21 novembre 2013

Werewolf - Francesca Angelinelli

Il secondo libro di cui vi parlo oggi è Werewolf di Francesca Angelinelli. Questa autrice non è nuova nel mondo dell'editoria ma ha già pubblicato con case editrici minori sia romanzi che racconti. Angelinelli è una giovane italiana che viene notata già nel 2005 arrivando terza al concorso letterario Premio di narrativa Yoric. Nei suoi primi lavori più lunghi la tematica è il fantasy orientale, Werewolf è il suo primo romanzo che tratta come tema generale un fantasy più classico. Il libro è stato pubblicato dall'editore Linee Infinite nel settembre 2009 ed è autoconclusivo e più che romanzo lo definirei un racconto lungo visto che le pagine sono poche.
La copertina è semplice, molto tipica delle case minori che non si possono permettere grandi nomi per la grafica ma che riescono comunque ad ottenere un buon lavoro. In questo caso non ci sono dubbi che la copertina rifletta esattamente il contenuto del libro, così come il titolo. Il font del titolo è abbastanza classico mentre la copertina è dominata senza dubbio dal licantropo e dalla luna piena e la luce azzurra inonda tutto. In questo caso non esiste una copertina alternativa visto che l'autrice è italiana.

Passiamo alla trama. Il padre adottivo di Kateleen è morto da poco e la ragazza deve recarsi nel paesino di Woodston alla tenuta di Wildfell Hall presso il cugino acquisito per procedere alla lettura del testamento. Dal primo momento gli abitanti la mettono in guardia da una fantomatica bestia che si aggira per i boschi della tenuta che si vocifera essere proprio l'erede Werewolf. Kateleen non dà peso alle storie dei paesani e si reca per sbrigare i propri affari dal cugino che però è ben poco disposto all'accoglienza. La tenuta, infatti, sta andando in rovina e il cugino Jonathan vuole rimanere solo.

Dunque, Kateleen Cunningan è stata adottata da Arthur Werewolf quando aveva otto anni e alla sua morte è costretta a recarsi dall'ultimo e unico parente in vita, il figlio del fratello di Arthur, il cugino acquisito Jonathan. Al suo arrivo, è subito chiaro che Wildfell Hall è in stato di abbandono e degrado. La poca servitù rimasta è limitata al maggiordomo Alphonse, sua moglie la cuoca Mildred e la loro figlia Anne. I giardini sono abbandonati e selvaggi, le molte stanze dei molti piani polverose e buie, le candele ridotte al minimo indispensabile. La stalla contiene solo due cavalli, gli ultimi superstiti, che vengono sellati di rado e le canne fumarie sono rotte o diventate nidi di uccelli. L'incuria regna a Wildfell Hall e l'autrice riesce a descriverlo molto bene.

Kateleen è la protagonista e il suo co-protagonista è Jonathan ma sarebbe più appropriato dire il contrario. La ragazza è forse un po' tonta. Alla locanda di Woodston viene avvertita della bestia e sente gli ululati la prima notte, Jonathan stesso le racconta del suo antenato Brian e della maledizione della strega, ha visto il cugino stare male durante la luna piena, il cacciatore che la minaccia eppure ostinatamente vuole continuare a credere che sia una leggenda. Nel libro non c'è nessun mistero da svelare o un terribile segreto. Fin dal principio è chiaro che Jonathan è un licantropo, l'unica che non lo sa è Kateleen e quando le viene detto più o meno esplicitamente non ci crede. Un po' sciocca e non mi ha entusiasmato.
Il personaggio di Jonathan non è male, invece. Finalmente l'uomo di cui si innamora la protagonista non è un fico, è un uomo normale, sicuramente con molto fascino rispetto alla molta bellezza. Ombroso quanto basta per essere interessante agli occhi del lettore ma che si fa odiare per buona parte del libro. Il vero protagonista è lui perchè è la storia della sua famiglia quella che viene raccontata, Kateleen è una spettatrice più che altro.

La narrazione scorre fluida ed è in terza persona dal punto di vista esclusivo di Kateleen che si trova sempre in mezzo all'azione. I dialoghi sono verosimili e i battibecchi tra lei e Jonathan esilaranti, mi è piaciuto molto l'uso del voi al posto del lei come si faceva a quei tempi. Le descrizioni sono ben fatte e il linguaggio semplice ma curato, adatto a tutti ma non sciatto e triste.

Nonostante le buone caratteristiche tecniche, la trama per niente originale ha fatto un po' cadere il mio giudizio su Werewolf ed a un certo punto mi sembrava di leggere La bella e la bestia per le enormi similitudini. La villa possiede delle torri che mi hanno ricordato il castello della Bestia; la tenuta è in completa rovina; i domestici nascondono il terribile carattere del padrone; lei è intelligente e colta poco propensa a fare la moglie come Belle; i boschi sono zona vietata; Jonathan salva Kateleen dall'aggressione del cacciatore e mi è venuto in mente l'attacco dei lupi a Belle quando scappa. Jonathan poi ha parecchio della Bestia: aggressivo, scontroso, lunatico e maleducato. Decisamente me l'ha ricordato.

La parte tecnica mi è piaciuta molto ma l'ho trovato un po' noioso, succede ben poco, l'azione è ridotta a un paio di episodi senza troppa convinzione. In conclusione è una lettura leggera e veloce ma che si fa dimenticare piuttosto in fretta.


Vi lascio il link di ibs: Werewolf - Francesca Angelinelli

Autore: Francesca Angelinelli
Dati: 2009, 260 p.
Editore: Linee infinite

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