22 settembre 2013

Gli incubi di Hazel - Leander Deeny

Eccomi con una nuova recensione. Oggi vi parlo de Gli incubi di Hazel di Leander Deeny, pubblicato nel 2008 dalla Newton Compton. Deeny è uno scrittore di origini americane ma ormai residente sul suolo inglese da anni; questo è il suo primo libro. Il titolo originale è Hazel's phantasmagoria e la copertina è molto carina anche se preferisco la versione inglese. All'interno vi sono delle illustrazioni a metà tra il dark e l'ispirazione burtoniana che ben rappresentano il testo del bravissimo David Roberts. Sono stilizzati e semplificati, aprono e chiudono il libro e sono all'inizio di ogni capitolo.
Ci ho messo alcuni giorni a postare la recensione ma la lettura è molto breve, veloce e intensa. Serviranno circa tre orette, diciamo un pomeriggio e sarà già finito.

Londra, giorni nostri, estate. Hazel sta per passare tre lunghe settimane dalla sorella di sua madre, Eugenia. A Hazel la zia non piace per niente, la tratta sempre male e suo figlio Isambard è noioso e privo di attrattiva. Vivono in una villa ormai in rovina circondata da un parco enorme che nasconde strani personaggi. Hazel, infuriata dopo una punizione troppo dura inflitta da sua zia, scappa nel parco e incontra tre creature formate da due animali ciascuno: Francis, Geoff e Noel. Scopre che questi tre bizzarri animali non sono altro che incubi: ogni notte si introducono nella camera da letto della zia e cercano di spaventarla. Ad Hazel non sembra vero e decide di aiutare gli incubi per vendicarsi.

I personaggi principali sono pochi.
Abbiamo Hazel che è la nostra protagonista. Ha dieci anni e adora il cioccolato. I suoi genitori sono andati in vacanza in Egitto e l'hanno lasciata da zia Eugenia. Di solito è una bambina allegra anche se ha molte difficoltà nel farsi dei nuovi amici. Più che difficoltà è praticamente impossibile per lei visto che molto spesso viene presa in giro dai suoi compagni di classe che le dedicano aggettivi poco carini. Quando la zia la tratta male non riesce a reagire e quando parla con sua madre del comportamento antipatico della zia non viene creduta. All'inizio odia Eugenia ma alla fine inizia a comprenderla e a capire il suo atteggiamento.
Il secondo personaggio importante è zia Eugenia, o meglio Lady Pequierde, ed è la sorella maggiore della madre di Hazel. Anni prima ha sposato il baronetto Sir Podbury Pequierde, uomo dedito più alle scommesse e all'alcool più che alla famiglia. Ha, infatti, sperperato molto del suo patrimonio e alla sua morte avvenuta cinque anni prima ha lasciato quasi sul lastrico la moglie e il figlio. La villa è in decadenza, piena di muffa, polvere, sporcizia e tutto quello che si trova nelle case abbandonate. Solo tre domestici sono rimasti: il maggiordomo, la cuoca e il giardiniere. Eugenia, dalla morte del marito, è diventata intrattabile, umilia i suoi domestici e Hazel, li insulta, dice cattiverie, è dispotica e maleducata. Per tre quarti del libro si fa assolutamente odiare mentre nelle ultime pagine si rivela essere un'altra persona.
Il terzo personaggio è Isambard, l'unico figlio di Eugenia e cugino di Hazel. Ha dieci anni ed è bizzarro. Tutto il giorno ripassa le lezioni per stare al passo con i suoi compagni di classe che sono più grandi. Sembra essere molto intelligente, quasi geniale e la madre è orgogliosa di lui; è anche l'unico personaggio che non viene insultato e maltrattato. Cerca di essere gentile con Hazel e diventare suo amico.

La scrittura è scorrevole e piacevole. Il linguaggio è semplice e lo rende adatto a tutte le età, soprattutto per la fascia delle elementari. I dialoghi sono convincenti e verosimili e le descrizioni gotiche quanto basta. La maggior parte della narrazione è in terza persona al tempo passato remoto dal punto di vista di Hazel. Sono presenti anche dei piccoli contributi al presente dal punto di vista della zia che scrive il diario dei suoi incubi.
Le diverse voci degli incubi sono presentate con caratteri diversi. Il cattivo Geoff ha il grassetto, il sottile Noel il corsivo mentre il grande Francis ha lo stampatello.

Tuttavia, sebbene l'aspetto della narrazione mi abbia soddisfatto, non posso dire la stessa cosa della trama. Anzi, non proprio di tutta la trama ma di alcuni aspetti.
La trama non è male e ben strutturata senza tempi morti, quello che non riesce a piacermi è l'utilizzo dell'insensato nel racconto. Non vorrei fare spoiler ma è difficile spiegare quello che intendo. Veniamo a sapere che le tre creature che Hazel incontra sono state create da Isambard. La prima creatura, Geoff, ha la testa e la coda di leopardo e il corpo da gorilla. Francis ha il corpo di struzzo e la testa di rana mentre Noel è metà pitone e metà porcospino. Isambard ha dieci anni, come può essere verosimile che abbia creato questi mostri? Già la questione è stata complicata per il dottor Frankestein, per un ragazzino di dieci anni seppur geniale dovrebbe essere insormontabile. Oltre a questi mostri c'è il cane da guardia con la testa di legno e i due maiali con una zampa in comune. Sono cose che non si possono creare con un paio di alambicchi e due provette. Oltretutto si è fatto mandare dalla Tanzania e dall'Africa i sei esemplari vivi con consegna alla villa. Con quali soldi ha pagato i bracconieri? Va bene è un fantasy ma potrebbe essere un pochino più verosimile.

Sulla copertina viene vantata una somiglianza con Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e credo che sia un po' azzardato nonostante ci siano alcuni spunti. Eugenia assomiglia molto alla Regina di Cuori, iraconda e antipatica, se potesse taglierebbe la testa a chiunque. I poveri domestici potrebbero essere i sudditi che subiscono la Regina. Hazel potrebbe essere Alice mentre le tre creature potrebbero assomigliare ai vari personaggi che Alice incontra nel suo viaggio nel paese delle meraviglie. Sinceramente il paragone è eccessivo perchè Carroll era un visionario che è riuscito a creare un intero mondo nonsense rendendolo perfettamente plausibile, Deeny, invece, ha fatto un po' di confusione tra nonsense e surreale. Surreale è il ragazzino di dieci anni che dà la vita a dei mostri, surreale è un cane con la testa di legno o oche che fumano, tutto questo non è nonsense ma solo surreale. Il nonsense è una linea sottile tra ciò che pensiamo vero e ciò che potrebbe esserlo, ciò che potremmo essere disposti a credere vero.

Per tutti questi motivi do al racconto di Leander Deeny un voto a metà. Alcuni aspetti mi sono piaciuti e in tre o quattro punti sono rimasta a bocca aperta perchè proprio non me lo aspettavo, per altri aspetti non sono soddisfatta.


Vi lascio il link di ibs: Gli incubi di Hazel - Leander Deeny

Autore: Leander Deeny
Dati: 2008, 205 p., ill., brossura
Traduttore: Di Natale S.
Editore: Newton Compton (collana Grandi tascabili contemporanei)

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