6 settembre 2013

Jonathan Strange & Mr. Norrell - Susanna Clarke

Mi sono imbattuta per caso in questo libro, l'ho letto senza quasi sapere nulla della trama e me ne sono innamorata. Sto parlando di Jonathan Strange & Mr. Norrell di Susanna Clarke, pubblicato dalla Longanesi nel 2005. La Clarke è un'autrice inglese ed ha pubblicato una raccolta di brevi racconti intitolata Le dame di Grace Adieu e altre storie di magia edito nel 2007 in Italia. Le sono serviti ben nove anni per arrivare al completamento di questo romanzo che è di sicuro molto sostanzioso e che la Bloomsbury, all'epoca, pubblicò subito in 250 mila copie sicurissima di avere tra le mani un bestseller, così come poi si è dimostrato. I diritti del romanzo sono stati acquistati nel 2004 dalla New Line Cinema, quella che ha prodotto in collaborazione la trilogia de Il signore degli anelli di Peter Jackson, e l'autrice sta attualmente lavorando al seguito incentrato su alcuni personaggi minori. La copertina dell'edizione italiana è la stessa della versione originale con solo il signor al posto di mr. e il bordo pagina è nero, non so dirvi se anche l'interno lo sia ma sarebbe fichissimo. Essenziale, di effetto, mi piace molto, ne esiste anche una versione in bianco mentre l'edizione brossura del 2007 è rossa.

Passiamo a una brevissima trama perchè sarebbe impossibile raccontare tutto quello che succede. A grandi linee da molti secoli la magia ha lasciato l'Inghilterra, rimangono solo dei maghi teorici che la studiano ma non hanno nessuna intenzione di praticarla. Fino a quando, nell'Ottocento, il mago Gilbert Norrell, mostra alla nazione di essere in grado di compiere incantesimi appresi grazie ai suoi preziosi libri. Deciso a riportare in auge la magia inglese, due avvenimenti fanno precipitare la situazione avendo esiti a dir poco catastrofici. Il primo: Norrell, con un patto con un essere fatato, richiama dalla morte di una giovane donna, Lady Pole. Il secondo: appare un altro grande mago diventatolo un po' per caso, Jonathan Strange. E una profezia alquanto enigmatica a condire il tutto.

Questi sono i fatti più importanti. La trama è necessariamente breve tanto quanto il libro è lungo. Se notate la data della scorsa recensione ci ho messo quasi una settimana per terminarlo, è molto prolisso.
E veniamo perciò ai contro di questa storia, o meglio, ai contro che si potrebbero sollevare ma che a me non hanno pesato affatto. La lunghezza è infinita, quasi 900 pagine, le descrizioni di luoghi e persone minuziosa anche dei personaggi che appaiono brevemente, prolisso e pieno di fatti, vicende, racconti, leggende grazie anche alle note a piè di pagina che spesso, da sole, prendono una pagina intera.
Si potrebbe dire che la Clarke non ha lasciato niente di sospeso, ogni passaggio è esaustivo fino in fondo. Si potrebbe dire che molte parti non sarebbero dovute comparire. Si potrebbe dire che tutte queste pagine non servono, che si poteva raccontare la storia intera in metà spazio. Sì, è vero, completamente. Tuttavia, se così fosse, non avremmo in mano Jonathan Strange & Mr. Norrell ma solo una brutta copia della saga di Harry Potter della Rowling, con protagonisti adulti.
Ogni pagina è densa, impregnata di magia e di storia. Un mondo creato sulla magia e una magia adattata al mondo. Nella parte centrale, con l'arrivo di Strange, viene allacciata la vera storia inglese della lunga guerra contro Napoleone e la Francia. La magia è usata per battere i nemici ed è tutto perfettamente credibile. Troviamo anche personaggi realmente esistiti del calibro del poeta Lord Byron che diventa amico di Strange, re Giorgio III in preda alla sua follia e il duca di Wellington, famoso per aver sconfitto Napoleone nella battaglia di Waterloo. Integrati con la trama e le vicende dei due maghi (soprattutto con Strange) sembra quasi che i fatti siano andati proprio così, che Wellington abbia battuto la Francia grazie a incantesimi e sortilegi, che sarebbe impossibile pensare il contrario.
In pratica la Clarke ha confezionato un mondo basato sull'uso della magia in cui essa stessa è studiata a grandi linee dai giovani alunni e risulta normalissima. Ha creato anche una sorta di bibliografia dei testi magici più consultati e affidabili, esattamente come ha fatto la Rowling (mi viene subito in mente Storia della magia di Bathilda Bath dalla saga di HP).

I personaggi sono perfetti. Gilbert Norrell è un burbero, misogino ometto. Acquista tutti i libri di magia del regno per evitare che altri li leggano, cerca di sabotare gli altri maghi teorici togliendo loro la possibilità di leggere tomi magici, fa di tutto affinchè una scuola per maghi non veda la luce. Non ama la gente, odia aiutarla ma non può fare a meno di voler essere al centro dell'attenzione come una primadonna. Un uomo che si contraddice ad ogni parola, che brama la fama e il potere ma che risulta quasi sempre solo antipatico e noioso. Cerca di rendersi utile durante la guerra con lo scopo dichiarato di ridare lustro alla magia ma con lo scopo nascosto di essere di vitale importanza per il regno.
Jonathan Strange è, invece, quasi completamente l'opposto. Non ha mai cercato la fama, è diventato mago decisamente per caso leggendo un foglietto scribacchiato con una semplice magia. Da quel momento ha messo anima e corpo nello studio e nella pratica dell'arte magica inglese e vuole divulgarla a tutti. Tutti la possono imparare, non vuole chiudere nessuna porta: uomini, donne, bambini e anziani. La magia è una cosa aperta non chiusa, non può esserlo.
I due, come può essere dedotto, si scontrano spesso. All'inizio Norrell accetta il suo allievo di buon grado, stanco di essere l'unico mago con cui parlare (ma l'ha voluto lui) e Strange mostra riconoscenza e sete di sapere per ogni nozione. A un certo punto, però, Strange sente che manca qualcosa, che Norrell non riconosce la magia del Re Corvo e non gli dà la giusta importanza. Il Re Corvo è un personaggio mitico. Un bambino rapito in fasce dagli esseri fatati e diventato Re del Nord dell'Inghilterra dove ha regnato con la magia e l'aiuto degli elementi. Dopo la sua scomparsa è diventato una leggenda e Norrell non la vuole riconoscere, pensa che sia pericoloso usare il suo potere. Ma Strange ha deciso che vuole esplorare tutte le possibilità.

Tutti i personaggi minori sono descritti con minuzia così come le ambientazioni. Le descrizioni sono fiabesche, in leggero stile gotico. La narrazione è fluida e verosimile, i dialoghi credibili. Lo stile di narrazione assomiglia un po' a quello di Jane Austen e un po' a quello di Charles Dickens, molto credibile quindi e adatto al periodo storico scelto, quello dell'Ottocento. Persino i tessuti degli abiti sono quelli usati all'epoca, così come il modo di comportarsi dei signori e del popolo. Non è stato lasciato niente al caso, tutto riporta perfettamente nell'Ottocento come se fosse una narrazione contemporanea e non un racconto di duecento anni fa. Il punto di vista della narrazione è in terza persona sia su Norrell che su Strange con contributi di alcuni personaggi minori ma significativi ai fini della storia. La trama è originale e ben costruita con molti elementi di sorpresa e momenti di puro humour inglese. Il finale lascia a bocca aperta e i colpi di scena non mancano.

Come avrete intuito ve lo consiglio vivamente ma solo se non vi spaventa una lettura lenta e dettagliata. Per leggere questo bel libro serve tranquillità e concentrazione, ogni pagina e ogni riga sono importanti perchè può succedere di tutto. Se cercate qualcosa di leggero e veloce non perdete nemmeno tempo, non fa per voi.



Autore: Susanna Clarke
Dati: 2005, 887 p., ill., rilegato
Traduttore: Merla P.
Editore: Longanesi (collana La Gaja Scienza)

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