2 dicembre 2013

[Falling kingdoms 01] La caduta dei tre regni - Morgan Rhodes

Questa sera vi parlo di un altro libro apparso da pochi mesi in libreria: La caduta dei tre regni di Morgan Rhodes, autrice canadese. Dunque, questo è il primo di una prevista quadrilogia uscito in lingua originale nel dicembre 2012 mentre il secondo volume Rebel spring è in uscita in questi giorni ed entrambi i volumi sono a cura della casa editrice Razorbill. In edizione italiana la pubblicazione è stata affidata alla Nord, che di solito riesce a ottenere un buon livello di fantasy a prezzi accessibili, ed è uscito a metà settembre 2013. Per i seguiti c'è, come al solito, da aspettare. Potete leggere la mia recensione del secondo volume La stirpe dei ribelli, uscito a maggio 2014, qui. La tetralogia prende il nome dal titolo originale in inglese del primo volume ossia Falling kingdoms (approssimativamente "regni che cadono" o "la caduta dei regni").
Le varie case editrici che hanno pubblicato e tradotto le versioni in lingue diverse del volume hanno mantenuto la stessa copertina con una sola piccola variazione di sfumatura del colore di sfondo, ma sostanzialmente identiche. Come nella maggioranza dei casi la copertina è un biglietto da visita e sono stata attirata da questo titolo sullo scaffale appunto perchè la copertina mi è piaciuta molto. Il titolo è ben in evidenza al centro in basso, la T e la I che accarezzano il bordo del sigillo impresso sullo sfondo è un tocco di classe e la figura incappucciata comprensiva di pugnali è impeccabile. Le tre brevi frasi ad effetto "Tre regni sull'orlo della guerra, tre giovani uniti dal destino, una profezia che cambierà il mondo" richiamano il contenuto del libro e catapultano il lettore nel mezzo della storia.

Cleo è la secondogenita del re di Auranos e vive spensierata in beatitudine in una ricca e fertile terra. La morte del fratello di Jonas, abitante della terra di Paelsia, per mano di un suo amico la sconvolge ed innesca una serie di imprevedibili conseguenze. Jonas, a seguito di ciò, si unisce all'esercito messo insieme dal suo regnante di Paelsia e il re di Limeros per conquistare proprio Auranos. Magnus e Lucia sono i figli del re di Limeros che si trovano coinvolti nella guerra dalle mire espansionistiche del padre. Le vite di questi ragazzi sono legate a doppio filo l'una con l'altra e, forse, prima della fine se ne accorgeranno.

Questo è sicuramente un volume corale. La narrazione è sempre in terza persona ma il punto di vista cambia spesso, quasi in ogni capitolo. Vediamo i personaggi principali e facciamo il punto della faccenda.
Abbiamo il punto di vista di Cleiona Bellos, chiamata Cleo da tutti, principessa di Auranos. Sua madre è morta di parto, suo padre re Corvin governa una terra che può essere definita di latte e miele per usare un'espressione abusata: fertile, produttiva dove c'è sempre un clima mite. Sua sorella Emilia è l'erede al trono ma già dall'inizio non è per niente in gran forma. I suoi migliori amici sono Mira e Nicolo e le gira attorno come un'ape Lord Aron, figlio di un nobile e consigliere del re. All'inizio è una ragazzina viziata a cui non si può dire di no, ottiene tutto quello che chiede e passa il suo tempo facendo ben poco tra una lezione di arte e una di ricamo. L'incidente a Paelsia sembra smuovere qualcosa nel suo pigro animo e vediamo uscire un po' di carattere che sfocerà in una salda presa di posizione nei confronti della guerra.
Il secondo punto di vista è quello di Jonas Agallos, figlio di un semplice vinaio dell'inospitale terra di Paelsia. Questa terra è povera e fredda, solo le vigne crescono rigogliose grazie, si vocifera, a un incantesimo della terra. Un giorno la principessa Cleo e il suo seguito giungono a Paelsia per acquistare vino dal padre di Jonas, vino che però lord Aron pretende a un prezzo irrisorio. Inizia un alterco con Tomas, il fratello maggiore, che sfocia nella morte di quest'ultimo. Jonas giura vendetta e medita un piano per liberare la sua terra dalla povertà e oppressione. Il ragazzo è sicuramente molto determinato, con la testa sulle spalle e bravo a capire le intenzioni altrui. Durante il libro la sua non è una propria crescita ma più una rivelazione di quello che dovrà essere fatto.
Il terzo e il quarto punto di vista sono quello di Magnus e di sua sorella minore Lucia Demora, figli dello spietato re Gaius regnante di Limeros. Non è fertile come Auranos nè povera come Paelsia ma di certo non è una via di mezzo. Gaius regna con il terrore e impone ai sudditi due giorni a settimana di preghiera e digiuno. Gli inverni si sono fatti via via più lunghi e freddi e la situazione può solo peggiorare. Magnus passa le giornate ad allenarsi in combattimento come si richiede all'erede del trono mentre a Lucia competono le tipiche mansioni femminili degne di una principessa. Magnus ha un carattere abbastanza schivo e complesso, è difficile stabilire in cosa sia cresciuto. Lucia ha meno occasioni di parlare quindi si conosce poco ma capiamo che è sensibile e molto affezionata al fratello.
C'è un altro personaggio che nelle varie trame online non viene citato perchè è difficile dargli una collocazione. Sto parlando di Alexius che vive da immortale nel Santuario, una sorta di paradiso ma non di morti, in un altro spazio-tempo rispetto alla realtà. È il luogo in cui vivono i Guardiani che proteggono gli artefatti magici e che scendono sulla terra sottoforma di falchi e osservano i mortali. In tempi antichi potevano scendere anche con il loro corpo fisico ma adesso, con l'indebolimento dei regni, rimarrebbero intrappolati. La sua missione è cercare dei Catalizzatori per far tornare la magia a Mytica (l'insieme dei tre regni è un'isola, Mytica appunto, circondata dal mare Argentato).

Ok, l'approfondimento è stato lungo ma solo perchè i personaggi principali sono molti. Parlando d'altro, il linguaggio l'ho trovato veramente poco curato e sciatto, i dialoghi spesso banali e le descrizioni senza originalità. Quattro personaggi sono e quattro sono belli da morire, un minimo di difetti non sarebbe stato malissimo. Peccato per il linguaggio trasandato perchè la trama è interessante; certo non è originale ma ci sono molti colpi di scena ben fatti che proprio il lettore non si aspetta. Personaggi principali che compiono azioni inaspettate e personaggi minori che muoiono come mosche. Sì la trama è stata pensata bene, purtroppo l'immagine generale del libro cola a picco. Simpatica l'idea del racconto corale, buona l'intenzione dell'uso della magia come elementale (aria, acqua, fuoco e terra), interessanti i risvolti successivi.

L'utilizzo della narrazione a più voci ha il positivo di far conoscere più personaggi e punti di vista ma bisogna essere bravi per non perdere il filo. Nonostante il linguaggio sciatto, la Rhodes è riuscita a non cadere trappola della narrazione stessa e a mantenere il controllo della situazione. Tuttavia alcuni passaggi sono un po', come dire, forzati e campati per aria. A un certo punto Cleo e il suo amico Nicolo compiono un viaggio in incognito a Paelsia per cercare una medicina. Passano di villaggio in villaggio spacciandosi per abitanti di Limeros, molto saggio visto che i paelsiani odiano gli auraniani, e nessuno di quelli che incontrano ha il sospetto che stanno mentendo. Mi chiedo prima di tutto che lingua parlino a Mytica e ad occhio e croce direi che è lingua comune. Però inevitabilmente i tre regni hanno sicuramente accenti diversi quindi mi chiedo come facciano a non capire la vera provenienza dei due. Nel senso che un romano non può fingersi milanese senza addestramento.

In sintesi se apprezzate più il contenuto che la veste ve lo consiglio. Se, però, pensate che sia importante anche il linguaggio e il modo di esprimersi non toccatelo, ve ne pentirete. Si merita due stelline e mezzo, bella la trama ma pessimo il linguaggio. Leggerò comunque i seguiti perchè voglio sapere come procede.


 Vi lascio il link di ibs: La caduta dei tre regni - Morgan Rhodes 

Autore: Morgan Rhodes
Dati: 2013, 393 p., rilegato
Traduttore: Ricci A.
Editore: Nord (collana Narrativa Nord)

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