12 agosto 2013

American Gods - Neil Gaiman

Neil Gaiman è uno dei più importanti scrittori di fantasy al mondo e non solo scrittore: è fumettista, autore di album, sceneggiatore e un passato da giornalista. Uno dei più eclettici personaggi contemporanei, ha collaborato con Alice Cooper, la DC Comics e Terry Pratchett ed è vincitore di numerosi premi di letteratura. Non stupisce che i suoi libri siano mirabolanti avventure sospese tra mondi diversi. 
In particolare, oggi vi parlo di American gods del 2001 pubblicato in Italia due anni dopo.

Ben prima che Rick Riordan sdoganasse gli dei con il suo Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo del 2005, Gaiman ci aveva già costruito su un racconto esilarante, pieno di spunti e incredibili personaggi.

Shadow è finito in carcere. Qualche giorno prima della sua uscita apprende che l'amata moglie e il fido migliore amico sono morti in un incidente d'auto. Tornando al suo luogo di origine, in aereo, un losco figuro, tale signor Wednesday, gli propone un lavoro come guardia del corpo. All'inizio Shadow non accetta ma in seguito le circostanze gli fanno cambiare idea ed inizia la sua avventura.

Certo che detta così, convengo che la trama sia alquanto banale. Quello di cui, però, non vi ho ancora parlato è l'origine del signor Wednesday che altro non è che il dio Odino, padre degli dei nordici e di Thor, dio del tuono. Tutti gli altri personaggi creati da Gaiman sono dei di qualche cultura, da quella egizia a quella africana, dalla nordica alla greco-romana. L'unico mortale sembra essere Shadow che si ritrova sbalzato in un mondo dalle tinte fosche in cui regna la corruzione ed è in corso una grande battaglia. Infatti gli dei antichi e primigeni stanno per essere sopraffatti dagli dei delle nuove tecnologie e del mondo del nuovo millennio: la tv, internet, il denaro.
Shadow è un personaggio enigmatico, spesso molto più che gli dei. Di lui si conosce poco, nemmeno il suo nome di battesimo. Forse potrebbe chiamarsi Moon di cognome e lo sappiamo leggendo con lui l'articolo di giornale riguardante la morte di sua moglie, Laura Moon. Lei potrebbe aver mantenuto il cognome da nubile ma più probabilmente l'ha sostituito con il cognome del marito nell'usanza americana. 
EDIT: Dopo aver letto il racconto Il sovrano del Glen edito nella raccolta Cose fragili ho scoperto finalmente il nome di Shadow. Effettivamente il cognome è Moon, come avevo ipotizzato, e il nome è Balder.
Sappiamo che da ragazzino veniva preso in giro perchè era minuto e shadow - ombra - divenne il suo soprannome per la sua caratteristica di stare sempre in disparte. Un personaggio con un bagaglio psicologico profondo che mantiene la sua integrità e coerenza fino alla fine, senza farsi abbindolare nè dallo smagliante mondo moderno nè dal decadente mondo passato.

Gli altri personaggi, sono tantissimi, forse una cinquantina, sono dei arrivati in America nel corso delle migrazioni dei loro credenti in centinaia di anni. Hanno sembianze umane e sono integrati con il mondo, ma i loro poteri li rendono temibili. Per sopravvivere cercano l'essere umano, cercano qualcuno che li preghi, diventano prostitute, ladruncoli di infimo ordine, seduttori di giovani vergini e anche proprietari di pompe funebri. Assumono le caratterestiche umane di debolezza e virtù che, mescolate al divino, li rendono esplosivi, capaci di tutto. 

La narrazione non è lineare, bisogna stare attenti, non è di certo una lettura leggera e semplice. Durante la storia principale - quella di Shadow - Gaiman salta di qua e di là, indietro e avanti nel tempo, in altri mondi e in altri continenti. Troviamo l'inizio della cultura pagana africana, le storie di dei sopravvissuti e di quelli morti e addirittura un dio che si diletta nella narrazione della vita di altri dei. Un vero casino!

Di Gaiman avevo già letto Stardust e Coraline. Mi aspettavo di trovare una fiaba leggera e delicata, che sembrasse un sogno. Invece ho trovato un racconto duro che mi ha ricordato Jack Kerouac per la sua crudezza e il tema del viaggio con un pizzichino di Riordan (al massimo Riordan ne è stato ispirato, di certo Gaiman non si è ispirato a lui) per la magnifica integrazione degli dei nel contesto contemporaneo.
Una lettura che consiglio prevalentemente a un pubblico adulto.


Vi lascio il link di ibs: American gods - Neil Gaiman

Autore: Neil Gaiman
Dati: 2003, 523 p.
Traduttore: Bagnoli K.
Editore: Mondadori (piccola biblioteca oscar)

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