17 agosto 2013

[The Kane Chronicles 01] La piramide rossa - Rick Riordan

Rick Riordan, come abbiamo già visto, si diletta con gli dei. Se prima erano greci adesso sono egizi, come la copertina mostra e il titolo suggerisce fortemente.
"La piramide rossa" è il primo volume di una trilogia, uscito in lingua originale nel 2010 e in italiano a ottobre 2012. Il secondo volume "Il trono di fuoco" (si vede che a mettere trono nel titolo si vende di più) è uscito a luglio e spero di recensirvelo presto eccolo qui. Il terzo volume, già uscito in inglese, me lo aspetto per inizio anno prossimo e infatti trovate la mia recensione qui. La casa editrice è sempre la Mondadori che ormai ha puntato su un purosangue, certa di incassi vertiginosi. Mondadori che ci propina la solita copertina, simile alle saghe greche di Riordan: ragazzi di spalle con uno sfondo accattivante. E va bene, veniamo al libro.

Dicevo prima che, in questa nuova trilogia, i protagonisti hanno a che fare con dei e terribili mostri della mitologia egizia. I protagonisti in questione sono i fratelli Carter e Sadie Kane di rispettivamente 14 e 12 anni. Vediamo una breve trama.
Dopo la morte della madre i fratelli Kane vivono separati: Carter con il padre egittologo Julius gira il mondo mentre Sadie è rimasta a Londra con i nonni materni che mal sopportano suo fratello e suo padre. La famiglia può riunirsi solo due giorni all'anno e, questa volta, Julius li porta al British Museum in orario di chiusura per analizzare la stele di Rosetta. Ovviamente la situazione precipita e una grossa esplosione li lascia storditi. Il padre scompare e, tornati a casa dei nonni, trovano lo zio Amos, fratello di Julius, che li porta a Brooklyn in un rifugio sicuro. Là racconterà ai due fratelli fatti inquietanti riguardo alla scomparsa del padre, alla morte della madre e al loro ruolo: il dio Seth è risorto e sta pianificando la distruzione del mondo.

Come struttura il libro assomiglia molto alla saga di Percy Jackson e agli Eroi dell'Olimpo. Ci sono pochissimi tempi morti e i protagonisti sono costantemente in pericolo. Uno dopo l'altro appaiono mostri su mostri che vogliono ucciderli e combatteranno anche contro la Casa della Vita, un'organizzazione di maghi a protezione del mondo, che non accetta la loro presenza. Tutto quello che scoprono sulla loro famiglia e su loro stessi viene mostrato tra un attacco mortale e l'altro, lo spazio per le spiegazioni è sempre troppo poco. E c'è una profezia.

La narrazione è in prima persona con punti di vista alternati tra Carter e Sadie. Riusciamo a comprendere meglio i loro pensieri e i loro stati d'animo: quello che hanno vissuto e stanno vivendo risulta chiaro dalla tecnica di narrazione a doppia voce. I dialoghi a volte diventano un po' assurdi e i due si beccano spesso, tuttavia diventano molto simili ai dialoghi di vita quotidiana degli adolescenti. La scrittura è fluida, il linguaggio molto semplice adatto a tutte le età e nello stile umoristico tipico di Riordan.

Carter e Sadie mi hanno ricordato parecchio i gemelli del destino. Ve la ricordate la serie animata degli anni '90? Certo in quella serie i gemelli non erano proprio gemelli, erano solo predestinati da una profezia e quando si prendevano per mano succedevano cose strane. Però lei era biondissima, occidentale mentre lui era cinese. I protagonisti me li hanno ricordati perchè lei è bionda, occhi azzurri e pelle bianca. Lui, invece, è afroamericano con la pelle scura, molto assomigliante al padre. Julius, poi, raccomanda sempre a Carter di vestirsi in un certo modo altrimenti un nero in jeans e felpa sembrerà sempre un teppista. E anche loro hanno i superpoteri. Come personaggi sono ben caratterizzati, hanno entrambi pregi e difetti.

I personaggi di contorno mi sono sembrati, però, un pochino superficiali senza troppo spessore. Le descrizioni degli ambienti e delle battaglie sono buone, si riesce a seguire bene il filo degli avvenimenti. Riordan ha un tipo di scrittura molto cinematografico, gli piacciono le scene forti con esplosioni e colpi di scena. Il che non è sempre un difetto però forse ogni tanto diventa un pochino noioso perchè sappiamo più o meno come si svolgeranno i fatti: i fratelli arrivano quasi sempre allo stremo delle forze nei combattimenti e succede sempre qualcosa che li salva (un aiuto esterno, un colpo di genio, una mossa azzardata), esattamente come nelle altre due serie.

Per quanto riguarda gli dei egizi hanno caratteristiche molto simili a quelli greci ma credo si differenzino in un paio di particolari. In generale sono più tranquilli e sembrano comprendere meglio le problematiche e i dubbi umani. Gli dei greci sono molto narcisisti e concentrati su loro stessi, gli dei egizi Riordan ce li mostra come più riconoscenti e più disponibili ad aiutare.

Se vi è piaciuta la saga di Percy e il primo volume degli Eroi, sicuramente vi piacerà anche questa nuova trilogia e ve la consiglio vivamente.
Se invece cercate solamente una lettura leggera senza pensieri ve la consiglio di buon grado.


Vi lascio il link di ibs: La piramide rossa - Rick Riordan

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