27 gennaio 2014

Sangue ribelle - Alessio Banini

La recensione di oggi è su un testo di un autore italiano poco conosciuto al grande pubblico: Sangue ribelle di Alessio Banini. Dunque, cercando qualche informazione online sull'autore e sul libro, ho scoperto che Banini è un giovane senese laureato in antropologia che si diletta nella scrittura. Ha già pubblicato vari libri con piccole case editrici e Sangue ribelle, a quanto pare, fa parte di un lavoro più ampio denominato Daemon inside. Sembra che sia intenzione dell'autore produrre le opere in ordine sparso in quanto Sangue è il sesto di questo universo, mentre esiste già un libro zero e un libro secondo di prossima pubblicazione, Il carnevale delle anime. Daemon inside, però, contiene libri autoconclusivi con la stessa ambientazione e una raccolta di racconti in cui sono presenti sia gli stessi personaggi che altri pertanto è possibile leggerli in ordine casuale senza perdere il senso delle storie. Sangue ribelle è stato pubblicato dalla casa editrice Plesio, una piccola società molto giovane che tratta fantasy e letteratura d'evasione, nel novembre del 2011.
Per quanto riguarda la copertina la trovo bruttina. Una scena di battaglia dipinta è stata utilizzata come sfondo e il titolo e l'autore sono all'interno di una cornice che sembra in pieno stile barocco. La battaglia avviene, a quanto pare, su un pendio e troviamo schierate sia la fanteria che la cavalleria e alcuni soldati che sembrano spettri. Questa scena, però, prende una pochissima parte del libro forse qualche pagina in tutto e oltretutto sono state mischiate due diverse battaglie: nella prima c'è la cavalleria ma umana e non ci sono spettri, nella seconda ci sono spettri ma non si scontrano a cavallo. Le case minori, come ho già avuto modo di dire, indubbiamente peccano nella grafica delle copertine. Una del genere attrae poco pubblico perchè è poco appariscente ed incisiva e i lettori scelgono i libri in base alla trama che viene letta quando la copertina colpisce. Se una copertina è brutta, trasandata o confusa difficilmente si prende in mano il libro e, di conseguenza, non diamo nemmeno una possibilità alla trama. Avrei preferito l'immagine di alcuni dei protagonisti o quanto meno una scena di battaglia vera, non presa mezza da una parte e mezza dall'altra alla rinfusa. Decisamente la copertina è bocciata.

A proposito di trama, parliamone subito. Steven Shillar è un proprietario terriero e cerca di mantenere i suoi possedimenti liberi dalla stretta dell'Impero. Naven Odur è il capo della tribù antecessor e cerca di dare loro una vita migliore. Elifas Levi era un uomo ed è diventato un non morto: ora aiuta la Regina degli Stracci nella sua vendetta contro l'Impero. I destini dei tre uomini si incroceranno e la battaglia per la sopravvivenza avrà luogo.

In realtà dei tre uomini solo due sono rilevanti: Naven e Elifas. Il primo è il capo della tribù di antecessor, un popolo stanziato in una riserva ma che pian piano sta scomparendo. Rimangono circa cinquecento abitanti, il deserto a Nord avanza e ormai i nuovi nati sono spesso deformi perchè sono costretti a incrociarsi tra consanguinei. Un antico patto con l'Impero ha riservato loro questa terra (con il pagamento di quattro bambini al mese in cambio di cibo e utensili) e violarlo vorrebbe dire rinnegare gli antenati e offendere i Lasi, i loro dei. Ma, allo stesso tempo, non ribellarsi vorrebbe dire morte certa e, con essi, la morte definitiva degli antenati e dei Lasi. Dopo un primo momento di incertezza Naven decide che la tribù deve andarsene e migrare verso le terre della regione dell'Ay, più fertili e con una tribù di antecessor con cui mischiare il proprio sangue.
Elifas, invece, era tutt'altro uomo. Di buona famiglia, frequentava l'Accademia dei Sensali i cui adepti sono costantemente alla ricerca di sensazioni ed emozioni di qualunque tipo purchè forti. Tra droghe e sesso, perdite di tempo e senza una scopo vero la sua vita è finita il giorno in cui è crollata la torre dell'Accademia in cui si trovava. La Regina degli Stracci l'ha raccolto e reso il suo sangue corrosivo e, da quel momento, segue questa misteriosa figura ricoperta di stracci logori e sporchi, con al servizio un esercito di spettri e ombre, nella sua crociata per minare le basi dell'Impero, per punirli. Questo Impero crudele e sanguinario ha conquistato il mondo conosciuto, sottomettendolo e costringendolo a votarsi alla sua religione di un solo Dio dei Cieli, piegando le tradizioni e la cultura degli altri popoli con la forza, senza pensare al fatto che la diversità tra popoli può essere molto vantaggiosa ed etichettandoli come barbari senza ragione (soprattutto la tribù antecessor).
La figura del terzo uomo, Shillar, è piuttosto scarsa nonostante sia una delle voci narranti nel testo. Da giovane ha viaggiato molto contribuendo a creare le catene in cui sono state imprigionate le tribù antecessor, deridendo i loro dei. Tuttavia Shillar non verrà mai a contatto diretto con Naven e Elifas, rimarrà sui margini arroccato nelle sue proprietà, contemplando la propria ricchezza minacciata.

I personaggi principali (Elifas e Naven) sono ben caratterizzati e con molte sfaccettature. Shillar e le due uniche figure femminili, invece, mi sono sembrate più abbozzate che complete. La Regina degli Stracci è a dir poco misteriosa, parla pochissimo e solo alla fine si intuiscono le motivazioni della sua condizione di ombra e sovrana degli spettri. L'altra figura femminile è Aisha, una giovanissima sensale, che partecipa al viaggio di 
Elifas per Ay, luogo in cui distruggere uno dei simboli dell'Impero ossia la Torre Monumentale. Fino alla fine il suo ruolo è a dir poco inutile, quasi un peso e solo nell'epilogo avrà un suo posto.

La narrazione è corale, in terza persona, divisa fra i tre uomini. Il punto di vista cambia spesso e, oltre ai fatti, vengono svelati aspetti del carattere nascosto e dei pensieri del personaggio narrante. Le descrizioni di luoghi e personaggi non sono originali (ho già visto decine di deserti, spettri, colline, torri) ma tuttavia passabili. I dialoghi li ho trovati un po' vuoti di significato e banali e non ho trovato nessuna differenza di linguaggio tra i vari personaggi, cosa che non mi è piaciuta. Credo che il linguaggio di un colto proprietario terriero che ha girato il mondo incontrando popoli diversi debba necessariamente essere differente dal capo di una piccola tribù antecessor, il cui contatto con l'esterno è limitato alla delegazione mensile di mercanti per gli scambi.
Le scene delle battaglie, invece, sono un buon punto a favore. Le ho trovate interessanti, crude, violente quanto basta e molto chiare nello svolgimento. Non c'è forse niente di peggio che una battaglia mal descritta, confusionaria e troppo veloce. Queste, invece, si prendono il loro tempo e sono decisamente il fiore all'occhiello della narrazione di Banini: ha sicuramente pensato molto al modo migliore per uccidere i personaggi. I finali, come in moltissimi libri, sono due: il primo è quello degli eventi narrati cioè la vendetta contro l'Impero e l'abbattimento della Torre, mentre il secondo è l'epilogo, quello che succede dopo, che si inserisce in una narrazione più ampia. Il primo l'ho trovato sorprendente, un bel colpo di scena riservato per le ultimissime righe con un tocco di amarezza. Il secondo, invece, è inquietantemente interessante. Altri due punti a favore.
C'è, però, qualcosa che mi ha lasciato perplessa: l'ossessione per il sangue, corrotto o puro che sia. In ogni pagina e quasi ogni riga c'è un riferimento al sangue inteso come discendenza per Naven, come vita/morte per Elifas e come retaggio per Steven. L'ho trovata un'ossessione eccessiva, a volte molto noiosa perchè ripetuta all'infinito anche con frasi intere uguali. Mi è sembrato davvero troppo, non era necessario insistere così tanto nè così a lungo. Questa è, credo, l'unica nota veramente dolente di tutto il testo.

In sintesi è sicuramente un autore interessante da tenere d'occhio. La sua giovane età (è sulla trentina) mostra un po' di inesperienza narrativa ma c'è del potenziale. Avverto, comunque, che Sangue ribelle è una lettura non adatta al pubblico giovane e, come consiglia anche la stessa casa editrice e su cui concordo, è consigliata ai lettori dai quindici-sedici anni in su. Le tematiche e la crudezza delle immagini lo rendono inservibile ai lettori più piccoli.


Vi lascio il link di ibs: Sangue ribelle - Alessio Banini

Autore: Alessio Banini
Dati: 2011, 212 p., brossura
Editore: Plesio Editore (collana Aurendor)

23 gennaio 2014

Roverandom. Le avventure di un cane alato - J.R.R. Tolkien

La produzione del maestro Tolkien è pressochè infinita. Nel corso degli anni dopo la sua morte, i suoi figli hanno continuato a pubblicare vari testi più o meno tradotti in diverse lingue e il racconto di cui vi parlo oggi è uno di questi testi molto postumi. Si tratta di Roverandom. Le avventure di un cane alato scritto nel 1925 ma donato al grande pubblico solo nel 1998. Anche in Italia è arrivato nel 1998 ma la mia copia è quella più recente del 2013 della Bompiani. All'interno vi sono anche le illustrazioni originali dal pugno di Tolkien che esemplificano alcuni passaggi del racconto (ma alcuni soltanto) rendendo la narrazione molto gradevole e proprio una di queste illustrazioni è diventata la copertina del libro. Senza fronzoli, di impatto, asciutta, la colorazione rende moltissimo. Mi piace.
Al contrario dei grossi lavori cesellati per la pubblicazione Roverandom è stato redatto in quattro versioni ma mai veramente preparato per essere pubblicato (la casa editrice lo rifiutò dopo aver pubblicato Lo hobbit). La versione curata da Christine Scull e Wayne Hammond è la stesura numero quattro, quella più adatta per il pubblico e più matura, con rivisitazioni e miglioramenti dello stesso autore. Il racconto è stato scritto per consolare il secondogenito di Tolkien, Michael a cui è dedicato il libro, per la perdita di un cagnolino giocattolo. La genesi è stata proprio questa, spiegata anche nella lunga prefazione dei due curatori dell'opera. Nell'estate del 1925 Tolkien, la moglie e i tre figli andarono in vacanza a Filey, Yorkshire costa est dell'Inghilterra. Michael, che all'epoca aveva cinque anni, non si separava mai da un cagnolino in stagno piccolissimo ma un giorno, durante una passeggiata in spiaggia con il padre e il fratello maggiore John, il giocattolo venne perso. Vane furono le ricerche e Michael era davvero inconsolabile dalla perdita del suo amico preferito perciò Tolkien decise di raccontare al figlio la motivazione della scomparsa del cagnolino. Da lì nacque il racconto di Roverandom che crebbe e si delineò maggiormente con l'andare avanti della storia ma che rimase nella mente di Tolkien per due anni, fino a quando non si decise a trascriverlo. Per altri dettagli sulla genesi del racconto vi rimando alla prefazione dell'edizione, sicuramente molto più esaustiva ed esatta di me. E anche più interessante.

Trama. Rover è un cagnolino cucciolo a macchie nere e bianche molto vivace. Un giorno, mentre sta giocando con la sua palla gialla in giardino, uno stregone passa nel vialetto e la raccoglie, pensando di trasformarla in un dono per il cagnolino. Subito Rover gli intima (abbaia ovviamente ma lo stregone capisce il linguaggio canino) di lasciarla con fin troppa veemenza e lo stregone per dispetto si mette la palla in tasca. Rover, a questo punto, gli morde i pantaloni che si strappano. Lo stregone, molto arrabbiato, lo maledice trasformandolo in un giocattolo e Rover si ritrova sugli scaffali di un negozio, acquistato poi come regalo per Two, un ragazzino che vive in riva al mare. Il giorno dopo Rover riesce a scivolare dalla sua tasca e perdersi nella spiaggia. Incontra Psamathos, il mago della spiaggia, che lo salva e gli dice che solo lo stregone può annullare l'incantesimo. Iniziano, così, le avventure di Rover che si spingerà dalla Luna al profondo mare pur di ritornare a casa.

La trama è sicuramente adatta a tutte le età, in particolare la trovo indicata come lettura ad alta voce ai bambini. Le descrizioni sono poche, ma quelle che si trovano, sono ricche di fantasia e spesso senza nessuna coerenza, in modo da far risultare i personaggi buffi e piuttosto strambi, assolutamente incredibili. Anche i dialoghi sono pochi e il linguaggio curato ma semplice.
La narrazione è in terza persona con il punto di vista di Rover e spesso l'autore si rivolge direttamente al lettore, dando un suo parere o chiedendone uno a sua volta. Sicuramente questa è una caratteristica della produzione di Tolkien visto che l'ho notato in quasi tutti (o forse tutti?) i libri che ho letto fino ad ora. Credo che renda il lettore più coinvolto, che sia costretto in un qualche modo a riflettere sulla lettura e sui fatti, che si debba porre domande.

Una piccola recensione per un piccolo racconto e, al contrario dei libri più complessi, i racconti non hanno bisogno di troppe spiegazioni. Più che altro vi ho presentato il libro e raccontato due cosette ma di più, per me che non sono una grande esperta, è difficile tirare fuori. Mi è piaciuto e ve ne consiglio la lettura, tutto qui.

 
Vi lascio il link di ibs: Roverandom - J.R.R. Tolkien

Autore: J.R.R. Tolkien
Dati: 2013, 173 p., ill., brossura
Traduttore: Bendel Dragone F.
Editore: Bompiani (collana I grandi tascabili)

20 gennaio 2014

Le dame di Grace Adieu e altre storie di magia - Susanna Clarke

Se avete letto e amato Jonathan Strange e Mr. Norell di Susanna Clarke (mia recensione qui) come l'ho amato io di certo non potete farvi sfuggire questa raccolta di racconti: Le dame di Grace Adieu e altre storie di magia. In lingua originale è stato pubblicato nel 2006 dalla Bloomsbury che si è occupata di Strange nel 2004. I racconti sono già tutti apparsi su altre raccolte di fantasy e comprendono un arco di tempo dal 1996 del racconto Le dame di Grace Adieu al 2006 dell'ultimo su John Uskglass.
In Italia il volume è apparso nel 2007 pubblicato dalla Longanesi che aveva già tradotto Strange. In ogni caso non è un seguito ma più che altro un ampliamento del primo volume, sono altri aspetti e altri incontri con il regno fatato.
La copertina è di un bell'azzurro cielo con il titolo e l'autrice bene in evidenza. L'immagine dominante è un piccolo stralcio di prato con garofani rosa che appaiono nel settimo racconto. La copertina italiana è identica all'edizione originale in inglese salvo, ovviamente, la traduzione del titolo e il colore di sfondo grigio. Il font del titolo e dell'autore è lo stesso utilizzato nelle varie edizioni di Strange per dare una sorta di continuità ma ripeto che non è un seguito.

Questa raccolta comprende otto racconti conclusi che però fanno parte di un unico disegno: illustrare attraverso vari personaggi e situazioni il rapporto tra il mondo mortale e gli esseri fatati.
Scrivo due brevi righe per parlare delle mini-trame. Nel primo racconto tre dame nel villaggio di Grace Adieu sono dedite alla magia; il secondo è la storia di Tremotino in chiave mondo fatato; il terzo racconta le vicende di una giovane che cerca di salvare il suo fidanzato da un essere fatato. Il quarto è ambientato nella Wall di Stardust creata da Neil Gaiman (grande amico della Clarke) in cui il duca di Wellington cerca il suo cavallo smarrito; nel quinto il signor Simonelli è alle prese con un essere fatato della peggior specie; il sesto è la vicenda della costruzione di un ponte. Nel settimo la regina di Scozia Maria Stuarda complotta contro Elisabetta per riavere il trono e nell'ottavo racconto il Re Corvo John Uskglass deve fare i conti con un povero carbonaio che gli rende la vita impossibile.

Come si nota, sono tutti racconti molto diversi tra di loro. In due vi sono personaggi realmente esistiti intrecciati alla magia del mondo fatato e in uno si richiama addirittura la vicenda di Tremotino presa in prestito dai fratelli Grimm.
Quello che accomuna la maggior parte di questi racconti sono le figure femminili forti e dotate di poteri magici, umane o esseri fatati che siano. Le tre dame di Grace Adieu usano la magia per non farsi sopraffare dagli uomini; Venetia riporta a casa il suo fidanzato togliendolo dalle grinfie di un essere fatato; Maria Stuarda che ricama raffigurazioni che dovrebbero portare la morte di Elisabetta; il duca di Wellington che incontra Madame Semele, mai nominata ma c'è un uccellino in gabbia che fa tanto Lady Una, che ricama il suo destino e così via. Se Strange era incentrato sulle figure maschili di Strange e Norrell e alle donne veniva ritagliato un piccolo spazio, in questa raccolta, invece, le donne sono le protagoniste assolute. Determinate, visionarie, forti ma allo stesso tempo sensibili e capaci di grande empatia. Affrontano esseri fatati, damerini che pretendono il patrimonio delle loro protette e i destini degli uomini.

Le narrazioni sono di diverso stile. In alcuni racconti in terza persona, in altri in prima persona dalle pagine di un diario. I dialoghi sono pochi ma ben creati e il linguaggio è curato ma più semplice rispetto a Strange che sicuramente era prolisso e minuzioso. Qui la Clarke è senza dubbio più leggera ma sconsiglio la lettura a chi non ha affrontato prima il consistente volume in quanto personaggi ed eventi sono in stretta relazione ed è difficile, per chi è a digiuno di Strange comprendere appieno l'argomento.

I racconti che mi sono piaciuti di più sono "La collina di Lickerish" e "Il signor Simonelli e il vedovo fatato". Il primo perchè richiama la storia di Tremotino. Una giovane donna è sposata ad un conte e molto innamorata ma scopre che la madre tempo addietro si è vantata della capacità della figlia di filare cinque matasse di filo al giorno. Il conte, nell'ultimo mese del primo anno del matrimonio, rinchiude la moglie nella torre più alta e pretende che fili le cinque matasse. Va da sè che lei non ha la minima idea di come si faccia e chiede aiuto a un essere fatato invocandolo. L'essere fatato la aiuta ma in cambio lei dovrà indovinare il suo nome che viene poi scoperto con uno stratagemma l'ultimo giorno.
Nel secondo racconto il povero signor Simonelli diventa il curato di un villaggio minuscolo in aperta campagna, incarico ottenuto grazie a un collega dell'università che lo inganna sulle richieste della famiglia Gathercole. Si ritrova ad avere a che fare con uno spietato essere fatato che ha appena avuto un figlio da una ragazzina rapita da chissà quale villaggio e mette gli occhi su tutte le ragazze dei dintorni.

Ve ne consiglio la lettura ma prima prendetevi un po' di tempo per Strange che ne vale la pena veramente.



Autore: Susanna Clarke
Dati: 2007, 249 p., ill., rilegato
Traduttore: Merla P.
Editore: Longanesi (collana La Gaja scienza)

19 gennaio 2014

Il cacciatore di draghi e La nuova ombra - J.R.R. Tolkien

Oggi vi parlo di un racconto breve e un incipit di storia non portato avanti di uno dei miei autori preferiti, JRR Tolkien. Il cacciatore di draghi è stato scritto nel 1949 e pubblicato in Italia dal 1975 da tre diverse case editrici: la prima Einaudi, Bompiani e Rusconi. La mia copia è del 1993 della Einaudi. Il titolo originale del racconto è Farmer Giles of Ham traducibile con Giles, il contadino/fattore di Ham. Ham è appunto il villaggio in cui si svolge buona parte del racconto e ovviamente Giles è il nostro protagonista, il cacciatore di draghi. Visto che le copertine sono tutte diverse non posso dare un giudizio anche perchè non ho trovato la copertina della mia copia perciò ho messo quella dell'edizione che appare su ibs della Bompiani del 2007.
La nuova ombra è, invece, un incipit di circa trenta pagine che ho avuto la fortuna di trovare online tradotto. Fa parte del dodicesimo e ultimo libro della serie La storia della Terra di Mezzo intitolato I popoli della Terra di Mezzo. Di questa serie in Italia sono stati tradotti solo i primi due volumi Racconti ritrovati e Racconti perduti che ho già in lista di lettura, sul resto della serie il figlio di Tolkien ha rigettato la traduzione in italiano proposta dalla Rusconi perciò, a meno che un'altra casa editrice investa sulla traduzione e pubblicazione, non li avremo in Italia.

Allora partiamo dal primo scritto che è più consistente; per il secondo mi limiterò a un breve commento in seguito.
Trama. Giles è proprietario di un appezzamento di terra nel villaggio di Ham. Un giorno un gigante perso dopo una passeggiata entra nei suoi campi. Giles, sprezzante del pericolo, afferra il suo fucile e spara al gigante. Ovviamente il danno è pari a zero ma il gigante, sentendosi disturbato dal pizzicore, ritrova la strada di casa. In paese Giles viene acclamato come un eroe e la sua fama cresce così tanto da arrivare al Re. Poi arriva il drago e Giles è costretto ad affrontarlo controvoglia, diventando un vero eroe per caso.

Dunque il racconto è molto breve. Si svolge in una Britannia molto simile alla vera in un'epoca medievale in cui la lingua ufficiale dei regni era il latino. Il protagonista è Aegidius de Hammo detto più semplicemente Giles l'agricoltore di Ham. Quando il gigante entra nelle sue terre il suo fido cane parlante lo avverte e così lo affronta. Sparandogli a una gamba ottiene solo l'effetto di infastidirlo ma il gigante comunque torna a casa. Perciò il nostro Giles diventa, agli occhi dei compaesani, un eroe per aver scacciato il terribile gigante. Il racconto della sua impresa si sparge fino ad arrivare alle orecchie del Re che invia a Giles una spada della sua armeria come ringraziamento. Il giorno in cui il drago Chrysophylax inizia a minacciare il Regno e soprattutto è alle porte di Ham, i compaesani insistono affinchè Giles affronti il drago. Per sua fortuna la spada inviata dal Re è la famosa Mordicoda, spada di uno dei più potenti uccisori di draghi. Chrysophylax ne è spaventato e promette un risarcimento alla popolazione in cambio della sua vita. Giles lo lascia andare ma il drago ovviamente non torna. Il Re, pregustando le ricchezze promesse, è costretto a inviare i suoi cavalieri e Giles contro il drago.

Più che il coraggio e la bravura, Giles è fortunato. Tutte le sue azioni sono condizionate dall'immensa fortuna che lo segue e che lo lascia illeso nonostante quasi tutti i "valorosi" cavalieri del Re vengano uccisi. Il racconto, oltre ad esserci creature magiche, è anche ironico in quanto prende palesemente in giro i suddetti cavalieri che altro non sono che individui pomposi che chiacchierano a vanvera e si preoccupano eccessivamente dell'etichetta e delle precedenze. In questo caso risultano totalmente inutili mentre un popolano, un contadino senza nessuna educazione alla guerra, riesce nell'intento.

La narrazione è in terza persona, un po' su Giles e un po' su Chrysophylax. I dialoghi sono pochi ma arguti. Anche le descrizioni sono poche, così come le azioni. Diciamo che questo racconto è solo uno spunto, un assaggio delle potenzialità di Tolkien in chiave ironica. Stiamo parlando, poi, di un racconto scritto a pochi anni di distanza da Lo hobbit e che Il signore degli anelli era ancora in lavorazione. Penso che Tolkien l'abbia scritto per divertire i lettori e se stesso.

Per quanto riguarda le poche pagine de La nuova ombra è l'incipit di una possibile storia, un seguito del SdA. I fatti sono ambientati centocinque anni dopo la caduta di Sauron quando al trono sale Eldarion, figlio di Aragorn (o meglio del rinominato re Elessar). Questo inizio presenta due personaggi: Borlas un anziano che ha conosciuto il male e Saelon un amico d'infanzia del figlio. I due hanno un dialogo su un nuovo personaggio misterioso che potrebbe essere il nuovo nemico degli uomini. In una lettera del 1964, Tolkien parla di questo incipit dicendo che, però, non lo soddisfava in quanto "sinistra e deprimente". Dice, inoltre, che avrebbe "potuto ricavarne un thriller con il complotto e la sua scoperta e la sua sconfitta – ma non ci sarebbe stato altro. Non ne valeva la pena.".

Interessanti entrambi gli scritti, da leggere per espandere la conoscenza delle opere di Tolkien.


Vi lascio il link dell'edizione presente su ibs: Il cacciatore di draghi - JRR Tolkien

Autore: JRR Tolkien
Dati: 2007, 160 p.
Traduttore: Murro I.
Editore: Bompiani (collana I libri di Tolkien)

13 gennaio 2014

Odd e il gigante di ghiaccio - Neil Gaiman

In questi giorni mi sto dedicando a racconti brevi, adatti a tutte le età. La breve recensione di oggi è su Odd e il gigante di ghiaccio di Neil Gaiman. Come sapete sto cercando di leggere l'intera bibliografia disponibile in italiano di Gaiman e ho trovato questo divertente racconto. In lingua originale è stato pubblicato nel marzo 2008 a cura della Bloomsbury (quella di HP), mentre in Italia è disponibile dal settembre del 2010 pubblicato dalla Mondadori. L'età di lettura segnalata è dagli undici anni in su ma ritengo, come al solito, questa indicazione di età troppo alta infatti la casa editrice originale lo propone nella fascia otto-dodici anni. Continuo a chiedermi perchè le case italiane (Mondadori in primis) sistematicamente alzino i range per la lettura, a volte senza nessun motivo come in questo caso. 
La copertina dell'edizione italiana è molto diversa da quella inglese perchè contiene un'illustrazione di Jacopo Bruno che si è occupato anche delle illustrazioni all'interno. Le trovo molto belle in inchiostro azzurro e, secondo me, riportano perfettamente lo stile del testo. Complimenti all'illustratore e finalmente una copertina diversa dal solito che richiama l'attenzione in modo gradevole.

Trama. Odd è ha dodici anni, è un vichingo e vive in un villaggio nei freddi fiordi norvegesi. Dopo la morte del padre e le seconde nozze della madre, decide di lasciare casa e si rifugia nel casino di caccia di suo padre. Lì incontra una volpe, un orso e un'aquila che si rivelano essere gli dei Loki, Thor e Odino cacciati da Asgard da un gigante di ghiaccio che rivendica la loro terra e che, in contemporanea, ha fatto calare sul mondo mortale un gelo perenne. Odd decide di aiutarli a riprendersi il loro regno e parte con loro attraverso l'arcobaleno.

Questo è un racconto concentrato in cui ritroviamo gli stessi dei di American gods ma in un qualche modo ripuliti, quasi onesti, poco vendicativi e del tutto privi di iniziativa: gli dei di Odd sono adatti ai lettori più giovani che possono così godersi la mitologia norrena. Oltre a Thor, Odino e Loki vengono citati la bella dea Freya, il Ponte dell'Arcobaleno (il Bifrost) e il suo guardiano Heimdall, i giganti di ghiaccio e il loro regno di Jotunheim.

Odd è un ragazzino pieno di risorse, sempre con un disarmante sorriso sul volto anche quando ci sarebbe ben poco da essere contenti. Usa il sorriso come un'arma in quanto i nemici sono disorientati dalla sua espressione facciale e si scoraggiano, pensando che Odd la sappia lunga. È geniale e non si lascia abbattere dalle avversità: poco dopo la morte del padre ha provato a sostituirlo tagliando legna nel bosco con l'unico risultato di fratturarsi la gamba e il piede sotto un albero caduto. La sua zoppia lo rende oggetto di scherno da parte degli abitanti del villaggio a cui risponde sempre con il sorriso. Per sconfiggere il gigante di ghiaccio usa l'intelligenza e la dialettica, non vi è nessun utilizzo della forza bruta. Il gigante è sconfortato dal sorriso di Odd e lo teme come avversario nonostante sia alto meno di un suo piede. Odd invita il gigante a riflettere sulle motivazioni per cui vuole il regno di Asgard e sui reali benefici che l'occupazione sta portando. Il gigante, riuscendo a pensare lucidamente, non ha altra scelta che tornare a casa.

La narrazione è in terza persona e lo stile è semplice ma curato e pulito. I dialoghi tra gli dei sono a volte esilaranti, mentre con Odd cercano la profondità e la regalità che si addice loro. Le descrizioni sono semplici e le azioni chiare.

Consiglio questo racconto a tutti i fans di Gaiman per completare la panoramica su questo autore veramente eclettico che si destreggia tra argomenti e protagonisti diversi con maestria. Adatto a tutte le età anche come lettura serale ad alta voce ai bambini e agli adulti che hanno voglia di passare un'oretta in spensieratezza. Il mio voto è di tre stelline e mezzo e ribadisco che Gaiman mi piace veramente molto, leggetelo.


Autore: Neil Gaiman
Dati: 2010, 114 p., ill., rilegato
Traduttore: Iacobaci G.
Editore: Mondadori

12 gennaio 2014

Elenco recensioni in ordine di autore

L'amica Francesca del gruppo fb ha chiesto se era possibile un elenco delle recensioni con gli autori perchè blogspot le mette per data di pubblicazione. Così ho creato qui un elenco delle recensioni in ordine alfabetico per autore.
Cliccando sul titolo sarete inviati immediatamente alla recensione relativa. Lo aggiornerò ad ogni nuova recensione.
 
Abercrombie, Joe
La prima legge
   - Il richiamo delle spade
   - Non prima che siano impiccati 
   - L'ultima ragione dei re
Mare Infranto
   - Il mezzo re 
   - Mezzo mondo 

Adams, Richard

Ahmed Saladin
I regni della Luna Crescente
  - Il trono della luna crescente 

Amundsen, Torbjorn Overland
Biàn Shen
   - I bambini del crepuscolo

Angelinelli, Francesca
   - Werewolf

Banini, Alessio
   Sangue ribelle

Bardugo, Leigh
The Grisha trilogy

Baum, Frank L.

Bein, Steve
Le cronache delle spade di Inazuma
   - La figlia della spada 
   - L'anno del demone 

Black, Holly
   - Doll bones. La bambola di ossa

Blakley-Cartwright, Sarah

Bowman, Erin
Taken
   - Taken

Brennan, Herbie

Brody, Jennifer
Unremembered
   - Violet

Cabiati, Elena

Card, Orson Scott
Il ciclo di Ender
   - Ender's game

Chandler, David
The Ancient Blades trilogy
   - La profezia della torre nera

Charan Newton, Mark
Drakenfeld 
   - Il custode della camera del sole

Clarke, Susanna
Collins, Suzanne
Gregor

Cooper, Glenn non fantasy
   - Il calice della vita
Down
   - Dannati 

Cronin, Justin
The passage trilogy
   - Il passaggio
   - I dodici

Dale, Paul
The Dark Lord's handbook

Dashner, James
   La mutazione prequel
   - The maze runner (trilogia intera)

Deeny, Leander

Dimitri, Francesco
   - Pan
   - L'età sottile

Dorn, Wulf (non fantasy)
   - Follia profonda
   - Il mio cuore cattivo
   - Phobia  

Ende, Michael
   - Momo
   - La storia infinita

Fermine, Maxence

Fontana, Valentina
   - L'ultimo sogno

Ford, Richard
Steelhaven
   - L'araldo della tempesta 

Fukuda, Andrew
The hunt trilogy
   - The hunt 
   - The prey
   - The trap 

Funke, Cornelia
Il mondo oltre lo specchio
   - Fearless vol.2

Gaiman, Neil
   - L'oceano in fondo al sentiero
   - Buona Apocalisse a tutti! con Terry Pratchett 
   - Cose fragili 

Grahame-Smith, Seth
   - Orgoglio e pregiudizio e zombie

Green, Sally
Half life
   - Half bad 

Gungui, Francesco
Canti delle terre divise
   - Inferno
   - Purgatorio
   - Paradiso 

Gwynne, John
The Faithful and the Fallen
   - Malice. La guerra degli Dei 

Jemisin, N. K.
Dreamblood
   - La luna che uccide 

Joyce, Rachel (non fantasy)
   Il bizzarro incidente del tempo rubato

Kalogridis, Jeanne
   - Il labirinto delle streghe

Kay, Guy Gavriel

Keyes, Greg
The elder scroll

Laterza, Gisella
   - Di me diranno che ho ucciso un angelo

Lu, Marie
Legend trilogy
   - Legend
   - Prodigy 
   - Champion 

Luk'janenko, Sergej
Trix Solier
   - L'apprendista mago
 
Maas, Sarah J.
Throne of glass

MacLem, Laura

Mahoney, Karen
The iron witch trilogy

Marion, Isaac
Zombie
   - The new hunger (prequel)
   - Warm bodies 
 
Marr, Melissa
   La custode degli spiriti
 
Matheson, Richard
   - Io sono leggenda

May, Elizabeth
The falconer
   - La cacciatrice di fate 

McCormack, Cassidy
   - L'ultima alba (trilogia intera)

Meadows, Jodi
New souls
   - Chrysalis 

Mitchell, Saundra
   L'estate dei fantasmi

Oliver, Lauren

Patterson, James
Witch & Wizard
   - Il nuovo ordine 
   - Il dono 
   - Il fuoco 

Petroni, Federica
31
   - L'Accademia di Anjur 
 
Price, Lissa

Randall, Cecilia
   - Gens arcana
Millennio di fuoco
   - Seija
   - Raivo 

Recht, Z. A.
   - Epidemia zombie
 
Rees, Celia
   - Pirate

Reeve, Philip
Mortal engines quartet
   - The hungry city 
 
Riordan, Rick
   - Percy Jackson racconta gli dei greci
Eroi dell'Olimpo
The Kane Chronicles

Rhodes, Morgan
Falling kindoms

Ryan, Anthony
L'ombra del corvo

Santoni, Vanni HG
Terra ignota
   - Risveglio
 
Savage, Sam
   - Firmino 

Scarfili, Virginia
   - Luna per Aria

Scilla, Guglielmo

Scull, Luke
La compagnia della spada
   - Gli oscuri 

Shelley, Mary
   - Frankenstein

Stephens, John
Libri dell'inizio
   - L'atlante di tenebra vol.3

Stiefvater, Maggie

Stroud, Jonathan
   - La valle degli eroi
Lockwood & Co.
   - La scala urlante 

Tarenzi, Luca
   - God breaker

Tolkien, J.R.R.
   - Silmarillion

Troisi, Licia
   - Le storie perdute
Pandora
   - Pandora 

Valentini, Emanuela

VanderMeer, James
Area X
   - Annientamento 

Verne, Jules
   - Il giro del mondo in 80 giorni

Vietti, Stefano
Dragonero
   - La maledizione di Thule

Wexler, Django
The shadow campaigns
   - I mille nomi
   - Il trono ombra 

Winnacker, Susanne
Variants
   - Alter ego