18 dicembre 2013

L'oceano in fondo al sentiero - Neil Gaiman

Questa sera vi propongo un piccolo gioiello: L'oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman.
Dell'autore inglese ho letto parecchio, ma non tutto. Potete trovare la recensione di Nessun dove qui e American gods qui, di suo ho letto anche Coraline, Stardust e Il figlio del cimitero e mi sono piaciuti tutti quanti in modi diversi e in modi inaspettati.
Dunque, direi che la sua pubblicazione in lingua originale è del giugno 2013 e la Mondadori ha tradotto e pubblicato il libro dopo pochi mesi, ad ottobre, in pochissimo tempo e di questo i fan di Gaiman ringraziano moltissimo la casa editrice.
L'autore stesso nei ringraziamenti racconta di aver scritto il libro per sua moglie ed in alcune interviste ho approfondito alcuni aspetti sulla genesi (questa e questa, sono in inglese). La moglie Amanda è una musicista e in quel periodo si trovava a Melbourne per lavoro mentre Gaiman si trovava in Florida. Decise, sentendo terribilmente la sua mancanza, di scriverle una storia breve ma dopo quattro mesi si ritrovò fra le mani un racconto che tendeva più al romanzo che, però, nei suoi piani non avrebbe voluto scrivere. Mandò il racconto lungo ad alcuni amici vicini a lui che furono entusiasti della lettura e così venne pubblicato.
Alcuni dettagli della vita del protagonista sono reali: per esempio la Mini del padre di Gaiman venne veramente rubata e il ladro, avendo perso tutto al gioco, si uccise dentro; suo padre bruciava i toast al forno come il padre del protagonista; ha un sorella; c'era davvero una fattoria Hempstock in fondo alla via in cui abitava; è cresciuto in Sussex. Ci sono veramente molte similitudini tanto che nella fotografia sul retro della copertina dell'edizione originale è l'autore che si arrampica sulla grondaia esattamente come fa il suo protagonista.
E a proposito della copertina la trovo molto bella. Un disegno di un bambino immerso in una pozza così profonda da sembrare l'oceano contornata dall'erba del giardino. Il font dell'autore e del titolo è ondulato e richiama l'acqua che scorre e la citazione sulla destra è molto pertinente. Un ottimo lavoro e finalmente dalla Mondadori una copertina diversa dalle altre.

Prima la trama. Un uomo di mezza età, dopo un lutto in famiglia, torna nel paese in cui ha passato la sua infanzia, nelle campagne del Sussex. Vagando per le stradine si ritrova sul sentiero della sua vecchia casa e ritrova la fattoria Hempstock ancora abitata. Attraversa il giardino, si siede sulla panchina davanti allo stagno e affiorano i ricordi di un episodio dei suoi sette anni e di Lettie Hempstock, una strana ragazzina che viveva nella fattoria. Un ospite della sua vecchia casa, un cercatore di opali sudafricano, una sera ruba la loro macchina e si uccide in un angolo della proprietà Hempstock. Il problema è che risveglia qualcosa di antico e pericoloso e il protagonista e Lettie si trovano ad affrontarlo.

Il nome della famiglia Hempstock è molto caro a Gaiman. Qualche anno fa scoprì che la vecchia casa in fondo alla sua strada (proprio in Sussex) era elencata tra le proprietà del Domesday Book, un vecchio censimento del 1086 ordinato da Guglielmo Il Conquistatore. Pensò subito che prima o poi avrebbe scritto qualcosa riguardo ai suoi abitanti, immaginando che potessero essere sempre gli stessi dall'anno mille fino ad oggi. Dopo di che inserì il nome Hempstock in alcuni suoi lavori: Daisy è la madre non biologica di Tristan protagonista di Stardust ed Elizabeth è l'amica morta di Nobody in Il figlio del cimitero. E ora abbiamo un intero libro le cui protagoniste sono Ginnie, Lettie e la nonna Hempstock Vecchia, tre donne straordinarie che, a quanto pare, sono immortali.

Del protagonista si conosce poco: nè il suo nome o quello del villaggio nè chi è morto (probabilmente il padre ma non viene mai detto). Sappiamo che ha circa cinquant'anni e che ha vissuto nella casa vecchia, come la chiama lui, dai sette ai dodici anni e poi è stata rasa al suolo trent'anni fa. Il bello di questo libro penso sia il punto di vista di un bambino di sette anni. Per quanto le cose possano farsi serie e pericolose, il bambino troverà sempre sollievo in un bagno caldo e una buona cena e il resto sparirà quasi immediatamente. Nella sua infanzia era un bambino solitario, sempre accompagnato da un libro. Il rapporto con la sorella era inesistente e i genitori erano affettuosi, ma i soldi erano pochi tanto che hanno iniziato a dare in affitto la sua vecchia stanza per cercare di sopravvivere.

Tutta la storia inizia proprio dall'ultimo ospite della casa: un cercatore di opali del Sudafrica. Qualche giorno dopo, alla mattina, lui e suo padre si accorgono che la Mini è sparita e nel frattempo la polizia comunica loro di aver rinvenuto il veicolo un paio di miglia più avanti, nella proprietà delle Hempstock. Al loro arrivo sul luogo del ritrovamento viene detto loro che all'interno dell'auto il cercatore di opali si è tolto la vita, soffocandosi con il gas di scarico. Nei giorni successivi sembra che la popolazione dei dintorni trovi improvvisamente soldi, chi nel giardino chi nelle borsette chi dalle lotterie. Questi soldi vengono annunciati con dei sogni che, spesso, si rivelano degli incubi. Il bambino che ha conosciuto Lettie giusto in quella circostanza si rivolge a lei per risolvere la situazione perchè ha capito che le tre donne hanno poteri soprannaturali. Un'entità, grazie alla morte del cercatore, si è liberata e sta cercando di passare nel mondo reale. Il resto è una storia bellissima.

La narrazione è in terza persona e il narratore è prima lui nel presente, dopo lui nel passato in un lungo flashback che termina con il ritorno nel presente. Il punto di vista del bambino è fondamentale perchè dialoghi e descrizioni sono accordate alla sua età. Un albero può essere gigantesco se a guardarlo è un bambino e uno stagno può diventare un oceano se veramente lo vuole.

Vi consiglio vivamente la lettura de L'oceano in fondo al sentiero e, per questo racconto lungo, mi sbilancio parecchio e do un voto molto alto. Mi è piaciuto tutto: l'atmosfera, la storia delicata ma potente, i luoghi e il finale misterioso. Se cercate un libro concreto che dia risposte e in cui tutto sia perfettamente plausibile, questo non fa per voi. Qui è pura fantasia, pochissimo ha senso e altrettanto meno deve averne. Non ci sono risposte agli eventi e non c'è un finale certo. Consigliatissimo a tutti ma in particolare agli adulti, ve ne innamorerete.


Vi lascio il link di ibs: L'oceano in fondo al sentiero - Neil Gaiman

Autore: Neil Gaiman
Dati: 2013, 191 p., brossura
Traduttore: Prosperi C.
Editore: Mondadori (collana Strade blu)

16 dicembre 2013

[The Dark Lord's handbook 01] Il libro segreto del Signore Oscuro - Paul Dale

La lettura numero cinque di dicembre che vi propongo è: Il libro segreto del Signore Oscuro di Paul Dale, edito dalla Fanucci. Le poche informazioni disponibili sull'autore dicono che è inglese, laureato in psicologia all'università di Bath, appassionato di ciclismo e che questo è il suo primo libro. Ho trovato delle informazioni sul secondo libro con lo stesso tema che dovrebbe uscire nel 2014 e il titolo provvisorio è The Dark Lord's handbook: Morden's conquest (La conquista di Morden) ma non sono riuscita a sapere se stiamo parlando di una trilogia o altro. Edit: Conquest è uscito a settembre 2014 e si tratta del secondo libro di una trilogia. Ho comunque nominato la serie con il titolo originale che non è stato tradotto alla perfezione (la parola "handbook" più che libro l'avrei tradotta con manuale che è più attinente e il segreto non c'è da nessuna parte), non sapendo quanti altri libri ci saranno ma cercando di dare una sorta di continuità. Oltretutto la genesi di questo volume mi è oscura: dalle prime pagine del libro (dove troviamo vari dati come titolo originale e anno) si evince che è stato apposto un copyright nel 2008 ma la pubblicazione è del 2012, prima in versione ebook e poi a stampa. Potrebbe essere un prodotto di self-publishing ripreso da una casa editrice più grossa oppure un semplice errore, questo non saprei. In ogni caso la Fanucci ha acquistato i diritti per la traduzione in italiano e l'ha pubblicato a fine agosto 2013.
La copertina è semplicissima, con una piccola immagine praticamente irriconoscibile al centro. Il font del titolo sembra quasi stilato con inchiostro e calamaio e lo sfondo è sicuramente una pagina di pergamena, la prima di altre impilate. Consultandomi con la regia abbiamo decretato che l'immagine al centro è un piccolo libro, ma da qui a esserne sicurissimi il passo non è di certo breve. A voi cosa sembra?
L'immagine della copertina originale (qui a fianco) era senza dubbio molto più chiara. Sebbene il font del titolo sia piuttosto banale, lo sfondo è senza dubbio una vecchia copertina in pelle consunta e la mano scheletrica attira l'attenzione e potrebbe richiamare uno dei personaggi del libro. Tra le due, sinceramente, preferisco la versione italiana con il font inchiostroso e la pergamena però l'immagine potevano non metterla del tutto.

Trama. Il Bene e il Male sono sempre in guerra ma, chissà perché, il Male perde sempre. E dire che ha scritto un manuale che aiuta i futuri Signori Oscuri nella lotta per la supremazia, ma loro non seguono mai fino in fondo i suoi consigli. Forse c'è qualche speranza con Morden, giovane metà umano e metà drago, che potrebbe risollevare le sorti del Male e farlo vincere almeno per una volta. Morden, quindi, con il suo fedele manuale, intraprende il suo difficile percorso per diventare Signore Oscuro e dominare il mondo.

Questo potrebbe sembrare un libro abbastanza umoristico in cui il Male cerca di scrollarsi di dosso gli sbeffeggi del Bene che continua a chiamarlo perdente. Un riscatto potrebbe venire da Morden che sogna in grande e sembra adatto alla conquista della terra. In realtà la cosa è molto più seria di come appare.
L'idea di base è geniale. Un manuale che istruisce i futuri Signori Oscuri prescelti e che tratta di diversi argomenti: dalla difficile arte del monologo, alla comparsa dell'infido Eroe, della scelta di fortezza ed esercito, al modo giusto in cui mostrarsi al mondo (perché il Signore Oscuro non si rivela o nasce, lui sorge). È veramente un manuale di istruzioni con consigli utili che risponde alle domande mentali del lettore e si adegua alle sue capacità. Suggerisce il modo di comportarsi e di parlare, di vestirsi e di trattare i sottoposti, di camminare e tutto quello che può servire per diventare il Signore Oscuro. I riferimenti ai classici non mancano come il suggerimento di non incanalare tutta la propria essenza in un solo anello e poi perderlo (Tolkien) e la rivelazione della paternità dell'Eroe ("Io sono tuo padre", vi dice niente? - Star Wars). Questi riferimenti sono simpatici perché sono tutti cattivi che perdono e il manuale sta cercando di formare un Signore Oscuro che vinca, non un perdente.
La seconda idea geniale è che, a un certo punto, ci si affeziona al "cattivo" e si spera che possa farcela, che riesca a diventare un Signore Oscuro e che il Bene smetta di prendere in giro il Male. Il Male che trionfa, soprattutto nei fantasy, è spesso sinonimo di impresa andata male, di eroi non all'altezza eccetera. Invece in questo libro possiamo liberarci di questa visione, scoprendone una nuova ed entrare a far parte dei fan dei cattivi.

Il personaggio principale candidato al ruolo di Signore Oscuro è Morden Aladimorte  che, a circa 18 anni, scopre di essere figlio di un'umana e un drago di stirpe antica. Come mezzosangue ha preso caratteristiche da ogni specie: si trasforma in drago, quando è in versione umana può comunque sputare fuoco e influenzare le menti altrui, ha la razionalità e l'intelligenza trasmessa dal padre ma ha anche sentimenti umani di amore, gelosia, rabbia, impotenza, dolore e amicizia. Vorrei dire che ha preso le caratteristiche migliori di ogni specie ma non sarebbe del tutto corretto. A otto anni, quando il paese inizia a spaventarsi per la sua strana presenza, viene mandato dai genitori umani a Bindelburg alla scuola per futuri mastri birrai dove coltiva la sua passione per il comando. Lì incontrerà un orco che gli rivelerà le sue origini e gli consegnerà il libro.
Gli altri personaggi sono pochi. Il primo di quelli più caratterizzati è l'Eroe Edwin che non è esattamente il massimo come eroe. A un certo punto il lettore è propenso a pensare che sia del tutto fuori di testa, non ragiona, agisce d'impulso e il suo unico scopo è ritrovare la sua amata Griselda (che non se lo fila nemmeno per sbaglio, mitica!). Un Eroe non può essere solo questo, deve avere sentimenti di amicizia e giustizia, non può prendere spada e cavallo e correre all'inseguimento del nemico per i suoi soli scopi personali e senza pensarci un minuto. Non si può proprio. Il secondo personaggio è il conte Vladovich, generale dell'esercito messo insieme per affrontare il Signore Oscuro e il terzo il cancelliere Penbury del Re Olaf VIII, uno degli uomini più potenti del mondo. Oltre a loro Griselda, l'amata di Edwin che viene idealizzata come una regina ma che è sboccatissima e contadinotta, l'orco Bracciodipietra braccio destro di Morden, i gemelli assassini professionisti Snort e Zoon l'Oltraggiato, l'ultimo Signore Oscuro sconfitto cinquecento anni prima.

La narrazione è in terza persona al passato con quattro punti di vista che cambiano spesso: Morden, Edwin, il conte Vladovich e il cancelliere Penbury. Questi personaggi sono molto approfonditi perché il lettore ne conosce le motivazioni. I dialoghi non sono niente di speciale, così come le descrizioni un po' banali e già viste. Ogni capitolo inizia con una citazione pertinente del manuale e qualche capitolo è pura teoria del libro. Il linguaggio è semplice ma spesso sboccato per cui consiglio la lettura dai 14 anni in su.

Quello che mi ha lasciato perplessa e che ha fatto perdere punti è la tematica che dà vita a buona parte del libro. La signora Aladimorte, consorte del fedifrago signor Aladimorte, si mette in combutta con i notabili dell'aristocrazia che man mano hanno perso potere in favore dei mercanti e delle industrie. La sua motivazione è l'odio per Morden, illegittimo del marito, e fin qua ci può stare. Solo che a un certo punto entra in gioco una specie di lotta di classe che ho trovato superflua e poco adatta, mi è sembrata un'accozzaglia se la uniamo agli accenni degli scioperi degli operai e una grandissima frode bancaria che minaccia l'intero sistema. Tutto questo non c'entra quasi per nulla. Viene formato un esercito che serve solo per due minuti abbastanza come pretesto e poi sparisce. La parte narrata da Edwin, Morden e il conte è in stile epico, Penbury invece sembra che viva almeno due secoli più avanti, agli albori della democrazia e delle elezioni politiche. Non lo so, ho trovato questo accostamento molto strano e senza senso.

Perciò il mio voto è di tre stelline. Ve lo consiglio per il ribaltamento dei ruoli e la miticità del manuale ma ha sicuramente perso una stellina per via della motivazione sopra descritta.
E ora vado a fare le polpette per la cena!



Vi lascio il link di ibs: Il libro segreto del Signore Oscuro - Paul Dale


Autore: Paul Dale
Dati: 2013, 470 p., rilegato
Traduttore: Roccasalda T.
Editore: Fanucci (collana Collezione immaginario fantasy)

10 dicembre 2013

Il sentiero di legno e sangue - Luca Tarenzi

Mentre cuoce il mio polletto alla birra e si sparge un delizioso profumino nell'aria vi propongo la lettura numero quattro di dicembre: Il sentiero di legno e sangue di Luca Tarenzi.
Questo è, per me, il primo titolo di questo autore eclettico che riesce a districarsi con notevole disinvoltura nel grandissimo mondo del fantasy ottenendo buoni risultati. Il sentiero è stato pubblicato nel maggio 2010 dalla Asengard (la stessa casa editrice che ha pubblicato il bellissimo Incanto di cenere di Laura MacLem), che è poi passato alla Salani e ho in attesa di lettura il suo recentissimo God breaker e il più vecchio Quando il diavolo ti accarezza che spero non mi deluderanno.
La copertina è magnifica. Essendo l'autore italiano questa è anche la versione originale e, al momento, non ci sono state ristampe modificate. Il titolo è bene in evidenza con la scritta in bianco dentro al suo riquadro in nero. Il burattino sulla destra è il vero protagonista di questo romanzo breve ed è una versione steampunk del Pinocchio di Collodi. È costruito e definito così bene che sembra quasi in metallo ma è legno, come vuole la tradizione.
All'interno del libro potete trovare un'interessante prefazione "Non mi piace Pinocchio" dell'amico Francesco Dimitri, altro scrittore eclettico, e una postfazione di Tarenzi che spiega e cerca di inquadrare il suo lavoro a puro beneficio della critica e dei lettori, perchè, come dice lui stesso, uno scrittore scrive e poco gli importa in che genere assurge il proprio scritto.

Anche questa volta la trama è molto semplice. Un burattino di legno si risveglia mentre due tizi a dir poco inquietanti e sospetti stanno rovistando nel suo cranio. C'è un cadevere per terra e lui non si ricorda chi è e cosa è successo, sa soltanto che è in pericolo. Lotta con i due e fugge verso l'ignoto cercando di scappare a un destino che sembra ormai scritto ma, chissà perchè, questa fuga lo porta di metro in metro più vicino ad esso. Quale sarà il suo sentiero?

E ancora una volta una trama semplice non significa che lo sia altrettanto lo sviluppo.
Ci troviamo in una sorta di futuro a metà tra il distopico e il fantascientifico, passando per l'apocalittico. A un certo punto della storia gli umani, attraverso studi sui campi morfici (vi prego non chiedetemi cosa sono che non l'ho capito), hanno scoperto di poter modificare la realtà tramite la propria volontà e i propri pensieri. Da qui ne è nata una terribile battaglia per la supremazia visto che ogni umano voleva gestire la realtà a proprio piacimento, sovrastando gli altri. Anni dopo, quando l'umanità fu sul punto di soccombere totalmente, si accorsero che forse era necessario dire basta e, gli umani che possedevano queste doti (a quanto pare non tutti ma moltissimi, trasmesso come un virus), piombarono in un sonno perpetuo e si auto-rinchiusero dentro a palazzi in modo da imbrigliare la loro volontà in spazi ristretti. Ecco, il burattino si risveglia in questo clima, in un palazzo di un Sognatore costruito oscillando tra realtà e sogno in cui una si mescola all'altro senza soluzione di continuità.

Il protagonista è questo burattino senza nome, creato dalle sapienti mani di un Sonnambulo, appartenente ai pochi che possono plasmare la realtà del mondo, temuti dai Desti, i semplici esseri umani senza nessun potere, e allontanati dai Sognatori. Chiamarlo burattino è, comunque, riduttivo. È più che altro un essere altamente tecnologico e pensante, capace di mobilità estrema e intelletto definito. Ha delle nozioni di base sugli oggetti, conosce il modo di parlare e interagire con gli altri, pensa e ha delle idee. Tuttavia non ha nessuna memoria su se stesso o sul tipo di mondo attorno a sè. Quello che gli viene detto è che ha un destino da compiere: deve diventare umano. Ma visto che qualcun'altro l'ha deciso, il burattino farà di tutto per allontanarsi da questa via. È un buon personaggio, ricco di fascino e molteplici sfaccettature. Conosce la rabbia e la compassione, la pietà e l'altruismo ed è ingegnoso. Mi è piaciuto.
Gli altri personaggi che incontra sono grotteschi soprattutto le nemesi del Gatto e della Volpe. Il primo è ricoperto interamente di ceramica, il secondo da pelo rossiccio e muso appuntito sporco di ogni cosa. Inquietanti.

La narrazione è in prima persona dal punto di vista del burattino. È scorrevole, fluida, senza intoppi. I dialoghi sono ben costruiti e la presenza del Tarlo (una sorta di grillo parlante) è a dir poco odiosa. Il sentimento che suscitano le sue chiacchiere è l'odio e penso sia esattamente quello che voleva l'autore. Le descrizioni dei luoghi intriganti e oniriche, esattamente come le descrizioni dei personaggi.
Poche altre volte ho visto un'originalità così immediata nonostante sia liberamente tratto dalla favola di Collodi che personalmente ho sempre trovato noiosa. Spesso gli autori quando si ispirano a testi esistenti tendono a lasciarsi un po' troppo andare e il risultato è una brutta copia dell'originale. In Il sentiero, invece, ho trovato moltissimi spunti originali sebbene le macrofigure di Pinocchio, Geppetto, il Gatto e la Volpe siano riconoscibili fin dal principio. La balena che diventa un gigante enorme è semplicemente geniale.

Detto questo sono entusiasta del risultato, un romanzo breve con i fiocchi, originale, leggero, che scorre veloce ma che lascia il lettore a pensare su cosa farebbe o avrebbe fatto al posto del protagonista. Questa volta mi sbilancio e do quattro stelline.



Autore: Luca Tarenzi
Dati: 2010, 144 p., brossura
Editore: Asengard

8 dicembre 2013

Pirate - Celia Rees

Questa sera vi parlo di un libro che non posso definire esattamente fantasy ma più di avventura con protagonisti di fantasia. Si tratta di Pirate di Celia Rees, pubblicato nel marzo 2005 dalla Salani che, attualmente, ha i diritti di tutti i libri della Rees. La versione originale è stata pubblicata nell'ottobre 2003 con il nome di Pirates!. Visto che in inglese non esiste la distinzione tra maschile e femminile, il titolo può essere inteso sia come "pirate" che "pirati". La Salani ha optato per la versione femminile per porre l'accento sulle due protagoniste che si infiltrano tra i pirati. Direi che è stata una buona scelta perchè è subito chiaro l'argomento di cui si sta per parlare.
La Rees, tra l'altro, è una scrittrice nota per i suoi libri di avventura che vertono su personaggi interessanti nello stile semplice ma chiaro che la contraddistingue. I suoi protagonisti sono diversi e, nei libri tradotti in Italia, i protagonisti sono tutte ragazze a parte nel La casa dei desideri in cui tecnicamente il protagonista è un ragazzo ma Clio ha una sua fondamentale importanza. Quello che sicuramente accomuna la produzione letteraria della Rees sono le sue figure femminili che vogliono autodeterminarsi e seguire la propria inclinazione. Di suo ho letto solo Il viaggio della strega bambina che non ho ancora recensito ma conto di farne un accenno non appena leggerò il seguito Se fossi una strega.
La copertina originale è identica a quella dell'edizione italiana, solo il titolo è stato cambiato. In primo piano sulla sinistra la metà del volto della protagonista del libro anche se sembra non adeguatamente giovane. Al lobo, nell'oscurità, spicca un orecchino con pendente di rubino, gioiello che sarà importantissimo nella storia. La copertina non mi sembra abbia una grande attrattiva, infatti ho letto il libro solo perchè conoscevo già l'autrice e prossimamente mi dedicherò anche agli altri suoi lavori. In generale le copertine sono tutte uguali, sempre con un volto di ragazza in primo piano, un po' noiose a un certo punto.

La trama è molto semplice. Quando il padre di Nancy Kington muore, dopo una disastrosa tempesta che ha distrutto quasi tutte le sue navi che importavano zucchero, i suoi fratelli la spediscono nella tenuta in Giamaica per farle sposare l'uomo che pagherà tutti i loro debiti. Nancy però si ribella e scappa infiltrandosi tra i pirati.

La trama è semplice ma non vuol dire che sia banale. Il giorno del suo sedicesimo compleanno Nancy scopre che dovrà sposare Bartholome, brasiliano arricchito che possiede la tenuta di fianco alla loro in Giamaica. Il padre di Nancy è produttore e importatore di zucchero, la madre è morta alla sua nascita ed ha tre fratelli. Un giorno estivo come gli altri una terribile tempesta mette in ginocchio quel piccolo mondo che naviga e esporta ed importa merci su nave. La famiglia Kington perde quasi tutto il carico trasportato che purtroppo, per un grosso errore, non è stato assicurato e quasi tutta la flotta. Per ripagare i debiti saranno costretti a vendere le navi rimaste e a risarcire chi aveva già pagato il carico. Però c'è una via d'uscita: Nancy. Il padre muore qualche giorno dopo per un ictus improvviso e lascia a Nancy la tenuta in Giamaica. I fratelli, quindi, la spediscono laggiù tenendole nascosto il suo destino fino al giorno del suo compleanno quando Bartholome si dichiara e le chiede di sposarlo: in pratica è stata venduta per ripianare i debiti della famiglia. La stessa sera è costretta a uccidere il responsabile della tenuta per salvare la sua schiava (che per lei non è mai stata tale) da una violenza. Quello che le resta è scappare e imbarcarsi su una nave di pirati e diventare lei stessa un pirata.

La protagonista è, quindi, Nancy Kington costretta a fuggire per scappare dal promesso sposo che trova ripugnante e terrificante. Fino alla morte di suo padre è stata una ragazzina tranquilla, piuttosto ingenua, che cercava sempre di compiacere il padre e la sua nuova moglie. Non ha mai avuto sentimenti di odio per lei anche se tollerava a malapena il suo comportamento da despota e le sue usanze sciocche. La matrigna si dà da fare per cercarle un marito ma lei è innamorata di William, un suo amico d'infanzia che si è imbarcato e diventato ufficiale di Marina. Dopo la morte del padre tutto il suo mondo inevitabilmente crolla e viene catapultata nella tenuta in Giamaica circondata da schiavi che vengono sfruttati fino al limite e picchiati come bestie per ogni inezia. Sente la rabbia che sale e la goccia che fa traboccare il vaso è il comportamento dell'odioso Duke che cerca di stuprare Minerva, la sua "schiava" e domestica personale con il quale ha stretto un rapporto di amicizia anche se non avrebbe dovuto. A quel punto lei e Minerva si imbarcano con i pirati e diventano parte della ciurma, delle pirate a tutti gli effetti. Il Mar Caraibico diventa la loro nuova patria e la nave la loro casa. Personaggio interessante che attraversa tutti gli stati d'animi: impotenza, rabbia, paura, felicità.
La sua spalla è senza dubbio Minerva che scappa da una vita di schiavitù in cerca della libertà. Coraggiosa e forte, ottima amica, di quelle che non ti abbandonerebbero mai e rischierebbero anche la vita.
Gli altri sono tutti personaggi minori: il capitano della ciurma Broom, il medico Graham, Vincent, Pellings, la madre di Minerva Phillis, i fratelli di Nancy e lo stesso Bartholome. Ce ne sono tanti di personaggi ma quasi tutti si dimenticano in fretta.

La narrazione è in prima persona sotto forma di diario. Nancy inizia il suo racconto nel 1724 trascrivendo il modo in cui è diventata un pirata; i primi fatti risalgono al 1722, la sua vera vita inizia il giorno in cui scappa il giorno del suo sedicesimo compleanno. I dialoghi sono ben costruiti, il linguaggio semplice ma curato e snello. Le descrizioni dei paesi caraibici bellissime che sembra quasi di essere lì. Durante la lettura mi sono figurata perfettamente le spiagge bianche e il mare cristallino, le tempeste e i pirati.
La trama interessante con qualche colpo di scena messo al posto giusto. Il finale è aperto e faccio solo un appunto: avrei preferito una lotta conclusiva con il cattivo, uno scontro, una battaglia in mare, invece finisce tutto troppo in fretta. 

In sostanza è un libro di avventura con personaggi di fantasia ben delineati che catturano il lettore. Il linguaggio fa in modo di essere adatto un po' a tutte le età, diciamo dai 12 anni in su. Sicuramente le lettrici apprezzeranno di più i libri di Celia Rees rispetto ai lettori perchè riescono a immedesimarsi meglio: il tema di non avere scelta e non poter decidere del proprio futuro è ricorrente. Buona lettura, lo consiglio.

 
ps: chiedo scusa per la cattiva qualità della copertina ma si fa fatica a trovarne.

Vi lascio il link di ibs: Pirate - Celia Rees

Autore: Celia Rees
Dati: 2005, 331 p., brossura
Traduttore: Daniele V.
Editore: Salani

4 dicembre 2013

[The Grisha trilogy 01] Tenebre e ghiaccio - Leigh Bardugo

Questa sera vi recensisco un altro nuovo arrivo in libreria: Tenebre e ghiaccio di Leigh Bardugo. L'autrice è di origini israeliane ma cresciuta in America ed ha pubblicato questo volume in prima edizione nel giugno 2012 con il titolo Shadow and bone (Ombra e ossa). È il primo di una trilogia chiamata The Grisha trilogy: il secondo volume intitolato Siege and storm (Assedio e tempesta) è stato pubblicato a giugno 2013 mentre il terzo episodio Ruin and rising (Caduta e ribellione) è attualmente in lavorazione con l'uscita prevista a giugno 2014. La casa editrice che si è occupata della traduzione italiana è la Piemme che ha distribuito questo primo capitolo a metà ottobre 2013. Ancora non ci sono notizie certe sull'edizione dei prossimi volumi.

Se il cambiamento di titolo non era strettamente necessario, lo è stato ancor meno il cambio di copertina. Di per sè la copertina dell'edizione italiana è bella: il titolo ben in evidenza blu su sfondo bianco e al di sopra una ragazza stilizzata con un vestito nero, braccia che sembrano tatuate e una bella spada in mano con un'elsa particolare e un ciondolo al collo. Diciamo che la figura ritrae la protagonista Alina ma la spada e i tatuaggi sono decisamente fuori posto. Non è di certo una combattente nè capisco dove hanno pescato i ghirigori sulle braccia. È bella e mi ha attirato, non c'è che dire, tuttavia sembra essere un po' fuorviante.
Qui a lato potete vedere la copertina originale dell'edizione americana. I toni del grigio, bianco e nero sono predominanti e il titolo al centro. In basso un palazzo che richiama l'architettura russa e, per quanto mi riguarda, noto una grandissima somiglianza con il Cremlino di Mosca. L'ambientazione della Bardugo è, infatti, russa perciò il richiamo è assolutamente coerente. In alto l'autrice della saga di Divergent, Veronica Roth, dà il suo parere e lo apprezza: "diverso da tutto quello che ho mai letto".

Trama. Alina e Mal sono due orfani di guerra che crescono insieme nella residenza del Duca Keramsov adattata ad orfanotrofio. Anni dopo sono ancora insieme e prestano servizio nel Primo Esercito nella guerra ormai infinita contro Fjerda e Shu Han, due nazioni vicine. Un giorno devono attraversare con le loro guarnigioni la Distesa delle Tenebre, una chiazza di buio estremo popolata da creature notturne volanti e fameliche. Durante la traversata vengono attaccati da questi volcra e Mal e Alina sono sul punto di essere uccisi. Alina sprigiona una luce fortissima che fa scappare i volcra e salva la vita ai superstiti. Il punto è che lei non è una Grisha e che quel potere non lo conosce. Deve, quindi, seguire questa strada ed essere costretta a compiere delle scelte che potrebbero far pendere l'ago della bilancia tra bene e male.

Il tema del protagonista che non sa di essere un eroe o di avere del potere dentro di sè ma che si ritrova in una situazione di pericolo è noto nel mondo del fantasy. Anche la lotta tra bene e male, personaggi ambigui e/o stravaganti lo sono. E in questo libro c'è tutto quello che il fantasy richiede. Più l'ambientazione russa.
Ci troviamo a Ravka che da anni è in guerra con le nazioni vicine, guerra di cui sappiamo poco e tantomeno il motivo (forse semplicemente un controllo del territorio?). A un certo punto nella parte occidentale di Ravka è sorto un buio imprenetrabile spazzando via i rigogliosi campi e i cittadini. Questa macchia è una sorta di deserto incolore in cui vivono delle creature con ali, artigli e zanne pronte a divorare qualsiasi umano varchi il confine. La posizione della Distesa, chiamata anche Mare Fosco, è poco strategica perchè ha privato Ravka degli sbocchi diretti sul mare. L'unico modo per arrivare ai porti e al Mar Vero è attraversare questa Distesa su dei solcadune, una sorta di imbarcazione con vele mosse dalla magia che scivola sulla sabbia. E c'è bisogno di attraversarla spesso perchè i rifornimenti di armi e derrate alimentari per l'esercito arrivano via mare.
La magia è a carico dei Grisha che altro non sono che manipolatori della realtà, delle particelle che la compongono, e applicano quella che chiamano la Piccola Scienza. Ogni bambino a circa otto anni viene esaminato da altri Grisha per cercare il potere in modo da farlo sviluppare e addestrarli nel modo migliore. Non ci sono differenze di ceto, chiunque può essere Grisha e far parte del Secondo Esercito del Re che ha accolto anche Grisha delle altre nazioni.

La protagonista è Alina Starkov ed è cresciuta all'orfanotrofio della residenza del Duca Keramsov, i genitori quindi sono morti o presunti tali (nel fantasy i personaggi ricompaiono come funghi, non mi meraviglierebbe un redivivo padre in uno dei prossimi libri). Il suo migliore amico di cui è palesemente innamorata come una scema è Malyen Oretsev, detto Mal, anche lui ospite dell'orfanotrofio ma arrivato poco dopo. Viene descritta come gracilina e malaticcia, pallida e debole, non troppo bella. Presta servizio nell'Esercito del Re e mi chiedo come ciò sia possibile: non sa combattere a mani nude, non usa il fucile, quando arrivano i volcra si terrorizza a morte e dovrebbe essere un soldato? Capisco che sia solo un'assistente cartografo ma immaginavo che tutti i soldati avessero dovuto imparare le basi dell'addestramento pena l'esclusione. In ogni caso è deboluccia. Anche di carattere inizialmente sembra esserlo. Non riesce a dichiararsi a Mal e sopporta che lui faccia lo sciocco con le altre ragazze, addirittura arriva a dargli dei consigli. Per fortuna a un certo punto prende in mano la situazione.
Gli altri personaggi sono pochi: c'è Mal, il misterioso Oscuro capo di tutti i Grisha e alcuni Grisha in ordine sparso: Genya, Marie, Ivo, David, eccetera. Sono tutti personaggi minori e poco descritti.

La narrazione è in prima persona al passato e la voce è di Alina tranne il prologo e l'epilogo che sono in terza persona al passato il primo e al presente il secondo. L'unica, quindi, di cui abbiamo una panoramica completa è proprio la protagonista. Conosciamo pensieri ed emozioni, alcuni ricordi ed episodi della sua infanzia e della vita con Mal. I dialoghi sono ben costruiti e le descrizioni originali, un fantasy con ambientazione russa non è facile da trovare e l'ho molto apprezzato.
La prima metà l'ho trovata, comunque, un po' lenta e molto descrittiva, forse un po' troppo. Risulta a tratti noiosa e sembra che la storia non decolli mai. Superata la metà in cui si ottengono una vasta serie di informazioni necessarie la trama inizia a prendere corpo e a svilupparsi più in fretta. Il linguaggio è semplice ma curato adatto a tutte le età.

Devo però fare un appunto. Mentre leggevo di Alina ho avuto il sentore di una vaga somiglianza del personaggio con quello di Sonea, della saga dei maghi di Trudi Canavan. Non lo so, lei che scopre all'improvviso i poteri, gli altri che la snobbano e la figura dell'Oscuro che mi è sembrata Lord Akkarin (addirittura si veste di nero come lui). Poi magari è stata solo una mia impressione e non è un delitto ispirarsi ad altri autori, soprattutto a un'autrice come la Canavan che mi ha fatto battere il cuore.

Tralasciando questo dettaglio, in sintesi il mio voto è di tre stelline e mezzo per la trama interessante, il linguaggio curato e le ambientazioni in stile russo. Se la prima parte fosse stata meno lenta avrebbe meritato quasi un quattro perchè effettivamente c'è del materiale sviluppato in modo ottimo. Il mio giudizio, comunque, è passibile di cambio perchè le serie vanno valutate nel loro insieme.


Vi lascio il link di ibs: Tenebre e ghiaccio - Leigh Bardugo

Autore: Leigh Bardugo
Dati: 2013, 283 p., rilegato
Traduttore: Bonetti F.
Editore: Piemme (collana Freeway)

2 dicembre 2013

[Falling kingdoms 01] La caduta dei tre regni - Morgan Rhodes

Questa sera vi parlo di un altro libro apparso da pochi mesi in libreria: La caduta dei tre regni di Morgan Rhodes, autrice canadese. Dunque, questo è il primo di una prevista quadrilogia uscito in lingua originale nel dicembre 2012 mentre il secondo volume Rebel spring è in uscita in questi giorni ed entrambi i volumi sono a cura della casa editrice Razorbill. In edizione italiana la pubblicazione è stata affidata alla Nord, che di solito riesce a ottenere un buon livello di fantasy a prezzi accessibili, ed è uscito a metà settembre 2013. Per i seguiti c'è, come al solito, da aspettare. Potete leggere la mia recensione del secondo volume La stirpe dei ribelli, uscito a maggio 2014, qui. La tetralogia prende il nome dal titolo originale in inglese del primo volume ossia Falling kingdoms (approssimativamente "regni che cadono" o "la caduta dei regni").
Le varie case editrici che hanno pubblicato e tradotto le versioni in lingue diverse del volume hanno mantenuto la stessa copertina con una sola piccola variazione di sfumatura del colore di sfondo, ma sostanzialmente identiche. Come nella maggioranza dei casi la copertina è un biglietto da visita e sono stata attirata da questo titolo sullo scaffale appunto perchè la copertina mi è piaciuta molto. Il titolo è ben in evidenza al centro in basso, la T e la I che accarezzano il bordo del sigillo impresso sullo sfondo è un tocco di classe e la figura incappucciata comprensiva di pugnali è impeccabile. Le tre brevi frasi ad effetto "Tre regni sull'orlo della guerra, tre giovani uniti dal destino, una profezia che cambierà il mondo" richiamano il contenuto del libro e catapultano il lettore nel mezzo della storia.

Cleo è la secondogenita del re di Auranos e vive spensierata in beatitudine in una ricca e fertile terra. La morte del fratello di Jonas, abitante della terra di Paelsia, per mano di un suo amico la sconvolge ed innesca una serie di imprevedibili conseguenze. Jonas, a seguito di ciò, si unisce all'esercito messo insieme dal suo regnante di Paelsia e il re di Limeros per conquistare proprio Auranos. Magnus e Lucia sono i figli del re di Limeros che si trovano coinvolti nella guerra dalle mire espansionistiche del padre. Le vite di questi ragazzi sono legate a doppio filo l'una con l'altra e, forse, prima della fine se ne accorgeranno.

Questo è sicuramente un volume corale. La narrazione è sempre in terza persona ma il punto di vista cambia spesso, quasi in ogni capitolo. Vediamo i personaggi principali e facciamo il punto della faccenda.
Abbiamo il punto di vista di Cleiona Bellos, chiamata Cleo da tutti, principessa di Auranos. Sua madre è morta di parto, suo padre re Corvin governa una terra che può essere definita di latte e miele per usare un'espressione abusata: fertile, produttiva dove c'è sempre un clima mite. Sua sorella Emilia è l'erede al trono ma già dall'inizio non è per niente in gran forma. I suoi migliori amici sono Mira e Nicolo e le gira attorno come un'ape Lord Aron, figlio di un nobile e consigliere del re. All'inizio è una ragazzina viziata a cui non si può dire di no, ottiene tutto quello che chiede e passa il suo tempo facendo ben poco tra una lezione di arte e una di ricamo. L'incidente a Paelsia sembra smuovere qualcosa nel suo pigro animo e vediamo uscire un po' di carattere che sfocerà in una salda presa di posizione nei confronti della guerra.
Il secondo punto di vista è quello di Jonas Agallos, figlio di un semplice vinaio dell'inospitale terra di Paelsia. Questa terra è povera e fredda, solo le vigne crescono rigogliose grazie, si vocifera, a un incantesimo della terra. Un giorno la principessa Cleo e il suo seguito giungono a Paelsia per acquistare vino dal padre di Jonas, vino che però lord Aron pretende a un prezzo irrisorio. Inizia un alterco con Tomas, il fratello maggiore, che sfocia nella morte di quest'ultimo. Jonas giura vendetta e medita un piano per liberare la sua terra dalla povertà e oppressione. Il ragazzo è sicuramente molto determinato, con la testa sulle spalle e bravo a capire le intenzioni altrui. Durante il libro la sua non è una propria crescita ma più una rivelazione di quello che dovrà essere fatto.
Il terzo e il quarto punto di vista sono quello di Magnus e di sua sorella minore Lucia Demora, figli dello spietato re Gaius regnante di Limeros. Non è fertile come Auranos nè povera come Paelsia ma di certo non è una via di mezzo. Gaius regna con il terrore e impone ai sudditi due giorni a settimana di preghiera e digiuno. Gli inverni si sono fatti via via più lunghi e freddi e la situazione può solo peggiorare. Magnus passa le giornate ad allenarsi in combattimento come si richiede all'erede del trono mentre a Lucia competono le tipiche mansioni femminili degne di una principessa. Magnus ha un carattere abbastanza schivo e complesso, è difficile stabilire in cosa sia cresciuto. Lucia ha meno occasioni di parlare quindi si conosce poco ma capiamo che è sensibile e molto affezionata al fratello.
C'è un altro personaggio che nelle varie trame online non viene citato perchè è difficile dargli una collocazione. Sto parlando di Alexius che vive da immortale nel Santuario, una sorta di paradiso ma non di morti, in un altro spazio-tempo rispetto alla realtà. È il luogo in cui vivono i Guardiani che proteggono gli artefatti magici e che scendono sulla terra sottoforma di falchi e osservano i mortali. In tempi antichi potevano scendere anche con il loro corpo fisico ma adesso, con l'indebolimento dei regni, rimarrebbero intrappolati. La sua missione è cercare dei Catalizzatori per far tornare la magia a Mytica (l'insieme dei tre regni è un'isola, Mytica appunto, circondata dal mare Argentato).

Ok, l'approfondimento è stato lungo ma solo perchè i personaggi principali sono molti. Parlando d'altro, il linguaggio l'ho trovato veramente poco curato e sciatto, i dialoghi spesso banali e le descrizioni senza originalità. Quattro personaggi sono e quattro sono belli da morire, un minimo di difetti non sarebbe stato malissimo. Peccato per il linguaggio trasandato perchè la trama è interessante; certo non è originale ma ci sono molti colpi di scena ben fatti che proprio il lettore non si aspetta. Personaggi principali che compiono azioni inaspettate e personaggi minori che muoiono come mosche. Sì la trama è stata pensata bene, purtroppo l'immagine generale del libro cola a picco. Simpatica l'idea del racconto corale, buona l'intenzione dell'uso della magia come elementale (aria, acqua, fuoco e terra), interessanti i risvolti successivi.

L'utilizzo della narrazione a più voci ha il positivo di far conoscere più personaggi e punti di vista ma bisogna essere bravi per non perdere il filo. Nonostante il linguaggio sciatto, la Rhodes è riuscita a non cadere trappola della narrazione stessa e a mantenere il controllo della situazione. Tuttavia alcuni passaggi sono un po', come dire, forzati e campati per aria. A un certo punto Cleo e il suo amico Nicolo compiono un viaggio in incognito a Paelsia per cercare una medicina. Passano di villaggio in villaggio spacciandosi per abitanti di Limeros, molto saggio visto che i paelsiani odiano gli auraniani, e nessuno di quelli che incontrano ha il sospetto che stanno mentendo. Mi chiedo prima di tutto che lingua parlino a Mytica e ad occhio e croce direi che è lingua comune. Però inevitabilmente i tre regni hanno sicuramente accenti diversi quindi mi chiedo come facciano a non capire la vera provenienza dei due. Nel senso che un romano non può fingersi milanese senza addestramento.

In sintesi se apprezzate più il contenuto che la veste ve lo consiglio. Se, però, pensate che sia importante anche il linguaggio e il modo di esprimersi non toccatelo, ve ne pentirete. Si merita due stelline e mezzo, bella la trama ma pessimo il linguaggio. Leggerò comunque i seguiti perchè voglio sapere come procede.


 Vi lascio il link di ibs: La caduta dei tre regni - Morgan Rhodes 

Autore: Morgan Rhodes
Dati: 2013, 393 p., rilegato
Traduttore: Ricci A.
Editore: Nord (collana Narrativa Nord)