20 gennaio 2014

Le dame di Grace Adieu e altre storie di magia - Susanna Clarke

Se avete letto e amato Jonathan Strange e Mr. Norell di Susanna Clarke (mia recensione qui) come l'ho amato io di certo non potete farvi sfuggire questa raccolta di racconti: Le dame di Grace Adieu e altre storie di magia. In lingua originale è stato pubblicato nel 2006 dalla Bloomsbury che si è occupata di Strange nel 2004. I racconti sono già tutti apparsi su altre raccolte di fantasy e comprendono un arco di tempo dal 1996 del racconto Le dame di Grace Adieu al 2006 dell'ultimo su John Uskglass.
In Italia il volume è apparso nel 2007 pubblicato dalla Longanesi che aveva già tradotto Strange. In ogni caso non è un seguito ma più che altro un ampliamento del primo volume, sono altri aspetti e altri incontri con il regno fatato.
La copertina è di un bell'azzurro cielo con il titolo e l'autrice bene in evidenza. L'immagine dominante è un piccolo stralcio di prato con garofani rosa che appaiono nel settimo racconto. La copertina italiana è identica all'edizione originale in inglese salvo, ovviamente, la traduzione del titolo e il colore di sfondo grigio. Il font del titolo e dell'autore è lo stesso utilizzato nelle varie edizioni di Strange per dare una sorta di continuità ma ripeto che non è un seguito.

Questa raccolta comprende otto racconti conclusi che però fanno parte di un unico disegno: illustrare attraverso vari personaggi e situazioni il rapporto tra il mondo mortale e gli esseri fatati.
Scrivo due brevi righe per parlare delle mini-trame. Nel primo racconto tre dame nel villaggio di Grace Adieu sono dedite alla magia; il secondo è la storia di Tremotino in chiave mondo fatato; il terzo racconta le vicende di una giovane che cerca di salvare il suo fidanzato da un essere fatato. Il quarto è ambientato nella Wall di Stardust creata da Neil Gaiman (grande amico della Clarke) in cui il duca di Wellington cerca il suo cavallo smarrito; nel quinto il signor Simonelli è alle prese con un essere fatato della peggior specie; il sesto è la vicenda della costruzione di un ponte. Nel settimo la regina di Scozia Maria Stuarda complotta contro Elisabetta per riavere il trono e nell'ottavo racconto il Re Corvo John Uskglass deve fare i conti con un povero carbonaio che gli rende la vita impossibile.

Come si nota, sono tutti racconti molto diversi tra di loro. In due vi sono personaggi realmente esistiti intrecciati alla magia del mondo fatato e in uno si richiama addirittura la vicenda di Tremotino presa in prestito dai fratelli Grimm.
Quello che accomuna la maggior parte di questi racconti sono le figure femminili forti e dotate di poteri magici, umane o esseri fatati che siano. Le tre dame di Grace Adieu usano la magia per non farsi sopraffare dagli uomini; Venetia riporta a casa il suo fidanzato togliendolo dalle grinfie di un essere fatato; Maria Stuarda che ricama raffigurazioni che dovrebbero portare la morte di Elisabetta; il duca di Wellington che incontra Madame Semele, mai nominata ma c'è un uccellino in gabbia che fa tanto Lady Una, che ricama il suo destino e così via. Se Strange era incentrato sulle figure maschili di Strange e Norrell e alle donne veniva ritagliato un piccolo spazio, in questa raccolta, invece, le donne sono le protagoniste assolute. Determinate, visionarie, forti ma allo stesso tempo sensibili e capaci di grande empatia. Affrontano esseri fatati, damerini che pretendono il patrimonio delle loro protette e i destini degli uomini.

Le narrazioni sono di diverso stile. In alcuni racconti in terza persona, in altri in prima persona dalle pagine di un diario. I dialoghi sono pochi ma ben creati e il linguaggio è curato ma più semplice rispetto a Strange che sicuramente era prolisso e minuzioso. Qui la Clarke è senza dubbio più leggera ma sconsiglio la lettura a chi non ha affrontato prima il consistente volume in quanto personaggi ed eventi sono in stretta relazione ed è difficile, per chi è a digiuno di Strange comprendere appieno l'argomento.

I racconti che mi sono piaciuti di più sono "La collina di Lickerish" e "Il signor Simonelli e il vedovo fatato". Il primo perchè richiama la storia di Tremotino. Una giovane donna è sposata ad un conte e molto innamorata ma scopre che la madre tempo addietro si è vantata della capacità della figlia di filare cinque matasse di filo al giorno. Il conte, nell'ultimo mese del primo anno del matrimonio, rinchiude la moglie nella torre più alta e pretende che fili le cinque matasse. Va da sè che lei non ha la minima idea di come si faccia e chiede aiuto a un essere fatato invocandolo. L'essere fatato la aiuta ma in cambio lei dovrà indovinare il suo nome che viene poi scoperto con uno stratagemma l'ultimo giorno.
Nel secondo racconto il povero signor Simonelli diventa il curato di un villaggio minuscolo in aperta campagna, incarico ottenuto grazie a un collega dell'università che lo inganna sulle richieste della famiglia Gathercole. Si ritrova ad avere a che fare con uno spietato essere fatato che ha appena avuto un figlio da una ragazzina rapita da chissà quale villaggio e mette gli occhi su tutte le ragazze dei dintorni.

Ve ne consiglio la lettura ma prima prendetevi un po' di tempo per Strange che ne vale la pena veramente.



Autore: Susanna Clarke
Dati: 2007, 249 p., ill., rilegato
Traduttore: Merla P.
Editore: Longanesi (collana La Gaja scienza)

Nessun commento:

Posta un commento

Ciao!
Avete letto questo libro? Vi piace la mia recensione? Lasciatemi un commento!