1 ottobre 2013

Pan - Francesco Dimitri

Oggi pomeriggio vi parlo di un libro che ho trovato sorprendente: Pan di Francesco Dimitri, pubblicato nel 2008 dalla Marsilio. Questo è il suo secondo romanzo oltre a numerosi saggi precedenti. Gli altri romanzi successivi sono il famoso Alice nel paese delle vaporità del 2010 e il più recente L'età sottile uscito nel 2013 (mia recensione qui) a cui si aggiungono un primo romanzo La ragazza dei miei sogni e alcuni racconti. Un autore di certo molto produttivo, giovane e con una fantasia quasi senza limiti.
La copertina si presenta quasi come un cartoon su uno sfondo dal colore violaceo che mette in risalto le figure in nero. Essendo in nero le figure non hanno profondità perciò l'occhio le registra come tutte sullo stesso piano. In basso abbiamo il Colosseo che ricalca l'ambientazione romana del romanzo, tre mostriciattoli stilizzati, uno spicchio di luna crescente e, al centro, la figura più importante di tutte: Peter Pan. Solo che non è nella esatta rappresentazione che tutti conosciamo ma la sua testa ha qualcosa di strano e di ben poco umano con un naso sproporzionato e una barbetta (la macchia bianca in alto è un occhio, quella in basso la bocca). Peter si riconosce dal titolo che lo suggerisce, dalla posa classica con una mano sul fianco - erano entrambe le mani sui fianchi a dire il vero - e gambe larghe piantate sul terreno, e l'abbigliamento per il resto può sembrare tutt'altro.

Trama. E se Peter Pan esistesse davvero? E se esistessero anche Capitan Uncino, l'Isolachenoncè, il galeone, la ciurma dei pirati, le fate e gli indiani? E se tutto questo fosse a Roma? Peter Pan sta per tornare, i Bambini Perduti si radunano e Capitan Uncino arruola fedelissimi. Wendy, Giovanni e Michele avranno la loro guerra da portare avanti e il confine tra buoni e cattivi non è mai stato così sottile.

Per dare un'idea generale del contenuto queste poche righe possono bastare, ma la trama si dipana tra la letteratura per l'infanzia del Peter Pan di James Matthew Barrie apparso all'inizio del Novecento, miti greci e romani e leggende sugli dei. C'è di tutto un po' per soddisfare anche il lettore più addestrato culturalmente che, nemmeno una volta, si chiede se tutto ciò abbia senso, la domanda non se la può porre perchè Dimitri incastra tutto perfettamente.

L'idea su cui si fonda l'intero romanzo è molto semplice: esistono tre diversi Aspetti delle cose che non interagiscono mai tra di loro. Il primo aspetto è la Carne cioè quello che si trova nel piano della realtà, il modo in cui appaiono esseri umani, animali e cose. Il secondo è il Sogno ed è semplicemente il mondo dei sogni, dove ognuno plasma i propri sogni o incubi. Il terzo è l'Incanto, il più difficile da vedere ma semplice da spiegare. L'Incanto è tutto quello che si può definire meraviglia e magia, gli avvenimenti che non hanno spiegazione nel mondo reale e che appaiono come prodigi o miracoli.
Ci sono alcune cose che esistono in tutte e tre le versioni, in due o solo in uno. L'Isolachenonc'è, per esempio, esiste nel Sogno e nell'Incanto, Roma solo nella Carne. Non è però una questione di mondi paralleli ma più di diverse essenze delle cose, in un Aspetto si vedono in un modo e in un altro Aspetto appaiono in un altro.

Dopo aver specificato le basi parliamo un po' dei personaggi principali. I tre protagonisti sono i fratelli Angela, Giovanni e Michele che spaziano dai venticinque anni della primogenita ai sedici dell'ultimo. Il padre, Stefano, è da anni malato di Alzheimer e la madre Silvia tenta di tenere la famiglia insieme. Angela è diventata la Meravigliosa Wendy (la ragazzina originale si chiama Wendy Moira Angela Darling), di giorno lavora in un negozio di articoli di magia e nel resto del tempo cerca di farsi conoscere come prestigiatrice. Giovanni, invece, cerca di farsi approvare la sua tesi di antropologia culturale dallo sciocco e ottuso relatore sul tema dell'Isolachenon'è. Michele è un normalissimo sedicenne con tutti i tipici problemi di conflittualità con la famiglia. I loro percorsi di crescita sono diversi ma sono tutti e tre finalizzati alla ricerca di se stessi. Hanno la capacità di attraversare i diversi Aspetti se condotti ma l'unico che può muoversi liberamente e vedere i tre Aspetti è Michele che diventa una sorta di sciamano che comunica con gli spiriti urbani.
Oltre ai tre personaggi principali appaiono anche moltissimi personaggi secondari e minori. Alcuni servono giusto per qualche riga, altri hanno un ruolo più attivo e centrale e tutti hanno comunque una loro funzione all'interno del racconto. 

La narrazione scorre fluida in terza persona al tempo presente e i punti di vista cambiano molto spesso, sia nei capitoli sia all'interno di essi. In questo caso non solo i protagonisti hanno voce nel racconto ma anche i tantissimi personaggi minori intervengono, il cambio è così rapido che a volte si fa fatica a star dietro a tutto. I dialoghi sono verosimili e quelli in cui interviene il nonno dei ragazzi sono meravigliosi, lui è mitico nel vero senso della parola, fa davvero ridere.
Le descrizioni degli ambienti sono poche e non sono quasi mai piene di dettagli, danno un'idea del luogo ed è sufficiente, quelle dei personaggi le ho trovate poco originali. All'interno ho trovato alcune ripetizioni che non mi sono piaciute per niente perchè la lingua italiana è talmente vasta che è possibile spiegare quattro volte lo stesso concetto utilizzando ogni volta parole diverse.
Il linguaggio è semplice e diretto, molto terreno che però non riesce a diversificarsi tra i personaggi e rende il tutto un po' piatto. Insomma, Capitan Uncino dovrebbe parlare in un certo modo da pirata, forbito e arricciato come le maniche a sbuffo della camicia ma credo che ci sia stato un processo di modernizzazione, per renderlo al passo con i tempi.

Quello, secondo me, in cui Dimitri è riuscito meglio è il non dare giudizi morali sui protagonisti. Non una volta viene fatto intendere che Capitan Uncino è cattivo e Peter Pan buono. Le carte si mescolano spesso ed entrambi sembrano essere sia buoni che cattivi. Non vorrei andare nello specifico perchè la vera identità dei due è uno dei noccioli ma la vincita della guerra di uno o dell'altro vorrebbe dire uno squilibro nel mondo o troppo giocoso o troppo serio. Basta, non dico altro altrimenti dovrei dare una spiegazione più approfondita che rischierebbe di sfociare nello spoiler. Se volete saperne di più o leggete il libro oppure potete dare un'occhiata online; ho visto in un paio di recensioni che svelano la vera identità dei personaggi (ma sinceramente le recensioni così non mi piacciono dicono troppo e tolgono gusto).

In generale ve lo consiglio, mi è piaciuto e si merita un voto alto per la trama e il tocco di classe dell'oscillazione tra il bene e il male. Lo sconsiglio ai minori di sedici anni perchè il linguaggio non è adatto, troppo crudo, e le tematiche sono quasi da adulti.


Vi lascio il link di ibs: Pan - Francesco Dimitri

Autore: Francesco Dimitri
Dati: 2008, 461 p., brossura
Editore: Marsilio (collana Marsilio X)

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