11 ottobre 2013

Firmino - Sam Savage

La lettura che vi propongo oggi pomeriggio è "Firmino. Avventure di un parassita metropolitano" di Sam Savage, edito da Einaudi nel 2008.
Pubblicato in versione originale nel 2006 arriva in Italia due anni dopo e sembra essere un piccolo caso editoriale. Le opinioni sono parecchio contrastanti. C'è chi dice che è un capolavoro, chi dice che è mediocre. Secondo me la verità sta abbastanza nel mezzo come in buona parte delle cose che capitano. La copertina è stata concepita per attirare un lettore adulto e l'Einaudi stessa è una casa editrice per lettori adulti. Infatti stiamo parlando non tanto di un fantasy, quanto di un romanzo con protagonista un topo umanizzato, una sorta di urban fantasy se proprio vogliamo dargli un nome. Difficilmente questo libro potrebbe piacere a un pubblico giovane in quanto contiene moltissime citazioni di romanzi adulti che poco si associano ai bambini (Joyce, Tolstoj, Kant, eccetera), anzi direi che lo troverebbero noioso. Non c'è azione e non ci sono più di una manciata di personaggi. Nessun eroe che salva il mondo con la supervista e nessuna principessa in difficoltà che aspetta il principe azzurro.

Firmino è un ratto nato sopra il magazzino di una libreria a Boston. Tredicesimo figlioletto è sempre stato snobbato dalla madre e dalla famiglia così ha imparato l'arte di arrangiarsi. Quando scopre che i libri sono buon cibo inizia anche a nutrirsene attraverso l'amore per la lettura. Mentre il mondo esterno cambia e il nuovo piano edilizio distrugge il quartiere, Firmino cerca di sopravvivere.

La trama è quasi banale. I topi sono compagni eccellenti dei cartoni animati di fattura disneyana, li troviamo come fedeli amici di Cenerentola, o come avventurosi animaletti che cercano di salvare principesse e regni come il topino Despereaux. In questo caso, però, Firmino rappresenta la solitudine e l'essere incompresi. Cerca disperatamente di comunicare e di instaurare rapporti con il mondo umano ma non vi riesce. Firmino risiede a metà tra l'animale e l'uomo, probabilmente in quello stadio che spinse le scimmie a compiere il grande passo evolutivo. Mi ha ricordato molto il topo Rémy di Ratatouille della Pixar, anche lui sospeso tra i ratti della sua famiglia e il suo amico bipede.
Firmino di certo non è un eroe, non è avventuroso e non ha doti soprannaturali. Cerca di sopravvivere e nel frattempo legge tutto quello che gli capita a tiro nella fornita libreria di Norman Shine. Impara che più la carta è buona, più il libro sarà bello. Spesso sogna di essere umano e poter finalmente comunicare con gli altri, probabilmente questa sua impossibilità di parlare lo rende molto frustrato. 

La narrazione è in prima persona di cui l'unico narratore è Firmino; tutti i fatti vengono raccontati attraverso il suo punto di vista da topo. I dialoghi sono praticamente assenti a parte alcuni stralci di conversazioni del libraio con i suoi amici. Le descrizioni sono poche e quando ci sono non aggiungono molto al testo.
In pratica Firmino è un grande one man (rat?) show. Tutto ruota attorno a lui, ogni azione, ogni pensiero e ogni citazione scaturiscono dalla sua mente. Una biografia di un topo letterato con un enorme complesso di inferiorità e un pizzico di pedanteria. Il linguaggio è infarcito e la traduzione sfiora l'orrido, non è stato fatto un gran bel lavoro sul testo.

Per farla breve ho trovato "Firmino" abbastanza noioso e con poco coinvolgimento. Il finale è triste e non mi sono sentita triste come avrei forse dovuto. Firmino accoglie il suo destino con tranquillità e con una buona dose di fatalismo. Dalle pagine trasuda malinconia e un senso generale di tristezza, di rimpianto per le cose che non furono ma che avrebbero potuto essere se fossero andate diversamente. Devo però ammettere che mi è piaciuto il messaggio di speranza del sottotesto. I libri sono cibo per l'anima e rendono liberi di sognare e di sperare, leggendo si può essere chi si vuole.

Se avete qualche oretta da riempire leggetelo, potreste anche trovare un piccolo gioiello. Da qualche parte "Firmino" potrebbe essere definito come favola. Fate attenzione che non è un libro per bambini, è una favola per adulti. Il linguaggio non è adatto al pubblico più piccolo, lo consiglio dai 15 anni in su.


Vi lascio il link di ibs: Firmino - Sam Savage

Autore: Sam Savage
Dati: 2008, 179 p., brossura
Traduttore: Santangelo E.
Editore: Einaudi (collana Einaudi Stile libero big)

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