagli che altri non vedono nemmeno. A soli quindici anni probabilmente è la più intelligente di tutta la Repubblica, migliore di tantissimi altri. Un buon personaggio, ben caratterizzato, con molte sfaccettature, fragile e allo stesso tempo determinata nello scopo della vendetta e dei suoi compiti. Sa che ogni persona nasconde segreti e non si fida mai completamente di chi la circonda e soprattutto di quelli che la adulano.
Day, invece, all'inizio è presentato come la nemesi di June. Altrettanto intelligente, proviene dai bassifondi, da uno dei quartieri più poveri di Los Angeles. A dieci anni ha fallito la prova e, come tutti quelli che la falliscono, è stato rigettato dalla società e quasi ucciso, dopo essere stato sottoposto a esperimenti e studi clinici. Personaggio interessante che però tende a fidarsi troppo in fretta degli estranei, molto empatico e compassionevole sotto la scorza da duro che ha dovuto assumere.
In mezzo ai due c'è la morte di Metias, la guerra al fronte con le Colonie nemiche e un morbo che affligge la popolazione (guarda caso i quartieri più poveri che non possono permettersi i vaccini). Su tutto questo l'ombra di un mistero da svelare e una verità che può essere dolorosa da portare a galla e che potrebbe influire su tutti i cittadini della Repubblica.

La narrazione è in prima persona al presente e il punto di vista si alterna precisamente da un capitoletto all'altro tra June e Day. I capitoletti di June iniziano sempre con l'indicazione del luogo in cui si trova e la temperatura interna od esterna. I dialoghi sono ben strutturati e molto verosimili, i due personaggi sono molto cerebrali e ciò si riflette in quello che dicono. Le descrizioni non sono niente di particolare. Il finale purtroppo è un po' scontato, visto che è una trilogia mi sembrava abbastanza inevitabile che i due protagonisti si sarebbero salvati (non è spoiler, è lampante suvvia). Tuttavia la trama si snoda tra un mistero degno di un noir e il tocco fantasy dato dal distopico che accompagna in modo eccellente la vicenda. L'unico appunto negativo che posso fare è la fretta: alcune parti sono state descritte in modo troppo frettoloso, mi sarebbe piaciuto un approfondimento e uno stop in cui con calma i protagonisti avrebbero potuto riflettere e darci maggiori informazioni.

Sono rimasta molto colpita da questo libro. Mi aspettavo una robetta smielosa e romantica, avevo intuito subito che i due protagonisti si sarebbero innamorati e mi stavo già pentendo della scelta di leggerlo. E invece ammetto che mi sono trovata tra le mani una buonissima lettura, accattivante, scorrevole tanto che ho fatto fatica a staccarmene. Mi sono piaciuti molto June e Day, forti e volitivi ma fragili e bisognosi di speranza, che formano una coppia formidabile ma non smielosi come mi ero aspettata e che si prendono un sacco di mazzate, soprattutto Day. La parte romance è limitata a giusto un paio di episodi (al massimo posso obiettare sul fatto che l'innamoramento è troppo repentino) mentre il fulcro della vicenda è l'azione e lo svolgimento dei fatti incentrati a svelare il mistero di base.

Per questi motivi il mio voto di ben quattro stelline è stranamente alto ma la trama mi è piaciuta così tanto che non avrei potuto metterne uno più basso. Ho letto molti distopici ma questo mi sembra uno dei migliori, azzardo anche quasi meglio della trilogia di Hunger Games. Attendo i seguiti e spero che il livello si manterrà alto.


Vi lascio il link di ibs: Legend - Marie Lu

Autore: Marie Lu
Dati: 2013, 262 p., rilegato
Traduttore: Salvi G.
Editore: Piemme (collana Freeway)

19 febbraio 2014

[Witch & wizard 02] Il dono - James Patterson

Ieri pomeriggio ho postato la recensione del primo volume (la potete trovare qui), oggi posto quella del secondo volume della quadrilogia Witch & wizard di James Patterson: Il dono. Questo secondo libro è stato pubblicato a fine novembre 2013 sempre dalla casa editrice Nord che ha pubblicato il primo volume mentre in lingua originale è uscito nel 2010. Faccio un breve riassunto visto che abbiamo già parlato dello scrittore americano Patterson noto per i suoi thriller ma scrittore anche di libri fantasy e di avventura per ragazzi. La quadrilogia in lingua originale è già stata pubblicata nella sua interezza (i prossimi sono Il fuoco - leggi qui - e The kiss) e in Italia probabilmente arriveranno a breve. O quanto meno lo spero, ultimamente ho iniziato tantissime serie di cui attendo i seguiti e altre ne ho in programma di iniziare. Se il primo libro era stato scritto con la collaborazione Gabrielle Charbonnet, in questo secondo ha scelto Ned Rust con cui ha già collaborato in passato. Faccio un appunto sul fatto che è stato cambiato il traduttore italiano ma sostanzialmente lo stile è rimasto il medesimo.
La copertina è molto simile a quella della versione originale sebbene abbiano dovuto cambiare la lettera da G di The gift alla D de Il dono. Il colore è azzurro come nell'altra ma è stato cancellato il profilo di una ragazza che immagino sia la protagonista Wist (nel libro precedente però ha tagliato i capelli cortissimi per infiltrarsi in una prigione mentre nella copertina sono lunghi). Diciamo che il fumo nella versione italiana è più leggero mentre in quella originale è più solido e la lettera è percorsa da una sorta di scia liquida che la rende più visibile.

Trama. Dopo aver scoperto di avere poteri magici, Whit e Wist tornano con il racconto delle loro avventure. In questo nuovo capitolo la lotta contro l'Unico continua e, tra tradimenti e nuove scoperte sui poteri, i due fratelli cercano di sopravvivere rimanendo uniti. E nel frattempo dovrebbero anche trovare i genitori dispersi chissà dove, forse imprigionati dall'Unico o forse no. Sarà anche questa una lotta per la vita per loro e per la Resistenza che tenta di opporsi al Nuovo Ordine.

In generale il mio giudizio non è cambiato sebbene la mancanza di originalità, in questo secondo, si faccia sentire di meno. La frase "Hai gli occhi di tua madre" qui non c'è quindi si riesce a distaccare un po' di più i personaggi dalla serie di Harry Potter, fermo restando che è tutto implicito ora. Rimangono sempre i due fratelli fin troppo simili ai fratelli Kane di Riordan e l'ambientazione del Nuovo Ordine. Nell'altra recensione mi ero dimenticata di fare un parallelismo con il libro fantascientifico Farenheit 451 di Ray Bradbury ma ora ve lo cito perchè in una scena ne Il dono viene dato fuoco a una montagna di libri provenienti dalla vicina biblioteca pubblica (sigh, che dispiacere) e questo mi ha ricordato palesemente Bradbury e la sezione speciale addetta al recupero e distruzione di tutta la carta stampata.

La narrazione è ancora in prima persona al presente e i punti di vista cambiano spesso tra Whit e Wist con alcuni brevi capitoletti di Byron, un compagno di avventure in bilico tra amicizia e tradimento, e dell'Unico, per dimostrare probabilmente altri lati della sua cattiveria. Le descrizioni sono ancora una volta maniacali ma ho notato più originalità nei paesaggi. I dialoghi continuano ad essere un po' sopra le righe (quale adolescente userebbe mai l'espressione "sii prudente"? al massimo direbbe "fai attenzione") e spesso hanno poco senso. Il finale è aperto e necessita per forza dei seguiti. La trama si infittisce molto e i due fratelli vengono costantemente traditi, come nell'altro libro non hanno tempo per riflettere e pensare, sono abbastanza travolti dagli eventi e spesso agiscono senza pensarci troppo.

Tuttavia ho trovato dei buchi temporali nella trama che non sono stati spiegati o saltati. Per esempio il secondo libro inizia dopo la condanna a morte del primo (non è spoiler perchè, esattamente come i libri di Riordan, i due protagonisti non possono morire perciò posso già dire che vivranno anche alla fine del terzo libro nonostante vengano condannati a morte ogni due pagine) oppure dopo la condanna a morte alla fine del secondo? Cerco di spiegarmi meglio ma il discorso so che è difficile senza la lettura. Il primo libro inizia e termina con i due fratelli e i genitori in uno stadio pieno di gente che aspettava solo di vederli morire. Il secondo libro inizia con Whit confuso in mezzo alla folla che assiste all'esecuzione di una ragazza del loro gruppo della Resistenza spacciata per Wist ricongiungendosi alla sorella dopo poco e termina con l'esecuzione della famiglia (la stessa del primo libro o un'altra?). Perciò come si può vedere c'è un salto temporale che non viene spiegato: come mai Whit era in mezzo alla folla stordito? E come hanno fatto a scappare dall'esecuzione di famiglia? Tutto si spiegherebbe se questa esecuzione fosse la stessa a cui il lettore assiste alla fine del secondo libro e che l'inizio del secondo libro sia, in realtà, la continuazione del finale del secondo stesso. E che probabilmente il terzo libro spiegherà cos'è successo tra la mancata esecuzione della famiglia e la vera esecuzione dell'amica spacciata per Wist, momento in cui Whit e Wist erano divisi. Insomma in un modo o nell'altro la situazione torna male, non è lineare e, come minimo, non avrete capito niente dalla mia disastrata spiegazione motivo per cui continua a tornare ancora di meno.
In un altro punto, inoltre, Wist decide di andare ad un appuntamento senza dirlo a Whit che, però, l'aveva avvertita il giorno prima di non fidarsi di nessuno. Bene, dopo pochi minuti Whit irrompe nel locale con un seguito di polizia del Nuovo Ordine che arresta entrambi. Ma Whit come ha fatto a sapere che Wist era in pericolo? Avrà letto i messaggi scambiati tra lei e l'altro personaggio, non trovandola alla base? Questo non viene detto.
Indispensabile, poi, aver letto il primo volume per via dei molti riferimenti; c'è una specie di mini riassunto e alcune brevissime spiegazioni ma non bastano per capire fino in fondo quello che è successo. E poi, consiglio da lettrice, non ha mai alcun senso leggere libri random di una trilogia o serie, sempre meglio chiedere o cercare informazioni per evitare di leggere i secondi o i terzi.

Per tutte queste ragioni il mio giudizio complessivo è uguale a quello del primo volume, cioè due stelline e mezzo. Ripeto comunque che mi stanno piacendo nonostante la mancanza di originalità su cui posso anche passare sopra, il linguaggio è corretto e scorrevole e la lettura risulta molto piacevole. Il mio giudizio è, come sapete, dato in base a molte caratteristiche: al di là del mio gusto personale concorrono la trama, l'originalità, il linguaggio, i dialoghi e le descrizioni, i finali e la copertina (per esempio Twilight per mio gusto avrebbe nemmeno una stellina ma come struttura, linguaggio e trama inserito nel mondo più ampio del fantasy si prenderebbe tranquillamente tre stelline, forse di più). Attendo i seguiti.


Vi lascio il link di ibs: Il dono - James Patterson

Autore: James Patterson
Dati: 2013, 330 p., rilegato
Traduttore: Annoni I.
Editore: Nord (collana Narrativa Nord)

18 febbraio 2014

[Witch & wizard 01] Il nuovo ordine - James Patterson

Oggi pomeriggio vi parlo del primo volume della trilogia Witch & Wizard dello scrittore americano James Patterson: Il nuovo ordine. Pubblicato a ottobre 2012 dalla casa editrice Nord arriva in netto ritardo rispetto alla versione in lingua originale pubblicata nel 2009. In inglese sono già stati pubblicati tutti i libri della serie: Il dono (arrivato in Italia pochi mesi fa ma del 2010, mia recensione qui), The fire (2011, mia recensione qui) e il quarto, scritto appositamente per i fan che a gran voce richiedevano un seguito dopo la fine delle avventure dei due protagonisti, The kiss (2014). James Patterson è uno scrittore sicuramente eclettico: nato come scrittore di thriller, non ha disprezzato nemmeno l'avventura e il fantasy per ragazzi. È noto al pubblico adulto per le indagini del detective Alex Cross e le donne del club omicidi, ha iniziato la fruttuosa serie per ragazzi Maximum Ride, la successiva Witch & wizard, i volumi Scuola media e numerose graphic novel. Dai suoi libri sono stati tratti due film e una serie televisiva, segno che la scrittura di Patterson è universalmente apprezzata. Sono quindi famosi il serial sul club omicidi e i film Nella morsa del ragno e Il collezionista con Morgan Freeman nella parte del detective Cross.
Passiamo a un breve commento sulla copertina. Seppur mantenendo lo stesso stile, la copertina italiana è stata modificata. Le copertine originali contengono in primo piano l'iniziale del titolo (w, g, f, k) in una sorta di scia di fumo di diverso colore in ogni libro (arancione, azzurro, rosso, viola) con un profilo di uno dei due fratelli o di entrambi e nel caso della copertina del primo libro ci sono entrambi ai lati della W. In italiano hanno messo un sottotitolo al titolo originale che era semplicemente W&w e non ho ben capito perchè hanno aggiunto una W e colorato il tutto di rosina cancellando i profili dei protagonisti. Non mi piace, preferisco l'originale che avrebbero potuto benissimo tenere.

Trama. Whit e Wisty sono due fratelli normali. Vanno a scuola, hanno amici e i soliti problemi degli adolescenti. Fino a quando la polizia del Nuovo Ordine Mondiale irrompe in casa loro di notte e li arresta per uso illecito delle arti oscure, sarebbero un mago e una strega. Ovviamente per loro questa accusa sembra campata per aria ma i genitori non la smentiscono e danno loro una vecchia bacchetta di legno da batteria e un polveroso libro dalle pagine bianche. Vengono portati in una prigione dell'Ordine in cui scoprono di essere davvero mago e strega. La loro strada per la ribellione e la vittoria sul Nuovo Ordine è cominciata.

Dalla trama niente di nuovo o di originale. Già visti i due fratelli protagonisti, già visti maghi che non sanno di esserlo fino a una rivelazione incredibile, già visto un Nuovo Ordine che cancella musica, arte, cinema e tutto quello che potrebbe essere divertente. E ho già visto innumerevoli profezie di potenziali salvatori del mondo. Insomma, nessun elemento innovativo a parte forse i due oggetti magici del libro e della bacchetta da batteria. Addirittura il punto più basso di scopiazzatura toccato è stato, secondo me, quando il personaggio cattivo guarda Whit e dice: "Hai gli occhi di tua madre". Mi sono veramente cadute le braccia. Ma proprio gli occhi della madre deve avere? Non potevano essere del padre, oppure chessò il naso o le orecchie? Ci mancava solo prima un "Somigli così tanto a tuo padre", già che c'era.

I personaggi principali sono Whitford Allgood di quasi diciotto anni e sua sorella Wisteria di quindici. I due fratelli sono molto legati l'uno all'altra, nonostante gli ovvi litigi che possono esserci stati fino al momento dell'arresto e la diversità di carattere. Whit è il ragazzo perfetto, quaterback della squadra di football del liceo, studioso e con un sacco di ragazze al seguito, innamorato di Celia (altra ragazza ovviamente perfetta). I voti di Wist, invece, sono mediocri e preferisce passare il tempo a gironzolare piuttosto che seguire le lezioni. Anche i poteri magici che scoprono sembrano essere diversi: la specialità di Wist, per esempio, è prendere fuoco come una torcia, potere che Whit per adesso non ha.
In pratica una sera la polizia li arresta con l'accusa di essere un mago e una strega. Loro non lo sanno e pensano che sia tutto un malinteso ma i genitori non si oppongono. Poi Wist si infiamma e da lì è sicuro che sono mago e strega. E sono anche molto pericolosi perchè il Nuovo Ordine è perfezione e ordine perciò non può tollerare la magia che potrebbe diventare fuori controllo. Il loro acerrimo nemico è l'Unico tra gli Unici, un personaggio strano ma senza dubbio con enormi poteri magici.

La narrazione è sempre in prima persona, nel prologo e nell'epilogo al presente mentre nel resto al passato. Il punto di vista passa continuamente da Whit a Wist e tra i due non c'è nessuna variazione linguistica. Questo di sicuro rende la lettura più scorrevole e si riesce a leggere ogni capitoletto senza nemmeno considerare la voce narrante però avrei preferito che usassero espressioni diverse e magari termini diversi. I dialoghi a volte diventano però un po' assurdi nel senso che sono troppo forzati, adolescenti che parlano in quel modo non sono così comuni (questa è stata più che altro una mia impressione generale sebbene non abbia esempi da riportare perchè non me li sono segnata mentre leggevo). Le descrizioni dei personaggi sono quasi maniacali, minuziose e non molto originali: i buoni bellissimi e i cattivi brutti. Quelle dei luoghi niente di speciale. Le azioni, in compenso, sono precise e ben descritte. In linguaggio è curato ma semplice, adatto alla lettura di un pubblico giovane (l'edizione originale riporta dai dieci anni in su e penso sia coerente con il testo, in italiano visto l'andamento potrebbe essere consigliato dai soliti tredici in su ma non ho trovato la fascia).

In generale non mi sono sentita completamente soddisfatta dal primo volume. Mi è sembrato molto Rick Riordan in alcuni punti, già dai protagonisti fratelli. Poi si sono aggiunte le battutine ironiche e l'interazione diretta con il lettore a cui venivano dati consigli o chiesti pareri. E infine, i personaggi quasi sempre in pericolo e poco tempo per le spiegazioni e per parlare. Non lo so, ho sempre avuto l'ombra di altri lavori durante la lettura. Per quanto riguarda il Nuovo Ordine Mondiale che vorrebbe un mondo perfetto e ordinato come non pensare a una serie che ho amato tantissimo, la quadrilogia di Lois Lowry in cui, soprattutto nel primo libro The giver, la vita è piatta, grigia, senza colore, senza amore nè musica nè gioia. I bambini vengono coltivati e assegnati alle coppie che li richiedono, ognuno ha un nome già assegnato e una "carriera" già predisposta senza la minima possibilità di scelta. Se non l'avete ancora letta, ve la consiglio vivamente, mi rimarrà sempre nel cuore.
Inoltre non mi sono particolarmente affezionata ai protagonisti, nel senso che mi sono piaciuti ma che non mi sono sentita molto coinvolta. Sicuramente la narrazione veloce e non pesante aiuta a tenere un buon ritmo tanto che il libro si lascia divorare senza troppa fatica, tuttavia gli manca quel qualcosa che lo rende unico, ho visto davvero pochissima originalità che lo penalizza molto. Perciò, purtroppo, mi trovo costretta a dare un voto basso ma vi assicuro che la lettura alla fine mi ha intrigato e sto già leggendo il secondo libro, aspettando in una traduzione celere degli altri per completare la serie perchè comunque sono curiosa di sapere come andrà a finire.


Vi lascio il link di ibs: Il nuovo ordine - James Patterson

Autore: James Patterson
Dati: 2012, 311 p., rilegato
Traduttore: Cristofani R.
Editore: Nord (collana Narrativa Nord)

14 febbraio 2014

Il bizzarro incidente del tempo rubato - Rachel Joyce

Qualche settimana fa, girovagando tra gli scaffali dello spazio libreria all'IperCoop, ho trovato, nello scaffale per ragazzi dove trovo il nuovo fantasy (sì buttano tutto lì, non importa che sia effettivamente per ragazzi o meno), questo libro: Il bizzarro incidente del tempo rubato di Rachel Joyce pubblicato a ottobre 2013 dalla Sperling & Kupfer.
L'autrice non mi era nuova, avevo già adocchiato il suo precendente libro L'imprevedibile viaggio di Harold Fry pubblicato nel settembre 2012 ma non era di genere fantasy perciò, ovviamente, non mi interessava. Invece, Il bizzarro era nello scaffale ragazzi e la trama mi aveva fatto pensare a un fantasy perciò ho deciso di leggerlo. La lettura non è stata male ma il problema è che NON è per niente un fantasy nè tantomeno per ragazzi. È semplicemente un libro di narrativa per adulti con un protagonista bambino, nessuno ruba il tempo (mi fa tanto Momo di Ende), nessuno tenta di recuperarlo. Perciò questa non sarà una vera e propria recensione (non troverete, infatti, il voto stellinato in fondo) ma più un breve commento.

Trama. Nel 1972, per assecondare la rotazione terrestre, i governi mondiali decidono di aggiungere al tempo due secondi. Una mattina come le altre la madre di Byron, a causa di un ingorgo, prende una scorciatoia. La nebbia è molto fitta e una bambina in bicicletta spunta dal lato della strada, l'auto sbanda e dopo poco riparte per la scuola. Byron, però, è sicuro che la madre abbia investito la bambina e, da quel momento, la vita di tutta la famiglia cambierà radicalmente.

Questa è più o meno anche la trama presente sul libro e sui rivenditori online. Sembra davvero un fantasy per ragazzi: un protagonista bambino, una possibile amichetta in pericolo e questi due secondi in più che potrebbero rivoluzionare il mondo. Invece è un libro per adulti che parla di incertezza, morte, speranza e che non è mai troppo tardi per rimediare ai propri sbagli o per prendere coscienza che alcune situazioni non sono in nostro potere. In aggiunta anche il titolo è molto fuorviante perchè insiste su questo tempo che viene rubato ma in versione originale il titolo è Perfect (perfetto/a) che è molto più pertinente. Si riferisce alla perfezione della vita di Byron con una scuola rinomata e un futuro brillante, alla perfezione della madre di Byron, Diana, che è una madre perfetta, una moglie perfetta, una casalinga e padrona di casa perfetta. Si riferisce anche alla "Operazione Perfetta" con cui il migliore amico di Byron battezza il piano per sistemare le cose dopo l'incidente. Tutto è perfetto.

La seconda cosa che rende Il bizzarro un libro per adulti è la seconda voce narrante: Jim. La trama si dipana, infatti, tra i personaggi di Byron nel 1972 e Jim ai giorni nostri, un uomo di cinquant'anni con un passato drammatico alle spalle che è rimasto quasi tutta la sua vita nell'ospedale psichiatrico della zona. Se la vita di Byron è perfetta, quella di Jim è andata in pezzi molti anni prima. Ha delle manie ossessivo-compulsive e quando rientra nel suo camper, dopo il lavoretto che l'assistente sociale gli ha trovato quando l'ospedale ha chiuso i battenti, per ventuno volte saluta tutti gli oggetti, esce e chiude a chiave. I suoi rituali lo tengono al sicuro dagli imprevisti e dalle cose brutte. La malattia mentale, quindi, è una parte importante della trama e i bambini difficilmente potrebbero capire la gravità del problema e dei metodi duri dei "manicomi" fino a pochi anni prima o tutt'ora in uso (privazioni, elettroshock, sedazione perenne, eccetera).

Ho finito di leggerlo giusto perchè mi sono accorta che non era fantasy a metà e ormai che avevo cominciato mi dispiaceva smettere, la lettura mi ha comunque preso e nonostante il numero di pagine la narrazione è veloce e fluida. Mi fermo qui con il commento e alla prossima recensione!




Autore: Rachel Joyce
Dati: 2013, 371 p., rilegato
Traduttore: Arduini A.
Editore: Sperling & Kupfer (collana Pandora)

12 febbraio 2014

Il labirinto delle streghe - Jeanne Kalogridis

Oggi pomeriggio vi parlo di un libro molto vecchio: Il labirinto delle streghe di Jeanne Kalogridis. La sua prima apparizione in versione originale risale al 1997, arrivando in Italia nel 2001. Attualmente è difficile reperire il libro cartaceo, quasi impossibile a meno che non si trovi in qualche biblioteca, tuttavia è disponibile sia su amazon che su ibs l'ebook. L'editrice è la Newton Compton che riesce ancora a mantenere i costi dei libri entro i 10€ (cosa che i lettori apprezzano senz'altro) e che si prodiga nel fornire copertine che attirano l'attenzione (di cui parlo tra poco). L'autrice Kalogridis, nonostante il cognome di sapore greco, è americana ed è famosa al grande pubblico per la sua trilogia dei Diari della famiglia Dracula. Dopo questa trilogia, ha cambiato decisamente atmosfera e protagonisti occupandosi della famiglia Borgia, del mistero della Gioconda e affiancando tutti questi lavori alla sua passione per Star Trek scrivendo alcuni volumi e partecipando alla stesura di alcuni film (ok, è un po' strana questa schizofrenia di generi ma tant'è). Tornando al nostro libro Il labirinto è volume unico autoconclusivo sebbene un seguito sarebbe potuto esistere.
La copertina dell'edizione italiana è, a mio parere, brutta. Colori troppo scuri, pentagrammi mai usati nel testo e, in primo piano al centro, un antico libro di pelle con un enorme pentagramma al centro, altro elemento ben lontano dal testo. La copertina dà l'idea di una storia di magia nera, di streghe, di evocazioni diaboliche e anche il titolo dà la stessa idea. Non esiste nessun labirinto e il titolo originale è stato stravolto non di poco. In originale suona come The burning time che in italiano poteva essere tradotto con migliaia di titoli più pertinenti e, con una breve consultazione con gli amici del forum sui libri che frequento, ne abbiamo decretati diversi: caccia alle streghe, stagione ardente, l'epoca dei roghi e solo per citarne alcuni (è spuntato anche un favoloso "tempo di cottura" ma nonostante la bellezza del titolo è stato scartato). Avrebbero potuto usare qualsiasi traduzione (la più pertinente è caccia alle streghe per via anche dell'uso di burning time in inglese) ma hanno scelto un luogo che non c'entra niente: il labirinto. Vorrei davvero sapere dove l'hanno trovato perchè magari ho prestato poca attenzione io.

Trama. 1357. Sybille, o meglio la badessa madre Marie Francoise, è rinchiusa nel carcere di Avignone con l'accusa di eresia e ha poco tempo prima di ardere sul rogo come strega. In questi tre giorni che la separano dalla morte, decide di raccontare la sua storia al giovane scrivano Michel, pupillo e figlio adottivo del più terribile inquisitore del periodo, Chrètien. Il suo racconto la salverà dalle fiamme? E perchè Michel si sente così vicino alla prigioniera?

Cerco sempre di mantenere la mia usanza di non fare spoiler e questa volta è una delle più difficili ma proverò a mantenerla basandomi su quanto si può trovare nelle trame in giro per il web.
La domanda di base di tutto il libro è: Sybille è una strega? E la risposta è: dipende. Facile liquidarla in questo modo, direte voi, ed avete ragione. Il problema, tuttavia, è che davvero dipende da quello che si intende per strega. Sarà che la letteratura fantasy classica ha sempre inquadrato le streghe come o brutte e assetate di sangue che mangiano bambini in casette di marzapane oppure belle, dannate e ammalianti che danzano nude sotto la luna piena e compiono sacrifici in un pentagramma disegnato con il sangue. Bene, Sybille, sotto questo punto di vista, non è una strega. Poi ci sono le donne additate come streghe dalle persecuzioni della Chiesa nel Medioevo (brutto periodo soprattutto per le giovani troppo belle e con i capelli rossi) che magari curavano con le erbe o facevano ingelosire le vicine di case. E anche in questo caso Sybille non è strettamente una strega. Se, però, parliamo di pratica della magia e strega inteso in senso buono, come Hermione e come semplicemente il femminile di mago, allora sì, Sybille è una strega e anche piuttosto potente. Pratica la magia, ha il dono della Vista e del Tatto, cura con le mani e vede il futuro. Sybille fa parte della Razza, degli uomini e delle donne che la Dea (chiamatela come volete: Diana, Artemide, Era) ha scelto e dotato di poteri magici per aiutare gli altri. Anzi, molto più che "fa parte" ne è in qualche modo il capo: la Dea l'ha scelta per scendere sulla terra mentre dall'altra parte c'è il Dio che ha scelto Luc come sua incarnazione. I due provano un amore sconfinato l'uno per l'altro sebbene non si siano mai incontrati, sanno che l'altro è il proprio Amore e che saranno esseri potenti solo con la loro unione. Ovviamente anche queste persone sono condannate per eresia e bruciate sul rogo, la Chiesa ha sempre mal tollerato le altre credenze religiose e si è sempre prodigata nel troncare sul nascere ogni libero pensiero. Per fortuna oggi hanno abbandonato i roghi, altrimenti ci sarebbe un grave problema di disboscamento.

Sicuramente Sybille è un'ottima protagonista, una guerriera che combatte una battaglia silenziosa con il Nemico della Razza, coraggiosa e determinata ma che conosce la paura e la fragilità. Un'eroina con molte sfaccettature che nel libro vengono sondate con molta delicatezza. Poco indagato, invece, è il suo Amore Luc. Forse per motivi logistici, di spazio, di mancanza di idee (possibile?) sembra che sia stato tralasciato molto di Luc nonostante le parti fondamentali siano rimaste. Anche lui è coraggioso ma mi è apparso molto meno determinato di Sybille e molto più influenzabile di lei a lasciarsi fuorviare da altre faccende.

La narrazione è varia, cambia dalla prima persona mentre Sybille racconta la sua vita alla terza persona in cui il punto di vista è quello del giovane scrivano Michel. A questi si aggiungono i ricordi di Luc de la Rose, l'Amore di Sybille che dovrà salvare dal Nemico. I dialoghi sono pochi ma ben costruiti, le descrizioni dei luoghi non originali (tra cui il palazzo papale di Avignone e la cittadina di Carcassone) e dei personaggi niente di speciale. Le descrizioni delle scene di battaglia sono chiare e precise e il lettore riesce a seguire l'azione. Il colpo di scena verso la fine ripaga di tutti i passaggi noiosi e prolissi che l'autrice ha inserito e che potevano essere tagliati o sostituiti con qualcosa di più interessante, è pazzesco e fa rimanere veramente a bocca aperta. Il linguaggio è semplice ma curato, privo di fronzoli. La lettura è adatta a un pubblico di giovani adulti e adulti per le tematiche trattate e la crudezza delle descrizioni. L'epilogo mette sul tavolo una possibile continuazione che l'autrice non ha mai scritto perciò sembra un po' lasciato a metà.

In conclusione, per certi versi mi è piaciuto molto. Interessante la trama e la narrazione, bella l'integrazione della guerra dei cent'anni tra Francia e Inghilterra (Sybille che finisce sul campo di battaglia è perfetta) e il Medioevo di caccia alle streghe. Un po' di meno alcuni momenti morti, prolissi e noiosi che potevano essere tagliati e qualche ripetizione di troppo di qualche concetto. In generale la lettura è approvata ma con qualche riserva. Se cercate un romanzo più incentrato sul romance allora potrebbe fare al caso vostro. Se amate l'azione e il sangue a fiumi, sebbene qui se ne trovi, non fa per voi.


Vi lascio il link dell'ebook in vendita su ibs: Il labirinto delle streghe - Jeanne Kalogridis

Autore: Jeanne Kalogridis
Dati: 2011, 308 p., formato ebook del 2011
Editore: Newton Compton

7 febbraio 2014

La custode degli spiriti - Melissa Marr

Oggi vi recensisco un libro uscito da poco che mi aveva incuriosito nonostante non sia proprio uno dei generi che gradisco di più: La custode degli spiriti di Melissa Marr. Questa autrice americana è famosa al pubblico italiano per la fortunatissima pentalogia young adult iniziata nel 2008 con il primo volume Wicked lovely edito da Fazi Editore che si è occupato di tutta la bibliografia tradotta della Marr. Gli altri volumi della serie sono Ink exchange (2008), Fragile eternity (2009), Radiant shadows (2011) e Darkest mercy (2012) e trattano il tema del mondo delle fate e dello scontro tra amore terreno e immortale. Tuttavia il bagaglio di scrittura della Marr è molto ampio e conta altri libri sia per adulti che per giovani ma sono tutti rivolti al fantasy. Esistono anche delle graphic novel e delle raccolte di racconti in collaborazione perciò la Marr è molto produttiva (esistono anche un primo e secondo volume con dei personaggi ragazzini che combattono gli dèi norreni, ricorda vagamente qualcosa?)
Con La custode pubblicato sempre da Fazi nel novembre 2013, invece, la Marr ha cercato un pubblico più adulto trattando il tema della morte e dell'oltretomba con protagonisti quasi trentenni (anche se più avanti spiegherò che la datazione è incerta). Tradotto in oltre sei lingue, il libro sembra essere il primo di una qualche serie tuttavia l'autrice non ha dato informazioni in questo senso. Esiste, però, in lingua originale un racconto Guns for the dead che riprende alcuni personaggi apparsi ne La custode e uscirà a breve, cito dal sito dell'autrice, "the short sequel Stay where I put you" quindi si preannuncia un breve secondo libro forse un racconto con la protagonista. Dimenticavo di dire che il titolo originale de La custode degli spiriti è Graveminder e dopo spiegherò perchè non avrebbero dovuto tradurlo.
Le copertine sono tutte diverse, ogni nazione e ogni edizione ha assunto la propria. La copertina originale è quella americana in due versioni, brossura e rilegato, e sinceramente non mi piacciono un granchè. La rilegata ha un vecchio e fatiscente fienile bianco di quelli che si trovano in campagna che c'entra poco con il libro. Nella brossura, invece, ci sono garofani rossi e una ragazza al centro vestita di nero ma sembra un harmony. La versione apparsa nel Regno Unito è una delle mie preferite e ve la metto qua a destra. Si commenta da sola: precisa, semplice, con rovi e spine che circondano il titolo ben in evidenza al centro. Quello che accomuna tutte le copertine è un parere dell'autrice della serie True blood Charlaine Harris che elogia la Marr definendola un'ottima creatrice di mondi. La copertina italiana è fatta bene tuttavia c'entra pochissimo con il tema del libro e credo che nessuno degli elementi presenti sia utilizzato nel testo. Una misteriosa ragazza al centro che dubito sia la protagonista quanto più un altro personaggio, sullo sfondo la luce del tramonto che bagna le nuvole cariche di pioggia e un campo di grano. Non molto pertinente ma bella.

Passiamo alla trama. Siamo a Claysville, un tranquillo paesino di quattromila abitanti in cui difficilmente succede qualcosa. Fino al giorno in cui Maylene viene uccisa da una morta-che-cammina, una ragazza il cui corpo non ha avuto degna sepoltura e che ora vaga per la cittadina assalendo malcapitati. Rebekkah, nipote di Maylene, torna a Claysville per il suo funerale e scopre che è fondamentale per riportare la ragazza nel regno dei morti perchè sua nonna le ha tramandato il ruolo di Custode delle Sepolture. Rebekkah, nuova custode insieme al nuovo Impresario Funebre Byron, dovrà sistemare le cose per fermare la catena di morte districandosi tra omicidi e l'antico amore per Byron.

Con la trama mi fermo qua perchè non vorrei fare spoiler. Le cose importanti sono che Rebekkah è la nuova Custode delle Sepolture. Un patto centenario rende Claysville un luogo tranquillo ma in cambio le discendenti ed eredi (anche non per linea di sangue) della prima Custode devono occuparsi delle tombe e riportare a casa i morti che si risvegliano. In pratica tutti gli abitanti di Claysville, che si sentono a casa solo a Claysville e da nessun'altra parte, se non vengono seppelliti a dovere nei cimiteri del posto (sono ormai sette!) rischiano seriamente di risvegliarsi e diventare morti-che-camminano. Se la Custode ha il compito di occuparsi dei morti, l'Impresario Funebre, destinato ad essere suo compagno anche nella vita, ha il ruolo di cercare i morti al di fuori di Claysville, riportarli in paese e seppellirli entro 36/48 ore dalla morte. Quando una Custode e un Impresario lasciano il loro ruolo (di solito con la morte più o meno provocata di uno di essi), devono essere subito sostituiti con un'altra coppia nuova, non importa se uno della coppia precedente è ancora in vita: esiste solo una coppia alla volta e i ruoli non si possono ripetere perchè sono vincolati all'amore che provano uno nei confronti dell'altra.

Come dicevo sopra la traduzione dell'edizione italiana è errata e fuorviante. In inglese Rebekkah è una graveminder, ossia qualcuno che si occupa delle tombe e della sepoltura (grave tomba o sepoltura, minder custode) perchè mai nel libro ci si riferisce agli spiriti. I morti sono tutti in carne ed ossa, anche quelli che si trovano nel regno dei morti, e la delicatezza dell'autrice nel descrivere i morti-che-camminano non ha pari. Non sono zombie contagiosi e non sono spettri, sono semplicemente esseri umani che si risvegliano affamati di carne e sangue e dopo essersi nutriti delle persone giuste riprendono totalmente il controllo dei loro ricordi. Possono parlare e pensare, sono visti dalle altre persone (sebbene il patto della cittadina includa una fortissima emicrania a tutti quelli che provano a parlare dell'argomento) e non cadono in putrefazione alla The walking dead. Detto ciò anche il termine Impresario Funebre, sebbene sia la traduzione corretta di undertaker, io l'avrei lasciato in lingua originale perchè il termine inglese rende molto di più il ruolo di Byron che, oltre a seppellire materialmente i morti, accompagna la Custode nel regno dei morti e ha il compito di proteggerla. Per cui undertaker dà l'idea di qualcuno che porta di sotto qualcun altro e sarebbe stata la scelta corretta.

A parte questi problemi di traduzione dei termini che possono essere superficiali, il libro ha altri problemi. In generale devo dire che la sua lettura non mi è dispiaciuta per niente, è veloce, con un buon ritmo e un paio di colpi di scena ben piazzati nella narrazione e un finale sorprendente e per nulla scontato. Tuttavia ha alcuni problemi che l'autrice avrebbe potuto e dovuto rimediare prima di mandare in pubblicazione il libro.
Prima di tutto buona parte del libro è sulle paranoie che si fanno i due protagonisti, soprattutto Rebekkah, cosa che a un certo punto inizia a diventare noiosa. In pratica i due dopo dieci anni si rivedono ed è come se non fosse passato nemmeno un giorno. Lui è sempre stato innamorato di lei e lei anche ma quando la sorellastra (poi parlo anche di questo) di Rebekkah, Ella Mae, si suicida dopo aver saputo di un loro bacio il senso di colpa rimane permanente. Perciò fa di tutto per ignorare il suo amore e si racconta un sacco di storie per non guardare in faccia la verità. Lui poveraccio a un certo punto le ripete ti amo una cosa come trenta volte in due pagine ma lei niente. Insomma basta, abbiamo capito, smettetela con queste menate e fate qualcosa di concreto, c'è un morto là fuori che uccide la gente e voi pensate a chi è più testardo? Irritanti.
Secondo problema: le parentele. Fino a un quarto del libro non si capisce chi è figlio o nipote di chi. Prima pensavo che Ella Mae fosse figlia di Maylene e zia di Rebekkah, poi è venuto fuori che è la sorellastra di Rebekkah perchè sua madre ha sposato il padre di Ella Mae. Poi questo padre sembra essere il genero di Maylene ma in realtà è il figlio e Julia la nuora e madre di Rebekkah. Se ci mettiamo in mezzo anche la famiglia di Byron con il padre William, precedente undertaker e innamorato di Maylene ma marito di Ann, allora la cosa si complica alquanto. Però non abbiate paura, una volta superate le prime sessanta pagine avrete capito tutto.
Terzo problema: le date e gli anni sono molto incerte, forse per qualche errore di revisione. Questo è senza dubbio il problema che più mi ha lasciato perplessa. Dunque sappiamo che Ella Mae si è uccisa nel 1999 e che la vicenda si svolge nel 2011 per delle date riportate sul contratto del patto di Claysville. Bene fin qua è chiaro, sono passati dodici anni. Solo che nella lettera che Maylene lascia a Rebekkah viene indicata la data del 1993 in cui Ella Mae sarebbe già morta e ovviamente c'è qualcosa che non torna: errore di battitura forse? Viene detto che Rebekkah lascia Claysville dopo il diploma, quindi a diciassette anni, e che vi era rimasta per tre anni perciò dai quattordici ai diciassette. Ella Mae ha circa diciassette anni quando si uccide e viene detto che Rebekkah parte dopo un anno dalla sua morte e che probabilmente era circa coetanea di Ella Mae perciò diciamo che ai suoi sedici muore la sorellastra. Poi viene detto che i due giovani non si vedono da dieci anni e sono stati insieme "diversi anni" dopo la morte di Ella Mae, a casa mia diversi vuol dire più di due di sicuro. Facciamo che si sono definitivamente allontanati ai diciannove/venti di Rebekkah e perciò siamo circa nel 2002/2003. E se aggiungiamo i dieci a questa data andiamo oltre il 2011. Poi però i dieci diventano otto e diventano ancora nove. A un certo punto sappiamo che una ragazza ha ventisei anni e che qualcuno, nel descriverla, dice che è di "poco più giovane della Custode". Perciò la Custode ha più di ventisei anni ma forse meno di ventotto e a questo punto se aveva sedici anni nel 1999 nel 2011 ne ha ventotto, ventinove al massimo. Se a questa cifra togliamo i dieci anni i conti tornano, se ne togliamo di meno no. Ci sono altri vari riferimenti agli anni passati ma in sintesi non ci sono età certe, è tutto molto confuso, avrei preferito un po' di chiarezza in più.

Questi sono i tre problemi principali del libro, per il resto direi che non ci sono grossi appunti negativi.
La narrazione è in terza persona e le voci narranti principali sono di Rebekkah e Byron. Abbiamo anche altri contribuiti dello sceriffo, del padre di Byron, del prologo di Maylene, della morta-che-cammina, della cugina acquisita Liz, del sindaco, di una consigliera e dell'ambiguo Charles Mr M e non segue una linea temporale cronologica ma ci sono numerosi flashback di diversi personaggi, saltando da nei vari anni. I dialoghi sono buoni, togliendo tutti quelli con le paranoie dei protagonisti. Le descrizioni dei personaggi sono scarsissime, conosciamo solo alcuni tratti tipo che Rebekkah è bruna e che Byron ha gli occhi verdi e probabilmente è alto e a dire il vero sono più dettagliati alcuni personaggi secondari rispetto ai protagonisti. I luoghi sono pochi e non molto originali però un punto a favore è per la descrizione del regno dei morti, decisamente invitante. Se Byron vede tutto grigio e scolorito, Rebekkah è catturata dal caleidoscopio di colori così accesi da non poter essere reali. Una città che, strano a dirsi, pulsa di vita in cui coesistono tutte le epoche passate e presenti, con palazzi di vetro scintillante accanto a casette in pietra dell'epoca romana, punk che conversano con damine dell'Ottocento. Interessante come le cose, cambiando il punto di vista, diventino attraenti o meno.

Leggendo in giro varie recensioni, ho notato che le fan della serie Wicked lovely non hanno provato lo stesso piacere nella lettura de La custode tuttavia, per me che è il primo libro della Marr e che mai leggerò quella serie (un conto è non leggere del mio genere, un altro finire tra fatine e colpi di fulmini, mi dispiace non ce la posso fare) è stata una buona lettura. La trama è ben fatta, avrebbe potuto essere più approfondito ma tutto sommato è andato bene anche così. In conclusione se non avete letto niente di suo ve lo consiglio e lo troverete piacevole, se invece siete dei suoi fan è meglio che leggiate qualche recensione in cui si fa un confronto, io purtroppo non posso farvelo.


Vi lascio il link di ibs: La custode degli spiriti - Melissa Marr

Autore: Melissa Marr
Dati: 2013, 364 p., brossura
Traduttore: Olivieri L.
Editore: Fazi