13 novembre 2013

[L'ombra del corvo 01] Il canto del sangue - Anthony Ryan

Oggi pomeriggio vi parlo del primo libro di una nuova trilogia: Il canto del sangue di Anthony Ryan. Ho trovato poche notizie sulla genesi di questo volume ma a quanto pare già nel 2011 è stato un prodotto di self-publishing da parte dell'autore. Nel luglio 2013 è stato pubblicato in lingua originale (Ryan è scozzese, attualmente vive a Londra) dalla Penguin ed è arrivato in Italia a fine settembre 2013, edito dalla Fanucci.
La trilogia è intitola L'ombra del corvo e il secondo volume è stato pubblicato a luglio 2014 con il titolo di Tower lord (Il signore della torre in edizione italiana, mia recensione qui), mentre il terzo Queen of fire (La regina del fuoco) è previsto per il 2015. Se le vendite in Italia andranno bene suppongo che le prossime pubblicazioni e traduzioni saranno svelte.
La copertina italiana è pressochè identica all'originale. Il titolo qui è in arancione mentre nella versione inglese in rosso; sempre il titolo è posto al centro della pagina mentre in inglese è in basso lasciando più scoperta l'immagine. Nella copertina italiana, quindi, l'immagine del guerriero è coperta dal titolo ed è molto più scura dell'originale e risulta essere poco comprensibile. Devo dire che non è male e mi aveva attirato, però confrontandola con la versione originale preferisco quella inglese perchè è più chiara. Ammetto che quasi non avevo riconosciuto il guerriero in sfondo, mi ci sono voluti un paio di secondi per capirlo.

Partiamo come al solito dalla trama. Questa è la storia di Vaelin Al Sorna e di come è diventato un guerriero. A dieci anni viene lasciato dal padre presso il Sesto Ordine e addestrato per diventare un soldato dell'esercito del Regno: un esercito particolare, però, perchè combatte contro gli eretici e i cosiddetti Negatori della Fede dei sei Ordini. Vaelin cresce nell'Ordine e i suoi fratelli sono la sua famiglia. Ci sono alcune cose nella sua realtà che non sono quello che sembrano e, tra tradimenti e inganni, scopre che dentro di lui risuona il canto del sangue, dono che lo rende il miglior guerriero dell'Impero.

Dunque questo Regno è composto da quattro diverse terre unificate da re Janus anni prima: Renfael, Cumbrael, Nilsael e la capitale Asrael. Il libro si apre con l'incontro tra Vaelin Al Sorna, il protagonista indiscusso, e il cronista ufficiale dell'Impero Alpirano Verniers Alishe Someren. L'incontro è in occasione del viaggio verso l'esecuzione dell'Uccisore di Speranza, ossia di Vaelin. È stato condannato a uno scontro all'ultimo sangue con lo Scudo, un guerriero formidabile, per aver ucciso l'erede prescelto del Re, Seliesen Maxtor Aluran detto dal suo popolo la Speranza. Vaelin insiste nel narrare a Verniers la sua storia tralasciando, a quanto pare, le parti sul Buio e sul suo Dono, e lo scriba trascrive tutto. Quello che abbiamo in mano è, quindi, una sorta di biografia di Vaelin dai dieci anni fino al momento dello scontro finale. L'idea di base non è male, fingere una biografia è un buon metodo per mettere curiosità al lettore e farlo procedere soprattutto perchè le cose vengono svelate durante il racconto. All'inizio i personaggi e i Regni sono confusi, non si capisce chi sono buoni o i cattivi, gli invasori e gli invasi, si entra nel mezzo di una storia di un personaggio che sembra conclusa ma che poi diventa il protagonista. Perciò il lettore è obbligato a continuare nella lettura per scoprire cosa sta succedendo e mettere ordine tra i Regni e i personaggi. Tralascio chiaramente i particolari delle motivazioni che l'hanno portato a quel viaggio, il perchè è diventato l'Uccisore di Speranza e quello che c'è in gioco.

Il libro è diviso in quattro parti, ognuna inizia con il resoconto dello scriba Verniers. Sono presenti due mappe ma la prima serve a ben poco perchè come dicevo è difficile sbrogliare la matassa fino a che non vengono presentati elementi nuovi e viene ritratto il Regno unificato di Re Janus. Il lettore può confrontare la mappa con il testo e cercare di capire di cosa trattano alcuni passi del racconto e la loro ambientazione ma solo la lettura completa può essere d'aiuto. La seconda mappa rappresenta l'Impero Alpirano diviso dal Regno dal Mare Eriniano ed è utile per capire meglio la composizione delle terre descritte; dovrebbe essere ambientato a Sud del Regno.

Sono molto combattuta su come recensire questo primo volume.
La prima metà devo ammettere di averla trovata molto noiosa, a parte un paio di situazioni interessanti. L'ho trovata piena di dettagli inutili, di personaggi pressochè inutili e veramente pesante da leggere. Giusto alcune notizie e alcuni stralci hanno trovato spazio per togliermi dalla noia mortale che mi aveva preso. Avevo quasi deciso di lasciarlo a metà ma la curiosità di scoprire il seguito mi ha incoraggiato a proseguire. C'erano troppe cose che necessitavano di spiegazioni e volevo davvero sapere come si è trovato Vaelin su una nave diretto verso uno scontro mortale e se, soprattutto, ne sarebbe uscito vivo.
Dalla seconda metà il ritmo sembra aumentare, succedono più cose e la narrazione diventa più veloce. Diciamo che si riprende abbastanza bene e il lettore è invogliato a continuare perchè si susseguono intrighi e tradimenti da ogni parte, molto interessanti. Tuttavia l'autore sembra non riuscire a scrollarsi di dosso il tono noioso che rimane sempre in sottofondo ed è un peccato perchè la trama è stata sviluppata bene, ricca di colpi di scena.

I personaggi di Vaelin e dei suoi fratelli, invece, sono ben riusciti e mi sono piaciuti molto senza riserve.
Vaelin, il protagonista, è ritratto molto bene così come i suoi fratelli dell'Ordine. Quello che ho apprezzato maggiormente è che l'autore ha resistito alla forte tentazione di rendere il suo Vaelin perfettissimo, l'eroe senza macchia e senza difetti. L'ha reso molto umano e ricco di sfaccettature. I suoi fratelli sono la sua famiglia e abbiamo Nortah, Barkus, Caenis e Dentos ognuno con una propria particolarità ed ognuno che eccelle in una disciplina. Vaelin è il migliore per gli scontri con la spada ma, per esempio, un arciere a malapena passabile. Far diventare il proprio eroe il migliore in tutto è una grande tentazione, renderlo perfetto, al di sopra di tutti gli altri. Un cavaliere micidiale con una mira invidiabile, capace di scagliare una freccia mentre cavalca a quaranta piedi di distanza e centrare il bersaglio. Questo non è Vaelin, non è il migliore di tutti e non eccelle in tutte le discipline sebbene sia un ottimo guerriero. Addirittura il destriero da lui scelto, Sputo (si può intuire il perchè del nome), avrebbe potuto essere la più elegante bestia tra tutte, il cavallo perfetto dell'eroe invece è una bestiaccia piena di cicatrici che morde e scalcia chiunque gli si avvicini compreso Vaelin che tollera a malapena e con fatica. Mi ha ricordato molto un mix di vari personaggi fantasy: ha, per esempio, il coraggio di Aragorn e l'affascinante aura di maledetto di Manente di Cecilia Randall per citare alcune somiglianze.
Parlando delle peculiarità dei suoi fratelli, Nortah è il migliore arciere; Barkus un ottimo fabbro ed eccelle nel combattimento a mani nude; Caenis è l'appassionato di storie e il migliore nel cercare le tracce dei nemici; Dentos è un abile cavaliere. Le competenze dei cinque si sommano l'una con l'altra e insieme formano una squadra pronta a combattere ogni nemico in situazioni diverse.

La narrazione è in prima persona nei brevi stralci in cui narra i fatti il Cronista Imperiale Verniers e torna subito in terza persona quando al centro dell'azione c'è Vaelin. Nessun altro punto di vista, solo quello del protagonista. Il lettore arriva a conoscere Vaelin veramente nel profondo, scende fin dentro la sua anima, tra i suoi desideri e le sue paure. I dialoghi sono costruiti in modo da sembrare verosimili, soprattutto quando si parla della Fede degli Ordini sono presenti riflessioni interessanti. Non posso di certo dire che il testo scorre fluido ma tutto sommato scorre senza troppi intoppi, è solo molto pesante. Le descrizioni sono moltissime e dettagliate, spesso anche troppo e non hanno la ricercatezza, per esempio, delle lunghissime descrizioni di Tolkien. Tuttavia i paesaggi descritti sono belli e le scene di azione sono chiare. Per quanto riguarda il linguaggio la ripetizione in modo persistente della parola "brevemente" mi ha ricordato molto Trudi Canavan, anche a lei piace molto.
Il finale è intrigante e lascia sicuramente una porta aperta per i prossimi libri e probabilmente i tre volumi sono stati concepiti nel loro insieme. Mi chiedo se troveremo ancora Vaelin perchè mi ci sono affezionata e spero che alla fine troverà un po' di pace.

Consiglio la lettura dai quindici anni in su per la presenza di tematiche abbastanza complesse che toccano riflessioni religiose e sul mistero della vita dopo la morte e soprattutto perchè la lunghezza e la pesantezza risultano da ostacolo per i lettori più inesperti. Oltre alle tematiche il linguaggio usato non è adatto ai lettori giovani perchè troppo colorito, a volte anche fine a se stesso.

Detto ciò per decidere il numero di stelline da assegnare devo fare una media tra il mio gradimento per la prima metà che è di due stelline e quello della seconda metà che è di tre stelline e mezzo. Direi che posso sbilanciarmi arrotondando per eccesso alle tre stelline, ma mi riservo di confermare il giudizio leggendo i seguiti che spero essere più omogenei nelle loro parti.


Vi lascio il link ibs: Il canto del sangue - Anthony Ryan

Autore: Anthony Ryan
Dati: 2013, 761 p., rilegato
Traduttore: Giorgi G.
Editore: Fanucci (collana Tif extra)

2 commenti:

  1. Ciao... grazie della recensione e ora so che non lo leggerò... per me purtroppo se non mi prende da subito il risultato è buttarlo in un angolo, non riesco a finirlo... e poi... non ci sono personaggi femminili? No grazie! XD
    Laura Fearsome

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    1. Ciao Laura, grazie del commento.
      I personaggi femminili ci sono effettivamente e quelli più importanti al momento sono due: sorella Sherin del Quinto Ordine dei guaritori e la principessa Lyrna, figlia di re Janus. Entrambe hanno un ruolo nel libro ma mi sono sembrate secondarie rispetto ai cinque fratelli di Vaelin. Con i suoi fratelli ha passato una vita, con le due donne solo pochi istanti, non possono essere centrali. Forse ci sarà qualcosa per loro nei prossimi libri se l'autore ha intenzione di usare Vaelin come protagonista.

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