15 settembre 2013

[Taken 01] Taken - Erin Bowman

Oggi vi posto la recensione di un libro nuovissimo, uscito a fine agosto 2013. Sto parlando di Taken di Erin Bowman, il primo libro di una trilogia, edito dalla Sperling & Kupfer. Il secondo volume Frozen è previsto in lingua originale per aprile 2014 e la trilogia non ha un vero e proprio nome per cui la chiamerò semplicemente Taken dal nome del primo libro.

EDIT: luglio 2014, ho delle nuove notizie: la Sperling & Kupfer ha deciso che non proseguirà nella pubblicazione dei libri due e tre, pertanto vi consiglio di NON leggere Taken in italiano.

Sono stata attirata soprattutto dalla copertina che reputo bellissima, colorata ed enigmatica. Interessante il fatto che per l'edizione italiana la copertina non è stata modificata a parte la frase in basso. Nella versione inglese, che preferisco, dice Once you're over the Wall, there's no going back (Una volta che sei oltre il Muro, non c'è ritorno) mentre in italiano viene posto l'accento su quello che si potrebbe trovare in un generico là fuori senza specificare. Interessante, inoltre, che nella trama italiana sia presente Emma e un accenno all'amore, mentre nella trama inglese non vi è nessun riferimento alla ragazza o ai sentimenti amorosi, a parte la speranza.
Come genere è un fantasy distopico e young adult in quanto il protagonista è un giovane, c'è una storia d'amore (che a un certo punto diventa un triangolo) ed è rivolto, secondo me, ai lettori dai 14 anni in su, diciamo delle superiori.

Vediamo prima la trama o quanto meno l'inizio.
Siamo a Claysoot, un piccolo villaggio attorniato da mura molto alte. Non ci sono uomini adulti. Motivo? Il giorno del loro diciottesimo compleanno, a mezzanotte, svaniscono nel nulla. Gli abitanti del villaggio lo chiamano Sequestro e i giovani scompaiono senza lasciare traccia. Poche settimane dopo la scomparsa di suo fratello, Gray trova una lettera della madre indirizzata al maggiore dei due che parla di un segreto sulla vita proprio di Gray. A questo punto il giovane inizia a porsi delle domande che lo portano a scavalcare il Muro e cercare la verità.

Gray, nelle prime pagine del libro, spiega quasi subito il suo villaggio e come funziona il Sequestro. Si svolge una cerimonia la sera prima del diciottesimo compleanno del giovane in cui gli abitanti si accomiatano da lui e assistono alla sparizione. Allo scoccare della mezzanotte la terra trema, si alza un vento fortissimo e una luce accecante inonda i presenti; il giovane così scompare dal villaggio e nessuno sa cosa accade dopo. Perciò nel villaggio non sono presenti maschi adulti ma solo la popolazione femminile che, tuttavia, ha un'aspettativa di vita abbastanza breve. Inutile dire che c'è, ovviamente, qualcosa di molto strano ed è scontato che Gray andrà a cercare le sue risposte.

Questo è uno di quei libri per cui non so decidermi se consigliarlo o meno. Ha del positivo e del negativo penso di egual misura e di seguito provo a spiegarli.
La trama, seppur non originalissima, mi ha coinvolto abbastanza. Un buon intreccio, complicata quanto basta e ricca di colpi di scena. Alcuni di questi colpi di scena erano scontati fin dall'inizio ma la buona parte l'autrice è riuscita a giocarseli bene. Se vi impegnate e avete letto abbastanza distopici potrete facilmente indovinare quello che Gray troverà dall'altra parte del muro. Allo stesso modo si possono indovinare un paio di ribaltamenti nei successivi passaggi per il motto niente è quello che sembra. Quelli pensati bene sono messi al punto di giusto e costringono il lettore a pensare alle conseguenze delle sue scoperte e ad andare avanti nella lettura per saperne di più.
Il finale è aperto e non c'è dubbio che il racconto deve continuare. Diciamo che la vicenda che si presenta all'inizio viene conclusa ma c'è un sicuro disegno più grande dietro; è stata vinta una battaglia ma non la guerra.

Quello invece che non mi ha convinto sono stati i personaggi e anche il protagonista. Non mi hanno convinto le descrizioni e i dialoghi e in generale il tipo di narrazione.
Gray è il nostro protagonista. Ha circa diciotto anni e un fratello, Blaine, che è molto simile a lui di aspetto ma caratterialmente l'opposto. Possiamo dire che i due siano personaggi complementari sebbene Blaine rimanga nell'ombra. Il giovane è impulsivo, non si ferma quasi mai a riflettere prima di agire, è presuntuoso, arrogante ed egoista. Questo è quello che appare fuori ma nel racconto si possono intuire altri aspetti. L'arroganza nasconde l'insicurezza e l'egoismo cerca di reprimere la paura di perdere le persone a cui tiene. E fin qui va bene, niente di strano. Solo che, per tutto il libro, il suo atteggiamento non cambia. Di solito ci si aspetta una crescita interiore, un cambio di convinzioni e di ideologie ma in questo caso non ho trovato differenze tra l'inizio e la fine. Spero in qualcosa di più negli altri due libri della trilogia, qualcosa che renda il personaggio speciale perchè, per adesso, mi è sembrato senza spessore, banale e piatto. Devo ammettere, però, che Gray ha una forza d'animo e un coraggio che pochi possono vantare, è sempre pronto ad assumersi il rischio e mettere in pericolo la propria vita. All'inizio poi mi è sembrato una Katniss al maschile: caccia nei boschi e tira con l'arco. Non è un personaggio molto originale.
Anche gli altri personaggi sono piatti e banali. Abbiamo la bella di turno che si mette in triangolo con l'altra bella di turno e ovviamente sono entrambe innamorate di Gray, di loro si conosce poco come del fratello Blaine. Sono bellissime e descritte quasi con le stesse parole: gambe snelle, esili, fianchi sui quali si vorrebbero mettere le mani, eccetera. Di certo non poesia.

Da qui passiamo direttamente alle descrizioni senza nessuna caratteristica rilevante, sono quasi del tutto assenti e quando sono presenti le ho trovate poco interessanti e banali. Anche i dialoghi sono banali e quasi tutti dicono cose scontate. La narrazione scorre comunque fluida ed è in prima persona esclusiva di Gray. Ciò permette al lettore di conoscere profondamente il protagonista ma toglie qualsiasi aspetto di interiorità a tutti gli altri personaggi. Le vicende raccontate sono solo dal suo punto di vista e deve quindi essere per forza presente. Oltretutto il racconto è al tempo presente e non sono sicura di cosa significhi l'uso di questa tecnica. Potrebbe essere per creare una sorta di racconto istantaneo appena succedono le cose senza sembrare un qualcosa di già scritto e concluso, diciamo un work in progress. Preferisco, però, i racconti al passato remoto che rispetto al presente danno profondità maggiore.

In generale il linguaggio è molto semplice e scontato, con alcune ripetizioni di intere frasi. Mi viene il dubbio che la causa di questo impoverimento lessicale sia principalmente la traduzione dell'americano che, di certo, non è una lingua ricca di sinonimi e contrari ma bensì piuttosto trita. Mi viene, inoltre, l'atroce sospetto che questo sia lo stile tipico del filone young adult e la cosa non mi piace un granchè. Significherebbe che la letteratura per ragazzi sta abbassando il livello qualitativo di scrittura per un qualche motivo a me sconosciuto.

Detto ciò, tutto sommato ve lo consiglio per la trama perchè sicuramente è buona. Se però cercate dei personaggi non standardizzati è meglio che leggiate altro. Il mio voto è di tre stelline, a metà.


Vi lascio il link di ibs: Taken - Erin Bowman

Autore: Erin Bowman
Dati: 2013, 310 p., rilegato
Traduttore: Villa E.
Editore: Sperling & Kupfer (collana Pandora)

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