23 gennaio 2014

Roverandom. Le avventure di un cane alato - J.R.R. Tolkien

La produzione del maestro Tolkien è pressochè infinita. Nel corso degli anni dopo la sua morte, i suoi figli hanno continuato a pubblicare vari testi più o meno tradotti in diverse lingue e il racconto di cui vi parlo oggi è uno di questi testi molto postumi. Si tratta di Roverandom. Le avventure di un cane alato scritto nel 1925 ma donato al grande pubblico solo nel 1998. Anche in Italia è arrivato nel 1998 ma la mia copia è quella più recente del 2013 della Bompiani. All'interno vi sono anche le illustrazioni originali dal pugno di Tolkien che esemplificano alcuni passaggi del racconto (ma alcuni soltanto) rendendo la narrazione molto gradevole e proprio una di queste illustrazioni è diventata la copertina del libro. Senza fronzoli, di impatto, asciutta, la colorazione rende moltissimo. Mi piace.
Al contrario dei grossi lavori cesellati per la pubblicazione Roverandom è stato redatto in quattro versioni ma mai veramente preparato per essere pubblicato (la casa editrice lo rifiutò dopo aver pubblicato Lo hobbit). La versione curata da Christine Scull e Wayne Hammond è la stesura numero quattro, quella più adatta per il pubblico e più matura, con rivisitazioni e miglioramenti dello stesso autore. Il racconto è stato scritto per consolare il secondogenito di Tolkien, Michael a cui è dedicato il libro, per la perdita di un cagnolino giocattolo. La genesi è stata proprio questa, spiegata anche nella lunga prefazione dei due curatori dell'opera. Nell'estate del 1925 Tolkien, la moglie e i tre figli andarono in vacanza a Filey, Yorkshire costa est dell'Inghilterra. Michael, che all'epoca aveva cinque anni, non si separava mai da un cagnolino in stagno piccolissimo ma un giorno, durante una passeggiata in spiaggia con il padre e il fratello maggiore John, il giocattolo venne perso. Vane furono le ricerche e Michael era davvero inconsolabile dalla perdita del suo amico preferito perciò Tolkien decise di raccontare al figlio la motivazione della scomparsa del cagnolino. Da lì nacque il racconto di Roverandom che crebbe e si delineò maggiormente con l'andare avanti della storia ma che rimase nella mente di Tolkien per due anni, fino a quando non si decise a trascriverlo. Per altri dettagli sulla genesi del racconto vi rimando alla prefazione dell'edizione, sicuramente molto più esaustiva ed esatta di me. E anche più interessante.

Trama. Rover è un cagnolino cucciolo a macchie nere e bianche molto vivace. Un giorno, mentre sta giocando con la sua palla gialla in giardino, uno stregone passa nel vialetto e la raccoglie, pensando di trasformarla in un dono per il cagnolino. Subito Rover gli intima (abbaia ovviamente ma lo stregone capisce il linguaggio canino) di lasciarla con fin troppa veemenza e lo stregone per dispetto si mette la palla in tasca. Rover, a questo punto, gli morde i pantaloni che si strappano. Lo stregone, molto arrabbiato, lo maledice trasformandolo in un giocattolo e Rover si ritrova sugli scaffali di un negozio, acquistato poi come regalo per Two, un ragazzino che vive in riva al mare. Il giorno dopo Rover riesce a scivolare dalla sua tasca e perdersi nella spiaggia. Incontra Psamathos, il mago della spiaggia, che lo salva e gli dice che solo lo stregone può annullare l'incantesimo. Iniziano, così, le avventure di Rover che si spingerà dalla Luna al profondo mare pur di ritornare a casa.

La trama è sicuramente adatta a tutte le età, in particolare la trovo indicata come lettura ad alta voce ai bambini. Le descrizioni sono poche, ma quelle che si trovano, sono ricche di fantasia e spesso senza nessuna coerenza, in modo da far risultare i personaggi buffi e piuttosto strambi, assolutamente incredibili. Anche i dialoghi sono pochi e il linguaggio curato ma semplice.
La narrazione è in terza persona con il punto di vista di Rover e spesso l'autore si rivolge direttamente al lettore, dando un suo parere o chiedendone uno a sua volta. Sicuramente questa è una caratteristica della produzione di Tolkien visto che l'ho notato in quasi tutti (o forse tutti?) i libri che ho letto fino ad ora. Credo che renda il lettore più coinvolto, che sia costretto in un qualche modo a riflettere sulla lettura e sui fatti, che si debba porre domande.

Una piccola recensione per un piccolo racconto e, al contrario dei libri più complessi, i racconti non hanno bisogno di troppe spiegazioni. Più che altro vi ho presentato il libro e raccontato due cosette ma di più, per me che non sono una grande esperta, è difficile tirare fuori. Mi è piaciuto e ve ne consiglio la lettura, tutto qui.

 
Vi lascio il link di ibs: Roverandom - J.R.R. Tolkien

Autore: J.R.R. Tolkien
Dati: 2013, 173 p., ill., brossura
Traduttore: Bendel Dragone F.
Editore: Bompiani (collana I grandi tascabili)

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