14 agosto 2013

Nessun dove - Neil Gaiman

La nascita di "Nessun dove" è un caso decisamente strano che bene si adatta alla figura del suo autore, Neil Gaiman.
Ci sono volute tre versioni per arrivare alla definitiva e la prima versione prende origine da una serie televisiva trasmessa in quell'anno dal canale BBCtwo. Di solito è la tv che prende spunto dalla letteratura, in questo caso è stato il contrario. La versione definitiva, con integrazioni e modifiche, esce nel 1996.

Breve trama. Una sera per caso Richard incontra una ragazza ferita sul ciglio della strada e la porta a casa propria. La soccorre e poco dopo dei ceffi alquanto inquietanti bussano alla sua porta cercando la ragazza. Scopre, quindi, che lei proviene da Londra Sotto, una Londra parallela addossata alle fondamenta della città, e decide di aiutarla a scoprire perchè la sua famiglia è stata uccisa e da chi. E si mette in un bel casino.

Abbiamo un eroe che non ha nulla dell'eroe, anzi è tutt'altro che eroico. Ha un lavoro nella City, un appartamento, una fidanzata irritante, un migliore amico di sbornie e un futuro radioso. La sua vita è noiosa e lineare ma, per puro caso, si ritrova in questa avventura mirabolante che lo renderà indispensabile per la riuscita della missione e praticamente un eroe anche se maldestro fino all'ultimo, sebbene non sia lui a salvare capra e cavoli ma la misteriosissima ragazza che ha salvato, Lady Porta (sì, porta come l'oggetto, nella versione originale Door). Richard è un ragazzo normale eppure è disposto a credere alle stranezze di Porta e della Londra Sotto e sinceramente, mentre leggevo, lo ero anche io. Certo, sapevo di star leggendo un fantasy e conoscevo la trama eppure Porta mi ha convinta davvero. Secondo me la migliore arma di un fantasy è farci credere qualsiasi cosa, anche quelle più assurde, rendendole vere e coerenti. Un asino che vola siamo sempre restii a pensarlo come vero, invece un mondo nelle fondamenta di Londra con esseri bizzarri è così verosimile che a un certo punto diventa vero senza sforzo.

La creazione della tana del bianconiglio è un tema molto affascinante perchè lascia veramente tantissimo spazio all'immaginario. Cosa c'è in fondo?
Molti autori hanno inventato un mondo sotterraneo dopo il capofila Carroll. Per esempio Roderick Gordon con la serie Tunnel e la più recente Suzanne Collins con Gregor (qui e qui), i primi che mi vengono in mente, e sono tutte interpretazioni diverse. Quello che accomuna tutte queste tane è il regno onirico, un umano del di sopra che scende di sotto e trova quello che non si aspetta, trova vita pulsante dove dovrebbe esserci solo il nulla, il nessun dove. Un posto che in teoria non esiste, un'allucinazione, una malattia mentale, non esiste eppure c'è e lo stesso protagonista alla fine si chiede se è stato tutto un sogno. Così come in Matrix, Richard sceglie la stessa pillola rossa che sceglie Neo ed entrambi scoprono quanto è profonda la tana del bianconiglio.

Interessante anche un parallelismo con opere successive di Gaiman. "Stardust", pubblicato nel 1998, presenta una tana che, in questo caso, è rappresentata dal muro che circonda il paese in cui vive il protagonista oltre il quale la magia è realtà e ogni cosa è possibile. In "Coraline", 2002, un tunnel porta direttamente dall'Altra Madre, nell'altro mondo, un'altra tana.

In questa versione di Gaiman, però, non ci sono mostri a ogni angolo, pipistrelli spropositati, popolazione albina, bottoni o magia ma c'è semplicemente il reietto della società per bene: il senza tetto, le creature della notte, i cacciatori di bestie, gli invisibili. Quelli che la società di sopra ha scacciato di sotto, quelli che sono finiti nelle "fenditure" e sono stati inghiottiti dal sotto.

Leggetelo, scegliete la pillola rossa e seguite il bianconiglio.


Vi lascio il link di ibs: Nessun dove - Neil Gaiman

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