29 ottobre 2013

[Ciclo di Ender 01] Ender's game - Orson Scott Card

Quando esce un film tratto da un libro vecchiotto è quasi d'obbligo la ristampa dello stesso. Succede anche per "Ender's game" di Orson Scott Card, pubblicato in lingua originale nel 1985 ed edito due anni dopo a cura della Nord. I diritti per la versione cinematografica sono stati opzionati nel 2003 dalla Warner Bros. sotto stretta supervisione di Card. Nel 2012 sono iniziate le riprese del film con Asa Butterfield nella parte di Ender, Harrison Ford come Colonnello Graff e Ben Kingsley nella parte di Mazer Rackham. Il regista e produttore è Gavin Hood, già regista, tra gli altri, di Rendition e X-men le origini: Wolverine. Il film è basato su "Ender's game" e su "L'ombra di Ender", una sorta di spinoff in cui il narratore è un ragazzino che viene addestrato dallo stesso Ender.
Avevo visto il trailer del film e mi aveva interessato, ho cercato informazioni e ho scoperto che era tratto dal primo libro di una serie, appunto "Il gioco di Ender" del 1987. Qualche giorno dopo ho visto in libreria il volume sullo scaffale e una svecchiata alla copertina, cambio del titolo da italiano a inglese, cartoncino che richiama il film in uscita il 30 ottobre (se non addirittura la copertina uguale alla locandina) ed ecco un libro vecchio di venticinque anni proposto come nuovo di zecca. Come dicevo prima è il primo libro di una serie composta da molti volumi: sono almeno quattro quelli relativi a Ender, con altri spinoff e prequel. Oltretutto il suo primo abbozzo risale ad un racconto pubblicato nel 1977 sulla famosa rivista di fantascienza Analog. In italiano questi quattro sono già stati pubblicati tutti a cura della Nord, attualmente però su ibs, per esempio, si può acquistare il terzo ma non gli altri. In ogni caso ho fatto una ricerca sull'opac nazionale e si possono reperire nelle biblioteche fornite.
La copertina che vi ho postato è quella dell'ottobre 2013 che è identica ad alcune locandine italiane e dello stesso stile di quelle americane. La copertina dell'edizione del 1987 è del tipo di quelle di fantascienza classiche con un preciso font che ho visto in molte altre copertine (non so dirvi quale sia, ma sono tutte molto simili) con uno scontro tra astronavi nello spazio e sullo sfondo la terra. Pone, inoltre, l'accento sul fatto che l'anno precedente il libro abbia vinto i premi Nebula e Hugo. Non mi dispiace nessuna delle due: una è vecchio stile, l'altra moderna e accattivante. Due stili molto diversi ma che richiamano perfettamente l'interno del libro.

Veniamo alla trama adesso. Andrew "Ender" Wiggin ha sei anni quando viene prelevato dalla sua famiglia per essere addestrato alla Scuola di Guerra, che forma giovani futuri comandanti. La Terra è in pericolo, due sono state le invasioni di esseri alieni chiamati Scorpioni e la terza è in arrivo. Alla Scuola vengono insegnate tecniche avanzate di combattimento interstellare attraverso delle simulazioni, una sorta di videogioco tridimensionale realistico. Ender è il migliore tra tutta la Scuola, un genio, si adatta alle difficoltà e, spronato dagli ufficiali superiori che di proposito lo mettono in situazioni stressanti, diventa praticamente perfetto. In pochi anni si ritrova alla Scuola Ufficiali e, continuando le simulazioni del gioco, porta a compimento il suo percorso. La realtà è, però, dietro l'angolo e Ender si troverà di fronte a delle scelte importanti.

A questo punto veniamo ai personaggi. Quelli principali sono pochi ma quelli di contorno sono parecchi. Ognuno ha una sua caratteristica specifica e li ho trovati poco approfonditi, giusto con qualche accenno.
Ender è un buon personaggio. Geniale, ottimo soldato con un pizzico di insubordinazione. L'ho trovato ben approfondito e con molte sfaccettature: può essere un killer spietato in un momento e un bambino spaventato e solitario il momento dopo. I suoi fratelli, Peter e Valentine, sono altrettanto dettagliati e importanti all'interno della storia raccontata. Quello che, secondo me, è riuscito meglio è che i tre fratelli sono complementari ma con molte uguaglianze. Hanno caratteristiche simili, sono intelligentissimi e riescono, nel bene e nel male, a entrare in contatto con gli altri. Peter scova le paure e le usa contro di loro, Valentine riesce a influenzare azioni e pensieri degli altri ed entrare in empatia con loro, Ender trova le caratteristiche che rendono i suoi compagni buoni soldati e le migliora. Peter sembra essere quasi totalmente malvagio e instabile, Valentine molto empatica e Ender è una via di mezzo: sadico quando serve ma capace di compassione.

Le descrizioni sono poche ma create con gusto. Più che altro se ne trovano rispetto ai luoghi e molto poche sui personaggi, non credo di aver letto nemmeno di che colore ha gli occhi Ender per esempio. Sono probabilmente descrizioni ritenute dall'autore superflue e non rilevanti, meglio che l'attenzione sia concentrata sui modi di porsi e di essere dei personaggi piuttosto che sul colore di occhi o capelli.
I dialoghi sono credibili e lo stile e il linguaggio sono semplici ma curati, adatti agli young adult ma non scontati e banali come si trova nella maggior parte di essi. Lo stile fluido e sciolto tiene incollato il lettore che vuole andare avanti, vuole saperne di più.

La trama è ben strutturata e ogni azione dei personaggi si inserisce in un disegno più ampio. Durante tutta la narrazione si sente che c'è qualcosa di strano, qualcosa di importante che non viene detto, insomma si avverte chiaramente che il narratore sta deliberatamente nascondendo informazioni. All'inizio dei capitoli ci sono degli stralci di conversazione tra il direttore della Scuola di Guerra e alcuni ufficiali perciò è chiaro fin dalle prime pagine che stanno succedendo cose e il lettore freme dalla voglia di sapere la verità.
Tutta la narrazione è in terza persona e quasi tutta ha il punto di vista di Ender, salvo qualche breve stralcio in cui raccontano Valentine o altri personaggi.
Per quanto riguarda il finale, come in moltissimi libri, ne esistono due: uno è la fine della vicenda raccontata, l'altro è di solito un epilogo in cui il protagonista, o qualche personaggio malvagio, fa le ultime considerazioni finali. Faccio un esempio per spiegarmi meglio. In un thriller c'è il detective problematico e depresso che cattura il serial killer (finale uno), a questo punto magari riesce a rimettersi con la moglie o trova la pace (finale due). Moltissimi fantasy hanno questa struttura per il finale e "Ender's game" non fa eccezione. Perciò il finale uno è colpo di scena, perfetto per svelare che cosa è stato nascosto, davvero un gran colpaccio. Il lettore rimane a bocca aperta, senza parole, con un bagaglio immenso di implicazioni. Il finale due, invece, è senza dubbio una rampa di lancio per il libro successivo in quanto viene presentata una situazione che necessita per forza di approfondimento.

Vi consiglio vivamente la lettura di questo fantascientifico, nella versione nuova stampa o in quella originale. Se poi riuscite a recuperare anche gli altri tre (Il riscatto di Ender, Ender III - Xenocidio, I figli della mente) concluderete una buona parte del Ciclo di Ender.


Vi lascio il link ibs della nuova edizione: Ender's game - Orson Scott Card

Autore: Orson Scott Card
Dati: 2013, 377 p., rilegato
Traduttore: Zuddas G.
Editore: Nord (collana Narratina Nord)

1 commento:

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