16 agosto 2013

L'incanto di cenere - Laura MacLem

"L'incanto di cenere" di Laura MacLem è un libro che non ci si aspetta, uscito nel 2013.
Qualche tempo fa un conoscente aveva posto il problema se regalare o meno questo libro ad una persona amica. Cercando qualche informazione per aiutarlo nella scelta mi sono imbattuta in uno estratto del prologo. Mi ha veramente impressionato e messo parecchia curiosità che mi sono subito attivata per trovare il libro completo.

La favola da cui è stato liberamente tratto "L'incanto di cenere" è quella di Cenerentola. Tutti la conosciamo. Lei bellissima schiavizzata dalla matrigna e dalle sorellastre, al ballo incontra il principe, perde la scarpetta, lui la ritrova, si sposano e vivono per sempre felici e contenti. La solita solfa smielosa e ben poco interessante che da Perrault ai Grimm passando per Disney ci hanno proposto in tutte le salse; tantissime versioni da tutto il mondo ma che in fondo si assomigliano tutte. La protagonista incompresa, il padre tanto buono quanto morto, la cattiveria delle tre donne sono tutti elementi che ben conosciamo. Il principe finalmente la salva e la tira fuori da una situazione quantomeno disgraziata.

Bene, adesso questa bella favola ce la dimentichiamo. O meglio: confondiamo un po' i ruoli allentando le maglie del buono e cattivo e ci teniamo il ballo, le scarpette, il principe e il lieto fine. Qui Cenerentola non è una povera ed indifesa fanciulla bisognosa di protezione: si chiama Christelle ed è nata da una strega consacrata alla Dea pagana. Nel tempo libero si diletta con la magia nera, sacrifici di piccoli animali e le piace versare il loro sangue per suggellare patti diabolici. Le due sorellastre, quelle che nella favola originale sono due superbe e brutte ragazzine maleducate, qui mantengono sempre gli stessi nomi, Genevieve ed Anastasie, ma cambiano totalmente carattere e diventano dolci, gentili, premurose.

Quindi per dare un accenno di trama Christelle è una strega in cerca di sangue e vendetta per la morte della madre bruciata sul rogo. Genevieve si oppone alla sua sorellastra e la affronterà in un ultimo incontro. Di più non voglio deliberatamente dirvi perchè altrimenti vi perdereste il gusto della lettura.

Per il mio commento vorrei innanzitutto concentrare l'attenzione su Genevieve che è la nostra eroina, la protagonista indiscussa di tutto il libro. Il suo carattere determinato si può notare fin dall'inizio, ha capito che nella sorellastra c'è decisamente qualcosa che non va, qualcosa di antico, misterioso e terrificante. La proposta di Christelle di stare dalla sua parte nella ricerca della vendetta la lascia inorridita e senza pensarci un minuto decide che contrasterà la sorella di latte fino alla fine. Determinata sì, ma anche fragile. In fondo è solo una ragazzina di quattordici anni con pochissima esperienza del mondo e soprattutto della magia nera. Ama moltissimo sua madre e sua sorella Anastasie e vuole proteggerle dalla malvagità di Christelle e si spingerà fino all'estremo sacrificio. Genevieve, prima di aver chiare le intenzioni della sorellastra, cerca di accontentare la madre che vuole trovarle un marito adatto al suo rango e tutto sommato alla ragazza la cosa non dispiace essendo l'unico modo per uscire di casa. Quando poi capisce fino a che punto sono tutti in pericolo le prende il panico perchè lasciando la casa materna non sarà più in grado di proteggere la madre e Anastasie. L'essere d'accordo a cercare marito sarà solo una facciata ben organizzata, al suo ballo di debutto sarà scontrosa e acida con tutti i possibili pretendenti per evitare di trovarlo questo benedetto marito. Il personaggio del principe, a questo punto, diventa semplicemente un corollario, diciamo una sorta di premio finale collaterale la cui compagnia non viene cercata bramosamente da Genevieve sia in situazione di pericolo che prima. Anzi il principe è ancora meno utile in questo libro che nella favola originale, non serve proprio a niente, non ha carattere nè spessore e penso non sia solo una dimenticanza ma sia stato volutamente ignorato dall'autrice appunto perchè abbiamo già un'eroina che domina.

Lo stile di scrittura mi è piaciuto molto, leggero ma allo stesso tempo adatto all'epoca in cui si svolgono i fatti, diciamo infarcito il giusto. I colpi di scena non mancano e ci tengono attaccati alla pagine.
La strega Cenerentola è veramente cattiva, un personaggio che fa rabbrividire ad ogni descrizione, dark, circondata da un'aura di maleficio. La fata madrina, che dovrebbe essere una dolce fatina svolazzante un po' tonta, qui è una creatura assetata di sangue che pretende il pagamento del debito per risorgere e il ballo, da sempre simbolo di allegria, che diventa un'ecatombe sanguinolenta giusto ai rintocchi di mezzanotte. O schifosi ratti e zucche macilente che diventano la carrozza e i cavalli. Geniale. Tutti gli elementi più simpatici e carini della fiaba originale vengono presi e infilzati con uno spillone d'osso, resi orrorifici e magistralmente inquietanti.

Finalmente una Cenerentola cattiva era quello che ci voleva per smuovere un po' le acque a lungo torbide della bella angelica di turno rinchiusa dalle cattive parenti (nel 2013 dovremmo anche smetterla un attimo con questa fandonia del principe azzurro). Lasciamo spazio alle "principesse" che si salvano da sole, che non aspettano niente e nessuno, che prendono in mano il proprio destino e quello delle persone care.

L'unico piccolo appunto negativo che posso fare non deriva dal contenuto o dallo stile ma dall'involucro. La ragazza al centro della copertina è spettacolare, bella e maledetta, tuttavia il ratto e la zucca ai due lati credo facciano perdere un po' di tono al senso generale. Chissà, forse sarebbe stato quasi meglio non metterli?

In ogni caso se cercate qualcosa di fresco, coinvolgente e incantevole dovete assolutamente leggerlo, ne sarete entusiasti. 

 
Vi lascio il link di ibs: L'incanto di cenere - Laura MacLem

Autore: Laura MacLem
Dati: 2013, 192 p., rilegato
Editore: Asengard 

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