8 settembre 2013

[Canti delle terre divise 01] Inferno - Francesco Gungui

Come ho già detto più volte, in questo periodo mi sto dedicando anche a libri che di solito non richiamano la mia attenzione. Ho deciso, però, di dare un'occasione anche ai libri che non sono epic fantasy classici (i miei preferiti) e cimentarmi con distopici, young adult con un minimo di dignità (no, non leggerò mai Twilight o la Lauren se per caso ve lo state chiedendo) e urban fantasy. A volte li leggo perchè il titolo mi colpisce senza quasi badare alla trama o mi attira la copertina.
Ora è stato il turno di Inferno di Francesco Gungui, pubblicato da Fabbri Editore a maggio 2013. L'autore non è un esordiente ma è giovane, ha già pubblicato negli anni passati libri per ragazzini, young adult romantici, un ricettario e un romanzo per adulti. Questo è il primo fantasy in cui si cimenta ed è anche il primo di una trilogia, Canti delle terre divise, e suppongo che gli altri si chiameranno purgatorio e paradiso. Infatti, potete trovare qui le mie recensioni di Purgatorio e Paradiso.
La copertina scelta non è malissimo, la O di inferno richiama il simbolo dei quattro oligarchi che governano Europa e la I sembra quasi la tipica pianta a croce delle chiese cristiane. La ragazza dovrebbe essere Maj, la seconda protagonista, e una domanda sospesa "Fin dove ti spingeresti per salvare chi ami?" attira il lettore.
EDIT: nel 2014, in contemporanea con l'uscita dei due volumi successivi, la Fabbri ha scelto di rieditare anche la copertina di Inferno proponendone una nuova, con font e grafica molto diversa, rendendo più accattivante ed omogenea la trilogia. Ve la metto qua di fianco. La frase, tuttavia, è stata mantenuta.

Prima di tutto una breve trama. Inferno è un carcere di massima sicurezza. Europa è un nuovo territorio composto dal vecchio nord Europa. Blocchi di Paradiso, invece, nascono sulle sponde del Mediterraneo. Sono tre territori diversi e con abitanti diversi: a Paradiso vivono i ricchi, a Europa la gente comune quasi sempre affamata e a Inferno i dannati, coloro che hanno compiuto crimini. Maj, ragazza del Paradiso, a un certo punto finisce a Inferno con false accuse. Alec di Europa, la segue e tenta il salvataggio.

Questo, in breve, è quello che succede. Se mi addentrassi di più farei spoiler tuttavia posso dire quello che potete leggere ovunque, in ogni trama.
Inferno è un carcere particolare perchè ricalca esattamente l'inferno di Dante nella Divina Commedia, un cono rovesciato con un vulcano al centro. Ogni dannato viene scaricato da una nave sulle sponde della selva ed entra dalla mitica porta con una scritta in alto: Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate. Dopo di che cinque archi in uno spiazzo portano ai primi gironi dell'inferno dal Limbo alla città di Dite. Spesso nel limbo ci sono carcerati che devono passare lì solo un periodo e poi vengono trasferiti al loro girone di condanna dal settimo girone in giù. Questi gironi sono quelli previsti da Dante e le pene del contrappasso anche. I carcerati scontano la loro pena che può essere in anni o per sempre e cercano di restare vivi. Il Limbo e i gironi sono una sorta di Hunger Games di tutte le età: lo scopo è sopravvivere ai contrappassi, agli altri dannati e alle bestie (arpie, minotauri e cerberi). Il tutto viene trasmesso con filmati montati ad arte dalla sala regia presso le cattedrali un tempo utilizzate dalla religione.
A Paradiso come ho già detto vivono i ricchi, i privilegiati che se ne stanno tutto il giorno al sole senza nessun pensiero con la pancia piena e il portafoglio straripante. Hanno posizioni di rilievo nella società che è governata da quattro Oligarchi (formando così l'Oligarchia). Maj è appunto figlia di uno dei quattro Oligarchi e vive felicemente.
Europa è una cosa strana invece. Dal racconto emerge che a un certo punto l'Italia è stata abbandonata perchè non più fertile e la popolazione si è concentrata a nord delle Alpi quindi direi tra Francia, Germania e Inghilterra. I confini degli stati non esistono più, esiste solo Europa, un'unica grande nazione, per così dire, che sottostà all'Oligarchia. Lì vive in pratica la classe media e povera, in città grattacielo cercando di sopravvivere. Alec è un figlio di Europa che arriva a Paradiso come lavorante (avranno pur bisogno di giardinieri, domestici e cuochi no?). Se non sei ricco il posto migliore per vivere è come lavorante di Paradiso, la pancia è piena e corri pochissimi rischi. Sempre se non ti innamori di una del Paradiso. A Paradiso la popolazione non conosce quasi per nulla Europa nè tantomeno sa cosa succede esattamente a Inferno.

Passiamo al commento vero e proprio in cui cerco di essere il più obbiettiva possibile. Inizio dai personaggi principali.
Alec e Maj sono personaggi piuttosto stereotipati. Hanno diciassette e sedici anni, sono bellissimi, bravissimi e ovviamente si innamorano. Andrebbe anche bene tutto sommato solo che il loro innamoramento, oltre ad essere super extra scontato, è un colpo di fulmine. E andrebbe bene anche questo solo che non mi ha convinta. Il colpo di fulmine, già difficile nella realtà, secondo me nei libri non può essere incluso con così tanta leggerezza. Mi sarebbe piaciuto un periodo di conoscenza e un innamoramento più lento con magari qualche incomprensione invece in due righe lei è pazza di lui e lui non pensa ad altri che a lei anche se fino a due giorni prima lui aveva una sorta di ragazza e lei ha attualmente un quasi fidanzato. No, non mi ha convinto.
La crescita interiore di Alec è quasi nulla per tutto il libro. Sa esattamente cosa fare, quando farlo e si butta senza pensare a quello che potrebbe succedere compiendo certe scelte e per sua fortuna gli va tutto troppo bene. Il percorso di Maj invece mi è piaciuto di più perchè diventa da ricca e noncurante ragazzina a una guerriera capace di uccidere con le proprie mani, rendendola piena di sfaccettature. Alec al confronto perde di sicuro e diventa piatto.
I personaggi di contorno sono ben descritti ma forse troppo poco approfonditi, mi sarebbe piaciuta qualche parola in più su di loro anche se sono personaggi un po' fini a se stessi che passano nella storia in una sorta di parobola discendente.

La trama è interessante se togliamo l'ovvio e scontato innamoramento di Alec e Maj. Usare la Divina come base è molto pericoloso perchè rischia di diventare un pasticcio.
A tutti gli abitanti di Europa e Paradiso viene impiantato un microchip sottocutaneo che contiene tutti i loro dati e serve per il riconoscimento in qualsiasi attività e viene chiamato anima, una buona pensata. Anche l'idea dell'Inferno come carcere è ben pensata anche se alcuni punti mi lasciano perplessa. Nella Divina le anime sono immortali e sono condannate alla loro pena per l'eternità. Gli esseri umani difficilmente sono immortali pertanto: chi ha deciso la durata delle pene e in base a cosa? Per esempio che crimini vanno nel girone dei golosi? Chi ruba nei supermercati? E nel girone ottavo dei seduttori? Secondo. A un certo punto nella storia sappiamo che un personaggio qualsiasi ha portato a Europa un altro personaggio x che era carcerato nel girone degli assassini. Come ha fatto a portarlo fuori e a fargli avere una vita riconosciuta dall'anima? Sicuramente era stato registrato l'ingresso e la pena attraverso il chip e sicuramente fuori ha dovuto mostrarlo in diverse occasioni. Non ci è dato sapere come è stato possibile.
Una cosa che mi lascia perplessa sulla popolazione di Europa e Paradiso è: che lingua parlano? Un idioma del tutto nuovo e molto probabilmente non italiano visto che nè Alec nè Maj capiscono quello che c'è scritto nella Divina e questo aspetto non viene approfondito. Mi sono posta la domanda quando ho visto che i nomi dei personaggi derivano da lingue diverse. E soprattutto: tutta la popolazione del mondo vive ad Europa? Che fine hanno fatto America, Asia e Australia? Cos'è successo? Forse verrà tutto spiegato negli altri due libri ma per il momento i dubbi non hanno soluzione.

Esiste una sorta di finale in cui la vicenda portante si conclude ma rimangono interrogativi che dovranno essere risolti e nel primo libro il finale è doppio. Uno riguarda chiaramente Alec e Maj, l'altro riguarda il futuro dell'Oligarchia. Il primo è scontato e già lo sappiamo, il secondo invece mi ha piacevolmente stupito, è stata un'ottima mossa a sorpresa. E già che parliamo di sorpresa durante il libro ve ne sono alcuni di cui solo uno è un vero colpo di scena, gli altri sono piccoli e quasi senza importanza.

La narrazione scorre fluida però il lessico è semplice, a volte senza troppa cura e qualche salto di congiuntivi. Sono privilegiate le frasi brevi con al massimo una frase secondaria di solito introdotta dalla virgola e di virgole credo ce ne siano fin troppe in tutto il testo. I dialoghi a volte cadono nella banalità e le frasi si ripetono spesso: nei dialoghi vince "ascolta" che viene detto più o meno da tutti i personaggi. Non è stato differenziato il linguaggio tra popolo e ricchi, sembra che parlino tutti allo stesso modo. Il punto di vista è in terza persona e i passaggi in cui sono presenti due personaggi ogni tanto diventano confusionari in quanto ci sono dei salti dai pensieri di uno a quelli dell'altro. I momenti di azioni sono descritti con chiarezza e i luoghi ben creati.

Alla fine di tutto devo dire che mi aspettavo di più ma che non è da buttare completamente. I punti a favore sono di sicuro la trama e le ambientazioni, quelli a sfavore il poco spessore dei personaggi e i dialoghi banalotti. Visto che è una trilogia c'è sempre margine per il miglioramento e mi aspetto di trovarlo nei prossimi due. Per il resto ve lo consiglio ma con riserve. Essendo uno young adult è consigliato nella fascia dell'adolescenza e questa volta sono d'accordo. Sconsigliato ai ragazzini delle medie, io partirei con quelli delle superiori ma badate bene che il motivo non è il linguaggio. Ho già detto che è semplice e quasi banale ma questo non posso dirlo delle tematiche, stiamo pur sempre parlando di un distopico.
Il mio voto è di due stelline e mezzo: è intelligente ma non si applica.


PS: Se siete finiti su questa pagina è perchè state cercando informazioni su Inferno e, per vostra fortuna, siete ancora in tempo per desistere dalla lettura. Se la mia recensione di Inferno vi ha incuriosito, vi dico subito che è fuorviante. Le trilogie e le serie vanno analizzate nella loro interezza e, dopo aver completato di leggere l'intera trilogia, vorrei sconsigliarvela. Se avevo passato con riserve Inferno adesso mi sento di non consigliarvelo nemmeno. Non iniziate la trilogia Canti delle terre divise, è una perdita di tempo e ve ne pentirete.

Vi lascio il link di ibs: Inferno - Francesco Gungui

Autore: Francesco Gungui
Dati: 2013, 430 p., rilegato
Editore: Fabbri (collana Crossing)

2 commenti:

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